Resistance is futile

pubblicato da Giulia giovedì, marzo 1, 2007 22:06
Aggiunto alla categoria Bric à brac

Ho paura. Ho paura. Ho paura di arrivare all’estate cantando la paranza è una danza che si balla nella latitanza. Sento che sta per succedere. E ho paura.

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Un commento to “Resistance is futile”

  1. Sanremo, due al prezzo di uno at Blimunda says:

    marzo 2nd, 2007 at 10:53

    […] La Hunziker con i capelli sciolti è di una bellezza abbagliante. Scenetta ripetuta alla nausea sulle 500 rose rosse che un anonimo le ha mandato in camerino. Fegato a pezzi della maggioranza delle donne all’ascolto che tutti qui fiori non li vedrà mai, vivesse tre vite. Ho perso Cammariere con Cristicchi ma mi sono rifatta al Dopofestival , dove Cristicchi è stato protagonista assoluto. Ho perso anche Milva con Ruggeri ma meno male, se no credevo di stare guardando ancora Il Bivio con ospite un vecchio trans canterino. Ho perso anche Silvestri ma di nuovo meno male visto che la Paranza si candida a diventare mio personale tormentone, (non solo mio, a quanto leggo) per cui meno la sento, meglio è. Il primo che ho visto arrivare è stata, inequivocabilmente, la vecchia zia di Zarrillo, accompagnata dalla vecchia zia di Concato. Le due anziane signore si sono esibite in un pezzo strappalacrime su un cinquantenne che perde il lavoro (la solita gerontocrazia). Incipit sussurrato dalla zia di Concato: “E pensare di poter cambiar mestiere…” Ecco, bravo. Il turpiloquio, cifra distintiva di questo festival, vedi Milva e Silvestri, ha coinvolto anche l’educatissimo cantore della Domenica Bestiale: “Dare quel che resta del mio culo per campare”. Suggerirei un consulto sul precariato con la dottoressa Dania. Dalla naftalina hanno tirato fuori anche Ami Stewart (naftalina di ottima marca, comunque: si è conservata piuttosto bene) che canta con Mazzucchetti. Il quale è di uno strabismo imbarazzante, ma visto che ha la Hunziker a sinistra e la Stewart a destra ed è a livello tette di entrambe, quasi quasi è un plus. Grande sfoggio di voci da parte di entrambi, viene giù l’Ariston, Ma solo a me il loro pezzo ricorda La Vie en Rose? Segue imbarazzante scenetta con Mango, sempre più color terracotta, per presentare la di lui moglie, la quale dimostra che il falsetto è affare di famiglia. Nel frattempo passa il mio compagno che attraversa la sala per bagnare i fiori: “Chi è quella?” “La moglie di Mango” “Ma come, non era gay?” “Eh si vede di no” “Impossibile” […]