Libri da non leggere*

pubblicato da Giulia giovedì, Giugno 10, 2004 22:30
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* Potrebbe diventare una categoria, un giorno, ma spero di no

La chick lit di norma la evito come il virus del morbillo. Il fatto che sono a corto di fondi, e devo farmi bastare per un po’ la vagonata di libri in inglese che sono piovuti dal cielo. Hillary, la munifica del caso, legge un sacco di chick lit, non la peggiore ma neanche la migliore, posto che esista una variante “migliore” di un genere intrinsecamente deteriore.

Tutto questo cappello introduttivo per dire: NON LEGGETE TONY PARSONS. O meglio, nello specifico, non leggete Man and Boy e il suo seguito, Man and Wife. Non leggeteli neanche se avete voglia di un libro rilassante, perch questi due, nella fattispecie il secondo, vi daranno cos sui nervi che alla fine vi dovrete prendere un Tavor.

Man and Boy l’ho letto durante un viaggio in treno. Non chiss che: la chick lit vista dagli uomini, storia prevedibile, e un protagonista giusto un po’ antipatichello che prima tradisce la moglie casalinga, viene abbandonato a prendersi cura del figlio mentre lei cerca di rifarsi una vita, e quando lei torna a riprenderselo lui gli si aggrappa perch oh, si cagato il pupo per la prima volta e quindi si accorto che gli piace fare il pap.

Antipatichello, appunto, ma passabile. Conservatore – la mamma casalinga “buona”, la moglie che vuole ricostruirsi una carriera “gelida ed egoista”, ma insomma, credibile.

Man and Wife, in compenso, lo sto leggendo ogni mattina a colazione per ricordarmi come non si scrive un libro, e forse anche per un qualcerto masochismo. un libro brutto, ragazzi. Brutto che non si pu leggere. Inverosimile, didascalico, ideologicamente tutto a destra. Ogni svolta nella trama viene telefonata cento pagine prima e ri-segnalata a ogni pi sospinto, fosse mai che il lettore possa essere sorpreso. L’artificiosit della trama, in cui niente accade per caso e ogni cosa fonte di rivelazioni ed epifanie, viene spinta alla massima potenza. Qualsiasi cosa succeda viene commentata dal narratore, Harry, con due o tre frasette che spiegano per bene il senso e il significato di ogni cosa che vediamo, anche quando cos ovvio che neanche un ottenne cerebroleso potrebbe non coglierlo.

Harry, va ripetuto, una delle pi grandi merde che mi sia capitato di incontrare nella letteratura di grande consumo. Un ragazzino capriccioso convinto di essere un grande uomo. Accanto a lui Eamon, il comico cocainomane che nel libro simboleggia l’immaturit emotiva (tutto un simbolo, in questa storia) sembra un paragone di equilibrio.

L’ex moglie di Harry, poveracrista, viene punita ad oltranza per averlo lasciato. Tutto le va male. Tutto tutto tutto. Beh, colpa sua: se non si fosse alterata dopo avere scoperto che quel fesso del marito, che avrebbe dovuto baciare la terra su cui camminava, si era scopato l’assistente…

La moglie del secondo libro viene neanche tanto implicitamente disprezzata perch non indossa pi camice da notte e perizoma sexy, ma solo magliette. Ah, e perch invece di stare a casa a fare la moglie ha avviato una piccola e redditizia impresa di catering.

L’unica buona sempre la mamma casalinga.

Una cagata pazzesca.

Ah, e un’ultima cosa: la quarta di copertina dice che il libro fa ridere.
Beh, s. Pi o meno come fa ridere uno che ti spiega la barzelletta prima di raccontartela.

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