Tutti punti Paradiso

pubblicato da Giulia domenica, dicembre 16, 2007 18:36
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Quando ero ragazzina andava molto di moda raccomandare ai più piccoli di non accettare caramelle dagli sconosciuti. La raccomandazione mi veniva spiegata con una storiella, quella degli uomini cattivi che distribuiscono le caramelle di droga, e aveva come unico effetto collaterale quello di rendermi sospettosa nei confronti di qualsiasi adulto non fosse i miei genitori, arrivando a rifiutare con veemenza anche l’offerta di una Golia presa direttamente dal pacchetto alla presenza dei suddetti.

Questa strategia educativa di straordinaria inefficacia mi è venuta in mente, non so neanche io perché, quando ho letto questa notizia. Poi uno pensa anche ad altre cose: al fallimento di una religione che si ferma ad una vuota reiterazione del gesto e che non fa il minimo sforzo per dare ai suoi fedeli, piccoli o grandi che siano, altro che parole scollegate dai fatti e precetti di massima che nulla hanno a che vedere con la vita. Del resto, il Papa parla di donarsi ai poveri dall’alto del suo balcone, avvolto in finissime lane e calzato di comode scarpette Prada: non mi pare di vederlo spesso fra i barboni a Termini. Una religione i cui stessi gerarchi sono l’immagine dell’incoerenza e dello scollamento fra precetto e pratica non può aspettarsi di entrare nelle vite delle persone con la forza dirompente della gioia e della bellezza, della speranza e della compassione. Nella diocesi di Fabriano devono averlo capito, e devono avere capito anche che l’unico modo per fare sì che i ragazzini non disertino la parrocchia è dare loro qualcosa in cambio, qualcosa di materiale, consumabile; per cui competere, sgomitare, sgambettarsi e farsi la guerra senza perdere un grammo del proprio status sociale. Una volta, la meta del bravo chierichetto era il Paradiso. Adesso, è Mirabilandia.

A questo punto, mi verrebbe da suggerire che la tattica potrebbe essere estesa anche agli adulti. Dopotutto, se il fine è unicamente ripopolare le chiese, abbandonate in massa da gente annoiata che la domenica mattina ha altro da fare, la diocesi potrebbe stringere un accordo di partnership con la Coop locale: con quindici messe frequentate, si ottiene un forte sconto sul culatello. Venti confessioni valgono un biglietto per l’estrazione di un viaggio (a Lourdes? No, a Bali: i paralitici fanno tristezza). I punti-presenza vengono cumulati su un badge elettronico, da strisciare all’ingresso della chiesa o al confessionale: chi venga pescato a strisciare la tessera di un amico o di un parente viene punito con l’annullamento del monte punti e trecento pateravegloria da recitare in ginocchio sulle biglie. Perché la gente va responsabilizzata.

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