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	<title>Sai tenere un segreto? &#187; libri</title>
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		<title>Comunismo pidiellino, esercitazioni pratiche /2</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 11:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa storia degli autori censurati per reato d&#8217;opinione è peggio di Space Invaders, finisci una tornata e ne arriva un&#8217;altra più grossa, ad infinitum. Così, se da un lato Raffaele Speranzon si trova costretto a fare marcia indietro negando l&#8217;evidenza (&#8220;Nessuna censura&#8221;), dall&#8217;altro cala Elena Donazzan, assessore all&#8217;Istruzione della Regione Veneto, che scrive ai Presidi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa storia degli <a href="http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/2161/comunismo-pidiellino-esercitazioni-pratiche/" target="_blank">autori censurati per reato d&#8217;opinione</a> è peggio di Space Invaders, finisci una tornata e ne arriva un&#8217;altra più grossa, ad infinitum. Così, se da un lato Raffaele Speranzon si trova costretto a fare marcia indietro negando l&#8217;evidenza (&#8220;Nessuna censura&#8221;), dall&#8217;altro <a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2011/19-gennaio-2011/caso-battisti-regione-scrive-presidi-non-divulgate-libri-chi-l-ha-sostenuto-181285549223.shtml" target="_blank">cala Elena Donazzan</a>, assessore all&#8217;Istruzione della Regione Veneto, che scrive ai Presidi di tutta la regione sconsigliando la lettura a scuola degli autori iscritti nella lista nera. Un &#8220;indirizzo politico&#8221;. Questi aspiranti piccoli Goebbels non riescono proprio ad assimilare il concetto di &#8220;scuola pubblica&#8221;, che non è un ricettacolo di direttive di partito: a meno che (e torniamo al mio punto di partenza), non abbiamo in mente un genere di scuola alla Mao o alla Stalin.</p>
<p>Il sottotesto dell&#8217;intervento è dichiarato: impedire che gli studenti siano esposti all&#8217;opera di chi ha un&#8217;opinione politica diversa da quella dei capoccia al potere. Non ci sono margini di equivoco, dato che nessuno ha chiesto alla Donazzan e ai suoi soci di diffondere nelle scuole una biografia incensatoria di Battisti, cosa che sarebbe stata quantomeno discutibile. Oggi si sconsiglia caldamente ai presidi di far leggere ai ragazzi gli scrittori contemporanei che hanno firmato una petizione, domani si sconsiglieranno quelli che hanno sostenuto gli scrittori contemporanei che hanno firmato la petizione; in poco tempo, a scuola si leggeranno solo <em><a href="http://www.madvero.it/pernondimenticarefile/unastoriaitaliana.pdf" target="_blank">Una storia italiana</a></em> e il libro di Costantino Vitagliano, perché anche quel Dante là aveva idee pericolose, Manzoni sosteneva la lotta di classe contro i despoti e Fogazzaro era a favore dell&#8217;Unità d&#8217;Italia.</p>
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		<title>Comunismo pidiellino, esercitazioni pratiche</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 12:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;idea di un assessore alla Cultura che incoraggi un boicottaggio dei libri dovrebbe essere roba da teatro dell&#8217;assurdo. Invece è successo, o quantomeno, le parole sono state pronunciate. La questione risale al 2004, quando per la prima volta dopo molto tempo si parlò di Cesare Battisti e della possibilità che venisse estradato in Italia per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lamanzoni.it/DATA/eventi/cinese2.jpg" alt="" width="261" height="332" / align="left"/>L&#8217;idea di un assessore alla Cultura che incoraggi un <strong>boicottaggio dei libri</strong> dovrebbe essere roba da teatro dell&#8217;assurdo. Invece è successo, o quantomeno, le parole sono state pronunciate.</p>
<p>La questione risale al 2004, quando per la prima volta dopo molto tempo si parlò di Cesare Battisti e della possibilità che venisse estradato in Italia per scontare la condanna all&#8217;ergastolo comminatagli per gli omicidi commessi negli anni &#8217;70. Se ne parlò, e molti scrittori firmarono <strong>appelli a sostegno di Battisti</strong>, convinti (credo in buona fede) <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2005/09/001506.html" target="_blank">che Battisti fosse e sia innocente</a> dei crimini imputatigli.</p>
