Liberi tutti

pubblicato da Giulia lunedì, luglio 14, 2008 22:50
Aggiunto alla categoria Triste mondo malato
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5 commenti to “Liberi tutti”

  1. Laura, sthlm says:

    luglio 15th, 2008 at 9:01

    Perfetto, se non sarà alla Maddalena, la prossima volta si andrà “a San Vittùr a ciapaa i bott”

  2. apelle says:

    luglio 15th, 2008 at 10:26

    Vediamola sotto un altro punto di vista: non c’erano elementi sufficienti per condannare alcuno ma, a causa della pressione mediatica che pretendeva comunque dei colpevoli, alla fine si è giunti a questa sentenza.
    Come ti sembra?

  3. medo says:

    luglio 15th, 2008 at 1:38

    Se non puoi identificare gli agenti, come fai a condannarli? Non esiste una lista di quelli che erano in azione, tutto è stato cancellato dalle alte cariche di polizia, quindi attaccare i giudici mi sembra assolutamente da ignoranti.
    E’ stato condannato chi è stato identificato ed associato a delle azioni, di più non si poteva proprio fare.

    Magari leggere prima le motivazioni della sentenza farebbe bene a tutti quanti.

  4. Laura, sthlm says:

    luglio 15th, 2008 at 4:07

    Non vedo l’ora di leggere le motivazioni della sentenza per sentirmi meglio, ne ho proprio bisogno.

    Ironie a parte, davvero è equa una sentenza di questo tipo (a prescindere dalla prescrizione e dall’indulto)? Davvero non potevano fare di più?

  5. medo says:

    luglio 15th, 2008 at 6:45

    La vera giustizia non esiste, l’equità è sempre una convenzione. Cioè, la pena è riabilitativa ed in ogni caso non puo’ essere mai equa nei termini di danno subito in linea anche teorica anche la pena capitale per un omicida non potrebbe essere equa se non nel caso si uccida la persona nello stesso scenario e con la stessa sofferenza per la famiglia e la società.

    Cioè il problema qui sulle violenze di Genova è una polizia terribilmente arretrata, gasata da una parte politica e con la doppia colta di coprirsi illegalmente e tanto bene da impedire alla giustizia ed ai magistrati di fare il suo corso.

    Cercate di capire che se c’è qualcuno che è posto al limite dell’impotenza, qui, è proprio il giudice. E basta.