Non si muove una troja che il Re non voja

pubblicato da Giulia domenica, giugno 18, 2006 22:26

In realtà me ne frega veramente poco di scoprire se Vittorio Emanuele di Savoia sia o meno coinvolto in un giro di sfruttamento della prostituzione. Può essere, o può non essere, la cosa non mi tocca più di tanto. Un altro tizio con troppi soldi, affetto da un complesso di gigantismo dell’ego che gli fa pensare di essere intoccabile, al di là della sostanza o meno delle accuse. Ripeto, me ne frega veramente poco, se non per quella nebbiolina di schadenfreude che aleggia sempre intorno agli arresti dei ricchi, arroganti e privilegiati.

Quello che mi sembra interessante è come in due giorni si sia appena cominciato a grattare la superficie dell’immenso sistema di mignottaggio che presiede allo spostamento verso l’alto o verso il basso della stragrande maggioranza delle divette TV impiegate presso la pubblica azienda. Si fa ma non si dice, e si fa con una facilità sconcertante, almeno a giudicare dagli episodi che perfino io – la Vispa Teresa di Saxa Rubra – mi sono sentita riferire neanche tanto a mezza voce. Non che il pettegolezzo costituisca elemento probante, sia chiaro. Ma quando la stessa storia ti viene riportata nei medesimi termini da più parti, e più ci aggiungi pezzi più ti convinci che, anche asciugandola e privandola degli orpelli più pittoreschi, non è priva di qualsivoglia sostanza, allora capisci che non è una, non è due, sono tante quelle che si uniscono allegramente alle schiere del collocamento della figa.

Non tutte, ma tante. Perché? Per due ragioni. La prima, primissima, è che il sistema funziona. I dirigenti maschi abbondano. Le soubrette di belle speranze anche. Le prestazioni sessuali fungono da acceleratore nella scalata alla vetta, e la velocità, per una donna la cui arma principale è la bellezza, è la chiave di tutto. A fare tutti i gradini si rischia di arrivare vicine alla cima quando ormai la faccia è caduta. Un paio di scopate ben piazzate, e via che si sfreccia verso la meta.

La seconda, e non meno importante, è che il talento per una donna raramente paga. Comunque non nell’immediato, e del resto la marcia verso un ruolo di prestigio può diventare molto frustrante, con tutte queste signorine dalla sottana facile che ti schizzano via accanto a cavallo di un caval per non dire di peggio. Il messaggio, reiterato e martellato nel subconscio delle femmine nazionali senza che nessuno si sogni di contraddirlo, è il seguente: Con il sesso si va dappertutto. Il sesso inteso nel senso più generale del termine, dall’esibizione delle tette e delle chiappe in funzione di Letterina, via via a salire fino al generoso donarsi al potente di turno. I contorni, dopotutto, possono essere sfumati a piacimento. E non serve essere spaventosamente gnocca per trovare un sottosegretario disposto a piazzarti.

Per una volta, salvo insabbiamenti, i nomi e i cognomi di queste signorine salteranno fuori. Forse è troppo chiederne la correità (anche se forse un reato, pur minimo, si configura? Che ne so, corruzione?), ma sarebbe interessante vederle esposte per quello che sono.

Commenti e ping chiusi.

39 commenti to “Non si muove una troja che il Re non voja”

  1. Paola says:

    giugno 18th, 2006 at 11:33

    Se hai letto quello che circola, non si configura neanche il reato di corruzione. Le poverette sono concusse!

  2. Paola says:

    giugno 18th, 2006 at 11:34

    Poverette era ironico, ovviamente.

  3. menphis says:

    giugno 19th, 2006 at 9:28

    ….. per cui noi maschietti rivendichiamo per le pari opportunità:
    Più dirigenti maschi gay …..
    o in alternativa (cosa come minimo più gradita …. tranne la Bindi ….. ma giusto per il fatto che ….. rischierei (io!!!!) di non raggiungere nemmeno lo scopo per il quale mi sono “sacrificato!!!”) più dirigenti donna …..

