{"id":696,"date":"2006-09-24T14:07:55","date_gmt":"2006-09-24T12:07:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/index.php\/696\/pinky-and-his-brain-favola-triste\/"},"modified":"2006-09-24T21:59:11","modified_gmt":"2006-09-24T19:59:11","slug":"pinky-and-his-brain-favola-triste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/index.php\/696\/pinky-and-his-brain-favola-triste\/","title":{"rendered":"Pinky and His Brain (favola triste)"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta Mignolo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 che fosse solo o non avesse amici. OK, va bene, forse <em>era<\/em> un po&#8217; solo. Solo abbastanza, comunque, per passare molto tempo davanti al PC a fare ricerche ossessive con le stesse chiavi. Sempre le stesse.<br \/>\nMignolo non si chiamava Mignolo, ovviamente. Il soprannome lo tormentava dall&#8217;et\u00e0 di otto anni, precisamente dal giorno in cui suo cugino Carlo, detto &#8220;Carlone&#8221; per la stazza da gigante armonico (dieci anni, un metro e settanta, settanta chili di peso) gli aveva chiesto di fare a gara a chi ce l&#8217;aveva pi\u00f9 grande.<br \/>\nQuello che Mignolo non sapeva era che Carlone, di recente entrato in una pubert\u00e0 precoce, si stava allenando per diventare il campione mondiale di pugnetta nel calzino. Era in grado di avere erezioni in qualsiasi momento, a comando, con una naturalezza degna del miglior Siffredi.<br \/>\nUn confronto perso. Mignolo era spacciato. Nel giro di ventiquattro ore, tutti gli amici del campetto sapevano che lui ce l&#8217;aveva &#8220;Come un mignolo&#8221;.<br \/>\nTanto rapidamente si appiccicano i soprannomi, e tanto pi\u00f9 tenacemente rimangono appiccicati quanto sono sgradevoli.<\/p>\n<p>Gli anni e i successivi traslochi della famiglia fecero s\u00ec che il soprannome si perdesse dietro a una curva, insieme all&#8217;ultimo degli amici del campetto. Mignolo si riprese il suo nome di battesimo, e anche la pubert\u00e0 lo raggiunse, come aveva fatto con Carlone tanto tempo prima. Ma se Mignolo sei, Mignolo resterai, anche solo nel tuo cuore. Per tutta la durata della sua adolescenza anagrafica, ex-Mignolo non si un\u00ec mai ai riti di gruppo del confronto, e rimaneva in disparte ogni volta che qualcuno dei nuovi amici del campetto si presentava con una copia di <em>Le Ore<\/em> sottratta al Carlone di turno. A casa, aspettava che tutti fossero usciti per prendere le misure con la squadretta da 90\u00b0. A riposo, sull&#8217;attenti, dritto, perpendicolare: mignolo, mignolo, mignolo. Nessun risultato gli sembrava soddisfacente. E su <em>Le Ore<\/em> tutti ce l&#8217;avevano pi\u00f9 grande del suo. <\/p>\n<p>Altri anni passarono, <em>Le Ore<\/em> chiuse i battenti o comunque pass\u00f2 di moda. Ma nel frattempo, a casa di Mignolo era arrivata Internet, prima in forma di modem 56k, e poi di linea Adsl. Il PC del padre di Mignolo, commercialista, si riemp\u00ec immediatamente di dialer: Mignolo aveva scoperto i siti porno. Anche l\u00ec tutti ce l&#8217;avevano pi\u00f9 grande del suo, ma il terrore di rivelare le sue sottodimensioni ad una donna stava cominciando a paralizzare per sempre il suo sviluppo sessuale. Le pugnette nel calzino davanti al monitor, di notte, erano quantomeno un buon palliativo all&#8217;astinenza. <\/p>\n<p>Vagheggiando impianti di silicone e <em>penis pumps<\/em>, barcamenandosi fra rarissime fidanzate e goffi approcci alcolici in discoteca, Mignolo arriv\u00f2 a superare la ventina. Per allora, ormai studente universitario fuori sede con portatile, era diventato un professionista della ricerca su Google. &#8220;Trombare&#8221;, &#8220;Scopare&#8221;, &#8220;Me la dai?