Baby did a bad bad thing

pubblicato da Giulia sabato, Settembre 11, 2004 9:23
Aggiunto alla categoria Target du jour

Un post senza link

Povera Kiki. Una apre un blog in cui compare la sua foto – e che foto: una biondina graziosissima e abbronzata, con addosso qualche migliaio di euro di roba – e lo apre per diletto, per raccontare delle storie magari non proprio verissime, per divertirsi, esercitare l’arte della creazione, vedere fino a che punto si riesce a spingere un personaggio. Si crea un seguito che rischia di fare di lei la sorella chic dell’altrimenti inarrivabile Lo.

Poi un giorno il fidanzato, di cui lei ha parlato in termini non sempre adoranti, scendendo in dettagli intimi (veri o falsi) sulla loro vita privata, scopre il blog, lo legge, la riconosce e la pianta in tronco, senza se e senza ma. Kiki scrive in fretta un post di commiato, e chiude il blog portandosi via tutti i suoi racconti. Poco dopo, Nicola – o forse uno dei soliti buontemponi con moltissimo tempo da perdere e il senso del tatto di un ippopotamo con i calli, come sostiene Kiki in numerosi commenti – apre un blog di una sola pagina in cui sfoga la sua rabbia.

Forse ora si stanno riconciliando. Forse stanno negoziando. O forse lei piange e basta. Posto che tutto questo, nel regno dell’anonimato e della finzione, sia accaduto veramente; che esistano veramente una Kiki e un Nicola, e non solo uno dei due che ha inventato tutto, e ha chiuso un gioco che stava diventando difficile da sostenere.

C’ comunque una morale, da qualche parte. Perch a prescindere da chi siano veramente Kiki e Nicola (e chiss se li abbiamo incontrati a quella festa ai Parioli, la primavera scorsa, in cui il socio e io ci siamo scolati una bottiglia di Porto in due e lui si fatto fotografare avvolto in una tenda psichedelica), la loro vicenda apre un nuovo capitolo nell’etichetta della blogosfera, ovvero: ma il tuo fidanzato lo sa? (Che hai un blog, che quello che ci scrivi non tutto vero, che ci racconti avventure erotiche mai avvenute, che lo fai solo perch ti piace vedere la reazione degli altri a quello che racconti.)

Da brava vecchia zia quale sono, il buon senso mi suggerisce la strategia della glasnost. Hai un fidanzato, hai un blog. Prendi il fidanzato e gli dici: ho aperto un blog dove ho intenzione di raccontare una montagna di bubbole per il gusto di vedere cosa succede. Lui dice “OK” oppure “Che cazzata”, oppure “Basta che non parli di me”.

A quel punto, procedi pure, magari facendo un minimo di attenzione a non dire cose che lo potrebbero ferire. Non saresti la prima personalit fittizia della rete (Massaia ce la ricordiamo, no? E vogliamo dire che tutti i post di Brontolo su Macchianera sono autobiografia? Sua moglie lo avrebbe gi corcato di mazzate), e ovviamente non sarai l’ultima. Non c’ niente di male. Ma almeno, pupa, sii furba. Evita di essere identificabile. Togli le foto. Cambia i nomi. Maschera i riferimenti. Ed avvisa prima. Perch uno che non si arrabbia almeno un po’ dopo una scoperta del genere, o fesso, o di te se ne frega.

Mi dispiace per la chiusura del Kikiblog a prescindere, perch a parte la tendenza a scrivere “p” con l’accento – ognuno ha le sue idiosincrasie, questa una delle mie – era davvero brava ad inventarsi se stessa, ed anche simpatica, spiritosa, capace di contribuire alla vita della blogopalla e di intessere rapporti di buon vicinato con gli altri autori. Se esiste davvero, se dietro tutta questa storia c’ davvero una ventenne pariolina con troppa fantasia e tanta imprudenza, le auguro che le cose con Nicola si sistemino al pi presto, e che il rapporto riprenda da una base di maggiore condivisione.

Se invece tutto inventato, applaudo il coup de thatre: e invito Kiki, chiunque sia, a raccontarmi il finale in privato. Sotto giuramento di silenzio. Qui non si battezzano i blog a caso.

Commenti e ping chiusi.

Un commento to “Baby did a bad bad thing”

  1. un litro di mista says:

    Settembre 15th, 2004 at 3:04

    … inventata tutto, a badbad thing ?!

    “Chiedo scusa, molto di quello che ho scritto me lo sono inventat…”
    Kiki, ma anche Omero e Virgilio e Giulio Cesare e e Manzoni e Verga e Gianni Brera e ilmioamicochehaunblog e quellaltrochescrivediviaggi (seguono ennemila firme)…