Erano minoranza

pubblicato da Giulia domenica, aprile 25, 2010 11:19
Aggiunto alla categoria Viva la gente

Ragazzi, è il 25 aprile. E questo che segue è un pensiero banale, ma che secondo me vale la pena di ripetere. La gente che sessantacinque anni fa andò sulle montagne con i fucili a combattere era una minoranza. Se avessero dato retta alla logica che governa la nostra realtà di oggi, quella gente, in quanto minoranza, avrebbe avuto torto di default. Li si sarebbe accusati di destabilizzare il glorioso governo fascista, e in effetti così fu (e un sacco ci rimisero la pelle, molto prima della Liberazione). Ancora oggi si tenta di ridicolizzarli, di infangare la memoria di un intero movimento, di rimuovere la sua importanza nella formazione del paese. Si vietano i Bella ciao e si riscrivono i libri di storia per cancellare ogni traccia di quella gente sulle montagne con i fucili. Si dimentica tutto. Le stragi, le fucilazioni, le minacce. Si dimenticano le case prese come quartier generale dei nazisti. A casa della mia bisnonna rimaneva ancora un cucchiaio con lo stemma del Reich e la svastica. Solo un cucchiaio, troppo grande e troppo profondo, che nessuno usava mai. Stava nel cassetto insieme alle altre posate, solo anni dopo ho saputo chi l’aveva portato lì.

Sarebbe stato forse più semplice per chi ha combattuto, per tutti, lasciar perdere e cercare di vivere tranquilli, come tutti; aspettare che la buriana passasse, inghiottire, sopportare, morire nel loro letto in silenzio. Erano minoranza. Minoranza magari sostenuta in cuore da gente che non poteva e non voleva andare a sparare sulle montagne, ma minoranza. E la minoranza non può essere nel giusto, la minoranza sbaglia: anche quando la maggioranza vuole cose atroci e ingiuste, è maggioranza. La maggioranza decide, e a volte uccide.

Oggi è il 25 aprile, la festa di una minoranza che aveva ragione da vendere.

Commenti e ping chiusi.

15 commenti to “Erano minoranza”

  1. BaoTzeBao says:

    aprile 25th, 2010 at 7:02

    fa bene leggere cose come queste . e ri rimboccarsi le maniche, le anime, le parole e tutto il resto. prigionia è il premio di chi non si riconquista ogni giorno la libertà, la propria e quella degli altri. grazie, giulia.

  2. resto del mondo » 25 Aprile. says:

    aprile 26th, 2010 at 12:42

    […] color dell’aurora. (Italo Calvino) (Il più bel post della Festa di ieri è stato quello di Giulia. Filate a leggerlo.) Written by restodelmondo in: Calderone di post | Tags: […]

  3. Antonia Marchetti says:

    aprile 26th, 2010 at 3:47

    Beh, un po’ meno retorica non guasterebbe. Ecco.

    Il problema della Resistenza, cosi com’e’ stata concepita per 60 anni, e’ sempre stato quello della retorica faziosa d’ispirazione “comunista”. E questo post non fa eccezione. Anzi: se “ieri” quel tipo di retorica poteva ancor essere com “patito”, “oggi” e’ diventato irritante e per molti versi patetico. Oltre che storicamente e politicamente falso. Perche’
    tra coloro che oggi sono maggioranza, una maggioranza contro la quale, secondo Giulia e Resto del Mondo, bisognerebbe resistere da parte di una minoranza eroica, ci sono tanti di quei “resistenti” e discendenti di resistenti al fascismo, che questo post lo vedono come uno sputo in faccia.
    D’altra parte, rifugiarsi nella retorica faziosa di “quella” resistenza sembra essere l’ultimo atto di disperazione di un’opposizione politica che, strozzata dalla sua stessa retorica, ha finito con il perdere completamente la voce o, come in questo caso, fare pensieri di una “banalita’” disarmante.
    Accusare di revisionismo la moderna Storiografia, poi, e’ segno ridicolo di ignoranza.
    Parlare di ” importanza di quel movimento”, quello cui si riferisce Giulia, quello che chiamerei “movimento rosso”m e’ invece giustissimo, ma in senso paradossale: “quel movimento” fu certamente importantissimo, ma in senso tragicamente negativo. Perche’ impose alla democrazia italiana che tornava a vivere il confronto continuo e logorante con l’anti-democrazia, sempre anti-democraticamente resistente e minacciosa portatrice di ideali tragicamente simili a quelli prima combattuti; un movimento anti-democratico che con il silenzio e la complicita’ impediva a tutte le vittime del Fascismo di far sentire la loro voce e che aiutava a soffocare nel terrore tutte le altre voci, anch’esse resistenti e certamente democratiche, che volevano farsi sentire al di la’ della “Cortina di Ferro”.
    Un’ immensa e volgarissima menzogna. La maggioranza “fascista” cui, oggi, questa minoranza si oppone, e’ rappresentata da un uomo politico che fu giovanissimo figlio di antifascisti e raccoglie ancora resistenti-antifascisti e i loro discendenti , che, insieme ai post-fascisti, vittime anch’esse della tragedia nazionale, guardano avanti e celebrano la vittoria “alleata”, pensando alle decine di milioni di “due volte vittime” (quelle che combatterono il Nazi-Fascismo per poi ritrovarsi soffocati dal Comunismo). E continuano a resistere alla rinascita di entrambi, il neo-Fascismo e il neo-Comunismo, nel nome della ritrovata democrazia.