<p>La questione è controversa e molto lunga, un po&#8217; troppo per essere riassunta in un post. E non è nemmeno rilevante da che parte si stia, se da quella di chi crede all&#8217;errore giudiziario o da quella di chi pensa che le sentenze vadano rispettate e applicate, perché qui si parla di un&#8217;altra cosa. Si parla di un assessore alla Cultura di un capoluogo di regione che dice: o <a href="http://ilgazzettino.it/articolo.php?id=134755&amp;sez=NORDEST" target="_blank">togliete dagli scaffali delle biblioteche i libri degli scrittori che hanno sostenuto Battisti</a>, oppure ne pagherete le conseguenze. Idem dicasi per gli inviti ai festival, le presentazioni, gli incontri, i dibattiti: c&#8217;è una lista di proscrizione e va rispettata. O fate come diciamo noi, o vi leviamo i fondi. Così parlò <strong>Raffaele Speranzon</strong>. Ricordatevi il nome. Ché poi le cose si dimenticano.</p>
<p>La questione di Battisti è complessa, e la complessità &#8211; come sappiamo &#8211; mal si sposa con l&#8217;atteggiamento della maggioranza di governo. Una maggioranza che ritiene la <strong>semplificazione </strong>una priorità tale da aver conferito mandato a Roberto Calderoli di esercitarla a tutto campo. (Calderoli. Uno che da quando lo pagano per fare il ministro sta lavorando alacremente a un metodo per semplificare l&#8217;allacciatura delle scarpe, che ancora gli riesce ostica.) Semplificare, tagliare con l&#8217;accetta, aggredire sono le caratteristiche principali dell&#8217;ignorante, che non avendo gli strumenti intellettuali per comprendere mira a demolire tutto quello che gli risulta ostico. Non che l&#8217;assessore in questione voglia davvero esercitare una censura, nossignore: le intenzioni sono palesemente dimostrative. <em>Loro </em>stanno dalla parte giusta, e chi ha opinioni diverse va boicottato senza confronto. Se necessario, anche con il ricatto economico, perché bloccare, tagliare e affamare chi non è allineato è una tattica consolidata.</p>
<p>Lo facevano i fascisti. Lo facevano ancora meglio i comunisti della Cina di Mao, che durante la Rivoluzione Culturale diedero letteralmente alle fiamme la cultura tradizionale, in tutte le sue manifestazioni. I pidiellini usano esattamente gli stessi metodi, per poi vantarsi di aver sconfitto il comunismo: più che una sconfitta, un&#8217;agile sostituzione.</p>
<p>E in fondo, anche queste sono troppe parole per dire che oggi è Battisti, domani può essere altro. Si possono tagliare i fondi ai bibliotecari che espongono Travaglio o invitano Peter Gomez. Si può bloccare chi si oppone alle politiche di non-smaltimento dei rifiuti in Campania, chi parla della situazione a L&#8217;Aquila, chi mette in dubbio i rapporti con Libia e Russia. Battisti è un esercizio semplice, ci sono delle sentenze passate in giudicato. Per un politico è facile dire, se sostieni un assassino non puoi venire qui. Se riesce una volta, poi la posta si può alzare. I libri non sono il calcio, la gente non si incazza se gli togli i libri o minacci gli scrittori. Disprezzare l&#8217;intellettuale è semplice, l&#8217;intellettuale fa paura e anche un po&#8217; schifo, si crede chissà che e non lavora con le mani, si prende il lusso di firmare petizioni a favore dei terroristi, critica il governo, diffonde l&#8217;odio e l&#8217;invidia. Bruciamolo!</p>
<p>La lista completa degli autori proscritti la forniscono i <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=2572" target="_blank">Wu Ming</a>. Segnatevela. Non serve essere residenti in Veneto per mantenere un sano allerta critico nei confronti delle politiche culturali in Italia.</p>
