{"id":2217,"date":"2011-03-13T10:22:30","date_gmt":"2011-03-13T09:22:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/?p=2217"},"modified":"2011-03-13T10:22:30","modified_gmt":"2011-03-13T09:22:30","slug":"saluti-dal-paese-reale-meno-bovarismo-piu-salsa-e-merengue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/index.php\/2217\/saluti-dal-paese-reale-meno-bovarismo-piu-salsa-e-merengue\/","title":{"rendered":"Saluti dal paese reale (meno bovarismo, pi\u00f9 salsa e merengue)"},"content":{"rendered":"<p>Vado a trovare i miei una volta ogni due o tre mesi, quando mi prende la nostalgia del nipote ormai treenne. Il ritorno in patria \u00e8 sempre accompagnato da un misto di conforto e imbarazzo: tutto mi \u00e8 familiare, in questa provincia immutabile che si adegua con molta lentezza ai cambiamenti del mondo, eppure niente o quasi niente somiglia pi\u00f9 alla mia vita. Che si svolge in un&#8217;altra provincia, beninteso, non essendo io una residente del Greenwich Village o dove diavolo \u00e8 il posto figo di New York in questo momento, e tuttavia \u00e8 una provincia con due aeroporti da cui partono svariate low cost, cinema e locali a tiro di camminata, ristoranti, bar, locali, zone pedonali, concerti, manifestazioni, facce multicolori, lingue incomprensibili parlate sui tram.<\/p>\n<p>Torno perch\u00e9 s\u00ec, perch\u00e9 pur avendo sempre avuto il prurito della fuga rimango una ragazza di campagna che di tanto in tanto ha bisogno di aprire la finestra la mattina e vedere le montagne. Simbolicamente, nel senso che ormai davanti alla mia finestra ci sono case alte abbastanza da togliermi la visuale, tuttavia questo angolo di mondo frazione di un altro angolo di mondo campagna era e campagna resta. Poi, appunto, il nipote, la mia famiglia d&#8217;origine.<\/p>\n<p>Man mano che gli anni passano, il rientro somiglia sempre pi\u00f9 a un esperimento sociologico. Prendi l&#8217;ex ragazza di campagna con spiccata attitudine al bovarismo e rimettila nell&#8217;ambiente da dove proviene, osservane le reazioni. Fra i riti che si ripetono ogni volta che torno c&#8217;\u00e8 l&#8217;abituale cena in churrascaria con i miei. Per chi non lo sapesse, la churrascaria \u00e8 un ristorante brasiliano (aggiungete virgolette a piacimento) in cui, per un prezzo fisso, ti viene servita una quantit\u00e0 tendente a infinito di carne alla griglia. I camerieri del luogo volano fra i tavoli reggendo enormi spiedi su cui sono infilzati interi quarti di animale, e con l&#8217;aiuto di coltellacci affilati fanno scivolare nei piatti una fetta dopo l&#8217;altra. La churrascaria dove andiamo &#8211; sempre quella &#8211; \u00e8 uno dei pochi posti dove mio padre, abitudinario e poco aperto al cibo che non gli \u00e8 familiare, mangia volentieri.<\/p>\n<p>Di norma \u00e8 semivuota, o comunque piena quel tanto che basta a non essere triste. Ieri sera, un sabato, la folla che la riempiva produceva un livello di inquinamento acustico che rendeva impossibile parlarsi anche fra vicini di sedia. (&#8220;C&#8217;\u00e8 troppa voce&#8221; ha protestato subito il treenne.) Appena arrivati, notiamo che sul palchetto all&#8217;angolo davanti a noi ci sono gi\u00e0 microfono, sintetizzatore e chitarra.<\/p>\n<p>Sapete dove voglio arrivare. Cena in churrascaria in un baccano assordante, con tre bimbi piccoli (nipote pi\u00f9 due figli di una collega di mia madre, complessivamente fra i due e i quattro anni), e pure lo spettacolino a tema. Vale a dire un cantante di piano bar che suonava standard della musica latinoamericana, accompagnato da basi e chitarra acustica. Ristorante brasiliano, pezzi degli Inti-Illimani. Evabbe&#8217;.<\/p>\n<p>All&#8217;improvviso, l&#8217;uomo col microfono annuncia l&#8217;arrivo di &#8220;Yubi! Un applauso per Yubi!&#8221; Dalla porta del bagno emerge una brasiliana di un metro e ottanta, con le tipiche chiappe antigravitazionali delle brasiliane e un costumino sobrio che la fa sembrare un incrocio fra la donnina della Chiquita e un&#8217;Olgettina prima della svolta. In un turbinar di frappe, la brasiliana si lancia fra i tavoli sculettando a tutta anda al ritmo di <em>La Bamba<\/em>, che con il Brasile c&#8217;entra un cazzo ma va bene uguale. Il pubblico della churrascaria non sta l\u00ec a interrogarsi sull&#8217;incongruenza fra Brasile e Ritchie Valens, batte le mani e canta. Mio nipote (lo ricordiamo, tre anni) dilata gli occhi e diventa color aragosta.<\/p>\n<p>Yubi trascina un po&#8217; di clienti in una danza, uomini ma anche donne piccate di saper ruotare il bacino come e quanto lei, poi rientra nello spogliatoio. Nipote si sporge verso di me. &#8220;Dov&#8217;\u00e8 andata la signorina?&#8221;<br \/>\n&#8220;A cambiarsi.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma poi torna?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec.&#8221;<\/p>\n<p>In effetti, dopo una pausa, Yubi torna ancora meno vestita di prima, in push-up e culotte bianchi appena velati da un top a triangolo ricamato di strass e una gonnellina azzurra trasparente. Altro giro fra i tavoli, round di sculettamento con ragazze del tavolo davanti al nostro tirate da discoteca che caracollano sui trampoli (rendendo penosamente ovvia la differenza), altro pit stop dietro le quinte. La terza volta che esce, dalle cucine sbucano due camerieri ancora in divisa da servizio ai tavoli, bandana in testa inclusa. Il musicista fa partire <em><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=jY48iTyLrmk\" target=\"_blank\">La Bomba<\/a><\/em> e scende dal palco, mentre Yubi e i due camerieri si lanciano in un forsennato roteamento di chiappe.<\/p>\n<p>Da quel punto l\u00ec \u00e8 il delirio. Musichine da balera e gente che si alza e si unisce ai camerieri, natiche che si agitano, battete le mani evviva un applauso. Se fino a quel punto mi sembrava di stare in un film di Virz\u00ec, ora siamo in pieno Neri Parenti. Per fortuna qualcuno comincia a preoccuparsi del volume assordante della musica, e si d\u00e0 il via alla smobilitazione.<\/p>\n<p>Prendo in braccio mio nipote per portarlo fuori.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 andiamo via?&#8221;<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 \u00e8 tardi, \u00e8 ora di fare la nanna.&#8221;<br \/>\nNon mi risponde. Chiss\u00e0 se pensa ancora a Yubi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vado a trovare i miei una volta ogni due o tre mesi, quando mi prende la nostalgia del nipote ormai treenne. 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