Pensieri, parole, opere e ammonimenti

pubblicato da Giulia venerdì, luglio 18, 2008 17:42
Aggiunto alla categoria Target du jour

E’ un po’ triste che tutta la querelle sulla questione delle prestazioni orali (concesse? Non concesse? Chiacchiera da bar? Spiegazione dell’altrimenti inspiegabile?) abbiano fatto passare sotto silenzio il disegno di legge firmato Carfagna-Alfano sullo stalking. Lo stalking, o persecuzione, o molestia che dir si voglia, è un problema che (per quanto se ne possa discutere) è proprio materia da pari opportunità, giacché l’80% delle sue vittime sono donne.

Ho dato un’occhiata al testo, e se per buona parte mi pare un buon provvedimento, con aggravi di pena nel caso in cui il molestatore sia coniuge legalmente separato o divorziato o persona che sia stata legata da relazione affettiva (la maggioranza dei molestatori, e nello specifico dei molestatori che poi diventano violenti, appartiene a questa categoria), non mi spiego la funzione dell’articolo 2, e nello specifico:

1. Fino a quando non è proposta querela per il reato di cui all’articolo 612-bis del codice penale, la persona offesa può esporre i fatti al questore, avanzando richiesta di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta.
2. Il questore, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi, se ritiene fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Il questore valuta l’eventuale adozione di provvedimenti in materia di armi e munizioni.

Il suddetto articolo mi lascia perplessa per diversi motivi. Il primo riguarda il ben noto atteggiamento minimizzatorio da parte delle forze dell’Ordine nei confronti di denunce per molestie. Si rimandano a casa donne conciate a festa dal marito, figurarsi donne che si presentino per denunciare telefonate minatorie, e-mail moleste, sms di insulti, appostamenti “casuali”, maldicenze seminate ad arte e tutta una serie di comportamenti che, a medio e breve termine, possono rovinarti la vita. Il disegno di legge specifica che in caso di denuncia per molestie non si procede d’ufficio a un’ordinanza restrittiva, ma che il questore, a sua discrezione, può ammonire verbalmente il soggetto ed eventualmente valutare l’adozione di provvedimenti in materia di armi e munizioni.

In pratica, se il questore decide che tu stai vaneggiando o che non sei in pericolo di vita, o non fa niente, o si limita ad agitare il ditino in direzione del molestatore. Il quale può reagire in due modi: se è ancora vagamente attaccato alla realtà, si spaventa e la smette. Se invece (come molti molestatori) non ci capisce più nulla, imbraccia il fucile e ti fa secca prima che tu possa farlo andare in galera. Non dimentichiamo che fino al 1981, in Italia, esistevano le attenuanti per “delitto d’onore”. Siamo un paese di Mimì Metallurgici, dalle Alpi in giù.

Con l’ammonimento, il maschio italico ci fa un uso igienico; le pene previste per le molestie sono comunque abbastanza lievi da ricadere sotto un eventuale indulto. L’unica cosa efficace in questi casi – e nemmeno troppo – è l’ordinanza restrittiva. Cioè, o stai alla larga, lontano, via, sciò, o ti mettiamo dentro. Se scopro che hai molestato una persona, ti conviene cambiare aria di corsa, e non farti più vedere. Questo nel ddl è previsto, ma solo a valle del famoso ammonimento, che a mio parere è una parola di troppo. Can che ammonisce non morde. Molestatore che pugnala, fa male.

Commenti e ping chiusi.

8 commenti to “Pensieri, parole, opere e ammonimenti”

  1. medo says:

    luglio 18th, 2008 at 10:45

    Da novembre 2009 siamo entrati negli ULTIMI 8-10 anni di prodotti derivati dal petrolio (sito : Oil Drum, analisi “experts”) e ancora si parla di tali inutili stronzate. Come se l’economia italiana non dipendesse al l’75% dal petrolio…

    E’ proprio vero che gli italiani si sono meritati tutto in grande ed in largo. Gli ignoranti pagheranno tutto e molto caro.

  2. Giulia says:

    luglio 18th, 2008 at 11:00

    Medo, scusa, che due coglioni.
    Non vedo l’ora che si passi all’energia eolica, va bene così o devo testimoniare la mia buona fede a mezzo post?
    Lo capisci che facendo così non sei costruttivo, solo petulante con le persone sbagliate?
    Scendi in piazza, fonda un partito, fai la lotta armata, fai il cazzo che ti pare, ma finiscila di petulare nei commenti altrui per sentirti più grande e grosso e intelligente degli altri.
    Non solo non risolvi niente, ma stufi.