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		<title>E sono sempre come il Bianconiglio</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 12:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Veloce veloce, perché stamattina ho pochissimo tempo e anche a dire &#8220;Ho pochissimo tempo&#8221; perdo altro tempo e quindi se non avessi specificato che avevo poco tempo avrei perso meno tempo e oh, basta. L&#8217;intervista che mi ha fatto Cristiano Sanna Martini su Tiscali.it.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Veloce veloce, perché stamattina ho pochissimo tempo e anche a dire &#8220;Ho pochissimo tempo&#8221; perdo altro tempo e quindi se non avessi specificato che avevo poco tempo avrei perso meno tempo e oh, basta. <a href="http://spettacoli.tiscali.it/articoli/libri/10/11/giulia-blasi-mondo-prima-intervista.html" target="_blank">L&#8217;intervista</a> che mi ha fatto Cristiano Sanna Martini su Tiscali.it.</p>
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		<title>&#8220;il mondo prima che arrivassi tu&#8221;: cose che l&#8217;ufficio stampa non vi dirà</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 16:26:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non scrivevo un romanzo intero dal 2001. Non che non ci abbia provato, capiamoci: dal 2001 in qua ne avrò iniziati almeno quattro, forse sei, tutti rigorosamente abortiti, alcuni anche a svariate decine di pagine dall&#8217;inizio (uno in particolare a pagina 88, Angela Curcio se lo ricorda perché gliene avevo parlato: pagina 88 è molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non scrivevo un romanzo intero dal 2001. Non che non ci abbia provato, capiamoci: dal 2001 in qua ne avrò iniziati almeno quattro, forse sei, tutti rigorosamente abortiti, alcuni anche a svariate decine di pagine dall&#8217;inizio (uno in particolare a pagina 88, Angela Curcio se lo ricorda perché gliene avevo parlato: pagina 88 è molto avanti per mollare). Niente, non mi venivano più, quella voglia di stare in un altro posto con gente che non conosco a farmi raccontare la loro storia non mi veniva, o se mi veniva non mi durava la curiosità di vedere come andava a finire. C&#8217;è chi lo chiama blocco dello scrittore, io lo chiamavo &#8220;Eh, ma c&#8217;è tempo&#8221; ed è durato il tempo che è durato.</p>
<p>Questo qui l&#8217;ho scritto in tre mesi, neanche il tempo di prendere fiato e pensarci. In realtà era lì da un paio d&#8217;anni, in attesa, ma sempre per la logica &#8220;Eh, ma c&#8217;è tempo&#8221; (anche detta &#8220;Adesso non posso, devo lavorare&#8221; e negli ultimi tempi &#8220;Ma ne ho appena scritto uno, calma!&#8221;) non mi decidevo a scriverlo. C&#8217;erano dei mulini a vento e due ragazzini che parlavano seduti sull&#8217;erba, ma di quello che si dicevano non posso dirvi se no vi rovino metà libro.</p>
<p>Quando Mondadori (nella persona di Sandrone Dazieri) mi ha chiesto se avevo un&#8217;idea, ho detto &#8220;Sì&#8221;. Ce l&#8217;avevo. Era quella. E finalmente non c&#8217;era più tempo e neanche il fatto di averne appena scritto uno era d&#8217;ostacolo: non riuscivo più a mandarli via. Ho aperto il file, cercato i nomi. Cercato di capire chi fossero, e cosa c&#8217;entrassero i mulini a vento, e perché si incontrassero lì, e da quanto, e dove abitassero, e chi fossero i loro amici. Così sono nati Irene, Davide, Mira, Danilo e Serafina.<br />
Il quinto uomo, invece, è nato per caso a libro già iniziato, come il paese ecologico e tante altre cose che uno vede più chiare man mano che si avvicina. Volevo parlare di adolescenti cinici e sono finita a parlare di mille altre cose, ma soprattutto li ho amati e li amo follemente, tutti, ognuno a suo modo: non solo Irene, che ho scelto come voce narrante, ma anche gli altri. Soprattutto Mira, per motivi che trascendono la narrazione e hanno molto a che vedere con la mia passione personale per le ragazze con la chitarra (e tutto quello che ci sta intorno).</p>
<p>Questo libro passa (sebbene a pelo*) il <a href="http://bechdeltest.com/" target="_blank">Bechdel Test</a>. Qualcuno capirà.</p>
<p>Giulia</p>
<p>*Non ho mai capito questa cosa: per passare il Bechdel Test, le due o più donne possono, a un certo punto, parlare di un uomo se altrove parlano d&#8217;altro, oppure sono squalificate in automatico appena l&#8217;uomo entra nella conversazione? Nel primo caso passo in abbondanza, nel secondo (ahimè) no.</p>
