Orgoglio umano

pubblicato da Giulia sabato 11 Giugno 2011 12:03
Aggiunto nelle categorie Gay Today, Viva la gente

Io oggi vado al Pride, monsoni permettendo, perché sono una donna eterosessuale cisgender. E in quanto tale ho praticamente tutti i diritti di cui ho bisogno, e nessuno si sogna di dirmi che non li posso avere. Posso sposarmi, divorziare, ricorrere alla fecondazione assistita (a patto che mi sposi, eh). Nessuno mi aggredisce per strada quando cammino con il mio compagno, se ci diamo un bacio non ci multano, posso donare il sangue senza che mi rifiutino la donazione, il mio orientamento sessuale non viene usato per denigrarmi. Non ci sono ministri che parlano a vanvera di cosa mi sia o meno consentito fare con la mia vita, le mie scelte affettive non sono considerate anticostituzionali. In parole povere, vado al Pride perché i diritti delle persone gay e transgender e tutte le altre varianti siano anche i miei diritti, e viceversa.

Speriamo solo che non piova.

Orfani della scuola: la protesta degli studenti di Villa Greppi

pubblicato da Giulia venerdì 10 Giugno 2011 17:27
Aggiunto nelle categorie Spot, Triste mondo malato, Viva la gente

Non so se ve lo ricordate, ma poco tempo fa sono stata un paio di giorni in una scuola della Brianza, il Villa Greppi. Bene, è di oggi la notizia che gli studenti che ho incontrato potrebbero non avere più un Liceo Classico da frequentare, a partire da settembre.

Questa è la lettera che hanno spedito al Giornale di Merate, come protesta contro la decisione del Provveditorato. Se volete seguire gli sviluppi della cosa, questa è la loro pagina pubblica.

Siamo le ragazze e i ragazzi di quinta ginnasio e prima liceo del classico di Villa Greppi, classi che, secondo una recente decisione del provveditorato, saranno chiuse a partire dal prossimo anno scolastico e gli studenti si ritroveranno così costretti a cambiare istituto.
Ovviamente ci siamo subito attivati per capire le motivazioni di questo inaspettato e sconcertante provvedimento, di cui ci è giunta notizia solo tramite i giornali, a scuola ormai conclusa e che pare dovuto da un lato ai pesanti tagli effettuati sul personale scolastico, dall’altro all’esiguo numero di studenti iscritti al corso (29 nelle future prima e seconda liceo):in qualità di diretti interessati, riteniamo ora di dover esprimere la nostra opinione sull’argomento.

Prima di tutto il classico al Greppi ha sempre avuto pochi iscritti, ciò si motiva col fatto che l’indirizzo è stato aperto solo nel 2008 ed è pertanto relativamente giovane, ma nasce in risposta a una forte richiesta nel territorio delle province di Lecco e Milano di un liceo classico nella zona di Monticello; nonostante il numero limitato, ci è sempre stato assicurato che il progetto sarebbe continuato in ogni caso, consentendoci di terminare il ciclo di studi regolarmente, in quanto il liceo si sarebbe appoggiato al più ampio istituto A. Greppi. E’ quindi naturale la nostra sorpresa quando la decisione, presa unilateralmente senza consultare la scuola, è stata resa pubblica: in parole povere le future classi prima e seconda liceo non verranno autorizzate, impedendo di fatto a 29 ragazzi di continuare il loro percorso di studi nell’istituto, senza un minimo di preavviso per le famiglie.

Come è ovvio ciò creerà una serie di problemi a studenti e genitori:
– L’unico altro liceo classico pubblico nella provincia è il Manzoni di Lecco, troppo lontano per molti degli studenti e con posti limitati.
– Scontate sarebbero le difficoltà nel cambiare professori e programma (il Greppi potenziava infatti l’inglese, mentre altre scuole prediligono l’arte o la fisica, materie quasi o del tutto nuove per noi)..
– Per l’attuale prima liceo il passaggio risulterebbe particolarmente complicato, in quanto verrebbe meno l’essenziale continuità del blocco triennale per quanto riguarda gli argomenti affrontati e le modalità di insegnamento, in previsione di un percorso che prepari al conseguimento della maturità classica.
– A ciò si aggiungerebbe inoltre una forte sofferenza di carattere affettivo: in questi anni ci siamo legati in modo profondo all’istituto e agli studenti di altri indirizzi, senza contare i legami tra compagni di classe, che nella maggior parte dei casi finiranno divisi in diversi licei.
– Infine, ci sembra oltremodo ingiusto che a dover pagare per i tagli imposti al personale scolastico siano gli studenti più “deboli” dal punto di vista numerico: coloro che hanno scelto un percorso di studi impegnativo e faticoso, il quale, per sua stessa natura, è da sempre selettivo costituito di piccoli numeri. Con questa decisione ci sembra che il provveditorato non riconosca il valore e l’utilità di tale percorso, finendo per mortificare la fatica e la passione di tutti noi, che desideriamo portarlo a termine, possibilmente nelle condizioni di partenza che, insieme alle nostre famiglie, abbiamo consapevolmente scelto.
A noi si uniscono gli studenti di quarta ginnasio e i nuovi iscritti che, seppur salvati per il momento, vedono profilarsi sempre più concreta l’eventualità di non potere terminare il corso di studi così come non è stato concesso a noi, e insieme chiediamo a chi di dovere di ascoltare la nostra opinione e cercare una possibile soluzione che non comprenda l’annullamento di ben due classi.