  4. Molly says:

    giugno 19th, 2006 at 9:42

    Forza, Giulia, dicci a chi l’hai data per entrare in Rai 🙂

    (Faccenda triste, tristissima comunque)

  5. Giulia says:

    giugno 19th, 2006 at 10:11

    Molly, tu ridi, ma il malcostume è talmente diffuso e accettato che c’è chi dà per scontato che per lavorare lì dentro sia necessario scopare con qualcuno di potente. E’ considerato normale, come se non ci fosse altro modo. Di me si sono limitati a dire in giro che sono la nipote di non so che dirigente (stesso cognome, mai visto in vita mia). Qualcuno ha provato con la leggenda dell'”amante del direttore”, ma non ha attecchito.

    Tu ridi, ma non sai quanto sia squalificante lavorare là dove, con un pompino alla persona giusta, salti tutti i passaggi senza problemi. Finisce che siamo tutte colpevoli, anche quelle che non si sono mai sognate di utilizzare quel genere di metodi.

  6. francesca says:

    giugno 19th, 2006 at 10:14

    Ho qualche dubbio.
    In breve: ho lavorato per anni nel sottobosco del cinema e della televisione, semplicemente per pagarmi gli studi, senza avere il sacro fuoco dell'”arte” nè ambizioni di scalata delle scalette dello yacht di Briatore. Ho avuto proposte e tentativi maldestri di ricatti sessuali, che ho sempre rispedito al mittente, vuoi per dignità personale che per mancanza di ambizione. Quando mi sono laureata, e ho cominciato a misurarmi con la carriera che interessava a me e i concorsi pubblici, la realtà con cui ho dovuto misurarmi è sempre stata non tanto la sveltina sinallagmatica, quanto il ricattino politico, la spintarella sia di destra che, putroppo, di sinistra, e superarle per un posto di lavoro, solo studiando, di notte, per anni anche dopo la laurea, è stato ed è difficilissimo.
    Oggi, a pochi giorni dal mio primo orale da dirigente in un importante ente pubblico, dopo aver superato due selezioni e con tutti che mi dicono “che ci vai a fare, tanto si sa…”, mi chiedo se poteva essere meno umiliante ignorare una mano sulla coscia, piuttosto che mercificare la mia testa per il calcio in culo del politico di turno, e non so rispondermi…
    Scusa lo sfogo, ma le migliaia di cozze e di maschietti che fanno carriera con questo tipo di “agevolazioni” (che si pagano assai meno, peraltro, della scopata con il laido di turno), non mi pare facciano gran notizia…

    Francesca.

  7. Molly says:

    giugno 19th, 2006 at 11:25

    No, Giulia, non rido come pensi tu, ho messo lo smile solo per farti capire che la mia era una battuta.
    Proprio ieri parlavo con mia madre di quanto sia triste e retrogrado questo malcostume, e di quanto sia ancora più triste che il sogno di una bella 25enne sia solo sventolare le proprie tette in tv, fare un calendario, fidanzarsi con Briatore. E forse, l’unica nota ancor più triste di tutto questo, è il fatto che questo meccanismo sia risaputo e, quindi, implicitamente accettato.
    (Dimmi che nessuno ha pensato che sei parente della Ilary).

  8. Giulia says:

    giugno 19th, 2006 at 12:03

    Francesca: viste anche quelle, quotidianamente. Purtroppo. Vanno in tandem con le zampe sulle cosce.

    Molly: a quella scemenza (mi hanno chiesto se fossi la sorella) ho risposto con un secco “Fatevi vedere dall’oculista”.

