Quindici ottobre

pubblicato da Giulia domenica 16 ottobre 2011 19:34
Aggiunto nelle categorie Triste mondo malato
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I motivi per cui ieri non ero in corteo sono diversi e non ho voglia di elencarli ora (non sono nemmeno molto interessanti). Però ieri c’erano diverse persone che conosco, fra le quali Jacopo, che si è trovato nel mezzo degli scontri. Mi sembrava valesse la pena di segnalare il suo resoconto.

Modero tutto, e altre cose che farò nel fine settimana

pubblicato da Giulia mercoledì 5 ottobre 2011 17:18
Aggiunto nelle categorie Spot, Una che scrive

Questo fine settimana piatto ricco mi ci ficco, come diceva quello (che non so chi fosse, e peraltro l’espressione è pure bruttina, ma ormai). Cominciamo dalle cose importanti: sabato 8 e domenica 9, al Forte Fanfulla (in via Fanfulla da Lodi 5, a Roma, quartiere Pigneto) c’è Mal di Libri, una festa – non un festival, specificano gli organizzatori – dedicata ai libri, alla lettura e all’editoria indipendente. Dibattiti, incontri, aperitivi, moltissimi libri e anche della musica.

Sabato sera suonano i miei amichetti Marcello e il Mio Amico Tommaso, ma prima (alle 19.30) sarò lì a moderare un incontro dal titolo Cronache letterarie tra web e carta stampata. Si parlerà, ovviamente, di narrativa, web, letteratura, e di come tutti questi mondi cambiano e si incontrano. Intervengono Massimo Raffaeli (La Stampa, Il Manifesto), Nicola Lagioia (scrittore e giornalista), David Frati (Mangialibri) e Carmelo Pinto (aNobii). Da lì faccio uno sprint verso il concerto de I Cani al Circolo, che (mi dispiace per chi volesse venirci all’ultimo) è sold out. Ergo, se non avete il biglietto restate a vedere Marcello e il Mio Amico Tommaso, ne vale la pena, giurin giuretta. Qui ci sono le prove.

Domenica, invece, sono lì a presentare Sorci Verdi. Si tratta di un’antologia di racconti a tema leghista, nata nel periodo in cui l’assessore Donazzan e soci volevano atteggiarsi a Minculpop e rimuovere libri dalle biblioteche o bandire autori dagli eventi regionali. Allora un bel po’ di autori – sia quelli inclusi nella lista di proscrizione che altri – protestarono. Da lì è nata l’idea dell’antologia. Cotta e mangiata, in un certo senso. Esce il 19 ottobre e e parleremo domenica sera, appunto, sempre a Mal di Libri.

Chi non viene è un Gumby.

Out de capoccia

pubblicato da Giulia venerdì 23 settembre 2011 13:25
Aggiunto nelle categorie Gay Today, Triste mondo malato

Quanto ridicolo, e quanta stupida inutilità, nella lista outing che non linko perché sapete usare Google e perché sono contraria, contrarissima a inviarci anche solo tre o quattro persone. Dieci nomi che paiono pescati a caso di politici che sarebbero gay. Lo si può dire di tutti o di nessuno, ma si scelgono – ovviamente – quelli di destra o di centrodestra; come se fra quelli di sinistra non ce ne fossero, di politici che insistono a negare i diritti civili di base ai cittadini omosessuali. A parte questo, è proprio ridicolo e inutile, inutilmente violento, appiccicare un cartello sulla schiena di Gasparri o Calderoli con scritto FROCIO in grande. Numero uno perché, appunto, non c’è uno straccio di riferimento, circostanza, prova. Numero due, perché se sperano che Gasparri cada in ginocchio confessando il suo vero orientamento sessuale e buttandosi anima e corpo in una campagna per i diritti glbtq stanno messi bene, ma bene forte.