Con la speranza di poter continuare il nostro corso di studi,
gli studenti del liceo classico del Greppi.

E tante grazie, ministro Gelmini, aggiungerei io.

Eve Ensler, per esteso

pubblicato da Giulia mercoledì 1 Giugno 2011 14:33
Aggiunto nelle categorie Una che scrive

Finalmente online l’intervista intera!

Avanti popolo!

pubblicato da Giulia mercoledì 1 Giugno 2011 14:32
Aggiunto nelle categorie Spot
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Vorrei dire molte cose su quello che sta succedendo in questo momento. Davvero un sacco. Ma mi sfuggono, come pesci rossi in una boccia troppo grande. Ne parlo a spizzichi con la gente via mail e social network, e c’è questo senso di euforia mista a terrore: e se ci stessimo sbagliando di nuovo? Se il finale che aspettiamo da troppo tempo non fosse ancora arrivato? Freddy Krueger è risorto tutte le volte che è stato dato per morto. Silvio Berlusconi possiede la stessa tenacia (e anche, dai e dai, la stessa faccia).

Per cui aspetto.
Il tempo di parlare arriverà presto.

Nel frattempo, niente: andate a votare il 12 giugno. Andateci. Non solo per nucleare e acqua, ma anche contro il legittimo impedimento, che è il vero motivo per cui il governo sta mettendo i bastoni fra le ruote allo strumento referendario con ogni mezzo. Andate, esprimetevi secondo coscienza, ma fatelo: portateci mamme e papà, zii e zie, sorelle e fratelli, amici, tutti. Per il mare c’è tempo, per decidere del paese no. Bisogna farlo ora: un bel quorum è quello che ci vuole. Sarebbe il segnale definitivo del risveglio.

Creature emotive

pubblicato da Giulia mercoledì 18 Maggio 2011 13:37
Aggiunto nelle categorie Una che scrive

Ho passato i due giorni successivi all’intervista con Eve Ensler a cercare un modo per raccontarla. Alla fine, mi sono arresa all’impossibilità di rendere giustizia alla sua meraviglia. E ne ho parlato così, come potevo e sapevo, su Style.it.

A Torino! A Torino!

pubblicato da Giulia mercoledì 11 Maggio 2011 20:44
Aggiunto nelle categorie Sono fatti miei, Una che scrive

Gli eventi di settore mi mettono stress, a prescindere dal settore. Mi stresso prima, intendo, e nove volte su dieci finisce che non ci vado proprio per lo stress preventivo. Per non parlare della sindrome da eccesso di scelta legato a millemila stand di libri con sconti. E tutta quella gente del settore. Che poi è gente che vedo anche altrove, ma lì è tutta radunata a fare settore. Un intero palazzo delle esposizioni pieno di editori, scrittori, editor. Ansia. Insomma, un po’ che sono orso, un po’ che mi pesa il culo di andare fino a Torino, io al Salone ci sono andata due volte negli ultimi sette anni, e la seconda era perché mi ci hanno mandato dal lavoro a riprendere gli stand con un telefonino cellulare collegato in diretta e a improvvisare (sempre in diretta) le traduzioni di autori che non avevo mai visto prima. È una bella storia. Credo di averla raccontata dodicimila volte.

Comunque era il 2006 e ora è il 2011 e io torno al Salone.

Per fortuna ho tanta di quella roba da fare che non faccio in tempo a farmi venire l’ansia. Venerdì 13 arrivo, il tempo di ambientarmi un attimo e già devo scappare in direzione Casseta Popular, a Grugliasco (TO), per leggere pezzi del mio ultimo libro, Il mondo prima che arrivassi tu. Di norma, questa è una cosa che faccio con Marco Bonini aka Ubik; questa volta, ad accompagnarmi/improvvisare/distrarmi con improvvise svisate (darò la colpa a loro se mi impapero) ci sono Gigi Giancursi dei Perturbazione, i Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo e ila rosso. Mezza Torino indie che si mobilita per me. Se ci penso mi sento come le bambine che ricevono finalmente per Natale il tanto desiderato pony. Per festeggiare la mia contentezza, leggerò anche un capitolo (corto) dal mio prossimo libro, che ho consegnato da pochissimo, non ha un titolo e neanche una data d’uscita. L’equivalente editoriale della rosamarina, per capirci.

Ma non è finita.

Sabato 14, alle 18.30 sul palco di BoL, intervisto Eve Ensler. Per chi mi conosce anche una ‘nticchia si capisce come questo possa farmi felice. Spero di non coprirmi di ridicolo, però voi venite lì a osservarmi con intenzione, così mi si felpa la lingua e sbaglio le coniugazioni dei verbi.