    Interessante inoltre quel “maggioranza che vuole cose atroci e ingiuste”. Hai ragione Giulia: sbarazziamoci di questi concetti democratici: resistiamo alla dittatura della maggioranza: una maggioranza che opprime i giusti, i poveri, i diversi, le donne, gli indifesi: combattiamola come abbiamo combattuto il fascismo e imponiamo la dittatura della minoranza che non vuole cose atroci e ingiuste, ma il bene comune, la pace, la tolleranza, la felicita’…il paradiso…

  4. Giulia says:

    aprile 26th, 2010 at 4:05

    Non solo non me ne frega niente di imporre una dittatura della minoranza, ma con il revisionismo di chi scrive “comunista” fra virgolette ci faccio un uso igienico.
    E non mi fido di chi chiama “retorica” il richiamarsi al valore di un’idea. Le scelte che si fanno in guerra difficilmente sono neutre: o scegli la parte giusta, o quella sbagliata.
    Io so cosa scelgo. E conosco anche il valore della memoria. Mentre chi si oppone alla ricorrenza della Liberazione vorrebbe un mondo senza memoria e senza passato.

    E sto ancora aspettando di capire in che modo il comunismo avrebbe soggiogato l’Italia, ma mai un cane di revisionista che me lo indichi con chiarezza, mannaggia. È proprio la mia sfortuna. Tipico di chi non concepisce il dibattito, ragionare per dittature di questo o di quello.

  5. Antonia Marchetti says:

    aprile 26th, 2010 at 5:41

    Io sono una cagna revisionista e ti dico che l’Italia sarebbe stata soggiogata dal Comunismo allo stesso modo di come il comunismo soggiogo’, fino al 1989 l’intera Europa dell’Est e, dal 1917, la Russia di Lenin e successori. (E continua a soggiogare la Cina “capitalista” dal 1950)
    Dovendo scegliere tra Amendola/Togliatti/Pajetta ed Einaudi/ De Gasperi e quel baciapile in mezzo odor di mafia che fu Giulio Andreotti, io scelgo, ho scelto e scegliero’ sempre chi con il “Comunismo” ci fa un uso igienico.

    Le scelte che si fanno in guerra sono “neutre” per definizione. Fai le guerre che ti mandano a fare. Le guerre non le scegli tu: le guerre te le fanno fare. E quando le fai cerchi di sparare per primo. E quando hai 19 anni di politica ci capisci poco. Fai la guerra per salvare il culo. A meno che ti abbiano lavato il cervello come succede ai kamikaze di Al Qaeda che il culo se lo fanno esplodere.

    Basta, please, con ‘sta retorica dei grandi ideali: un partigiano del Triangolo della Morte, quello delle rappresaglie di stile nazista, aveva come ideale “la terra ai contadini” e le “fabbriche agli operai”. E se avesse avuto partita vinta sarebbe stata la miseria rossa. Come nella Romania di Ceausescu. Abbraccia anche tu la pacificazione nazionale e la liberazione, non retorica, da tutte le tirannie: quelle nere, quelle rosse, quelle cinesi, quelle coreane e quelle islamiche. Vai a cantare “bella ciao” a Teheran o a Pechino… che qui da noi la Resistenza “Comunista” ce ne ha fatto le orecchie piene….

  6. Giulia says:

    aprile 26th, 2010 at 5:47

    Con i “sarebbe stata” non si è mai fatta la storia. Al massimo la fantastoria.
    Il resto del tuo commento non ha merito. Per te non esistono scelte e non esiste passato: e quindi io non ho tempo da perdere.
    Un’altra cosa che i revisionisti mi dovranno spiegare, poi, è perché non si possa onorare la memoria di chi ha combattuto contro i nazisti. Dai quali ovviamente avrebbero preferito essere governati, piuttosto che dai “Comunisti” con le virgolette.

  7. Antonia Marchetti says:

    aprile 26th, 2010 at 7:26

    Credo tu non voglia capire. Eppure e’ chiaro. Non ti avranno mica lavato il cervello? Coloro che combatterono il Nazi-Fascismo vanno onorati eccome! Il mondo e’ pieno di cimiteri dedicati al sacrificio di quelle vittime. Milioii di soldati, morti combattendo; e milioni di civili, di donne, di vecchi e bambini, le vittime collaterali delle guerra. Ma nelle ultime guerre vittime intenzionali, vittime di bombardamenti a tappeto, di bombe nucleari e di genocidi. Una lezione, questa della Seconda (e direi anche della Prima Guerra Mondiale) che documentata in tutti i suoi orrendi particolari sta servendo al mondo per parlare di pace: non per appropriarsene come “festa de noantri”, la vostra festa, perche’ quella vittoria e’ “vostra” e le vittime di quelle guerre furono tutti fuorche’ quei bastardi dei fascisti, compresi giovanissimi semi-analfabeti rastrellati a casaccio per combattere per il Duce e le glorie dell’Italia fascista. Perche’ tra le vittime di quella guerra devono essere contati anche quelli che la guerra la vinsero, certamente, ma persero rovinosamente la pace. Come dimostrano inequivocabilmente i “fatti”. E rimasero sotto il giogo del fascismo comunista.
    Come dice giustamente il governo “fascista” che anti-democraticamente sta oggi soffocando l’Italia sotto il giogo delle sue televisioni, quella del 25 Aprile e’ una Festa della Liberazione, cioe’ una Festa di Liberta’.