Al di là della pagliacciata, c’è una questione seria da affrontare, ed è quella della normalità. Essere gay è normale come essere etero, le due identità sono permeabili e spesso intercambiabili, e non c’è nessuna differenza in termini emotivi fra l’innamorarsi di un uomo o di una donna. Sono persone. L’emotività umana prescinde dalla fertilità, e anche da un bel pezzo: si chiama evoluzione della specie, succede anche fra gli animali, alcuni fanno sesso solo per procreare e altri invece tutto l’anno e con tutti. Insomma, è normale, succede tutti i giorni e il mondo continua a girare. L’effetto di questa lista è solo sottolineare come in Italia essere gay o avere rapporti più o meno sporadici con persone del proprio sesso sia ancora considerato un po’ zozzo, immorale, la spia di qualcosa che non va. E va tenuto nascosto, anzi, ricoperto di retorica omofoba. Ne va della sopravvivenza politica, come ben esemplificano i commenti di Fede su Vendola, uno dei pochi politici dichiaratamente gay in Italia (cioè, tipo, l’altro oltre ad Anna Paola Concia) e sociale.

Attivisti per i diritti gay, volete più svelate in Parlamento? Abbiate rispetto della sessualità di tutti. L’argomento contro Gasparri, eventualmente, non è “Sei frocio pure tu”, ma “Nel 2011 è scandaloso negare i diritti civili ai cittadini”. A Gasparri non cambia niente: uscisse pure che gli piace farsi impallinare da un esercito di nordafricani vestiti di piume mentre Demo Morselli suona In the Mood, potrebbe serenamente continuare a negare a sé e agli altri la possibilità di sposare un uomo e adottarci dei figli. Perché sì. Perché non sono pochi i gay conservatori. E la sua argomentazione, nel caso, avrebbe una sua logica: quello che faccio in privato è affar mio, non chiedo che sia riconosciuto dallo Stato. Coerenza? Da uno che viene pagato per dire “Il Governo ha lavorato bene” quando siamo sull’orlo della bancarotta? Fate voi.

Se telefonando

pubblicato da Giulia mercoledì 21 settembre 2011 0:09
Aggiunto nelle categorie Triste mondo malato

Visto che ormai la telefonata di minacce è fatta, quella di insulti è fatta, quella di insulti con riaggancio in faccia pure e quella che in trasmissione non prendono perché hai rotto le palle con ‘ste telefonate idem e ora anche lo squillino tipo amante che chiama a casa ma risponde la moglie e quindi l’amante mette giù, per le prossime volte in cui telefona a Ballarò suggeriamo al Presidente del Consiglio di:

  • Fare una lunga pernacchia
  • Chiedere ad alta voce se gli passano Homer, Homer Sessuale
  • Ansimare e chiedere se Floris porta le mutande
  • Fare la voce stridula e ordinare un etto, no, un chilo di carne di vitella, decente, per il Conte De Simone a Largo Arenula
  • Piangere
  • Salutare con “Europa Europa”
  • Gridare fortissimo “È la borra!”
  • Ordinarsi un caffè fischiando
  • Passare il telefono al nipote di due anni, che di economia ne capisce più di lui.

Metti una mattina un Ministro della Cultura

pubblicato da Giulia martedì 6 settembre 2011 10:27
Aggiunto nelle categorie A TV eye on me, Viva la gente

E metti un pomeriggio gli occupanti del Valle in trasferta a Venezia, dove hanno preso possesso del Teatro Marinoni, nell’ex Ospedale del Mare. Mescola il tutto ed ecco un confronto – indiretto, ma non involontario – fra il responsabile della Cultura in Italia e gli organizzatori di una protesta che con la cultura ha tutto a che vedere.

Qui sotto il risultato.

(Il resto delle cose che sto facendo in questi giorni lo trovate qui.)

La mostra sulla laguna

pubblicato da Giulia martedì 30 agosto 2011 10:40
Aggiunto nelle categorie Sono fatti miei

Veloce, perché sto partendo: da domani e per tutta la durata della Mostra del Cinema di Venezia sarò a Venezia.
Le tracce video del perché sono lì si troveranno qui.

Buon uragano a tutti

pubblicato da Giulia sabato 27 agosto 2011 23:29
Aggiunto nelle categorie Dementialia

C’è gente che si diverte una cifra, con ‘sta Irene.

