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	<title>Sai tenere un segreto? &#187; razzismo</title>
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		<title>&#8220;I&#8217;m a Roma Woman&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 15:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Italia siamo abituati ad associare le donne nomadi di etnia rom con accattonaggio, povertà, truffe, borseggi; i rom in generale con la microcriminalità e un modo di vivere al di fuori delle norme sociali. Oggi ho visto questo video. Volevo lo vedeste anche voi. (Via Jezebel)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia siamo abituati ad associare le donne nomadi di etnia rom con accattonaggio, povertà, truffe, borseggi; i rom in generale con la microcriminalità e un modo di vivere al di fuori delle norme sociali. Oggi ho visto questo video. Volevo lo vedeste anche voi.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/mI_RWXwbFqI?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/mI_RWXwbFqI?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>(Via <a href="http://jezebel.com/5751254/campaign-shows-another-side-of-roma-women" target="_blank">Jezebel</a>)</em></p>
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		<title>&#8220;Fuori dall&#8217;Italia ebrei e africani&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 21:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo la logica che il governo vorrebbe applicare a Internet, per quanto emerge da questo servizio bisognerebbe chiudere Brescia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo la logica che il governo vorrebbe applicare a Internet, per quanto emerge da questo servizio bisognerebbe chiudere Brescia.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/d25IJqpDa1M&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/d25IJqpDa1M&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Diversamente stronzi</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 14:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E tutti giù ad applaudire Fini che dà degli stronzi a quelli che pensano che gli stranieri siano diversi. Bravo bis, perché non ti sei candidato alla dirigenza del PD, cazzo come vincevi. E non un cane che si renda conto di quanto questa espressione &#8211; per quanto carica di buona volontà &#8211; sia qualunquista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E tutti giù ad applaudire Fini che <a href="http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/FINI-CHI-DICE-CHE-STRANIERI-SONO-DIVERSI-E-UNO-STRONZO/news-dettaglio/3735764" target="_blank">dà degli stronzi a quelli che pensano che gli stranieri siano diversi</a>. Bravo bis, perché non ti sei candidato alla dirigenza del PD, cazzo come vincevi. E non un cane che si renda conto di quanto questa espressione &#8211; per quanto carica di buona volontà &#8211; sia qualunquista e priva di qualsivoglia significato oggettivo. Pensi che gli stranieri siano diversi, sei stronzo. Bella roba. Sarò stronzo, si dicono i rubizzi padani ossessionati dalla difesa della razza, e chi se ne frega. E mandano i Carabinieri casa per casa a cacciare il clandestino, per giunta sotto Natale, quando quello lì che vogliono a tutti i costi tenersi crocifisso in ufficio nasce in una stalla, in mezzo alle bestie, perché nessuno ha voluto dare ospitalità a una donna visibilmente incinta e a suo marito. Poi vanno alla Messa di mezzanotte senza sentirsi minimamente stronzi, perché quello che dice Fini, semplicemente, non è vero.</p>
<p>Certo che sono diversi, gli stranieri. Parlano lingue diverse dall&#8217;italiano e diverse fra loro. Vengono da culture diverse, hanno colori, costumi, religioni diverse. Alcuni scappano dalla fame, dalla guerra, dalla carestia, da regimi opprimenti. Non venite a dirmi che un ruandese scampato al genocidio è uguale a un pensionato di Vicenza. Non lo è. Ci sono vissuti diversissimi. Gli stranieri sono diversi, è un fatto sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Non è negando l&#8217;esistenza di una diversità che si risolve il problema del razzismo. Il problema della destra italiana, storicamente, è proprio la scarsissima accettazione della varietà: il voler intruppare tutti in ruoli sociali precisi, maschi di qua