{"id":1470,"date":"2009-01-28T10:41:38","date_gmt":"2009-01-28T09:41:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/?p=1470"},"modified":"2009-01-28T10:41:38","modified_gmt":"2009-01-28T09:41:38","slug":"ipotesi-di-sterminio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/index.php\/1470\/ipotesi-di-sterminio\/","title":{"rendered":"Ipotesi di sterminio"},"content":{"rendered":"<p>Il Giorno della Memoria era ieri, ma mi piace fare le cose a posteriori, farmi trasportare dalle riflessioni altrui. Stavo leggendo <a href=\"http:\/\/feedproxy.google.com\/~r\/Macchianera\/~3\/IiM_e9p6_kk\/\" target=\"_blank\">questo post di Jonkind<\/a> su Auschwitz, pensavo alla banalit\u00e0 della Risiera di San Sabba a due passi da dove abitavo un tempo, fra un supermercato e uno stadio, e poi mi \u00e8 balenato in testa quanto sarebbe facile, nell&#8217;Italia di oggi, rifare la stessa cosa con persone solo leggermente diverse.<\/p>\n<p>Certo, sarebbe complicato farlo con onesti professionisti, gente normale che lavora, ha negozi, \u00e8 integrata nel tessuto sociale. Sarebbe difficile far sparire da un giorno all&#8217;altro, di nuovo, tutti gli ebrei italiani. Ma pensate a quanto sarebbe semplice eliminare, in pochissimo tempo e praticamente indisturbati, l&#8217;intera popolazione dei baraccati sul territorio nazionale. Chi non li ignora, li detesta. Ieri mattina, alle sette, sul tram 19 sono saliti un paio di ambulanti che si trascinavano enormi buste blu piene di mercanzia. Il tram non era particolarmente pieno e le buste non davano fastidio a nessuno. E tuttavia, il lettore di <em>Libero <\/em>in piedi vicino a me col giornale spiegato non ha potuto non manifestare a mezza voce il suo disprezzo.<\/p>\n<p>So benissimo che un lettore di <em>Libero <\/em>sul tram alle sette di mattina non \u00e8 un campione statistico rappresentativo. Ma quegli insulti biascicati all&#8217;indirizzo dei due africani con le buste blu mi hanno ricordato come gli italiani spesso pensino di sapere chi sono gli immigrati in questo paese, e quello che sanno somiglia a questo: <em>musulmani puzzolenti ladri rom ladri di bambini criminali cultura diversa bestie donne oppresse stupro sicurezza casa nostra a lavorare casa loro rumeni merda<\/em> <em>cinesi paura<\/em>.<\/p>\n<p>Non mi interessa, qui, dare argomenti contro questa generale sensazione di superiorit\u00e0 dell&#8217;italiano rispetto all&#8217;immigrato. Dico solo che l&#8217;italiano medio-basso applaudirebbe sonoramente un governo che riuscisse ad eliminare tutte le facce indesiderate dal tram delle sette.<\/p>\n<p>La cosa andrebbe pi\u00f9 o meno cos\u00ec, secondo il copione abbondantemente testato dai tedeschi negli anni &#8217;30 e &#8217;40: si inizia creando un clima sfavorevole a mezzo media. I fatti di cronaca nera che vedono coinvolti immigrati o extracomunitari di provenienza sgradita (non, quindi, americani o svizzeri) vengono pompati dai mezzi di informazione controllati dal governo. Al momento ce ne sono diversi, come ben sappiamo. Si diffonde fra le persone la sensazione, se non proprio l&#8217;idea, che esista una fetta di popolazione sul territorio che costituisce una minaccia costante. Si crea la paura, anche l\u00ec dove non ce n&#8217;\u00e8 motivo, di un&#8217;intero gruppo sociale, adducendo motivi oggettivi &#8211; scarsa integrazione, povert\u00e0 estrema, ignoranza &#8211; e inventandosi leggende <em>ad hoc<\/em>, come ad esempio quella degli zingari che rubano i bambini.<\/p>\n<p>Si aspetta. Si aspetta finch\u00e9 non capita qualcosa di eclatante, o c&#8217;\u00e8 un evento dai contorni abbastanza sfumati da essere gonfiato a piacimento. Per esempio (faccio un&#8217;ipotesi fantascientifica), si scopre che l&#8217;assassino di Simonetta Cesaroni <em>potrebbe <\/em>essere un rumeno che lavorava nel palazzo dove \u00e8 morta, in nero e quindi non registrato. <em>Potrebbe<\/em>. Basta questo. Si approntano i necessari talk show con gente in cravatta verde che ribadisce l&#8217;esasperazione della &#8220;gente del Nord&#8221;, e gente con l&#8217;aria da intellettuale in sofferenza che ribadisce la necessit\u00e0 di trattare tutti umanamente.<\/p>\n<p>Poi succede una cosa. Chiamiamola, che so, la Notte delle Torce. Ci siamo capiti.<\/p>\n<p>A questo punto, partono i carri bestiame. I treni no, in Italia abbiamo tre binari in croce. Diciamo che partono i camion. Alla popolazione viene comunicato che l&#8217;area Nomeacaso viene sgomberata per ordinanza comunale. Intere famiglie vengono spintonate dentro i container, e spostate&#8230; dove? Ci sarebbero i Cpt, gi\u00e0 pieni fino a scoppiare: i nazisti lo sapevano, gli eccessi vanno smaltiti. Ci si inventa qualcosa. Tipo &#8220;lavori socialmente utili&#8221;, percorsi formativi al termine dei quali c&#8217;\u00e8 il permesso di soggiorno.<\/p>\n<p>Se sopravvivi. Ma non \u00e8 previsto.<\/p>\n<p>Nel frattempo, il territorio dei singoli Comuni \u00e8 pattugliato da apposite squadr(acc)e di volontari, con il compito di verificare che non ci siano nuovi insediamenti. Il cittadino italiano si sente finalmente al sicuro, al riparo dalla miseria e dallo sporco di quella gentaglia. Il governo stravince le successive elezioni e governa per altri vent&#8217;anni con la stessa tecnica.<\/p>\n<p>Gli ammonimenti della comunit\u00e0 internazionale cadono nel vuoto. I media che cercano di documentare la strage vengono azzittiti anche a mezzo decreto legge, con provvedimenti mirati a punire la creazione di &#8220;sentimento anti-nazionale&#8221; <em>et similia<\/em>. I filmati del massacro si moltiplicano sul web, e l\u00ec si perdono, in mezzo a migliaia di altri massacri che ogni giorno vengono ignorati.<\/p>\n<p>Sessant&#8217;anni dopo, l&#8217;Italia si sveglia e ha troppo, davvero troppo da farsi perdonare. Mette su un monumento,\u00a0 un museo, quattro diapositive e una ricorrenza, e poi nessuno ci pensa pi\u00f9. Nessuno vede il parallelo con nient&#8217;altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Giorno della Memoria era ieri, ma mi piace fare le cose a posteriori, farmi trasportare dalle riflessioni altrui. 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