Chi aggredisce chi

pubblicato da Giulia domenica, aprile 6, 2008 17:56
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Quelli che difendono il diritto di Ferrara di andarsene in giro per le piazze italiane a gridare che le donne sono delle assassine e che bisogna tornare ai tempi in cui le gravidanze capitavano e basta perché lo vuole Dio, probabilmente non hanno la percezione di quanto queste accuse di Ferrara siano gravi, e pesanti, e di quanta ridicola arroganza ci sia nelle sue tesi. Alla fine dei conti, starcene a casa a brontolargli contro non basta, siamo come gli alberi che cadono nella foresta. Nessuno ci sente, mentre Ferrara, essendo Ferrara e non un balordo qualsiasi uscito dalla bocciofila con in testa l’idea meravigliosa di rimettere le donne al posto che competeva loro prima del 1948, lo sentono tutti e lo sentono bene. Visto che nessuno ancora lo ha sepolto sotto la risata che gli competeva dopo la magra figura di Piazza Farnese, e visto anche che la par condicio obbliga i media a dargli visibilità, protestare vivamente e duramente contro la sua violenza è francamente il minimo. Magari evitare gli oggetti contundenti, ecco, quello sì. Per il resto, la contestazione è legittima come lo sarebbe la contestazione di un qualsiasi razzista, omofobo o antisemita. L’odio gratuito non è mai accettabile, neanche quello travestito da pietà che Ferrara pretende di portare in giro.
Se passa questa, in tutta la sua assurdità, da lì a toglierci il diritto di voto c’è proprio un attimo.

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