{"id":939,"date":"2007-08-31T14:27:01","date_gmt":"2007-08-31T13:27:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/index.php\/939\/i-reati-inesistenti\/"},"modified":"2007-08-31T14:27:01","modified_gmt":"2007-08-31T13:27:01","slug":"i-reati-inesistenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/index.php\/939\/i-reati-inesistenti\/","title":{"rendered":"I reati inesistenti"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.corriere.it\/Primo_Piano\/Cronache\/2007\/08_Agosto\/29\/cassazione_mobbing_no_reato.shtml\">Il mobbing non \u00e8 reato<\/a>. Lo ha confermato la Cassazione qualche giorno fa, ribadendo l&#8217;ovvio: un comportamento identificato, stigmatizzabile, con un profilo precisissimo e piuttosto diffuso non \u00e8 un reato secondo il nostro codice penale. Insomma, per rivalersi sui datori di lavoro o colleghi prepotenti \u00e8 necessario avviare una causa civile che, secondo gli esperti dei sindacati, \u00e8 difficilissima da vincere. Provare le accuse \u00e8 molto arduo, soprattutto se si \u00e8 gi\u00e0 abbandonato il posto di lavoro; e Dio salvi il mobbizzato che decida di far causa mentre \u00e8 ancora impiegato nell&#8217;azienda in questione.<\/p>\n<p>Il mobbing non \u00e8 l&#8217;unico reato inesistente. In Italia, lo stalking manca di un profilo penale preciso, eppure molti di noi, soprattutto donne, sanno quanto possa essere stressante e limitante essere perseguitati. Telefonate, appostamenti fuori casa, e-mail, commenti e post ingiuriosi su siti e forum: secondo il nostro codice penale, si pu\u00f2 intervenire significativamente solo in presenza di minacce fisiche, e il massimo che si pu\u00f2 fare (in caso di e-mail ingiuriose, ad esempio) \u00e8 segnalare la cosa al provider del persecutore, che rischia sanzioni pecuniarie pesantissime. Aggiungiamo che l&#8217;82% delle persone vittime dello stalking sono donne, e si comincia a capirci qualcosa di pi\u00f9. Saranno s\u00ec e no quarant&#8217;anni che le donne hanno cominciato a conquistarsi un posto in societ\u00e0 vivendo da sole, lavorando, magari non sposandosi. Prima, si viveva con i genitori o con il marito, raramente si usciva non accompagnate, e lo &#8220;zitellaggio&#8221; era il pi\u00f9 grande spauracchio. Questo per dire che, per quanto prigioniere, eravamo leggermente meglio difese. Magari poi la violenza avveniva in casa, ma difficilmente uno sconosciuto poteva avvicinarsi e importunare una signora o signorina senza essere intercettato e punito dai maschi di famiglia. C&#8217;era ancora il delitto d&#8217;onore, figurarsi se un paio di cazzotti avrebbero avuto l&#8217;attenzione delle forze dell&#8217;Ordine.<br \/>\nAdesso siamo libere, ed esposte: possiamo essere perseguitate via telefono, nei luoghi pubblici, ovunque decidiamo di essere presenti. Spesso &#8211; troppo spesso &#8211; il persecutore non si limita alle parole, e passa ai fatti. Nessuna minaccia preventiva: si presenta, tira fuori coltello o pistola, e uccide. Poi si piange, ma il danno \u00e8 fatto. E la legge non poteva proteggere la vittima, perch\u00e9 in Italia si preferisce dire &#8220;Su, su, ignoralo, prima o poi si stufa&#8221; oppure &#8220;Che te ne frega?&#8221;<br \/>\nNon a caso si dice &#8220;mobbing&#8221; e &#8220;stalking&#8221;: in Italia non esistono nemmeno le parole per definire la persecuzione. Viene da pensare che gli italiani siano un popolo stoico, abituato a sbrigarsela, a venire alle mani se necessario, oppure a sopportare. Anche quando la sopportazione passa il segno e diventa depressione, malessere, rabbia.<\/p>\n<p>Mobbing e stalking non sono gli unici comportamenti dannosi che mancano di un profilo penale. Anche la violenza domestica non ha un trattamento specifico: si preferisce ignorarla, oppure assimilarla ad altre forme di violenza privata, anche se \u00e8 certo che fa pi\u00f9 vittime del cancro fra le donne europee. Ed \u00e8 infinitamente pi\u00f9 difficile da combattere, e molto pi\u00f9 dolorosa della violenza ricevuta da uno sconosciuto. Uno sconosciuto rimane tale, ma la violenza subita da un familiare o da un partner ha un carico di vergogna, impotenza e fiducia tradita per cui le vittime non vengono adeguatamente risarcite.<\/p>\n<p>Siamo cambiati, e sono cambiati anche i modi in cui riusciamo a farci del male. E&#8217; giusto che chi fa le leggi ne tenga conto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mobbing non \u00e8 reato. Lo ha confermato la Cassazione qualche giorno fa, ribadendo l&#8217;ovvio: un comportamento identificato, stigmatizzabile, con un profilo precisissimo e piuttosto diffuso non \u00e8 un reato secondo il nostro codice penale. 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