Sabina Began santa subito

pubblicato da Giulia giovedì 18 agosto 2011 12:50
Aggiunto nelle categorie Boh

L’intervista del Corriere a Sabina Began è così bella – nel senso di esilarante e surreale – da non essere passibile di satira. Non si può migliorare. Fra l’intervistata e l’intervistatore, Fabrizio Roncone, si crea un gioco di doppi sensi in escalation costante che nemmeno nella migliore produzione di Neri Parenti o Pingitore. La battuta sulla cosa “grande e bella” di Bocchino è un goal a porta vuota, ma la vetta si tocca a questo punto:

 

[..] cosa le ha insegnato il Cavaliere?
«Mi ha insegnato a volere bene. Vede, lui è un puro. Ed è lui che, letteralmente, mi ha come… come posso dire?…».
Trovi le parole giuste, la prego.
«Mi ha illuminato! Ecco, sì: lui ha dato luce al mio animo e, così facendo, mi ha avvicinato a Dio».

A questo punto, anche nella testa del lettore più ciellino si è formata l’immagine della Began a pecora che urla “DIO! DIO! DIIIIOOOOOOOO!” con intensità crescente, a scopo sollazzo del Premier. Più che un’intervista, è la sceneggiatura di una commedia erotica.

Credevamo di non poter fare di meglio dopo “Il bunga bunga sono io”, vero?

La risposta di Alessandro Proto

pubblicato da Giulia domenica 14 agosto 2011 18:07
Aggiunto nelle categorie Target du jour, Viva la gente

In seguito al mio post sulla “provocazione” (cento euro per un colloquio), sono stata contattata da Alessandro Proto in persona, che mi ha chiesto di poter replicare. Copio e incollo la sua mail senza alterazioni. I commenti sono aperti, ma moderati: comportatevi bene.

 

Faccio seguito all articolo apparso sul vostro blog per chiarire alcune cose ed esprimere tutto il mio disappunto su quanto da Voi scritto prendendo come spunto un articolo del Corriere della Sera e aggiungendo cose del tutto false, inveritiere e diffamatorie. Tralascio di commentare le varie mail di insulti e minacce che ci sono pervenute in questi giorni perché rappresentano la peggiore Italia. Prima di tutto noi non cerchiamo nessuno. Noi riceviamo e ripeto riceviamo decine e decine di curriculum di gente che vuole lavorare per noi. Quindi quello da voi scritto di segnare il nostro nome fra le società che cercano personale è assolutamente falso. Solo una volta abbiamo fatto un annuncio di ricerca. Le persone ci mandano spontaneamente i loro cv perché leggono il nome della mia società sui giornali o su internet. Sono anni che siamo sulla ribalta nazionale ed internazionale ed in questi anni abbiamo ricevuto centinaia di cv e li abbiamo chiamati tutti perché crediamo nei giovani e se uno manda di sua spontanea volontà una lettera di candidatura io mi premuro almeno di incontrarlo. Durante questi colloqui ci siamo resi conto pero’ che molti venivano solo per curiosità non sapendo nemmeno quale fosse il Core business Dell azienda alla quale avevano scritto. Io non sono figlio o nipote di nessuno e so quanto sia difficile trovare lavoro. Per questo do a tutti la possibilità di fare un colloquio. Anche solo a chi mi manda una mail con su scritto voglio lavorare per voi. Questo però non vuol dire approfittarsi della nostra buona volontà. Per questo da poco abbiamo adottato questa scelta che è comunque provocatoria per far capire anche ai precari che se vogliono lavorare devono tirare fuori gli attributi. Non è’ la questione dei 100 euro. Se legge bene l’articolo apparso sul corriere troverà scritto che su 10 5 hanno accettato e 3 sono stati presi. Agli altri due abbiamo restituito i cento euro. Però voglio far capire a tutte le persone che cercano lavoro ( e noi ne abbiamo viste centinaia) di impegnarsi di piu durante un colloquio. Fate vedere quanto valete!! Non andate sciatti e disillusi. I 100 euro sono una provocazione. Sfido chiunque a trovare qualcuno che ci ha dato dei soldi per fare un colloquio. Quei 5 candidati che hanno accettato, 3 sono stati presi e agli altri due sono stati restituiti. Però almeno hanno fatto vedere che erano pronti anche a quello pur di lavorare. Questa e’ l’Italia vera. Non la gente che manda insulti e minacce. E a tutti i precari e a quelli che stanno cercando lavoro ripeto di credere piu in voi stessi. Concludo ribadendo che noi non facciamo annunci di ricerca del personale tutti i colloqui fatti sono frutto di autocandidature e solo per gli ultimi 10 ho voluto provare questa cosa perché si presentava gente priva di motivazioni. E ripeto ancora nessuno ha mai sborsato realmente dei soldi per fare il colloquio. Noi continueremo così comunque. Chi si autocandida con noi deve sapere almeno cosa facciamo. Altrimenti se ne stia a casa o spedisca i cv da altre aziende che magari nemmeno rispondono. Per tutti quelli che ci hanno supportato grazie, a tutti quelli che ci hanno minacciato e insultato dico solo di essere meno incazzati con il prossimo e datevi di piu da fare piuttosto che insultare magari otterrete di più dalla vita.