  9. Mushin says:

    giugno 19th, 2006 at 12:05

    Italia: un paese in cui il sottobanco è la norma. E non solo in queste cose ovviamente. La cosa assurda è che siamo così tanto abituati al marcio che quando viene fuori, a parte la reazione del momento, non ci stupisce invero più di tanto, l’indignazione non si tramuta in sanzione sociale.
    Il sistema si rigenera e alla lunga l’impunità è la norma (a parte qualche piccolo fastidio giudiziario nel breve termine). Anzi lo scandalo ti fa pure più “umano”, l’errore fa emergere non la tua responsabilità (colpa o dolo che sia) ma la tua fragilità, per cui fanno quasi tenerezza… Poverini, hanno tutto e sono sottoposti ad uno stress tale che può far loro perdere la retta via (Calissano docet). Ma vadano a far i manovali o i fruttivendoli e lascino le responsabilità a chi ha carattere e integrità morale (ah! Che parolaccia…)

  10. Colas says:

    giugno 19th, 2006 at 12:08

    Infatti la vera forza dell’affaire savoia è che sta facendo venire alla luce un nuovo tipo di raccomandazione:

    la ragazzetta cerca l’appoggio di un politico (o di una parte politica), il politico spinge la ragazzetta a letto con un dirigente televisivo o semplicemente con lui, con il suo assistente, suo fratello e il portiere del palazzo e poi si prende l’onere di fare pressione sul dirigente amico.
    Superfantastiche!

  11. dm says:

    giugno 19th, 2006 at 12:09

    Certo che la concussione sessuale è un reato difficile da dimostrare. Qual è il confine, il confine?

  12. Giulia says:

    giugno 19th, 2006 at 12:18

    Sì, è difficile da dimostrare perché la “vittima” è completamente consenziente. Ma resta il collegamento temporale trombata-collocazione. E resta anche il fatto che è un reato a due vie: ci sono colpevoli da una parte e dall’altra. La colpa è dei dirigenti che riscuotono il loro pizzo di pompini come delle sgallettate che scelgono la via della prostituzione come mezzo per avanzare di grado. Sono tutti complici: e non è difficile trovare testimoni, sono storie che sanno anche i sassi. E’ talmente normale che le so perfino io.

  13. federicochi says:

    giugno 19th, 2006 at 2:01

    cara giulia sono d’accordo con te: l’unica questione è che, generalmente, le signorine in questione sono sempre e solamente considerate vittime di un sistema.
    Se si inziasse a punire anche chi si concede, come chi chiede, forse si riuscirebbe a scardinare il tutto…

  14. gattasorniona says:

    giugno 19th, 2006 at 2:36

    ho fatto mia l’espressione: “sistema di mignottaggio”, bellissima!

  15. Disorder says:

    giugno 19th, 2006 at 3:34

    @Menphis (#3): Per quanto riguarda la tua prima richiesta (dirigenti gay), non c’è bisogno di richiederli. Così almeno pare dall’intercettazione di quella personcina adorabile della Saluzzi (“Del Noce vuol sistemare la *fidanzata*…”).

    @Giulia: noi ci si scherza, ma la immagino la rabbia di chi come te ha a che fare con questo ambiente. Soprattutto perchè in Italia si sa come vanno a finire queste cose. Mi sa che le nipoti (sia vere, sia “da parte di fa*a” per citare AmiciMiei) avranno sempre la strada facilitata. A proposito, ancora nessuno ha commentato dicendo che è ingiusto prendersela con le belle ragazze perchè è giusto vederle nei programmi tv…

  16. stone says:

    giugno 19th, 2006 at 5:25

    Com’era bello il re a “porta a porta” mentre stava in chiesa a pregare…

  17. Superqueen says:

    giugno 19th, 2006 at 5:36

    Ho letto l’intercettazione telefonica della Saluzzi e ci sono rimasta veramente da schifo, che tristezza. Che poi, dal mio punto di vista, la cosa più inquietante di tutta la faccenda è che queste donnine si concedono al politico/dirigente tv di turno per arrivare dove??? Dico, la Monsè che cavolo ha mai fatto in vita sua??? Essere passata per il letto di qualcuno che vantaggi/visibilità le ha portato??? Partendo dal presupposto che la tecnica del ‘divano del produttore’ è comunque una cosa avvilente, mi sembra che i risultati di questo ‘pagamento di pegno’ non abbiano portato, che ne so, alla prima serata (il che rende la faccenda ancora più squallida, come se davvero la più alta aspirazione di una donna sia quella di limitarsi a sculettare in tv).

