Cara Mara

pubblicato da Giulia giovedì, luglio 3, 2008 13:50
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Diciamola tutta: la Carfagna è una bella donna – gran bella donna – e quando una bella donna fa qualcosa che non sia fare la bella donna, si tende subito a pensare che abbia dato parti anatomiche in comodato d’uso a qualcuno di potente. E’ un pensiero brutto, maschilista, quasi impossibile da riprodurre pari pari sui parlamentari o ministri maschi, che oltre ad essere in media brutti come la morte sono anche in buona parte eterosessuali. Per cui è possibile anche pensare che quanto si bisbiglia nelle nuove-vecchie intercettazioni che in questi giorni stanno franando sui media nazionali (dove evidentemente si svuotano i magazzini prima che Berlusconi blocchi tutto) possa essere frutto di maldicenza e pregiudizio.

E’ anche vero che la Carfagna, come ministro delle Pari Opportunità, non vale niente.

E’ come mettere all’Istruzione uno che pensa che la Terra sia piatta. Per andare alle Pari Opportunità devi essere aggiornato all’anno in cui vivi, e devi saper mettere da parte le tue convinzioni religiose personali per poter fare bene il tuo lavoro: ora, se il principio secondo cui tutti i cittadini hanno uguali diritti a prescindere dall’orientamento sessuale è riconosciuto a livello internazionale e nella maggior parte dei paesi europei, ti devi mettere in linea con i paesi europei e adoperarti perché l’Italia non rimanga indietro. Non è difficile. Poi dovresti anche informarti correttamente: se chiedi a Dolce e Gabbana come vivono gli omosessuali in Italia, ti rispondono “Di-vi-na-men-te!” e poi rientrano nei loro appartamenti contigui arredati animalier. Prova a fare la stessa domanda a un ragazzino gay di Quarto Oggiaro col padre meccanico e la madre cassiera, e forse la risposta potrebbe essere diversa. Ma se proprio non vuoi fare il Giro del Gaio, chiedi a un tuo consulente di portarti i dati sulla violenza omofoba in Italia. Poi fatti un’idea. Magari, già che si sei, buttaci una telefonata a Giuseppina La Delfa, di Famiglie Arcobaleno, così ti spiega che non è vero che gli omosessuali sono “costituzionalmente sterili”. Così, per dire.
Se invece pensi che gli omosessuali siano peccatori che non hanno diritti perché scelgono una sessualità diversa da quella naturale, come sostiene la tua chiesa, allora non puoi fare il ministro delle Pari Opportunità. Non puoi. Non si mette all’Istruzione uno che pensa che la Terra sia piatta, e non si mette alle Pari Opportunità una che pensa che i froci siano cittadini di serie B. E’ facile.
Poi, quando il tuo governo ti dice sorry bella, ti abbiamo tagliato i fondi ai Centri Antiviolenza perché ci serviva a coprire il buco dell’Ici, ti incazzi come una belva, e quantomeno esprimi rammarico: non vai a dire in giro che non servivano a niente perché tanto sono poche le donne che li usano. Anche perché, se sono poche le donne che li usano, è anche perché il tuo ministero ancora non si è deciso a fare una proposta di legge seria sulla violenza domestica, con pene specifiche e strutture di appoggio per le donne che subiscono violenza in famiglia, idem la legge sullo stalking, di cui parli parli ma non s’è ancora visto niente.

Perché poi capisci, se fai così e poi escono le intercettazioni che suggeriscono che il ministero te lo sei guadagnato strisciando sotto le scrivanie, la gente un po’ ci crede. Sessista. Stupido. Ma non del tutto infondato.

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