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		<title>Take a picture, it&#8217;ll last longer</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 21:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei avere in testa una fotocamera. Una tipo quella dell&#8217;iPhone o del BlackBerry, quelle robe senza pretese, point-and-shoot, e quello che esce esce. Vorrei poterla azionare solo quando va a me, per fotografare le cose che poi voglio ricordare esattamente, e non usarla per le cose brutte, oppure buttare via l&#8217;immagine in caso mi scappasse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saitenereunsegreto.com/wp-content/lucertolina.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1910" title="lucertolina" src="http://www.saitenereunsegreto.com/wp-content/lucertolina.jpg" alt="" width="400" height="207" /></a></p>
<p>Vorrei avere in testa una fotocamera. Una tipo quella dell&#8217;iPhone o del BlackBerry, quelle robe senza pretese, <em>point-and-shoot</em>, e quello che esce esce. Vorrei poterla azionare solo quando va a me, per fotografare le cose che poi voglio ricordare esattamente, e non usarla per le cose brutte, oppure buttare via l&#8217;immagine in caso mi scappasse la fotografia sbagliata. Non vorrei manipolare le cose che fotografo, solo fissarle per ricordarle esattamente come le ho viste.</p>
<p>Normalmente non sento molto la necessità di ricordare tutto, e fotografo anche meno. Preferisco vivere, e lasciare che la selezione naturale dei ricordi faccia il suo corso. Mi sono accorta che, più mi sento viva e immersa nel momento, maggiori sono i dettagli che riesco a ricordare anche ad anni di distanza. Gli episodi singoli no, invece, se ne vanno: la mia memoria è opaca, disordinata, scambia gli anni, si incapriccia di cose del tutto inutili. Per questo forse dovrei fare più fotografie, anche se le fotografie, a riguardarle, mi creano dissonanza cognitiva: sono così diverse dai miei ricordi, così simili fra loro e senza profondità, che non ne vedo davvero l&#8217;utilità.</p>
<p>Ho fotografato la lucertolina qui sopra mentre eravamo a pranzo con <a href="http://sandronedazieri.nova100.ilsole24ore.com/">Sandrone</a> e sua moglie Olga sulla spiaggia di Marina di Pietrasanta, poco prima che piovesse a dirotto. Mangiava il gelato come una bambina, sporcandosi la bocca di cioccolato sciolto e leccandolo via metodicamente con la linguetta. Non sono riuscita a catturare quell&#8217;attimo: quella qua sopra è l&#8217;immagine migliore fra le tante che ho scattato. Questa cosa di non riuscire a beccare la linguetta della lucertola è un po&#8217; la metafora di come mi sento ora che <a href="http://www.anteprime.it">Anteprime</a> è finito, e lo squadrone di liveblogger messo insieme da <a href="http://brightside.it/">Mafe</a> e <a href="http://nonletture.blogspot.com/">Gallizio</a> si è disperso.</p>
<p>Mi sento come se non potessi provare di avere visto un sacco di cose. Eppure sono tutte qui, giuro che le ho viste. <strong>Marcello Fois</strong> e la sua gravità isolana. <strong>Alfonso Signorini</strong> che proseguiva nella meticolosa operazione di dipingere se stesso come un&#8217;innocua e affettuosa checca di mezza età che ama la mamma, Marilyn e Gesù, quando è l&#8217;uomo più potente del paese. Le facce di quelli che erano andati a vedere <strong>Paolo Brosio</strong>, e non si capacitavano del fatto che si dichiarasse emozionato perché in quel momento a casa sua stava comparendo la Madonna. <strong>Nadia Fusini </strong>che psicanalizzava gli eroi di Shakespeare e mi ricordava la mia amatissima professoressa di letteratura inglese dell&#8217;università. <strong>Margherita Hack</strong>, così fragile da portarsi dietro sempre l&#8217;ombra minacciosa del grande vuoto che lascerà dopo di lei. <strong>Paul Auster</strong> che si faceva punzecchiare dalla consorte, <strong>Siri Hustvedt</strong>. <strong>Licia Troisi</strong> che faceva sembrare la scrittura a getto continuo di corposi tomi fantasy in combinazione con la maternità e un lavoro da astrofisica una cosa semplicissima, che ci vuole. <strong>Carlo Lucarelli </strong>che annunciava il ritorno di Grazia Negro, mentre <strong>Giancarlo De Cataldo</strong> raccontava