  18. Giulia says:

    giugno 19th, 2006 at 6:03

    Superqueen: il nocciolo della questione è che, se queste signorine fossero più intelligenti, vedrebbero da sole come concedersi al potente di turno in cambio di un piazzamento televisivo non è affatto una garanzia. Il sistema funziona, ma solo per mantenere chi lo foraggia a bassi livelli: in altre parole, se hai dato via la passera per ottenere un posto, lì ti fermi. E se il tuo amante perde potere o cambia fiamma, hai finito anche tu. E devi sbrigarti a trovarne un altro, oppure non vai da grandi parti.

    Morale della favola: la mamma aveva ragione a dirti di studiare 😀

  19. vis says:

    giugno 20th, 2006 at 12:34

    Non ci meravigliano simili malcostumi così come non ci hanno meravigliato quelli che solo poco tempo fa hanno scoperchiato il pentolone del mondo del calcio.
    Uomo o donna che tu sia, la raccomandazione, ottenuta con sistemi diversi, pare che sia ancora l’unica cosa possibilità che ti viene concessa per fare carriera.
    Voglio illudermi che questo pubblico sputtanamento (di dubbio gusto da parte dei magistrati che indagano ma sicuramente efficace) serva a qualcosa.
    Fosse anche solo a spezzare il sogno di gloria di migliaia di ragazzine e di ragazzini disposti ad ipotecare il loro futuro all’inseguimento del mito del calciatore e la velina.
    Venduti entrambi.

  20. rael says:

    giugno 20th, 2006 at 9:19

    a me non fa tristezza che ci sia la mignottella con delle misure da sgallettata che baratta la figa per l’apparizione.
    a me fa tristezza che per chiunque sia logico pensare che per lavorare in tv -o nell’editoria, o nelle aziende o ovunque- sia NORMALE pensare di darla via in cambio di qualcosa.

  21. Marco says:

    giugno 20th, 2006 at 10:55

    A me fa tristezza che funzioni così in ogni ambiente; ricordo che all’ultimo anno di liceo una mia compagna disse alla prof di latino che avrebbe voluto fare archeologia, il suo commento fu: “Allora, preparati a darla via”.
    E’ ancora più triste che questi dirigenti politici abbiano la fila di ragazzine-pronte-all’uso dietro la porta; finché non cambierà la mentalità di certe donne, un ministero per le pari opportunità sarà sempre una cosa ridicola

  22. Giulia says:

    giugno 20th, 2006 at 12:12

    La mentalità di certe donne e di certi uomini, che dall’alto del loro potere si permettono di trattare con sufficienza le portatrici di utero, che devono essere prima di tutto decorative e disponibili, e in seconda battuta capaci (se avanza).

  23. viscontessa says:

    giugno 20th, 2006 at 3:27

    Difficile decidere da dove cominciare e dove individuare l’origine della colpa se dalle vallette disposte a darla via per un particina in tv o dagli uomini che approfittano di una simile disponibilità.
    Certo che se la gnocca in tv viene proposta solo come tale e in quantitativo enorme, è facile comprendere come certe usanze siano del tutto normali.
    A me fa una gran tristezza constatare l’incapacità dell’essere umano di gestire ogni libertà acquisita.

  24. satomi82 says:

    giugno 20th, 2006 at 4:34

    cosa poteva fare nella vita uno che si chiama ugo bonazza?
    scusate la battuta in mezzo ai discorsi seri

  25. Lily says:

    giugno 21st, 2006 at 9:30

    Mi è piaciuto il commento indignato sul disprezzo della donna. Il fatto in sé che l’abbia pronunciato sembra una cosa straordinaria: chi dice più niente sullo svilimento della femminilità, al di là del pruriginoso Moige o di qualche cattolico bigotto in occasione di qualche spot scollacciato?

