{"id":1003,"date":"2007-11-27T16:40:31","date_gmt":"2007-11-27T15:40:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/index.php\/1003\/mai-dire-mei\/"},"modified":"2007-11-27T16:40:31","modified_gmt":"2007-11-27T15:40:31","slug":"mai-dire-mei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.saitenereunsegreto.com\/index.php\/1003\/mai-dire-mei\/","title":{"rendered":"Mai dire MEI"},"content":{"rendered":"<p>Terza volta. La prima dalla parte degli espositori, in qualit\u00e0 di commessa per la neonata <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.42records.it\">42<\/a>. E subito, dai primi dieci minuti di permanenza allo stand, ti rendi conto che il mercato discografico \u00e8 cambiato, ma la gente no.<\/p>\n<p>Un mese fa, o poco pi\u00f9, i Radiohead hanno guadagnato un sacco di soldi mettendo il loro album da scaricare gratis ad offerta libera su Internet. Meno della met\u00e0 della gente ha fatto un&#8217;offerta, e tuttavia i Radiohead hanno guadagnato molto di pi\u00f9 che dalla vendita tradizionale del disco. Disco che poi uscir\u00e0 comunque nei negozi, per chi vuole &#8220;l&#8217;oggetto&#8221;, non usa Internet o ha antipatia per il formato digitale, ma comunque: <em>i Radiohead hanno guadagnato di pi\u00f9 mettendo l&#8217;album da scaricare gratis<\/em>. Lo ripeto. Che si capisca.<\/p>\n<p>E tuttavia, nel mondo della discografia italiana, la pubblicazione tramite etichetta \u00e8 ancora la meta suprema della maggior parte dei gruppi. L&#8217;oggetto-disco (costo al pubblico, fra i dieci e i venti euro; guadagno del gruppo, una frazione infinitesimale della cifra in questione) \u00e8 ancora l&#8217;orizzonte preferenziale. E pertanto, la quantit\u00e0 di demo o addirittura dischi autoprodotti raccolti dall&#8217;etichetta media al MEI medio \u00e8 di gran lunga superiore al numero di dischi venduti.<\/p>\n<p>In altre parole: produci\/vendi\/distribuisci\/promuovi il nostro disco, freg&#8217;assai di chi sei e di che dischi fai.<\/p>\n<p>Da commessa, tuttavia, la cosa che colpisce di pi\u00f9 \u00e8 la prossemica di chi si avvicina al banchetto. Quelli che vogliono comprare li riconosci dal passo e dal sorriso: arrivano guardandoti in faccia gi\u00e0 da cinque metri di distanza, sfoderano il portafogli e fanno l&#8217;acquisto. Tra quelli che si fermano passando, invece, si capisce subito chi far\u00e0 l&#8217;acquisto e chi no: chi sta solo curiosando sta obliquo rispetto al banchetto, un piede avanti e uno indietro, come a mantenere una certa distanza. A volte chiede informazioni, ma senza avvicinarsi troppo.<\/p>\n<p>Quelli dei demo, invece, sono i pi\u00f9 vari. C&#8217;\u00e8 quello che si avvicina, fa un paio di domande sul genere trattato dall&#8217;etichetta, e poi lascia il demo. Quello che arriva, e lascia il demo. Quello che arriva con un pacco di demo e li smazza come se fossero caramelle. Quello che ti porge il disco autoprodotto con tanto di bollino Siae, e tu pensi, ma scusa, ma cercati una promozione, una distribuzione, un booking. Poi ci sono le etichette che vogliono fare scambio di promo, e l\u00ec non si capisce: che fate, vi ascoltate a vicenda e poi vi telefonate per farvi i complimenti?<\/p>\n<p>In un certo senso, questa proposta riassume il clima asfittico e autoreferenziale di tutta la faccenda: gente che si applaude vicendevolmente, si autocongratula, si cita, si ringrazia, si fa la guerra e si accredita nei CD. A pensarci bene, \u00e8 come la blogosfera. Ma con l&#8217;audio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terza volta. 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