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	<title>Sai tenere un segreto? &#187; scuola</title>
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		<title>Quello che serve è la memoria</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 11:59:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La protesta degli studenti di Villa Greppi si è risolta in una semi-vittoria che sa di sconfitta. A forza di dai, l&#8217;anno prossimo nell&#8217;istituto ci saranno la quarta e la quinta ginnasio e la seconda liceo, articolate in modo da condividere alcuni corsi con il Linguistico, ma niente prima liceo. I ragazzi della quinta ginnasio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saitenereunsegreto.com/wp-content/vg.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2275" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="vg" src="http://www.saitenereunsegreto.com/wp-content/vg.jpeg" alt="" width="180" height="180" /></a>La <a href="http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/2260/orfani-della-scuola-la-protesta-degli-studenti-di-villa-greppi/" target="_blank">protesta degli studenti di Villa Greppi</a> si è risolta in una semi-vittoria che sa di sconfitta. A forza di dai, l&#8217;anno prossimo nell&#8217;istituto ci saranno la quarta e la quinta ginnasio e la seconda liceo, articolate in modo da condividere alcuni corsi con il Linguistico, ma niente prima liceo. I ragazzi della quinta ginnasio dell&#8217;anno scorso, rimasti senza garanzie di proseguire gli studi, si sono iscritti altrove.</p>
<p>Questa è la scuola secondo Mariastella Gelmini: una gentile concessione, un bene da elargire solo se avanzano soldi che non avanzano mai. Come i nostri nonni, i nostri genitori, gli adolescenti moderni vengono spintonati, maltrattati, incoraggiati all&#8217;abbandono scolastico, trattati non come futuri cittadini ma come numeri, gente che ora non vota e quindi chi se ne frega. Gli puoi dare la scuola e levargliela, spedirli di qua e di là, costringerli ad alzarsi alle cinque di mattina per raggiungere un liceo già intasato di iscrizioni che non è quello in cui hanno amici, compagni, una vita. Che valore ha, la vita dei ragazzi? Nessuna.</p>
<p>Io spero due cose.</p>
<p>La prima è che da questi maltrattamenti, da questa noncuranza, da questa indifferenza nei loro confronti i ragazzi escano con un&#8217;idea chiara in testa: e cioè che lo studio è un diritto, e che un ministro che vuole farli tornare ai tempi in cui questo diritto poteva essere esercitato solo a prezzo di grandi sacrifici e sofferenza personale è un ministro che dovrebbe dimettersi subito, perché lavora contro la missione del suo ministero. Mariastella Gelmini vuole fare in modo che gli italiani siano ineducati, rozzi, incolti e impreparati, e se questa non è la sua intenzione è anche peggio, perché l&#8217;unica cosa peggiore del dolo è la completa inconsapevolezza delle conseguenze delle proprie scelte. Io spero che da questa sofferenza i ragazzi italiani escano rafforzati e determinati a lottare per il diritto di essere istruiti.</p>
<p>La seconda cosa che spero è che i ragazzi del Greppi, ma anche tutti gli altri studenti colpiti dai tagli, prendano appunti e si segnino i nomi delle persone che oggi sono responsabili di questo scempio. Nomi e cognomi e partiti di provenienza. E quando un giorno queste persone chiederanno loro il voto, si adoperino per fare sapere a tutti in che modo lavorano, e quali danni hanno fatto. Spero che si appuntino i nomi di chi si è speso per fare in modo che potessero continuare a frequentare la scuola che si erano scelti, e chi invece ha appoggiato le decisioni di un ministero di facciata e di un ministro inadempiente.</p>
<p>Spero che se li ricordino, e agiscano di conseguenza.</p>