femmine di là, tutti etero anche quelli che non lo sono, matrimonio e figli, Dio patria e famiglia, rigidità assoluta di collocamento, ordine e disciplina. Una cosa che sulla carta mette tutti in pace, ma che dà all&#8217;individuo pochissimo spazio di manovra. Chi è straniero a volte è integrato, a volte no. A volte si inserisce nel tessuto sociale, a volte invece si nasconde fra le sue pieghe. &#8220;Siamo tutti uguali&#8221; è un nobile principio che però, agli occhi dell&#8217;italiano incolto, suona falso. I ragazzini italiani che ho visto spintonare il coetaneo rom sull&#8217;autobus (che non aveva fatto niente se non passare fra loro) non si sentono uguali alla persona che aggrediscono. La politica di sistematica emarginazione dei rom e in generale dei &#8220;diversi&#8221; li fa sentire giustificati: il paese in cui sono nati non si sente in dovere di accogliere chi arriva, facendo in modo che si senta a casa ed entri a far parte di una comunità funzionante e organica. Nel paese in cui sono nati accendono la televisione, e c&#8217;è un tizio che gracchia &#8220;Gli stranieri devono starsene a casa loro&#8221;. Nel paese in cui sono nati si può praticare solo una religione, vestirsi solo in un modo, parlare solo una lingua, essere di un solo orientamento sessuale. Nel paese in cui sono nati, essere diversi è un attimo. Non serve nemmeno venire da un altro posto. Basta anche solo votare per il partito sbagliato.</p>
<p>Prima di dire &#8220;tutti uguali&#8221;, Fini dovrebbe cominciare ad ammettere la necessità della differenza.</p>
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		<title>Eh, certo</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 15:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché i mafiosi italiani emigrati in America sono andati lì a coltivare violette sul balcone. (Tutto questo mentre il governo continua a pasticciare e sparare bubbole su nucleare, terremotati, crisi economica e esuberi degli insegnanti. Ma guai a manifestare dissenso o criticare in alcun modo il Sacro Operato dell&#8217;Unto dal Signore: si diventa automaticamente &#8220;delinquenti&#8221;.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché i mafiosi italiani emigrati in America sono andati lì a<a href="http://www.corriere.it/politica/09_agosto_08/bossi_pontida_immigrati_gabbie_salariali_afa308f8-8465-11de-bc84-00144f02aabc.shtml#" target="_blank"> coltivare violette sul balcone</a>.</p>
<p>(Tutto questo mentre il governo continua a pasticciare e sparare bubbole su nucleare, terremotati, crisi economica e <a href="http://leonardo.blogspot.com/2009/08/lassistenzialismo-neoliberista-e-chi-lo.html" target="_blank">esuberi degli insegnanti</a>. Ma guai a manifestare dissenso o criticare in alcun modo il Sacro Operato dell&#8217;Unto dal Signore: si diventa automaticamente &#8220;delinquenti&#8221;.)</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/1686/eh-certo/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>E vogliono essere chiamati umani</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 07:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;altra <a href="http://city.corriere.it/2009/06/10/milano/documenti/badante-clandestina-muore-dissanguata-20448956696.shtml" target="_blank">vittima</a> sulla coscienza di Maroni, Bossi &amp; co., e di tutto il loro elettorato. <a href="http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/1476/1476/" target="_blank">Odio avere ragione</a>. Odio.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/1642/e-vogliono-essere-chiamati-umani/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Sempre gli stessi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 14:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E&#8217; un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera eccetera&#8230; ma, dietro tutto ciò, siamo sempre gli stessi&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.senzasoste.it/content/view/6755/67/" target="_blank">Mario Borghezio (Lega Nord)</a></p>
