Musica per lettori forti

pubblicato da Giulia domenica, settembre 26, 2010 19:55
Aggiunto alla categoria Una che scrive, Viva la gente

E per il terzo anno consecutivo si torna a casa dall’equivalente bloggaro della gita delle medie, ovvero la BlogFest con tutto il suo corredo di camp frequentati da pochi irriducibili e abbondanti bevute fino a sopraggiunto coprifuoco trentino. Siamo sempre gli stessi, uno più, uno meno: e a cose fatte, una si domanda davvero “Cui prodest?” O almeno, io me lo domandavo fino a stamattina, anche se ammetto che la mia partecipazione ai camp è stata minimale per non dire inesistente, sostituita quasi in toto da uno spiaggiamento perenne sui grandi cuscini imbottiti del Palameeting. Non me ne vogliano gli organizzatori degli altri incontri, alcuni davvero stimolanti (uno su tutti, quello di AVoiComunicare sui nuovi italiani, ovvero gli immigrati di seconda generazione): dal WriteCamp, a cui ho partecipato questa mattina in veste di co-organizzatrice e speaker, qualcosa di originale e utile, nel senso più ampio del termine, è emerso davvero. Utile, intendo, per chi la rete non la frequenta, non è interessato ai blog e tantomeno ai blogger, non va su Facebook e meno che mai su FriendFeed.

Si parlava di scrittura, come vi avevo anticipato tempo fa, ma anche di lettura. Ora, il tema della scrittura ai tempi del digitale può essere affrontato generalmente in due modi: pontificando su scenari futuri possibili di e-book e modelli di business del mercato del libro digitale, con il rischio di non dire nulla e far sembrare tutto – la scrittura, la lettura – un’astrazione; oppure condividendo esperienze, desideri, dubbi ed esperimenti di chi l’editoria digitale la fa, o vorrebbe provare a farla, o ha sempre voluto sperimentarla per i nuovi formati che propone, e morirebbe dalla voglia di trovare negli editori con cui lavora un guizzo di fantasia, il gusto di una sperimentazione. Il WriteCamp, neanche a dirlo, ha scelto il secondo modo.

Per gli editori, secondo me, il WriteCamp è stata un’occasione persa. Lo dico senza esitazioni, perché al di là del fatto che ci siamo divertiti molto (e in un incontro strutturato a conferenza il pericolo abbiocco è sempre in agguato), da un incontro così le case editrici avrebbero potuto ricavare una serie infinita di spunti e stimoli per provare a dare una spinta al polveroso mondo delle italiche lettere. Dall’esperimento di libro-on-demand di Simone Rossi a quello collettivo raccontato-illustrato-musicato di Federico Pucci, ispirato da Simone Rossi e da Schegge di Liberazione di Marco “Il Many” Manicardi. Cose vere, libri e racconti e autori veri, voglia di raccontare che succede ora, non domani o dopodomani o in un futuro che non si capisce quando arriverà mai. Adesso, è adesso.

Fra gli interventi più interessanti dal punto di vista di un editore c’è stato quello di Mafe De Baggis. Che ha scelto di non parlare da autrice ma da lettrice, elencando alcune delle cose che vorrebbe dai libri, non tanto come opere quanto come prodotti editoriali: e-book facilmente acquistabili, scarabocchiabili, disponibili in diverse traduzioni (se non si spende più per la carta, l’unico costo vivo è il compenso per il traduttore), multimediali; autori che si prestino a condividere i loro personaggi secondari, permettendo ai lettori di ricavarne storie parallele o alternative. Al quale hanno fatto eco i miei desideri come autrice curiosa di tecnologia e amante della sperimentazione (se no mi annoio), nonché ex scrittrice di fanfic (non vi sbattete a cercarle online, nel Pleistocene Internet non c’era) che spesso e volentieri ha rubato i personaggi ad altri autori, e amerebbe moltissimo sapere che i suoi sono così vivi nella testa della gente da avere dignità di storyline.

Quello che abbiamo visto oggi è il luccichio di un tesoro sepolto che comincia ad emergere, la creatività della gente che non aspetta la realizzazione di eterne promesse sulla banda larga, la ridiscussione della legge sul diritto d’autore e la diffusione dei lettori di e-book. Un tesoro che gli editori italiani potrebbero contribuire a disseppellire, o forse no; ma dal quale potrebbero trarre ispirazione ed energia.

Aggiornamento n. 1: Massimo Mantellini sullo stesso argomento.
Aggiornamento n. 2: la trascrizione dell’intervento del Many. Vale la pena di leggerselo.
Aggiornamento n.3: Alessandro Bonino mi manda a stendere.
Aggiornamento n. 4: a Sir Squonk siamo abbastanza piaciuti.

Commenti e ping chiusi.

5 commenti to “Musica per lettori forti”

  1. bravuomo says:

    settembre 27th, 2010 at 4:09

    guarda, giusto l’altro giorno scrivevo una roba così: http://www.bravuomo.it/2010/09/22/libri-aumentati-ma-non-di-prezzo/

  2. Giulia says:

    settembre 27th, 2010 at 6:06

    Vedi mo.

  3. Federico Bolsoman says:

    settembre 29th, 2010 at 2:15

    E’ stato il centro della blogfest, veramente un gran bel momento “fertile”.

    P.S.: hai linkato il sir con (l’orrendo) indirizzo di feedsburner.

  4. Giulia says:

    settembre 29th, 2010 at 5:02

    Orca.

  5. potatore says:

    settembre 30th, 2010 at 8:39

    Arrivato la sera del 25 in tempo per l’aperitivo terun
    che mangiata ragazzi dai formaggi al pomodoro sott’olio e poi i dolciiiiiiiiii