di un romanzo ambientato nel Risorgimento italiano che fa venire una voglia matta di leggerlo. (Carlo Lucarelli che si fermava a salutare Sandrone mentre ero lì anche io, e io che diventavo piiiiiiiiccola e imbarazzata come solo le peggiori fangirl. Niente, non ce la farò mai.) <strong>Niccolò Ammaniti </strong>che faceva ridere raccontando fatti suoi divertentissimi e poi annunciava che ha scritto &#8220;Quattro righe e brutte, il libro non so se lo faccio&#8221;, con grande costernazione dello staff Mondadori ivi riunito. (E ho pensato che non deve essere facile essere uno molto molto molto bravo, perché quando sei molto molto molto bravo poi non puoi essere un po&#8217; meno bravo, devi esserlo un po&#8217; di più, ma la bravura non tende a infinito e insomma uno va in crisi.) E poi <strong>Roberto Saviano</strong>, sballottato dalla scorta, una delle poche persone che io abbia mai visto ad aver fatto a ventisette anni una scelta da cui non gli sarà possibile tornare indietro, mai. Io non conosco nessuno che non abbia potuto cambiare idea. Tutti cambiano idea. La gente fa dietrofront, scantona, svicola, aggira, si perde di continuo. Lui no, per il resto dei suoi giorni dovrà avvertire ogni volta che va a fare pipì, e ci saranno sempre gli stronzi che gli rinfacceranno di aver guadagnato con <em>Gomorra</em>, perché in Italia siamo tutti cattolici e gli unici buoni sono i poveri.</p>
<p>E tante altre cose, ho visto, che forse vi interessano meno perché erano solo per i miei occhi. Come quella lucertolina sotto la sedia, che poi si è infilata in un buco del pavimento ed è scomparsa.</p>
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		<title>Torno subito (part IV, V, VI, whatever)</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 20:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sono fatti miei]]></category>
		<category><![CDATA[Una che scrive]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrivere un libro può essere due cose, almeno per me. Una è la fatica. Certi libri ti escono lentamente, strappati fuori dalle dita giorno dopo giorno con fatica, pesando le sillabe, spostando gli avverbi, pensando e ripensando. Sono gravidanze lunghe, che ti lasciano stremata e sollevata, e quando finalmente consegni le bozze ti vorresti solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere un libro può essere due cose, almeno per me.</p>
<p>Una è la fatica. Certi libri ti escono lentamente, strappati fuori dalle dita giorno dopo giorno con fatica, pesando le sillabe, spostando gli avverbi, pensando e ripensando. Sono gravidanze lunghe, che ti lasciano stremata e sollevata, e quando finalmente consegni le bozze ti vorresti solo ubriacare a morte per festeggiare. La gioia arriva dopo, quando rileggi e dici: ecco, questo volevo scrivere, è venuto proprio come volevo io. Ma nel mezzo soffri, a volte non ti va, non ti ci metti volentieri. Non è lo scrivere per necessità fisica di cui ti parlano quasi tutti gli autori, ma la creazione di un progetto, che non sempre ti godi nel procedimento.</p>
<p>Un&#8217;altra cosa è la gioia di essere rapiti da una storia al punto di non poterne stare lontani. Una cosa che somiglia molto all&#8217;innamoramento: ti dimentichi di mangiare, di dormire, tutto quello che devi fare lo fai il più rapidamente possibile perché devi tornare lì dentro. E quando ci sei, dentro, la gioia e il dolore e la fatica e il trionfo sono quelli dei personaggi, non i tuoi. Tu sei solo felice di poter vivere con loro ancora un pochino. E te ne separi solo quando smettono di dirti quello che dovevano dirti, e rientrano nell&#8217;ombra da cui erano venuti a te.</p>
<p>Ecco, io sto lì.</p>
<p>Non è il motivo fondamentale per cui non scrivo qui, ma uno dei.</p>
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		<title>Una settimana</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 11:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sono fatti miei]]></category>
		<category><![CDATA[Una che scrive]]></category>
