A Kabul tutto bene

pubblicato da Giulia martedì, febbraio 6, 2007 19:08
Aggiunto alla categoria Triste mondo malato
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Gran bel risultato, l’invasione dell’Afghanistan. All’epoca della “liberazione” dai talebani, Laura Bush apparve in televisione raggiante, per dire che le donne giravano senza burqa, e la società afghana era pronta a fare grandi passi in avanti.

Sono passati cinque anni da allora, e Ann Jones, su Salon, prova a fare il punto. Un punto desolante: dalla (relativa) cacciata dei talebani, poco è cambiato per la maggioranza delle donne afghane. Al di fuori di Kabul (ma anche nella capitale) continuano a girare avvolte in sacchi blu, inciampando, rischiando la vita ad ogni passo, esposte ad ogni sorta di rischio perché incapaci di difendersi. Vengono rapite e vendute come schiave quando sono bambine, forzate a sposarsi già a otto o nove anni, più della metà muore di parto. Uscire di casa da sola viene considerato un crimine, e le fuggitive vengono assassinate dalle loro stesse famiglie. In caso di stupro, vengono uccise; a meno che non siano sposate con lo stupratore, nel qual caso lui può accomodarsi e fare come gli pare quando gli pare. In città siedono in Parlamento con gli uomini, ma altrove sono soggette a regole tribali che precedono la legge islamica. Nelle province del sud, ancora dominio dei talebani, non vanno a scuola, anche perché i talebani hanno cominciato ad uccidere le loro insegnanti. Spesso si danno fuoco nel tentativo di sfuggire a un matrimonio forzato, oppure per evitare l’omicidio d’onore da parte della famiglia. E i talebani stanno tornando all’attacco.

Gran bel risultato davvero, l’invasione.

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