  26. Lily says:

    giugno 21st, 2006 at 9:30

    intendevo il commento di Prodi ovviamente 😉

  27. Jsus says:

    giugno 21st, 2006 at 11:28

    lavoro in rai da piu’ di dieci anni…
    la storia in questione e’ molto triste ma risaputa e vera.
    rai futura e’ nata anche per questo.
    vuoi sapere i nomi ed i cognomi di queste signorine? basta che ti guardi intorno e ti accorgerai che hanno tutte qualcosa a che fare con AN.
    nessuno sta li perche e’ bravo te lo assicuro…
    a raisport (direttore in quota AN), dal governo berlusconi in poi sono apparse vallette in ogni trasmissione che non fanno altro che leggere classifiche e lanciare pubblicita’( me ne spieghi l’utilita’?).
    ad AN serviva metterle da qualche parte.
    Uno mattina IDEM con patate…( anzi forse li’ e’ veramente il peggio del peggio.
    e’ triste ma e’ proprio cosi’ inutile far finta di nulla.

  28. Giulia says:

    giugno 21st, 2006 at 11:58

    Jsus, lavorandoci da un anno (dopo regolare casting e senza avere la più pallida idea di chi fossero i dirigenti prima di andarci a lavorare) ti dico che a) so benissimo chi sono le signorine e b) so anche quali di queste sono state espulse per incapacità, santo in paradiso o meno.
    I post non nascono sotto i cavoli e non li porta la cicogna 😀

    Va anche detto che fra le conduttrici sono la minoranza. La maggior parte ha fatto i provini insieme a me, e non ha appoggi politici di sorta. Facciamo i conduttori in un canale minore sempre a rischio chiusura, facendoci un mazzo a tarallo pagati pochissimo (soprattutto rispetto alle lautissime paghe Rai), facendo da autori, redattori e programmisti registi di noi stessi e credimi, non è questo il trattamento riservato alle dispensatrici di passera: quelle le riconosci, perché non hanno voglia di fare niente, e niente fanno (e niente sanno fare, del resto).

    Questo, come già detto, è il risvolto tristissimo di tutta la faccenda: che anche chi lavora onestamente (e ci sono) diventa colpevole finché non è provata la sua innocenza.

  29. Jsus says:

    giugno 21st, 2006 at 12:14

    Hai ragione Giulia. Ma sai se ne vedono cosi’ tante…
    Anche le lautissime paghe rai di cui parli sono solo per pochi eletti.
    Non sicuramente per gli interni o per i contrattisti senza santi in paradiso, esclusa naturalmente la dirigenza e la setta(perche’ di questo si tratta)dei giornalisti.
    Che il canale sia in chiusura non credo, ma in effetti se questo deve essere il “Futura” della Rai meglio chiudere subito.
    Senza offesa ma siamo oggettivi Rai Futura e’ veramente triste, come del resto il 90 per cento dei canali della Rai.
    Allora ti saluto con un augurio ed una speranza… che Rai Futura chiuda o cambi linea editoriale… e che tutti quelli che lavorano bene, a due lire e senza raccomandazioni vengano utilizzati per sostituire,nelle reti principali, chi lavora male ed e’ messo li’ solo perche’ conosce qualcuno…

  30. Lily says:

    giugno 21st, 2006 at 12:26

    Spazio gossip…
    Ma questo??.. http://www.mariamonse.it/libro2.html
    “Ho avuto l’opportunità di fare questo libro” – scrive l’autrice – “ e sono veramente contenta, così forse comincerete a pensare a me non solo come una faccia carina…
    Carina?? De gustibus 😛
    Adesso è stata sputtanata, è quella che viene definita porcella doc…

  31. Giulia says:

    giugno 21st, 2006 at 12:30

    Jsus, sai, a Rai Futura ho avuto la possibilità di fare un programma musicale in cui ho ospitato la crema dell’indie-rock italiano e internazionale (OK, Adam Green: però la crema), e ho potuto portare la musica dal vivo di qualità in prima serata. I miei colleghi di L33T stanno per esportare il loro prodotto su una rete nazionale. Abbiamo portato avanti quattro giorni di diretta da Salone del Libro di Torino, intervistando scrittori italiani e internazionali. Le porcate sicuramente ci sono, ma roba di qualità, per quanto poca, se ne è vista. Non è possibile fare di tutta l’erba un fascio, e soprattutto, questo canale ha permesso a tutti noi di fare palestra come conduttori e imparare un mestiere giorno dopo giorno, in diretta, senza la rete di sicurezza della registrazione. E questo è stato concesso soprattutto a quelli che hanno offerto un contributo creativo.