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		<title>&#8220;Legge Erode&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 12:01:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con il nuovo decreto &#8220;sicurezza&#8221;, gli stranieri saranno obbligati a presentare il permesso di soggiorno per accedere a qualsiasi pratica di stato civile. Quindi, quando nasce un bambino, i genitori non possono registrarlo all&#8217;anagrafe. I bambini quindi non avranno status, saranno apolidi. Non avranno assistenza sanitaria o accesso alle scuole. Un bambino che non esiste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il nuovo decreto &#8220;sicurezza&#8221;, gli stranieri saranno obbligati a presentare il permesso di soggiorno per accedere a qualsiasi pratica di stato civile. Quindi, quando nasce un bambino, i genitori non possono registrarlo all&#8217;anagrafe. I bambini quindi non avranno status, saranno apolidi. Non avranno assistenza sanitaria o accesso alle scuole. Un bambino che non esiste è un bambino che può essere tranquillamente sottoposto ad abusi senza che nessuno lo noti. Un bambino non registrato è più clandestino dei clandestini, è un fantasma senza nome che non avrà mai documenti. Apolide. Come gli ebrei durante il nazismo.</p>
<p>Lo spiega molto bene <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/03/13/se-passa-la-legge-erode/" target="_blank">Alessandro Gilioli</a>. E voi, che votate Lega, avete ancora il coraggio di chiamarvi umani? E voi, che votate Pdl, avete ancora il coraggio di sostenere una coalizione che abbia al suo interno questi elementi?</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/1522/legge-erode/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Com&#8217;era verde la mia legge razziale</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 14:22:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi è stato approvato l&#8217;ennesimo &#8220;decreto sicurezza&#8221; promosso dalla Lega Nord. Fra i provvedimenti, l&#8217;istituzione del reato di clandestinità (con pene detentive fino a quattro anni), la schedatura dei senzatetto, la possibilità per gli operatori sanitari di denunciare i clandestini che venissero a farsi curare in ospedale, l&#8217;istituzione di una tassa da 80 a 200 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è stato approvato l&#8217;ennesimo &#8220;decreto sicurezza&#8221; promosso dalla Lega Nord. Fra i provvedimenti, l&#8217;istituzione del reato di clandestinità (con pene detentive fino a quattro anni), la schedatura dei senzatetto, la possibilità per gli operatori sanitari di denunciare i clandestini che venissero a farsi curare in ospedale, l&#8217;istituzione di una tassa da 80 a 200 euro per il rinnovo del permesso di soggiorno, e l&#8217;istituzione delle &#8220;ronde padane&#8221;, nuclei di cittadini non armati che potranno pattugliare le zone ritenute a rischio.</p>
<p>Prendiamo un Amadou qualsiasi. Senegalese, arrivato in Italia per scappare dalla fame. Con la Bossi-Fini è praticamente impossibile avere il permesso di soggiorno, così lui ci è arrivato clandestino, sul più classico dei barconi, disidratato e affamato. Da qualche anno sbarca il lunario come manovale nei cantieri, dove è pagato in nero sotto il minimo salariale e non ha alcuna protezione. Se muore, lo faranno sparire, come tanti altri che nessuno verrà a cercare.</p>
<p>Una mattina Amadou si sveglia e si sente male. Sono un po&#8217; di giorni che respira a fatica, ha la febbre, ha la tosse. Ha cominciato a sputare sangue. Vorrebbe andare in ospedale, ma ha sentito dire da altri immigrati che adesso i medici possono denunciare i clandestini che si fanno curare. Amadou si tiene la febbre e va al lavoro, entra in contatto con gli altri operai, con il titolare, con i suoi compagni di stanza. Solo che quella non è febbre, è tubercolosi. Entro pochi giorni, tutte le persone che hanno incontrato Amadou in cantiere o fuori &#8211; nel negozio dove compra il panino per il pranzo, al bar, per strada &#8211; sono state esposte al contagio.</p>
<p>Non ci importa di Amadou, o della gente che vede tutti i giorni? Prendiamo Majlinda, albanese. Lavorava come domestica, ma ha perso il lavoro. Alla scadenza del permesso di soggiorno, non può rinnovarlo ed entra in clandestinità. Rimane incinta. Al momento del parto, ha paura di andare in ospedale: se denunciata, rischia il carcere. Decide di partorire da sola, ma il bambino è podalico. Muoiono tutti e due.</p>
