pubblicato da Giulia venerdì, settembre 19, 2003 9:14
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Starstruck

La grande democrazia della rete. Un giorno trovo fra i miei commenti quello di Aleph, molto solidale, molto caloroso, sono contentissima ma la cosa scivola un po’, erano i giorni del contatore impazzito causa citazione nel blog di Selvaggia Lucarelli, visitare tutti e leggere per bene almeno la prima pagina del blog, come faccio d’abitudine, era un casino.

Quando la situazione si calma, faccio un giro su quel blog che ho rivisto citato in The Petunias (altro link che dovrò aggiungere ai miei, insieme ad altri: perché, perché sono così pigra?). Rivelazione! Grande giornalismo musicale, grande giornalismo in generale. E un pezzo strepitoso sulla morte della critica musicale italiana, che condivido in toto (c’è un motivo per cui io leggo solo giornali musicali inglesi. Quello, appunto). Copio e incollo l’articolo in una mail e lo mando a Damir, acciocché si conforti e possa sentirsi un figo, citandogli la fonte.

Però continuo a non sapere chi sia Daniela Amenta, colei che si cela dietro Aleph.
Ho lasciato un commento sotto il post sul giornalismo musicale italiano. Mi risponde sempre con grande calore, emerge che ha letto il libro o quantomeno sa che esiste il suddetto. Decido di mandare una mail. Nel frattempo, chiedo al Signor Google di dirmi chi sia Daniela Amenta.

I risultati, salvo omonimie che mi sentirei di escludere, sono questi.

Sono piuttosto starstruck, come si direbbe in inglese. In italiano non c’è un termine equivalente, chissà perché.

E con questa più o meno chiudo, per oggi: e spero che Pordenonelegge mi fornisca materiale per intrattenervi nei prossimi giorni.

Bacini e rock’n’roll.

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