    Sarebbe bello che chi ha lavorato potesse essere trasportato sulle reti nazionali, ma se Rai Futura è messa così, come pensi siano le reti generaliste? A me è stato concesso, dal niente, di imparare un mestiere pagata, e di lavorare in quasi completa autonomia. Per questo sono grata, anche se non mi impedisce di provare schifo per tutto il resto.

  32. Giulia says:

    giugno 21st, 2006 at 12:32

    Lily, Maria Monsè è molto carina. Se non lo fosse, non so se sarebbe stata oggetto di cotanta compravendita. Comunque Sottile è uno schifoso.

  33. Lily says:

    giugno 21st, 2006 at 2:01

    Pensavo le scegliessero perché respirano 😉
    A me non piace, magari dal vivo è meglio.
    Ma il libro…

  34. cical0ne says:

    giugno 21st, 2006 at 5:32

    QUI LE “COSE” SONO DUE, QUELLE TUE D’OGNI MESE
    E QUELLE MIE, CHE NEMMENO CICCIOLINA CHE E’ESPERTA SA…

    HAI MAI PENSATO DI CAMBIARE NOME AL BLOG O DIVENTARE INDOVINA ?

    CIAO!

  35. Rosario says:

    giugno 23rd, 2006 at 10:58

    Le donne hanno lottato per la parità…ma alcune (non poche) di loro si comportano in modo indecente, preferendo la scorciatoia ai sacrifici. E allora, mi chiedo, non sarebbe meglio riaprire i bordelli in cui ci si va a sfogare?…Così il sesso cessa di essere un’arma di scambio e di ricatto? Riflettete…per quel che mi riguarda non sono nè un conservatore, nè un maschilista (i bordelli potrebbero essere anche rivolti ad un pubblico femminile)

  36. Giulia says:

    giugno 23rd, 2006 at 1:38

    Rosario, sono in profondo disaccordo con quello che dici. Prima di tutto, mi pare che non ci sia alcun legame fra l’abitudine di certe donne di utilizzare il sesso come leva per farsi strada, e quella di molti potenti di sfruttare questo malcostume. Per un potente non è certo difficile scoparsi la starlette di turno e poi chiamare un pappone a caso e farsi mandare a casa una prostituta d’alto bordo. Le due cose non si escludono a vicenda. La concussione sessuale, come lo stupro, è un esercizio di potere, non ha niente a che vedere con il sesso.

    L’idea del bordello come “sfogo” va completamente contro l’idea di una sessualità vissuta con consapevolezza e condivisione da entrambi i sessi, piuttosto che come una pura necessità fisiologica da sbrigare utilizzando un corpo a caso, pagato apposta, una partner che non è partner, è solo buco disponibile e indifferente. Un uomo che tragga appagamento da un rapporto del genere ha delle serie tare a livello emotivo.

    Le donne hanno un rapporto più intimo e meno meccanico con il sesso: non è riducendo anche la nostra sessualità a puro mercimonio, in una sorta di assurda par condicio della tristezza anaffettiva e anerotica, che si risolve il problema.

  37. bello says:

    giugno 24th, 2006 at 3:58

    Certo che se anche una 42enne come la Saluzzi deve dare il culo x lavorare vuol dire che il sistema è veramente marcio

  38. Misos says:

    settembre 25th, 2006 at 3:37

    In gergo si dovrebbero chiamare troie,ma il perbenismo impera nel belpaese e vengono chiamate x nome e cognome.

  39. Paulini says:

    dicembre 9th, 2006 at 6:22

    Vivino i pompini……………..