<p>Non ce ne frega niente neanche di lei? Prendiamo una qualsiasi famiglia sikh stabilitasi in Veneto per lavorare nel settore della zootecnia. Sono tanti, inseriti nella comunità, parlano bene l&#8217;italiano e sono abilissimi nel loro lavoro. Ma una sera, il figlio più grande non torna a casa. La polizia scopre che è stato picchiato a sangue e lasciato per strada, privo di sensi, da una ronda padana. Saatpal, che ha perso tre denti, ha il naso rotto e gravi lesioni interne, ma è vivo, riesce a raccontare che lo hanno assalito a volto coperto mentre camminava in una zona buia, gridandogli frasi in dialetto. Ufficialmente non erano armati, ma un paio di tirapugni sono saltati fuori, e un bastone era facile da recuperare, in quella zona dove basta allungare la mano e spaccare un ramo. Saatpal era solo, non stava facendo nulla, ma nella zona ci sono stati problemi, aggressioni, scontri, la gente guarda con sospetto chi è di un colore diverso dal suo. E le ronde prima picchiano, poi fanno domande. Certo, ora li potrebbe denunciare, ma a lui la milza chi gliela restituisce? Quelli della ronda, compatti, diranno che Saatpal era ubriaco e stava molestando una ragazza. La ragazza, casualmente, è la fidanzata di uno di quelli di ronda. Si contraddice diverse volte, e alla fine viene denunciata per falsa testimonianza. La notizia viene relegata a un trafiletto in cronaca locale.</p>
<p>Nel frattempo, le carceri italiane, già intasate di prigionieri, diventano polveriere. Gli scontri fra clandestini, criminali e criminali clandestini sono all&#8217;ordine del giorno. Ci si ammazza per nulla, per un turno in bagno, per il possesso di un quadrato di cortile. Moltissimi si suicidano per la disperazione e la vergogna: non hanno mai commesso crimini, non hanno mai fatto del male a nessuno, mai spacciato o rubato, sono buoni musulmani o cristiani. Non ce la fanno. E quando le carceri non bastano più, nelle zone disabitate spuntano baraccopoli circondate da rete elettrificata. Dentro, solo clandestini, in condizioni igieniche precarie, ammalati, affamati.</p>
<p>Non so in cosa crediate. Se siate di destra, sinistra, centro o nulla. Perché credo che non abbia più importanza. Davanti a queste cose, ci si divide in gente civile e gente incivile; gente che si beve la propaganda e gente che non ha intenzione di lasciare che il nazismo succeda di nuovo, con il simbolo del Carroccio al posto della svastica, e il faccione da giullare sorridente del Piccolo Dittatore a rassicurare che tutto va bene. Decidete voi da che parte stare.</p>
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		<title>Ipotesi di sterminio</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 09:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Triste mondo malato]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Giorno della Memoria era ieri, ma mi piace fare le cose a posteriori, farmi trasportare dalle riflessioni altrui. Stavo leggendo questo post di Jonkind su Auschwitz, pensavo alla banalità della Risiera di San Sabba a due passi da dove abitavo un tempo, fra un supermercato e uno stadio, e poi mi è balenato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giorno della Memoria era ieri, ma mi piace fare le cose a posteriori, farmi trasportare dalle riflessioni altrui. Stavo leggendo <a href="http://feedproxy.google.com/~r/Macchianera/~3/IiM_e9p6_kk/" target="_blank">questo post di Jonkind</a> su Auschwitz, pensavo alla banalità della Risiera di San Sabba a due passi da dove abitavo un tempo, fra un supermercato e uno stadio, e poi mi è balenato in testa quanto sarebbe facile, nell&#8217;Italia di oggi, rifare la stessa cosa con persone solo leggermente diverse.</p>
<p>Certo, sarebbe complicato farlo con onesti professionisti, gente normale che lavora, ha negozi, è integrata nel tessuto sociale. Sarebbe difficile far sparire da un giorno all&#8217;altro, di nuovo, tutti gli ebrei italiani. Ma pensate a quanto sarebbe semplice eliminare, in pochissimo tempo e praticamente indisturbati, l&#8217;intera popolazione dei baraccati sul territorio nazionale. Chi non li ignora, li detesta. Ieri mattina, alle sette, sul tram 19 sono saliti un paio di ambulanti che si trascinavano enormi buste blu piene di mercanzia. Il tram non era particolarmente pieno e le buste non davano fastidio a nessuno. E tuttavia, il lettore di <em>Libero </em>in piedi vicino a me col giornale spiegato non ha potuto non manifestare a mezza voce il suo disprezzo.</p>
