{"id":1098,"date":"2008-05-07T19:19:45","date_gmt":"2008-05-07T18:19:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/index.php\/1098\/hlp-plz\/"},"modified":"2008-05-08T08:10:45","modified_gmt":"2008-05-08T07:10:45","slug":"hlp-plz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/index.php\/1098\/hlp-plz\/","title":{"rendered":"Hlp plz"},"content":{"rendered":"<p>Questo \u00e8 un post antipatico, ma se non lo scrivo poi mi rimane sul gozzo. Parte da <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/08_maggio_07\/istat_abbandono_scolastico_6c2e06ae-1c47-11dd-a20b-00144f486ba6.shtml\">questo articolo<\/a>, in cui si dice, in parole povere, che met\u00e0 degli italiani non ha oltre la licenza media, e un decimo (quindi, se la matematica non mi inganna, circa sei milioni di persone: un&#8217;enormit\u00e0, tutta la Svezia) non ha completato l&#8217;obbligo scolastico. Siamo fra gli ultimi in Europa per istruzione.<\/p>\n<p>La cosa non mi sorprende affatto, e non credo sorprenda nessuno di voi. Sappiamo come scrivono i ragazzini italiani, e nemmeno solo i ragazzini: ne abbiamo fulgidi esempi ovunque, in rete, di gente che va ben oltre il non distinguere fra &#8220;po&#8217;&#8221; e &#8220;p\u00f2&#8221;, fra i quali si pu\u00f2 annoverare anche il luminare che ha scritto il T9 in italiano. Gente che va anche oltre il (peraltro orrido, non finir\u00f2 mai di dirlo) sostituire il &#8220;ch&#8221; e le &#8220;c&#8221; dure con le k: a questo, che \u00e8 ormai un tic linguistico, \u00e8 associata anche una totale incapacit\u00e0 di usare la punteggiatura, una sintassi a dir poco pericolante e un&#8217;ortografia generalmente vergognosa. La povert\u00e0 del vocabolario completa il quadro.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 chi argomenta che quello dei ragazzini \u00e8 un codice, e come tale ha valenza solo nel loro mondo: tempo fa, a una mia richiesta di scrivere in un italiano che non mi facesse venire il mal di testa, una giovane utentessa Internet mi rispose che lei scriveva come le pareva, perch\u00e9 quello non era mica &#8220;un tema in classe&#8221;. La dissociazione fra il linguaggio corretto &#8211; riservato alla scuola, una sorta di concessione benevola e scocciata alle assurde richieste del prof di turno &#8211; e linguaggio &#8220;vero&#8221;, abituale, mi ha lasciata senza troppi argomenti. I ragazzini, in fondo, hanno diritto a crearsi un mondo le cui regole siano diverse da quelle dei genitori.<\/p>\n<p>Il problema non si pone finch\u00e9 questi giovani virgulti sono effettivamente in grado di padroneggiare entrambi i metodi di scrittura. Le difficolt\u00e0 sorgono solo quando, una volta fuori dalla scuola dell&#8217;obbligo ed inseriti nel mondo universitario o lavorativo, la loro ignoranza diventa un handicap. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che un errore di ortografia in un cartello al supermercato \u00e8 brutto ma ci pu\u00f2 stare &#8211; dopotutto, lavori al supermercato, mica alla Corte di Giustizia dell&#8217;Aia &#8211; \u00e8 anche vero che a poco serve il carico di nozioni apprese a scuola, se poi non si \u00e8 in grado di stendere nemmeno una lettera di presentazione senza condirla di obbrobri linguistici. Perch\u00e9 puoi anche scrivere tutti i &#8220;ch&#8221; e perfino ricordarti che tra una &#8220;n&#8221; e l&#8217;altra di &#8220;nn&#8221; c&#8217;\u00e8 una &#8220;o&#8221;, ma se non sai usare la punteggiatura (e usi i puntini di sospensione, meglio se cinque o sei per abbondare, al posto di qualsiasi altra cosa; oppure schiaffi punti esclamativi a caso ovunque), scrivi tutto in maiuscolo senza virgole, o se non sai usare i congiuntivi, quello \u00e8 grave. Perch\u00e9 magari al supermercato ti prendono lo stesso: per caricar scaffali, la sintassi non serve. Ma altrove, semplicemente, non sei competitivo. Arriva uno spagnolo preparato, un francese, un portoghese, un olandese che ha studiato, e parla la tua lingua meglio di te, ne parla anche altre due, anzi. Sei fottuto. E neanche puoi andare all&#8217;estero tu, perch\u00e9 se l&#8217;italiano lo scrivi cos\u00ec male, figurarsi se ti sei sbattuto ad imparare bene un&#8217;altra lingua.<br \/>\nPeggio ancora: se tutti sono ignoranti come te, la gara \u00e8 fra capre. E la qualit\u00e0 della comunicazione crolla.<br \/>\nIl problema dei ragazzi italiani \u00e8 proprio questo: in assenza di qualcosa che leghi la preparazione scolastica al successo sul lavoro (che tanto non esiste, perch\u00e9 quasi tutti finiscono nel purgatorio del call center: che siano o meno laureati, bravi, preparati e in grado di mettere insieme una frase), la scuola diventa una sorta di compartimento stagno, un salotto dove atteggiarsi a comunicatori educati, come le signorine che andavano a scuola di portamento e si mettevano il fazzoletto in grembo. Ma fuori, nella vita, la comunicazione corretta nella propria lingua \u00e8 diventata superflua.<\/p>\n<p>Sembra una sciocchezza, ma se nell&#8217;era della comunicazione globale (passatemi l&#8217;espressione) la maggioranza degli adolescenti e ventenni italiani scrive peggio dei soldati analfabeti al fronte durante la Grande Guerra (fatevi un giro al Vittoriano per avere un&#8217;idea), l&#8217;impoverimento culturale del paese comincia ad essere troppo allarmante per non essere affrontato seriamente. Inutile cianciare di &#8220;Tre i&#8221; se fra queste tre &#8220;i&#8221; non c&#8217;\u00e8 l&#8217;italiano. Chi parla male pensa male, e chi pensa male sar\u00e0 sempre svantaggiato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo \u00e8 un post antipatico, ma se non lo scrivo poi mi rimane sul gozzo. 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