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		<title>Che cosa vogliono gli studenti in rivolta? /3</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 20:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutte le scuole di Roma sono occupate, mi dicono due ragazzine del liceo nello spogliatoio della palestra. Si preoccupano della scarsa consapevolezza di molti compagni, che occupano per occupare e per non fare lezione, ma non sanno il vero motivo della protesta. A me pare fisiologico, dico. Se tutti gli studenti fossero politicizzati e consapevoli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutte le scuole di Roma sono occupate, mi dicono due ragazzine del liceo nello spogliatoio della palestra. Si preoccupano della scarsa consapevolezza di molti compagni, che occupano per occupare e per non fare lezione, ma non sanno il vero motivo della protesta. A me pare fisiologico, dico. Se tutti gli studenti fossero politicizzati e consapevoli, avremmo risolto il problema dell&#8217;indecisione politica nel giro di una generazione. Tenete duro, dico.</p>
<p>Ma anche loro non sanno dirmi cosa vogliono, oltre la revoca della riforma Gelmini e la destituzione del ministro stesso. La fase della fantasia arriva più avanti, forse.</p>
<p>Un germoglio dell&#8217;università possibile è presente in <a href="http://www.margheritaferrari.com/2010/12/mariastella-gelmini-infesta-i.html" target="_blank">questo lungo e appassionato post di Margherita Ferrari</a>, da almeno sei anni una delle più belle teste della blogosfera italiana. Una piccola tessera nel puzzle che sto cercando di ricostruire.</p>
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		<title>Diritto allo studio</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 15:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>O ragazzina che vai a scuola col tram, la mattina presto, con il tuo giubbotto corto dal colletto di pelo, i capelli piastrati, i jeans che ti strizzano i fianchi e l&#8217;immancabile fetta di culo che sporge, anche a novembre. O ragazzina che biascichi la gomma e ti lamenti ad alta voce che non sai &#8220;gnènte&#8221; e che se ti beccano &#8220;so&#8217; cazzi&#8221;. Tu, che ti impiastricci gli occhi di eyeliner tirato male, e tenti maldestramente di coprire i brufoli con una mano di fondotinta troppo scuro rispetto alla tua carnagione, con un effetto pellerossa fino al mento, vampiro dal mento in giù. Tu, che non conosci la differenza fra accento acuto e grave, non sai scrivere &#8220;non&#8221; e &#8220;comunque&#8221;, e pensi che &#8220;po&#8217;&#8221; sia la versione formale di &#8220;pò&#8221;, e tu mica sei formale. Tu, che non leggi, mai, niente, neanche <em>Amore 14</em>, neanche il libro di Sfondrini, ché ti si stancano gli occhi. Tu, che ogni mattina ti trascini fuori di malavoglia, senza sapere esattamente perché, e brontoli, piagnucoli, frigni, e del movimento di protesta di questi giorni hai capito solo che se tutto va bene ci scappa qualche sciopero infrasettimanale, e preghi che coincida con il compito in classe di latino. Tu, che i Finley. Tu, che Gigi D&#8217;Alessio a memoria. Tu, che <em>Amici</em>. Tu, che <em>Uomini e Donne</em>. Tu. Non <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_15/ragazza_sfigurata_acido_kandahar_afghanistan_liceo_talebani_fedc4a46-b2f7-11dd-8d03-00144f02aabc.shtml" target="_blank">lei</a>.</p>
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		<title>Lider minimi</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 16:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Secondo me la protesta ci sta tutta, ma l&#8217;occupazione è una cazzata. Normalmente, le proteste si fanno contro i professori. E&#8217; la prima volta che i professori sono con noi nella protesta, per cui è assurdo giocarsi la loro collaborazione.&#8221;</p>
<p>(Carpita sul tram n. 2 stamattina verso mezzogiorno e mezzo, praticamente con queste parole esatte, in un dialogo fra due adolescenti capitolini.)</p>
