{"id":1921,"date":"2010-07-08T22:48:36","date_gmt":"2010-07-08T21:48:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/?p=1921"},"modified":"2010-07-08T22:48:36","modified_gmt":"2010-07-08T21:48:36","slug":"lisola-che-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/index.php\/1921\/lisola-che-ce\/","title":{"rendered":"L&#8217;isola che c&#8217;\u00e8"},"content":{"rendered":"<p>Se dovete andare a un solo festival letterario nella vita, andate a <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/pages\/Festival-Isola-delle-Storie-di-Gavoi\/28742414996\">Isola delle Storie<\/a>, a Gavoi.<\/p>\n<p>Arrivarci non \u00e8 semplicissimo, bisogna prendere l&#8217;aereo fino a Olbia e da l\u00ec treno e quant&#8217;altro, per\u00f2 va bene, perch\u00e9 Gavoi va conquistata: una volta arrivati, si capisce perch\u00e9 valeva la pena. Incontri con gli autori a parte, Gavoi \u00e8 bellissima: quasi verticale, curata, ordinata, popolata di gente che ti si avvicina spontaneamente per strada e ti aiuta a orientarti quando ti perdi nel dedalo delle sue stradine. Il festival, poi, \u00e8 cos\u00ec bene organizzato da strappare gli applausi: puntuale, preciso, dotato di un servizio di navette efficientissimo per gli ospiti alloggiati all&#8217;hotel poco lontano, tenuto in piedi da decine di instancabili volontari spesso giovanissimi. Insomma, una meraviglia.<\/p>\n<p>Per chi ci va come ospite, poi, Gavoi \u00e8 un&#8217;esperienza irripetibile. A me \u00e8 successo quest&#8217;anno, per la prima volta: e se dico che mi ha cambiato la vita non scherzo per niente. Per quattro giorni, gli invitati al festival mangiano tutti insieme, alloggiano tutti nello stesso albergo, e in generale trascorrono l&#8217;intera durata della manifestazione in una contiguit\u00e0 che apre alle confidenze e anche a delle sanissime bevute di mirto alle tre di mattina. A Gavoi si porta il cuore, chi vuole lo mette sulla tavola: una fetta non si nega a nessuno.<\/p>\n<p>Poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;usanza del <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/video\/video.php?v=1456593809195&amp;ref=mf\">mirto con l&#8217;autore<\/a>. E qui non vi dico niente. Vedere per credere.<\/p>\n<p>Il tutto culmina nell&#8217;apocalisse enogastronomica di una cena in un ovile barbaricino, dove si viene abbattuti a colpi di pecora, porceddu e ottimo vino e successivamente finiti con mirto e <em>ballu tundu<\/em>, che se non l&#8217;avete mai fatto vi avviso: sembra una cazzata, ma il giorno dopo un male ai polpacci. A quel punto, la patina di <em>gravitas<\/em> intellettuale di cui molti scrittori amano ammantarsi se ne va allegramente a farsi benedire, sostituita da cori di <em>Insieme a te non ci sto pi\u00f9<\/em> a squarciagola sul pullman che ti riporta indietro, te e tutti i tuoi amichetti ciucchi. Tirarsela, a Gavoi, \u00e8 impossibile: o meglio, puoi anche farlo, ma vieni praticamente segnato a dito. Non \u00e8 un festival dove andare a fare i pensatori ieratici.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 la platea non mostra il bench\u00e9 minimo timore reverenziale nei confronti degli ospiti. Educata, s\u00ec, ma mica fessa: ti ascoltano veramente, e se dici una scemenza brontolano, se non rispondi alle domande rumoreggiano, e se cincischi ti urlano &#8220;Andiamo oltre!&#8221; Il pubblico di Gavoi \u00e8 temibile perch\u00e9 nessuno \u00e8 l\u00ec per darsi un tono o fare quello che lui la cultura. Sono tutti l\u00ec perch\u00e9 ci volevano essere, e non si fanno scrupolo di tempestare di domande qualsiasi ospite.<\/p>\n<p>Appena posso, posto qualche foto. Ma che nostalgia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovete andare a un solo festival letterario nella vita, andate a Isola delle Storie, a Gavoi. Arrivarci non \u00e8 semplicissimo, bisogna prendere l&#8217;aereo fino a Olbia e da l\u00ec treno e quant&#8217;altro, per\u00f2 va bene, perch\u00e9 Gavoi va conquistata: una volta arrivati, si capisce perch\u00e9 valeva la pena. 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