  3. madisonav says:

    luglio 19th, 2008 at 12:08

    Guarda che si tratta di misura rafforzativa. Perchè sia l’art. 612 che il 612 bis si basano sulla premessa di una “querela della persona offesa”.
    Qui siamo all’antefatto. Ancora non hai sporto querela. Vai dal dal questore e cominci a chiedere un ammonimento ex lege.
    Se vuoi è l’equivalente dello “stai alla larga, lontano, via, sciò, o ti mettiamo dentro”.
    Che prima non c’era.
    Ovviamente, c’è anche la possibilità che la/il denunciante sia folle. E il questore dovrà pur prendersi tempo per verificare.

  4. Giulia says:

    luglio 19th, 2008 at 11:20

    madisonav, il problema secondo me è che questa “misura rafforzativa” rischia di aggravare il problema. In un paese dove l’impunità è regola, l’ammonito non aspetta il secondo richiamo: passa direttamente alle vie di fatto.
    Mi pare meno pericoloso saltare questo passaggio, raccogliere le testimonianze e procedere all’ordinanza restrittiva.

  5. robertina says:

    luglio 21st, 2008 at 12:27

    Beh, credo che l’ammonimento sara’ utilizzato pochissimo, visto che ho la possibilita’ di sporgere querela.
    Certo che se lo stalking e’ pesante non aspetto che il questore assuma sommarie informazioni, ma passo direttamente alla querela e faccio partire tutta la macchina. Inoltre l’art, 612 bis cpp prevede anche la possibilita’ che si agisca anche d’ufficio nei casi piu’ gravi (coniuge separato o divorziato, ex fidanzato, minore), quindi nel momento in cui vado a dire le cose al questore poi questo e’ costretto ad aprire un fascicolo.

    rob

  6. elizabet says:

    luglio 28th, 2008 at 12:03

    ammonimento ? querela? staliking? dove…???quando??? in un paese cosi ipocrita dove non si fa altro che parlare, parlare e parlare ma quando una donna ha il coraggio di URLARE la sua disperazione tutti girano la faccia.”signora prenda il suo ragazzino e se ne vada fuori dall’Italia..” e stato il commento di un giudice (DONNA!) che aveva in mano denunzie e referti del pronto soccorso! A cosa serve scrivere, Giulia? Ho scritto e ancora ho scritto….anche su Donna moderna.Risultato???? Il silenzio.Ecco la legge, i buoni propositi…Forse quando diventerò “una cronaca annunciata” tireranno fuori qualche lettera disperata.O forse non avrò neanche questo “onore” e tutto passerà nel silenzio, come la mia vita da “straniera” in un paese che non è mio.

  7. meg says:

    luglio 30th, 2008 at 3:21

    vorrei sollevare un ulteriore problema: è vero che la maggior parte delle vittime sono donne e neanche loro ricevono il giusto ascolto come giustamente detto da elizabet, ma immaginate cosa succede se la vittima è uomo ed il molestatore donna? risatine dei poliziotti, consigli di lasciar perdere la querela…e dover vivere mesi e mesi inseguito e cacciato. per questi uomini non c’è neanche la solidairietà degli altri uomoni o delle istituzioni…niente di niente..

  8. elizabet says:

    luglio 31st, 2008 at 8:58

    si meg, hai ragione anche te però….i poliziotti, i carabinieri si fanno lo stesso le risatine e sopratutto “fanno fatica” comunque a scrivere la tua querela…Una volta ho impiegato la bellezza di 3 ore finchè il poliziotto che avevo davanti si è deciso di scrivere…Ah, dimenticavo: erò accompagnata da mio figlio (10 anni) che aveva un braccio…rotto dal padre e piangeva in attessa che andavamo al pronto soccorso….
    non lo so cosa è peggio…Io vivo da più di un anno sotto le minacce,inseguita, cacciata,terorizzata con un unico pensiero “se questo folle un giorno metterà in atto le sue minace che cosa ne sarà di mio figlio????”.
    Ahimè, viviamo in unpaese dove legge fa ampiamente spazio alla mafia, all’omerta….
    Soltanto grandi parole anche dalle donne che ci governano…finchè non succede a loro,a qualcuno di famiglia…soltanto comizi,buono propositi, belle parole e nient’altro.