  8. Giulia says:

    aprile 26th, 2010 at 9:58

    Mi fa abbastanza ridere che a parlare di “lavaggio del cervello” sia una che cita Berlusconi. Comunque grazie, i tuoi commenti ora mi sono più chiari. Ora e sempre, allegria e ottimismo!

  9. Antonia Marchetti says:

    aprile 26th, 2010 at 11:40

    Eh si: se la Festa della Liberta’ l’avessero cosi chiamata Veltroni, yes we can, o D’Alema, o Bertinotti tu ti saresti allineata in silenzio obbediente ai diktat della direzione nazionale del Picci: quella che controlla l’ideologia e la rende compatibile con il verbo evangelico “comunista”.

    Ma siccome e’ Berlusconi che invita a chiamarla cosi, facendo eco alle parole del Presidente post-comunista e suo malgrado super partes della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza, allora e’ una cagata pazzesca e va respinta a priori. Tanto a voi non interessa vincere le elezioni e guardare al futuro nella conciliazione nazionale: a voi interessa rivivere le glorie fratricide del passato: almeno una volta all’anno: come a Carnevale.
    (Scommetto che tu condividi anche l’idea che tutti i preti cattolici sono pedofili, mentre quelli protestanti, quelli ortodossi, quelli luterani, quelli presbiteriani…invece, no. E scommetto anche che per te Benedetto XVI e’ un papa fascista perche’ non puo’ riconoscere il matrimonio omosessuale: perche’ se fosse un Papa aperto a sinistra, dove risiedono sempre la Verita’ e la Giustizia, ci metterebbe poco a dar fuoco a Vecchio e Nuovo Testamento e adeguarsi ai tempi: mica siamo ancora al tempo di Galilei! Che ci vuole, in fondo? Basta un po’ di buona volonta’ e…yes, we can!).

    Ora e sempre, allegria e ottimismo!

  10. Giulia says:

    aprile 27th, 2010 at 9:27

    I tuoi tentativi di lettura del pensiero sono quasi peggio della fantastoria. Tu avresti, tu diresti, scommetto che tu pensi: sei un fenomeno di comicità involontaria. 

  11. ale says:

    aprile 28th, 2010 at 7:08

    Certo che i partigiani ci avrebbero pensato due volte se avessero saputo che il risultato del loro sangue versato sarebbero state le antonie marchetti… e poi: come se i partigiani fossero stati tutti comunisti. Io alle medie avevo un prof di lettere ex partigiano monarchico e super-cattolico. Quanto alle “gloria fratricide del passato”: non ci sarebbe stata guerra fratricida se le antonie marchetti degli anni venti non avessero appoggiato il crapone pelato che condusse il paese allo sbaraglio. La rovina d’italia sono sempre state le antonie marchetti di cui questo paese ha sempre abbondato, dai tempi di Machiavelli, che le descrive bene quando parla del popolo bue che si vende per due soldi e si lascia mettere l’anello al naso dal primo vispo che passa.

  12. Giulia says:

    aprile 29th, 2010 at 9:39

    E’ che fra tre anni sconfiggono il cancro, hanno da fare, loro. Mica possono studiare un filino di storia, scoprire qual è stato il ruolo dei reduci partigiani nella fondazione della Repubblica. 

  13. stone says:

    maggio 1st, 2010 at 3:40

    wow… sempre incazzati neri eh?

  14. andrea says:

    maggio 4th, 2010 at 2:11

    Il dibattito tra Giulia e Antonia mi ha lasciato perplesso.
    Non condivido le ragioni di Antonia, ritengo che parta da presupposti sbagliati e mi fanno accapponare la pelle le sue conclusioni.
    Pero’ Antonia si esprime con correttezza e dimostra anche una certa informazione. E qui si pone l’interrogativo: come mai puo’ sostenere tali assurdità?
    Personalmente sono convinto che queste assurdità vengano sostenute da due categorie di individui: coloro che sono talmente poveri di strumenti da venire circuiti dall’informazione controllata o coloro che hanno interessi personali nel sostenerle. Insomma o cretini o collusi.
    Antonia senz’altro ha gli strumenti per comprendere: e allora? Questo blog ha una platea abbastanza ampia da ritenersi strumento di informazione?
    Dov’e’ che sbaglio?

  15. JK says:

    maggio 8th, 2010 at 12:35

    andrea ha scritto:
    > Insomma o cretini o collusi.

    È quello che ho sempre pensato anch’io.