<p>So benissimo che un lettore di <em>Libero </em>sul tram alle sette di mattina non è un campione statistico rappresentativo. Ma quegli insulti biascicati all&#8217;indirizzo dei due africani con le buste blu mi hanno ricordato come gli italiani spesso pensino di sapere chi sono gli immigrati in questo paese, e quello che sanno somiglia a questo: <em>musulmani puzzolenti ladri rom ladri di bambini criminali cultura diversa bestie donne oppresse stupro sicurezza casa nostra a lavorare casa loro rumeni merda</em> <em>cinesi paura</em>.</p>
<p>Non mi interessa, qui, dare argomenti contro questa generale sensazione di superiorità dell&#8217;italiano rispetto all&#8217;immigrato. Dico solo che l&#8217;italiano medio-basso applaudirebbe sonoramente un governo che riuscisse ad eliminare tutte le facce indesiderate dal tram delle sette.</p>
<p>La cosa andrebbe più o meno così, secondo il copione abbondantemente testato dai tedeschi negli anni &#8217;30 e &#8217;40: si inizia creando un clima sfavorevole a mezzo media. I fatti di cronaca nera che vedono coinvolti immigrati o extracomunitari di provenienza sgradita (non, quindi, americani o svizzeri) vengono pompati dai mezzi di informazione controllati dal governo. Al momento ce ne sono diversi, come ben sappiamo. Si diffonde fra le persone la sensazione, se non proprio l&#8217;idea, che esista una fetta di popolazione sul territorio che costituisce una minaccia costante. Si crea la paura, anche lì dove non ce n&#8217;è motivo, di un&#8217;intero gruppo sociale, adducendo motivi oggettivi &#8211; scarsa integrazione, povertà estrema, ignoranza &#8211; e inventandosi leggende <em>ad hoc</em>, come ad esempio quella degli zingari che rubano i bambini.</p>
<p>Si aspetta. Si aspetta finché non capita qualcosa di eclatante, o c&#8217;è un evento dai contorni abbastanza sfumati da essere gonfiato a piacimento. Per esempio (faccio un&#8217;ipotesi fantascientifica), si scopre che l&#8217;assassino di Simonetta Cesaroni <em>potrebbe </em>essere un rumeno che lavorava nel palazzo dove è morta, in nero e quindi non registrato. <em>Potrebbe</em>. Basta questo. Si approntano i necessari talk show con gente in cravatta verde che ribadisce l&#8217;esasperazione della &#8220;gente del Nord&#8221;, e gente con l&#8217;aria da intellettuale in sofferenza che ribadisce la necessità di trattare tutti umanamente.</p>
<p>Poi succede una cosa. Chiamiamola, che so, la Notte delle Torce. Ci siamo capiti.</p>
<p>A questo punto, partono i carri bestiame. I treni no, in Italia abbiamo tre binari in croce. Diciamo che partono i camion. Alla popolazione viene comunicato che l&#8217;area Nomeacaso viene sgomberata per ordinanza comunale. Intere famiglie vengono spintonate dentro i container, e spostate&#8230; dove? Ci sarebbero i Cpt, già pieni fino a scoppiare: i nazisti lo sapevano, gli eccessi vanno smaltiti. Ci si inventa qualcosa. Tipo &#8220;lavori socialmente utili&#8221;, percorsi formativi al termine dei quali c&#8217;è il permesso di soggiorno.</p>
<p>Se sopravvivi. Ma non è previsto.</p>
<p>Nel frattempo, il territorio dei singoli Comuni è pattugliato da apposite squadr(acc)e di volontari, con il compito di verificare che non ci siano nuovi insediamenti. Il cittadino italiano si sente finalmente al sicuro, al riparo dalla miseria e dallo sporco di quella gentaglia. Il governo stravince le successive elezioni e governa per altri vent&#8217;anni con la stessa tecnica.</p>
<p>Gli ammonimenti della comunità internazionale cadono nel vuoto. I media che cercano di documentare la strage vengono azzittiti anche a mezzo decreto legge, con provvedimenti mirati a punire la creazione di &#8220;sentimento anti-nazionale&#8221; <em>et similia</em>. I filmati del massacro si moltiplicano sul web, e lì si perdono, in mezzo a migliaia di altri massacri che ogni giorno vengono ignorati.</p>
<p>Sessant&#8217;anni dopo, l&#8217;Italia si sveglia e ha troppo, davvero troppo da farsi perdonare. Mette su un monumento,  un museo, quattro diapositive e una ricorrenza, e poi nessuno ci pensa più. Nessuno vede il parallelo con nient&#8217;altro.</p>
