MioSpazio

pubblicato da Giulia venerdì, maggio 4, 2007 15:08
Aggiunto alla categoria Sono fatti miei, Tennologgia
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C’è stato un periodo in cui ero una beta-tester compulsiva. Li provavo tutti. Quello per mettere le foto e quello per salvare i link in rete. Quello per telefonare gratis e quello per tenere aggiornati gli indirizzi di posta e i dati della gente che conosci. Tre o quattro (cinque o sei) siti di social networking dei quali ho perso username o password o entrambe le cose, e grazieadio Firefox si ricorda di ricordarsi le cose per me. E ovviamente (si fa per dire) anche quella roba che ormai hanno tutti.

MySpace.

Se non metto qui un link al miospazio personale è perché onestamente non ho ancora capito perché ce l’ho. O perché la gente insista a chiedermi di diventare sua amica, a parte, che so, quelli che effettivamente conosco di persona o quelli che sul miospazio ci stanno per rimorchiare, che peraltro si sgamano subito e quindi non li approvo mai. Ma soprattutto: perché ce l’ho, questo cazzo di miospazio?

Suonare, non suono.
Il programma che facevo è finito.
Ho un blog che è il primo risultato su Google col mio nome di battesimo (provate, è vero).
Che cazzo me ne faccio di MySpace?

Eppure continuo ad approvare gente. Che lo usi poco si capisce dal fatto che a) non lo aggiorno mai e b) ho il template base anche adesso che tutti, ma proprio tutti si sono messi i template fichi con le immagini e le strisce e le foto e le robe. Non ci carico le foto. Non ci mando i messaggi (OK, quando facevo il programma effettivamente lo usavo anche per quello, ma il programma è finito). Non ci vado mai, soprattutto. Fra questo posto e Sorelle d’Italia ne ho già abbastanza. Però è ancora aperto, e non mi decido a chiuderlo. Perché?

Non lo so. In realtà non ho mai chiuso niente di quello che ho aperto in rete. In qualche chat di Lycos ci deve essere ancora il mio profilo che fluttua nel ciberspazio appesantito giusto da una foto con cappellino e maglione. In tutta la mia vita ho aperto qualcosa come sei blog, e tutti e sei sono ancora in giro (di alcuni neanche mi ricordo l’URL: forse dovrei chiuderli almeno per liberarlo, hai visto mai), anche quelli che dentro non hanno scritto niente. Sono rintracciabile in un sacco di posti che non frequento più: dopotutto sono in rete con costanza dal 1998. Sono quasi dieci anni, se si escludono i due precedenti in cui già usavo l’e-mail. E si capisce che non sono nuova ad aprire cose che poi non uso, solo per la curiosità di vedere come funzionano. E poi mi rompo.

Di fatto, i blog sono l’unico strumento che sono riuscita ad usare con continuità, forse perché sono più vicini alla mia natura, che alle parole attribuisce un’importanza enorme. La mia natura chiacchiera, comunica, racconta, ascolta: la mia natura filtra tutto attraverso le parole, anche quelle non dette, anche quelle dette a sproposito.

E in tutto questo, però: che ce l’ho a fare il mio spazio?
Non lo so, non lo so.
Faccio così: lo tengo lì ancora un po’, e vedo se mi viene qualche idea.

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