		<category><![CDATA[fatti miei]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[nudo d'uomo con calzino]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì prossimo, a una settimana da oggi, esce Nudo d&#8217;uomo con calzino. Emozionata? Un bel po&#8217;. Il primo giro di interviste, quello con i periodici per signora, è già concluso; a meno che non si faccia sotto qualcun altro, almeno fino all&#8217;uscita posso mangiarmi nervosamente le unghie senza che alcun dovere promozionale venga a disturbare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saitenereunsegreto.com/wp-content/copertina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1711" style="margin-top: 2px; margin-bottom: 2px; margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="copertina" src="http://www.saitenereunsegreto.com/wp-content/copertina-191x300.jpg" alt="copertina" width="191" height="300" /></a>Martedì prossimo, a una settimana da oggi, esce <a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/giulia-blasi/nudo-d-uomo-con-calzino/978880619848" target="_blank">Nudo d&#8217;uomo con calzino</a>.</p>
<p>Emozionata? Un bel po&#8217;. Il primo giro di interviste, quello con i periodici per signora, è già concluso; a meno che non si faccia sotto qualcun altro, almeno fino all&#8217;uscita posso mangiarmi nervosamente le unghie senza che alcun dovere promozionale venga a disturbare la mia ansia da prestazione. Ecco, magari lavorare nel mezzo, sì, quello potrebbe essere utile (<em>don&#8217;t give up your day job</em>, come dicevano quelli).</p>
<p>Non so se viviate vicino a una libreria, magari piccola: nel qual caso, se lo volete, forse vi conviene ordinarlo. Se invece il vostro riferimento sono le grosse catene, non ci dovrebbero essere problemi.</p>
<p>Man mano che escono le interviste ve lo farò sapere. Non che abbia detto cose fondamentali, ma magari siete il tipo a cui piace aprire un giornale e fare &#8220;Haaa-haaaaa!&#8221; come Nelson, cose così.</p>
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		<title>Accabadora</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 08:27:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Giulia consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[accabadora]]></category>
		<category><![CDATA[einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[michela murgia]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Di solito non parlo di libri, neanche di quelli degli amici (devo ancora comprarmi quello di Violetta, anche solo per fare il simpatizzante e scroccarle un cappuccio: ma lo farò, perché da lei mi aspetto grandi cose). Però oggi esce un libro la cui gestazione ho seguito fino dal giorno in cui ho conosciuto l&#8217;autrice, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1632" style="margin-top: 2px; margin-bottom: 2px; margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="31049d1987abd9622016b74e5f3878aca1292467" src="http://www.saitenereunsegreto.com/wp-content/31049d1987abd9622016b74e5f3878aca1292467.jpeg" alt="31049d1987abd9622016b74e5f3878aca1292467" width="250" height="403" /></p>
<p>Di solito non parlo di libri, neanche di quelli degli amici (devo ancora comprarmi quello di Violetta, anche solo per fare il <a href="http://violettabellocchio.tumblr.com/post/103759586/il-costo-della-vita" target="_blank">simpatizzante</a> e scroccarle un cappuccio: ma lo farò, perché da lei mi aspetto grandi cose). Però oggi esce un libro la cui gestazione ho seguito fino dal giorno in cui ho conosciuto l&#8217;autrice, l&#8217;ho vista leggere quello che sarebbe diventato il primo capitolo (allora in prima persona, oggi in terza). Ne ho letto pezzi copincollati dentro finestre di Messenger, ho partecipato allo sgomento per la rottura dell&#8217;hard disk che lo conteneva, e infine ho rimosso due refusi dalla copia pronta per la stampa. </p>
<p>Insomma, <em><a href="http://www.einaudi.it/libro/scheda/(isbn)/978880619780/(desau)/Michela%20Murgia/(desti)/Accabadora" target="_blank">Accabadora </a></em>io lo conosco. E se non l&#8217;ho ancora letto tutto è perché volevo averlo in mano, fatto di carta. Ma ne ho letto metà in un pomeriggio, a video, con gli occhi di fuori ma senza riuscire a staccarmi. E&#8217; bellissimo.</p>
<p>Compratelo.</p>
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