Domenica torno a casa, tranquilli.

Diglielo, Grace.

pubblicato da Giulia sabato 30 Aprile 2011 19:44
Aggiunto nelle categorie Dementialia
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La kryptonite del Silvio

pubblicato da Giulia domenica 17 Aprile 2011 10:27

Mi fa piacere che il Silvio sia ormai al teatro del nonsense, con le sue esternazioni sulla scuola che inculcherebbe valori contrari a quelli della famiglia. Valori di sinistra, dice, tipo l’ortografia e la grammatica ma soprattutto la storia, che per quelli del Pdl è un fastidio continuo: un paese senza storia è un paese senza memoria, un paese in cui ieri non esiste e si vive sempre proiettati verso un avvenire glorioso che però non arriva mai. La smemoratezza e la manipolazione dei fatti sono grandi alleati del politico inetto, che marcia a furia di slogan e promesse.

Mi fa piacere, dicevo, che il Silvio abbia tirato dentro la scuola nel suo affannoso fare ammuina davanti ai molteplici processi che lo coinvolgono, perché così ho l’occasione di raccontare due cose sulla settimana appena trascorsa. Martedì e giovedì sono stata impegnata in una scuola superiore della Brianza, l’ITC Greppi di Monticello, all’inizio con la scusa del libro ma alla fine si è parlato un po’ di tutto, dal mestiere della scrittura in sé e per sé alla lettura, fino alla cultura pop. Gli insegnanti che mi hanno messo a disposizione le loro ore si sono prodigati perché riuscissi a incontrare più alunni possibile, e (come sempre, quando mi capita di passar del tempo nelle scuole) me ne sono andata con molto più di quello che ho dato. In due giorni (tre, contando la puntata allo Iulm di mercoledì, in cui ho incontrato studentesse del primo anno) ho fatto la conoscenza di una quantità di teste vive, gente con opinioni, gente che legge, critica, respinge, distingue. Il mito del bimbominkia che a quattordici anni non è costituzionalmente in grado di mettere in fila tre pensieri è un comodo mito, appunto, costruito a uso e consumo di chi non vuole occuparsi delle nuove generazioni emergenti se non quando ritiene abbiano un problema. Sono scemi, lenti, ignoranti, svogliati, si dice: che imparino a guadagnarsi il loro posto nel mondo, come abbiamo fatto noi. Bel posto nel mondo, dico io, che della mia generazione penso tutto il male possibile.

Non ho idea di quale sia l’orientamento politico degli studenti che ho incontrato o delle loro famiglie. In questi giorni si è parlato d’altro, ma la sensazione che mi sono portata a casa è che il Presidente del Consiglio faccia bene ad avere paura. A dispetto dell’opera di smantellamento della scuola operata dal suo Ministro dell’Istruzione (dalla dicitura, non a caso, è stato rimosso lo scomodo aggettivo “Pubblica”), i ragazzi che ho incontrato a due passi da Arcore hanno voglia di imparare, spirito critico e curiosità. Praticamente la kryptonite, per uno che le ragazze, a quanto pare, le preferisce appecorate e i ragazzi lesti a servirlo con la massima fedeltà.

C’era una volta Virus

pubblicato da Giulia lunedì 11 Aprile 2011 17:01

Avevo gusti nettamente pop e genitori che non comprendevano il concetto di “paghetta”: preferivano controllare le mie spese scucendo sul momento i soldi che mi servivano, ma questo consentiva loro di porre il veto sugli acquisti. Qualunque cosa pareva loro frivola, la musica soprattutto: mi compravano volentieri solo libri. La musica, a casa mia, era trattata tipo Voce del Dimonio, ritenuta responsabile di ogni mio fallimento (riducibile poi a vai male a scuola? Ti togliamo il mangiacassette) e rigorosamente censurata. Insomma, avevo un sacco di cassette duplicate dagli amici di straforo, e quasi niente di originale.

Su Stereogram, il mio post per il Record Store Day. Contiene un estratto da un romanzo che ho scritto nel 1997. Magari siete curiosi.

Dove sei stata/cosa hai fatto mai?

pubblicato da Giulia giovedì 24 Marzo 2011 19:20
Aggiunto nelle categorie Una che scrive

Ho finito il terzo libro in tre anni. Ieri.

Siccome mi hanno beccata a poche ore dalla chiusura della prima stesura, ne ho parlato con Simone Rossi di Finzioni. Contiene incipit: consideratelo come la cucchiaiata di ricotta calda appena uscita dal pentolone, perché i libri dopo l’editing spesso somigliano poco alle loro versioni originali.

L’occasione è la serata Le Mura Illustrate Episodio 2, in cui leggerò brani tratti da Il mondo prima che arrivassi tu mentre si festeggia il compleanno di Sette per Uno e si presenta Prospektiva. E Alessandro Baronciani disegna. Chi non viene è un Sandro Bondi. Chi va da un’altra parte è un Galan.