{"id":451,"date":"2005-09-18T17:49:57","date_gmt":"2005-09-18T15:49:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sestaluna.com\/saitenereunsegreto\/index.php\/451\/bu\/"},"modified":"2005-09-19T11:40:45","modified_gmt":"2005-09-19T09:40:45","slug":"bu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/index.php\/451\/bu\/","title":{"rendered":"Bu!"},"content":{"rendered":"<p>Io non ho paura di niente.<br \/>\nNo, non \u00e8 vero.Da piccolissima avevo paura di due cose. Non solo di due, per la verit\u00e0, ma diciamo che erano due le paure irrazionali che riempivano di stupore i miei genitori. Uno era il galletto del Riso Gallo Blond. Il suo grido di &#8220;Chicchi-ricchiiiiiii!&#8221; mi gettava nel panico, e mi mettevo a piangere disperatamente. Stessa reazione &#8211; ugualmente inspiegabile &#8211; suscitata dalla pubblicit\u00e0 del Last, il detersivo per piatti al limone. Nello spot &#8211; o r\u00e9clame, come si chiamava prima che diventasse seriamente invasiva &#8211; una mano di donna strisciava l&#8217;indice su un piatto pulito. Il suono provocato dalla frizione, per qualche ragione, mi terrorizzava.<\/p>\n<p>Vabb\u00e8, ero un&#8217;infante. Ero poco pi\u00f9 grande quando mi sono svegliata in piena notte nel lettone dei miei, che avevano e hanno l&#8217;abitudine di dormire con il televisore acceso, e ho scoperto che, a trasmissioni terminate, lo schermo si riempiva di neve ronzante. Da allora, e per il resto della mia vita, sono stata agghiacciata dalla sigla di chiusura del palinsesto Rai. Anche adesso che l&#8217;antenna animata in elevazione verso il cielo \u00e8 roba da antiquariato della televisione, la sua vista mi causa tachicardia e ansia.<br \/>\n&#8220;Proprio io mi dovevo beccare la fidanzata che ha paura del monoscopio.&#8221;<br \/>\n&#8220;Non ho paura del monoscopio. Ho paura della sigla&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, s\u00ec, ho capito.&#8221;<\/p>\n<p>Per\u00f2 a parte quello, insomma, non ho paura di niente.<br \/>\nA parte il vuoto.<br \/>\nTipo che vivo da sei mesi al quinto piano, e ancora adesso, per stendere la biancheria, mi sporgo facendo attenzione a non toccare il parapetto del terrazzo.<br \/>\nTipo che, per me, visitare un monumento come il Cupolone o la Torre di Pisa (ma anche solo un banalissimo campanile) rappresenta una prova di coraggio che spinge i miei accompagnatori a scatenare ovazioni in piedi se faccio tanto di guardare, timidamente, il panorama.<br \/>\n&#8220;S\u00ec, ma in aereo passi tutto il tempo a guardare gi\u00f9 dal finestrino come una bimba in giostra.&#8221;<br \/>\n&#8220;Lo so. Ogni paura ha le sue contraddizioni.&#8221;<\/p>\n<p>Insomma, dai, un sacco di gente ha paura del vuoto. Non sono mica l&#8217;unica.<br \/>\nPer\u00f2 ecco, ho anche paura delle onde. Non dell&#8217;acqua fonda, perch\u00e9 so nuotare (o quantomeno stare a galla): ho paura proprio delle onde.<br \/>\nFaccio un esempio.<br \/>\nLa scorsa estate, a Sabaudia. Sono in acqua con il socio, che mi sta tenendo in braccio. Da sopra la sua spalla, vedo la superficie del mare sollevarsi e incresparsi.<br \/>\n&#8220;Un&#8217;onda, un&#8217;onda, lasciami andare!&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma dove?&#8221;<br \/>\nIo (squittendo e divincolandomi per nuotare lontano dal minaccioso cavallone): &#8220;Dietro di te, dietro di te!&#8221;<br \/>\nIl socio, calmo: &#8220;Sta tranquilla, qui si tocca, non ti succede niente.&#8221;<br \/>\nIo (ormai regredita al sesto anno d&#8217;et\u00e0): &#8220;Ho paura, ho paura, l&#8217;onda!&#8221;<br \/>\nA quel punto, il socio, preoccupato e anche un po&#8217; strangolato da me che mi sto producendo nella mia migliore imitazione di un koala sull&#8217;eucalipto, si gira.<br \/>\nE si mette a ridere.<br \/>\n&#8220;No, perch\u00e9 capisci, strillavi come una matta. Sembrava che dovesse arrivare lo tsunami, ed era l&#8217;onda del bidet.&#8221;<\/p>\n<p>S\u00ec, ecco, ho paura delle onde e anche delle bestie grosse.<br \/>\nI cani di taglia superiore al barboncino mi mettono un certo nervosismo, ma dopotutto quando avevo cinque anni sono stata buttata a terra e rosicchiata da un pastore maremmano che pesava due volte me. Per cui mi si perdoni se, quando ne vedo uno, comincio un po&#8217; a sudare.<br \/>\nPer\u00f2 ho paura anche dei cavalli.<br \/>\n&#8220;Come sarebbe a dire che hai paura dei cavalli?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ho paura dei cavalli. Sono grossi.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma i cavalli sono buoni!&#8221;<br \/>\n&#8220;I cavalli se si imbizzarriscono ti buttano per terra e ti calpestano. Ho paura dei cavalli. Non ci vado vicino.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma \u00e8 assurdo!&#8221;<br \/>\n&#8220;A me piacciono gli asinelli.&#8221;<br \/>\n&#8220;Gli&#8230; <em>asinelli<\/em>?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, s\u00ec, gli asinelli.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;E ho paura anche delle mucche.&#8221;<br \/>\n&#8220;Come sarebbe a dire che hai paura delle mucche?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, ma non in foto, dal vivo.&#8221;<br \/>\n&#8220;E vorrei vedere.&#8221;<br \/>\n&#8220;Sono grosse, ti incornano.&#8221;<br \/>\n&#8220;Le mucche <em>non <\/em>incornano la gente!&#8221;<br \/>\n&#8220;E se mi camminano sopra?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ci rinuncio.&#8221;<\/p>\n<p>Insomma, non ho paura di niente tranne che della sigla di chiusura delle trasmissioni Rai, del vuoto, delle onde, dei cani, dei cavalli e delle mucche.<br \/>\n&#8220;Su questa roba ci devi fare un post.&#8221;<br \/>\n&#8220;Forse s\u00ec. Oh, guarda, c&#8217;\u00e8 una bestia in bagno.&#8221;<br \/>\n&#8220;Dove? Dove? Aaaaargh! <em>Uccidila!<\/em>&#8221;<br \/>\n&#8220;OK, adesso \u00e8 morta.&#8221;<br \/>\n&#8220;Grazie. Phew.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Io non ho paura di niente. No, non \u00e8 vero.Da piccolissima avevo paura di due cose. Non solo di due, per la verit\u00e0, ma diciamo che erano due le paure irrazionali che riempivano di stupore i miei genitori. Uno era il galletto del Riso Gallo Blond. 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