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		<title>Contro la segregazione</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 14:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Target du jour]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[segregazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Volevo partire con la storia delle sezioni del mio liceo che erano cinque e non ce n&#8217;erano due che si parlassero fra di loro, e noi dell&#8217;annata &#8217;86-&#8217;91 di stranieri non ne avevamo neanche uno, così le discriminazioni si facevano fra quelli che avevano i soldi e quelli che non ce li avevano: ma eravamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo partire con la storia delle sezioni del mio liceo che erano cinque e non ce n&#8217;erano due che si parlassero fra di loro, e noi dell&#8217;annata &#8217;86-&#8217;91 di stranieri non ne avevamo neanche uno, così le discriminazioni si facevano fra quelli che avevano i soldi e quelli che non ce li avevano: ma eravamo comunque costretti a stare nelle stesse classi, respirare la stessa aria e prendere per il culo gli stessi professori. Tuttavia, non credo sia del tutto rilevante ai fini di una critica ragionata della mozione sulle <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/ottobre/15/alle_classi_separate_per_stranieri_co_9_081015054.shtml" target="_blank">classi-ponte</a> in cui finiranno gli studenti immigrati che non dovessero riuscire a superare una batteria di test di ammissione alle classi &#8220;regolari&#8221;.</p>
<p><strong>La prima impressione, a caldo</strong>, è che si tratti di una delle solite porcate leghiste a doppio fondo: con il pretesto di favorire l&#8217;apprendimento dell&#8217;italiano e delle materie di base, si dividono gli immigrati dai nativi italiani. Così si minimizza il rischio di contaminazione interculturale, si preservano la razza, l&#8217;etnia, la lingua locale e la <em>polenta coi osei</em>, la cui superiorità morale sul cous cous affonda le sue radici nella tradizione cristiana dell&#8217;Europa.</p>
<p><strong>La soluzione alternativa</strong> la propongo quassù, a priori, e la giustificherò nel resto del post: l&#8217;istituzione di corsi gratuiti e obbligatori di lingua e cultura italiana per immigrati di tutte le età, da tenersi al di fuori dell&#8217;ambito scolastico, che deve necessariamente rimanere integrato. Non serve a niente che i bambini imparino l&#8217;italiano, se i genitori non lo sanno. Si possono utilizzare le strutture delle scuole pubbliche in orario pomeridiano o serale, o durante l&#8217;estate. E come insegnanti, i famosi &#8220;esuberi&#8221; della riforma Gelmini. Costa di più, anche se non di molto: ma è un investimento che paga in termini di stabilità e progresso sociale. L&#8217;obbligatorietà dei corsi ha un suo valore: anche le donne che sono a rischio segregazione nella segregazione (come accade ad esempio fra le marocchine, che in Italia vivono come avrebbero vissuto in Marocco cinquant&#8217;anni fa) avrebbero un alibi per uscire e acquisirebbero i mezzi per comunicare efficacemente con chi le circonda, medici, insegnanti dei figli, forze dell&#8217;ordine se necessario.</p>
<p><span id="more-1264"></span></p>
<p><strong>Nessuno, e dico nessuno, discute la necessità di un&#8217;integrazione che parta dall&#8217;apprendimento della lingua. </strong>La totale mancanza di qualsivoglia politica di inserimento degli immigrati nel tessuto sociale italiano è un fatto, sia per i governi di destra che per quelli di sinistra. Niente è stato fatto, e ora ci ritroviamo con interi quartieri-ghetto in cui vivono persone che sono in Italia sono per coincidenza geografica, che non parlano la nostra lingua e hanno come unica possibilità di apprendimento il contatto quotidiano con gli italiani. La figlia del mio portiere, romeno, parla l&#8217;italiano molto meglio del padre perché ha sempre giocato con le bambine del palazzo. A dirla tutta, parla l&#8217;italiano anche meglio di alcune delle bambine con cui gioca, tutte romane e si sente. Da quando le ho insegnato la parola &#8220;coleottero&#8221; per farle passare la paura di un maggiolino planato per accidente nell&#8217;ingresso del palazzo, chiama tutti gli insetti con le elitre &#8220;coleottero&#8221;. Non so quanto c&#8217;entri. Ma ha sei anni, è romena di seconda generazione, e le piace la parola &#8220;coleottero&#8221;.</p>