Alessandro Proto

Vuoi lavorare? Paga!

pubblicato da Giulia venerdì 12 agosto 2011 11:15
Aggiunto nelle categorie Target du jour, Triste mondo malato

L’idea di base è: non sei tu che vieni a lavorare da noi e con la tua opera ci fai guadagnare di più, siamo noi che ti concediamo con enorme magnanimità di venire a lavorare qui. E siccome fare la scrematura dei curriculum è una rogna, facciamo anche che se vuoi fare il colloquio paghi. Cento euro. In contanti.

La ditta si chiama Alessandro Proto Consulting, segnatevelo: potreste trovare annunci di lavoro che vengono da loro. Si inseriscono in una lunga teoria di potenziali datori di lavoro da evitare, insieme a quelli che pagano in visibilità, quelli che richiedono un piccolo investimento iniziale, quelli che per una posizione full time con competenze definite offrono trecento euro al mese in stage e quelli che ti fanno lavorare e poi non ti pagano perché “c’è la crisi”. Tutta gente la cui assenza di serietà è chiara fino dall’annuncio, o si sgama già in fase di colloquio. Sono quelli vaghi su tutto: sulle mansioni, sui tempi del contratto, sulle possibilità di riconferma, sui soldi. Soprattutto sui soldi. Che, vorrei rammentarlo, sono il motivo per cui si lavora, piuttosto che coltivare la propria passione come hobby a tempo perso.

Il contratto offerto dalla Alessandro Proto Consulting sarà almeno principesco, esagerato, ricco di benefit? No. Trattasi di un contratto di collaborazione (ripetete con me: collaborazione) con un fisso di 1.500 euro e provvigioni variabili fra il 20 e il 30% sui contratti chiusi. Collaborazione, ripetiamolo ancora una volta. Certo, in termini relativi sono soldoni: le nostre aspettative sul lavoro sono talmente basse che uno stipendio base ci sembra un lusso. Ma 1.500 euro non sono molti soldi. Sicuramente non giustificano il pagamento di un colloquio.

Dice Alessandro Proto:

Non voglio gente iperqualificata con tanto di master nelle migliori università europee.

Ne sono felice per lui, anche perché dubito fortemente che una persona “iperqualificata con tanto di master” abbia bisogno di cacciare cento euro per lavorare alla Alessandro Proto Consulting. Quelli bravi, sor Proto, se ne vanno a lavorare dove i soldi glieli danno, non dove devono metterceli loro. Da lei arriveranno i disperati, i tonti e quelli che non trovano niente da nessun’altra parte. Quelli che maledicono la sorte perché non hanno una parentela influente a cui fare ricorso per parcheggiarsi in un ente pubblico. Altro che ambiziosi e davvero interessati.

Fatti due conti, la Alessandro Proto Consulting si è messa in tasca almeno mille euro facili, che in un’azienda non sono molti soldi, ma non fanno nemmeno schifo. E glieli avete dati voi, disperati. Concetta Desando conclude la sua intervista augurando buona fortuna ai candidati: io, facciamo che auguro ai candidati di non incrociare mai gente come Alessandro Proto, e nel caso di non dargli dei soldi per provare di essere in grado di fargliene guadagnare altri.

(Grazie, Andrea.)