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		<title>Figli e nipoti</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 13:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voi avete dei figli? Io no. Ho un nipote. E ieri pensavo che, se la legge 133 dovesse passare, mio nipote non andrà all&#8217;università, a meno che mia sorella e mio cognato non si mettano a risparmiare soldi ora. Adesso. E per i prossimi diciotto anni. Con un mutuo sul coppino, un figlio piccolo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voi avete dei figli? Io no. Ho un nipote. E ieri pensavo che, se la legge 133 dovesse passare, mio nipote non andrà all&#8217;università, a meno che mia sorella e mio cognato non si mettano a risparmiare soldi ora. Adesso. E per i prossimi diciotto anni. Con un mutuo sul coppino, un figlio piccolo e due stipendi da impiegati la vedo, come dire, magra. Se poi dovessero avere altri figli &#8211; cosa che hanno in programma &#8211; sarebbero costretti a scegliere quale far studiare e quale no. Io non ho figli. Se ne avrò mai, anche a loro toccherà la stessa sorte.</p>
<p>Fra le tante cose che la legge 133 ha in programma, non ce n&#8217;è una che non vada ad impattare tragicamente sul futuro del mio nipotino, che attualmente ha dieci mesi, ma fra circa cinque anni andrà alle elementari, e oltre a portare il grembiulino dovrà anche essere istruito da una sola maestra, che gli insegni in un botto solo italiano, matematica, storia, geografia e anche i rudimenti di una lingua straniera. Servono, le lingue straniere. Per non parlare dell&#8217;informatica. Mica si può più prescindere dall&#8217;uso di un computer.</p>
<p>Forse si rifarà alle medie, o forse no, dipende: essendo extracomunitario solo per metà (il papà è bosniaco: secondo la Lega, appena arrivato in Italia sarebbe dovuto finire in una classe-ponte. Chissà se avrebbe imparato l&#8217;italiano bene come poi è successo), mio nipote avrebbe accesso alle classi &#8220;normali&#8221;. Sempre che ci siano abbastanza insegnanti. O anche solo scuole per tutti. Idem le superiori.</p>
<p>All&#8217;università le cose si complicano: la legge 133, come già detto, consente agli atenei di diventare fondazioni private ed accettare finanziamenti da privati, che, alla luce dei tagli operati dalla legge stessa, diventeranno ben presto vitali per la loro sopravvivenza. Tralasciando la questione della libertà e indipendenza della ricerca, sappiamo cosa questo comporta: rette spaventosamente alte, insostenibili per le famiglie. Mio nipote, a meno che non sia un genio di qualcosa (finora ha dimostrato di essere bravo a fare ciao con la manina e a fare il verso dell&#8217;aeroplano), difficilmente troverà il modo di frequentare un corso di laurea degno di questo nome. Più facile che vada all&#8217;università pubblica, se ci sarà ancora e non gli cadranno le travi in testa mentre è a lezione.</p>
<p>Di tutti i tagli e i massacri di questa legge, questo è quello che mi terrorizza di più. Perché è l&#8217;unico che mi pare chiaramente irreversibile. Se fra cinque anni, dieci anni, vent&#8217;anni, quando si leva di torno questa maggioranza di ragionieri senza visione, si vorrà tornare a dare all&#8217;Italia un sistema di istruzione universitaria, sarà molto difficile riprendersi le università. La nazionalizzazione è un concetto superato dalla storia, e in ogni caso ci sarà sempre qualcosa di più urgente in cui convogliare le risorse. A guadagnarci, nel migliore dei casi, saranno le banche: che potranno studiare prestiti ad hoc, ripagabili a carriera universitaria finita. In un paese dove il nepotismo e l&#8217;immobilità la fanno da padroni, immaginatevi con quale successo. Ci ritroveremo con università private frequentate dai figli dei ricchi, e i figli dei poveri a fare i poveri come i loro genitori.</p>
<p>Voi avete figli? Avete nipoti? <a href="http://www.unebellehistoire.it/2008/10/pugnalata-mortale/#comment-765" target="_blank">Leggete questo</a>. Poi parlatene con chi ha figli e nipoti e non ha capito, o non si preoccupa di capire, cosa sta succedendo. Sostenete questa protesta. Non è per voi, è per loro.</p>
<p><em>(via <a href="http://anellidifumo.ilcannocchiale.it" target="_blank">Anelli di fumo</a>)</em></p>
