{"id":1077,"date":"2008-03-22T11:03:10","date_gmt":"2008-03-22T10:03:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/index.php\/1077\/milano-e\/"},"modified":"2008-03-22T11:03:10","modified_gmt":"2008-03-22T10:03:10","slug":"milano-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/index.php\/1077\/milano-e\/","title":{"rendered":"Milano e"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Andare a Milano&#8221; fa inevitabilmente rima con &#8220;sentirsi strano&#8221;, anche se io essendo io dovrebbe essere &#8220;Milana&#8221; e &#8220;strana&#8221;, poi vabb\u00e8, il concetto si \u00e8 capito. A Milano io ci vado quasi esclusivamente per lavoro, rafforzando quindi l&#8217;associazione fra il concetto di &#8220;Milano&#8221; e quello di &#8220;capitale economica&#8221;, e non morale come vorrebbero farci credere quelli della Lega. Non c&#8217;\u00e8 niente di intrinsecamente morale nel modo in cui a Milano la gente vive il lavoro, anche se a Milano sembra esserci molta pi\u00f9 gente che il proprio lavoro lo ama, e proprio per farlo si \u00e8 trasferita in una citt\u00e0 di rara bruttezza. Il fatto che Milano continui a ad essere considerata la capitale del design e ad essere associata alla bellezza e allo stile \u00e8 qualcosa di cui non mi capacito. Saranno le modelle, una specie umana che solo a Milano esiste allo stato brado: se ne possono osservare diversi esemplari nel metr\u00f2 (non <em>metro<\/em>, che \u00e8 quella di Roma) e anche nella zona di via Solari, dove mi rifugio abitualmente nelle mie sortite meneghine.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui Milano mi faceva malissimo all&#8217;umore. Ora non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, e i motivi sono diversi. Si tratta principalmente di un fattore umano: si sono moltiplicate le persone che a Milano mi fa piacere vedere (e come al solito sono colpevole di omissione nei confronti di alcuni: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.blimunda.net\">Barbara<\/a> perdonami, hai il diritto di percuotermi con un sandalo tacco dodici), e <a href=\"http:\/\/www.maestrinipercaso.it\">alcune<\/a> <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.lapupachasonno.wordpress.com\">di queste<\/a> sono diventate parte del fattore lavoro, il che \u00e8 bellissimo davvero. Milano, da quando la frequento con una certa assiduit\u00e0, \u00e8 diventata un posto dove mi piace andare. Non pi\u00f9 una &#8220;funzione&#8221;, come dice <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.grazia.blog.it\">Laura<\/a> (la pi\u00f9 milanese delle mie conoscenze milanesi, e insieme la meno milanese) ma una citt\u00e0 che giro, esploro, dove mi sposto, a volte facendo errori marchiani &#8211; perch\u00e9 non sapevo che per arrivare alla Bovisa si prende il passante da Cadorna, piuttosto che il tram numero 3, che \u00e8 l&#8217;equivalente del 19 a Roma per lunghezza e panoramicit\u00e0? &#8211; e a volte, semplicemente, spalancando gli occhi per mangiarmi tutto. Come del resto faccio ancora a Roma, che in tre anni non ho certo finito di conoscere.<\/p>\n<p>Anche questa volta ho lavorato, parlato, mangiato, rinunciato a fare l&#8217;aperitivo in un posto pieno di gente vestita in modo balordo e dieci anni pi\u00f9 giovane di me (in questo supportata dall&#8217;adorata Bea); ho conosciuto Vanessa; e mi sono quasi soffocata dalle risate per farmi fotografare <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/auro\/2350172496\/\">cos\u00ec<\/a>.<\/p>\n<p>Torno presto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Andare a Milano&#8221; fa inevitabilmente rima con &#8220;sentirsi strano&#8221;, anche se io essendo io dovrebbe essere &#8220;Milana&#8221; e &#8220;strana&#8221;, poi vabb\u00e8, il concetto si \u00e8 capito. 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