<p><strong>Sarebbe così bene integrata</strong>, se l&#8217;avessero schiaffata in una classe separata, insieme a bambini cinesi, pakistani, egiziani? Mi viene da pensare di no. A sei anni sei già consapevole del tuo posto nel mondo, e se il tuo posto nel mondo è fra gli intoccabili, ti comporterai di conseguenza. Le classi-ponte sembrano pensate per rafforzare l&#8217;idea che esista un muro fra gli italiani e tutti gli altri, in particolare quelli di pelle scura o con gli occhi a mandorla. Ché si sa, i figli degli altri extracomunitari &#8211; gli americani, gli svizzeri &#8211; hanno scuole speciali tutte per loro, dove si parla la loro lingua, e a cui i genitori dei bambini italiani fanno a botte per iscrivere la prole. Ci va pure Cristian Totti.</p>
<p><strong>A parte il fatto che gli stessi italiani, quei test, non li passerebbero</strong> &#8211; vedi a proposito il post di una futura studentessa di Luca Conti [*], età probabile anni 19 &#8211; e che quindi un sacco di bambini &#8220;italiani&#8221; andranno allegramente in classe con altri bambini &#8220;italiani&#8221;, uscendone senza avere imparato una parola dell&#8217;idioma nazionale perché a casa parlano dialetto, con i compagni pure, e vani sono gli sforzi delle insegnanti per insegnar loro la lingua di Dante, Manzoni e Baricco, va da sé che per imparare correttamente una lingua ci vuole lo stimolo della comunicazione. Sapete come mai la lingua internazionale dei segni, fra i sordi, non viene usata e in ogni paese ce n&#8217;è addirittura più di una variante? Semplicemente perché ogni lingua dei segni si è evoluta da un diverso sistema di comunicazione improvvisato dai sordi della comunità locale, e solo successivamente codificato. Il fenomeno rischia di ripetersi, con varianti infinite, nelle classi-ghetto, a seconda della composizione: ogni scuola avrà il suo <em>patois </em>locale, basato sulla prevalenza di volta in volta di studenti cinesi, arabi, ispanici, indiani e via dicendo. Il gruppo dominante imporrà leggi e codici, e alla fine di ogni anno dalle classi usciranno studenti che dell&#8217;italiano hanno un&#8217;idea vaga, oltre che un molto meno vago senso di disprezzo nei confronti degli italiani. Che non conoscono, e dai quali non si sentono accettati.</p>
<p><strong>Succedeva ai discendenti degli schiavi africani nei ghetti americani</strong>, dove si viveva in un mondo parallelo, e dove si è sviluppata anche una lingua parallela (che ora si chiama <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ebonics" target="_blank">Ebonics</a>). Si creava un orgoglio di razza che sussiste tuttora, e che portava all&#8217;ostracismo di chi, magari discendendo da una schiava e da un padrone chiaro di pelle, cercava di farsi passare per bianco. Un trucco male accettato sia dai bianchi che dai neri, quando le divisioni di razza sancivano le possibilità sociali di ognuno, e una &#8220;N&#8221; stampigliata sui documenti faceva chiudere molte porte.</p>
<p><strong>Cosa succede ai ragazzi delle classi-ponte</strong>, quando finisce l&#8217;anno propedeutico? Vengono inseriti nelle classi regolari con gli altri, o rimangono nel ghetto? La questione è interessante, perché pone comunque dei problemi. Un inserimento post-corso immetterebbe gli studenti immigrati nelle classi con un anno di ritardo, rallentandone le prospettive di successiva immissione nel mondo del lavoro. Si creerebbero sacche di &#8220;ripetenti&#8221; che non hanno ripetuto, sono solo stati fermati ai blocchi di partenza da uno Stato incapace di provvedere alle loro necessità in maniera strutturata e organica. Non voglio invece nemmeno entrare nelle conseguenze di un intero ciclo di studi in classi al 100% non italiane. I disastri &#8211; soprattutto man mano che la popolazione immigrata cresce, come è destinata a fare anche a causa della grottesca politica di blocco delle nascite implementata dalla destra &#8211; sono evidenti a chiunque abbia mezzo cervello.</p>
<p><em>[*] Qua c&#8217;era un link a una pagina che, toh, non esiste più. Vedi commenti.</em></p>
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