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		<title>Controindicazioni a un nuovo &#8217;68</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 09:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Personalmente sono tutta a favore di una rivolta organizzata degli studenti italiani. Anche se ogni tanto ci rido sopra, non significa che non li sostenga nel merito della questione. La riforma Gelmini (non la Gelmini direttamente, che ha la stessa autonomia e originalità di pensiero di un pupo siciliano) sta facendo a pezzi l&#8217;ultimo baluardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente sono tutta a favore di una rivolta organizzata degli studenti italiani. Anche se ogni tanto <a href="http://blog.donnamoderna.com/worldwidewomen/2008/10/22/tappeti-rossi/" target="_blank">ci rido sopra</a>, non significa che non li sostenga nel merito della questione. La riforma Gelmini (non la Gelmini direttamente, che ha la stessa autonomia e originalità di pensiero di un pupo siciliano) sta facendo a pezzi l&#8217;ultimo baluardo della democrazia italiana, vale a dire il libero accesso all&#8217;istruzione. Se la riforma andrà in porto, sarà quasi impossibile per le classi più basse andare oltre le superiori: il taglio dei fondi costringerà le università a convertirsi in fondazioni private, alle quali sarà possibile accedere solo tramite borsa di studio o pagando cifre ben al di sopra delle possibilità della famiglia media italiana, che peraltro sta scomparendo a una velocità pari solo a quella del dinosauro dopo l&#8217;impatto con l&#8217;asteroide.</p>
<p>La riforma della scuola e dell&#8217;università ci stava, ma non in questo senso. Stabilire una migliore vigilanza sulle cariche, ottimizzare le spese, snellire e modernizzare i programmi, potenziare le strutture, istituire corsi di italiano per stranieri almeno a partire dalle superiori in poi. Di cose da fare ce ne sarebbero state, usando meglio i soldi. La scuola non è qualcosa su cui si possa scherzare. E&#8217; l&#8217;unica occasione per milioni di ragazzi di avere una vita migliore di quella dei loro genitori. Il tasso di abbandono parla chiaro: in Italia, conviene mollare tutto e andare in fabbrica o a fare la segretaria, piuttosto che finire gli studi. Ma in fabbrica si muore, e i lavori scarsamente qualificati non sono infiniti. Il capitale umano e intellettuale sprecato è davvero ingente.</p>
<p>Insomma, gli studenti italiani hanno ragione ad essere furiosi. Quella che era un&#8217;università appena decente dal punto di vista della didattica e in completa decomposizione dal punto di vista della gestione, fra baronie, nepotismi, valutazioni gestite in maniera a dir poco approssimativa, esami inutili, cattedre perpetue e scarsissimo contatto con il mondo del lavoro, sta per diventare una macchina da soldi all&#8217;italiana. Corrotta, inaccessibile ai poveri e popolata esclusivamente di ricchi. Come in America, ma peggio, perché in America se sei bravo una borsa di studio forse la trovi, e c&#8217;è un sistema di prestiti che ti permette di indebitarti fino al collo per laurearti, ma poi un lavoro con cui ripagare il debito magari c&#8217;è (o c&#8217;era, adesso non si sa). Una catastrofe per quel poco di mobilità sociale che è rimasto nel nostro paese, per non parlare delle conseguenze sul piano della cultura generale, del progresso sociale e scientifico, e dell&#8217;occupazione. <a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-10-17/04.spm" target="_blank">Rimarranno solo i vecchi</a>. I giovani saranno costretti ad andare all&#8217;estero, o a fare lavori con paghe da fame. In men che non si dica, dell&#8217;Italia come paese e come cultura non sarà rimasto nulla.</p>
<p>Una rivolta studentesca è il minimo. Il problema è che al governo, un&#8217;altra volta (la volta precedente: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fatti_del_G8_di_Genova" target="_blank">Genova 2001</a>), ci sono gli squadristi. Trovarsi con la testa spaccata mentre si dorme è un attimo. <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-748.htm" target="_blank">E&#8217; davvero un attimo</a>.</p>