&#8221;: bastava inserire queste parole nel campo di ricerca per vedersi schiudere davanti un universo. Mignolo non era un complicato, non aveva gusti ricercati n\u00e9 grandi perversioni: le sue erano fantasie alla vaniglia, una missionaria era ancora sufficiente ad accendergli tutti i LED. Fu cos\u00ec che, girellando di sito in sito, Mignolo scopr\u00ec i blog.<\/p>\n<p>Non aveva ben chiaro cosa fossero, ma sicuramente aveva capito cosa sembravano: pagine personali in cui centinaia di migliaia di anonimi riversavano i propri pensieri. E fra quelle centinaia di migliaia, una quantit\u00e0 impressionante erano donne. Donne che parlavano di se stesse. A volte parlavano anche di sesso.<br \/>\nChe Mignolo non fosse proprio un fulmine di guerra era chiaro a molti, a questo punto, tranne forse che allo stesso Mignolo. Cresciuto a pornografia e programmi del pomeriggio di Mediaset, Mignolo aveva delle donne una visione canalare, legata alla loro capacit\u00e0 di soddisfare o meno i suoi desideri, e fortemente condizionata dall&#8217;immaginario tette-e-culi che rappresentava il suo unico modello di riferimento. Mignolo davanti alle blogger era come Pizarro davanti agli Incas: incapace di comprenderne il linguaggio e la cultura, ricorreva al disprezzo.<\/p>\n<p>A un post in cui si esaminava il nuovo costume degli italici uomini soli (categoria a cui Mignolo sentiva, a buon diritto, di appartenere) di approcciare sconosciute via Skype a scopo sessuale, lo sventurato rispondeva con tutta la veemenza contenuta nel suo povero spirito liofilizzato:<\/p>\n<p><em>Ha ragione la ragazza \u2026me la immagino grassa, che nun sa tromba nessuno! ok io ci vado in discoteca, ma tu alza il tuo culo xl da quella sedia, spegni il pc e fatti una cura dimagrante\u2026 poi forse qualche uomo solo lo avrai per sfogarti!<\/em><\/p>\n<p>Non sapeva nulla della ragazza in questione, Mignolo. Capitava di l\u00e0 per caso, sulla scia di un &#8220;Me la dai?&#8221; Ma lei aveva, per quanto involontariamente, messo il dito in una ferita aperta. E continuava a mettercelo, rigirandolo come per estrarre una pallottola, quando parlava dei danni causati dalla pornografia all&#8217;immaginario maschile, e del grande inganno dello stantuffamento perenne. L&#8217;isolamento autoinflitto di Mignolo non <em>poteva <\/em>essere stato vano. Le donne <em>volevano <\/em>la trivella perforante. Lui lo <em>sapeva<\/em>! Lo aveva sempre saputo! <em>Le Ore<\/em> non poteva avere mentito!<\/p>\n<p><em>La donna va posseduta, va trombata alla grande: \u00e9 importante la durezza del pene, la lunghezza anche 15 cm va bene\u2026 poi dipende dalla stazza della ragazza \u2026ma la ragazza non deve essere frigida, deve partecipare molto, deve farlo indurire lei, deve mettersi a pecora, deve lavorare pure di bocca\u2026, anche con perizomi, stivali in pelle neri o bianchi\u2026 la fantasia conta. Solo cosi si evita il viagra a soli 35 anni. Donne salvate gli uomini e non pensate sempre al matrimonio &#8211; Fate le troie! \u2026lo so che le sapete fare!<\/em><\/p>\n<p>Cos\u00ec parlava Mignolo, da dietro lo schermo del suo portatile, prima di ritirarsi in bagno per la solita seduta di misurazione. Quindici centimetri. Come il giorno prima, come cinque anni prima, come dieci anni prima. Quindici. Troppo pochi, per lui. Ma se torna a nascere, Mignolo non sar\u00e0 pi\u00f9 Mignolo. Mignolo vuole la turbominchia.<br \/>\nIl superpisellone.<br \/>\nIl fagiolo magico.<br \/>\nIl cobra.<br \/>\nIl&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta Mignolo. Non \u00e8 che fosse solo o non avesse amici. OK, va bene, forse era un po&#8217; solo. Solo abbastanza, comunque, per passare molto tempo davanti al PC a fare ricerche ossessive con le stesse chiavi. Sempre le stesse. Mignolo non si chiamava Mignolo, ovviamente. 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