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		<title>Capro espiatorio du jour</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 10:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo gli islamici, i rom, i rumeni e i fannulloni, un nuovo capro espiatorio per voi: gli insegnanti del Sud. Il ministro Gelmini, sempre in prima linea, ha deciso che rendono poco e bisogna riqualificarli perché abbassano il livello dell&#8217;istruzione nazionale. Sono gli stessi, per inciso, che Bossi non vuole nelle scuole del nord perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo gli islamici, i rom, i rumeni e i fannulloni, un nuovo capro espiatorio per voi: <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/scuola_e_universita/servizi/docenti-nord-sud/corsi-insegnanti-sud/corsi-insegnanti-sud.html" target="_blank">gli insegnanti del Sud</a>. Il ministro Gelmini, sempre in prima linea, ha deciso che rendono poco e bisogna riqualificarli perché abbassano il livello dell&#8217;istruzione nazionale. Sono gli stessi, per inciso, che Bossi non vuole nelle scuole del nord perché <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/giustizia-8/bossi-pd/bossi-pd.html" target="_blank">deleteri per la cultura locale</a>.</p>
<p>E&#8217; interessante &#8211; come è interessante guardare una colonia di batteri nocivi che si riproduce in un vetrino: una cosa che ha un suo fascino horror &#8211; notare fino a che punto si possano spingere i rappresentanti del governo per umiliare in massa la gente che lavora. Gli insegnanti del Sud, obiettivo designato di questa nuova vergognosa propaganda, sono gli stessi a cui le scuole <a href="http://web.tiscali.it/vittimedellascuola/vittimedellascuola/" target="_blank">crollano in testa</a> alla prima scossa di terremoto, perché fatiscenti. Gente che non riesce a far lezione per mancanza di ambienti sani, aule, materiali didattici. O perché gli alunni vengono in classe armati. O vengono sostenuti indefessamente dai genitori contro gli insegnanti stessi, anche quando hanno torto, anche quando i fannulloni sono loro. Ci sono, fra queste persone, insegnanti scarsamente qualificati, pigri, improduttivi, incapaci di insegnare? Certo. Ma non perché sono &#8220;insegnanti del Sud&#8221;, ché il pigro improduttivo, contrariamente al folklore che lo vorrebbe localizzato da Roma in giù, intento a sonnecchiare come il messicano sotto il sombrero, è un esemplare diffuso in tutta la penisola. Per fare il solito esempio vicino a casa, gli insegnanti triestini abitualmente parlano in dialetto con i ragazzi in classe. Il risultato è che gli studenti non sono in grado di parlare in italiano. Questo è un fatto vero, verificato da me di persona quando insegnavo inglese (con scarso profitto: infatti ho smesso, quando una non c&#8217;è portata non c&#8217;è portata) nelle scuole private triestine. Mi arrivavano queste sbarbine incapaci di mettere insieme soggetto e complemento nella lingua nazionale. Quando dicevo &#8220;Possiamo non parlare in dialetto quando si fa lezione?&#8221; mi rispondevano &#8220;<em>Ma coi profesori se parla in triestin</em>&#8220;, sì, ma io non sono il tuo professore e non sono nemmeno triestina. Sii cortese. No, non ce la faceva: non che non volesse, proprio era in grado.</p>
<p>Ci penserà, il ministro Gelmini, a controllare gli insegnanti del Nord incapaci di comunicare in italiano con gli studenti, o i provvedimenti punitivi sono ristretti a chi è nato e insegna lontano dalla madrepatria Padania? Ci penserà, il ministro Gelmini, ad anteporre la ristrutturazione degli ambienti e delle strutture scolastiche alla valutazione della &#8220;produttività&#8221; degli insegnanti, manco fossero coltivatori di banane? Chi è che valuta la &#8220;produttività&#8221; di qualcuno che dovrebbe preparare le future generazioni alla vita e al lavoro, ed è costretto a farlo in condizioni sempre peggiori, per giunta frustato e insultato come se stesse alla catena in una colonia penale?</p>
<p><strong>Aaaaa.</strong> &#8220;Nega, carissima, nega tutto! E ricordati di ripetere che <a href="http://www.corriere.it/politica/08_agosto_24/insegnanti_sud_gelmini_smentisce_47c04a88-71ed-11dd-8174-00144f02aabc.shtml" target="_blank">tu non l&#8217;hai mai detto</a>.&#8221;</p>
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