Saitenereunsegreto?

Twittering the day away

inserito in Sono fatti miei da Giulia il 30-04-07 alle 10:27

Alzarsi. Colazione. Piscina. Lavoro. Ciao amore buon viaggio. Lavoro. Pranzo. Lavoro. Mettersi le scarpe. Uscire di casa. Fare la spesa. Domani è il primo maggio. Negozi chiusi. Comprare cibo. Per tutto il giorno. Anche lombatina di vitello. Rispondere al telefono. Non si sente niente. Comprare il latte. La verdura. Il pane no. Quello c’è. Ciao papà, sì qui tutto bene. Prendere caffè con panna al bar sottocasa. Telefonare. Fare lunga conversazione con collega. Pensare che la mia vita lavorativa potrebbe essere oggetto di un libro di memorie. Sempre che arrivi all’età adatta a scriverle, le memorie. Salire in casa. Mettere via la spesa. Rispondere al telefono, parlare col capo. Riattaccare col capo, parlare di nuovo con collega. A lungo. Meno male che c’è collega, che poi sarebbe un altro capo, ma avercene di capi con cui puoi veramente andarti a prendere una birra dopo il lavoro. Volere bene a collega. Cincischiare col PC. Giornata di lavoro troppo lunga. Giro su Second Life, giusto perché non ci vado da mesi. Incasinare avatar e non riuscire più a togliere orrida skin harajuku. Rompersi i coglioni. Chiudere Second Life. Non capirne l’utilità. Non avere ancora capito come funziona First Life. Figurarsi averne una Second. Telefonate. Buonanotte amore. Scrivere post. Accorgersi di non aver comprato i cereali per la colazione. Domani è il primo maggio. Caffè, banana e yogurt dovranno bastare.

Garanzie

inserito in Pacs nobiscum da Giulia il 30-04-07 alle 04:32

Egregio Presidente della Repubblica Napolitano,

Non so se una lettera a un presidente si possa iniziare con “egregio”, ma tanto sarò breve: le garanzie e la protezione non possono essere a senso unico. Per un Bagnasco che sentenzia sulla natura dell’amore dall’alto dei suoi appartamenti, godendo della protezione e dell’appoggio del governo e dell’opposizione anche quando le sue affermazioni esulano dalla funzione di guida spirituale e pastorale per trasformarsi in attacchi diretti e moralmente discutibili ai diritti civili dei liberi cittadini italiani, credenti e non, ci sono migliaia di Matteo che si suicidano a causa dell’omofobia dei compagni, ragazze che si vedono vandalizzare la casa perché convivono con la compagna, e milioni di persone che si amano giorno dopo giorno senza avere la possibilità di pianificare un futuro insieme al di là delle cose di ogni giorno e dell’amore che provano una per l’altra. Milioni di precari dell’amore, signor Presidente, anche grazie all’odio seminato da gente come Bagnasco.

Proteggetelo, dunque, se necessario; ma domandatevi anche se alla base di questo rigurgito di intolleranza non ci sia la fine di una pazienza a lungo e duramente provata da una dottrina basata su altrettanta intolleranza, incomprensione, discriminazione e assenza di carità. Nella quasi certezza del fatto che nessuno vuole trasformare Bagnasco in un martire della fede: se non altro, perché non se lo merita.

Sereno variabile

inserito in Bric à brac da Giulia il 29-04-07 alle 07:36

I Perturbazione sono bravissimi a fare due cose in particolare: la canzone “Lasciamoci così senza rancor” (e.g. A luce spenta, Arrivederci addio) e la canzone “Ommioddiomisonoinnamorato” (Se mi scrivi). Poi sono bravi a fare anche altre cose, ibridazioni delle tipologie di cui sopra (Un anno in più) o inni pestoni con cui chiudere un concerto (Il senso della vite), ma soprattutto: i Perturbazione sono bravi. Sono così bravi da essere, contrariamente a molti gruppi, addirittura migliori dal vivo che su disco: le loro registrazioni sono belle, pulite, beneducate, perfette da presentare alla mamma. Dal vivo hanno una potenza di fuoco che la mamma, forse, non potrebbe reggere senza spettinarsi.

I Perturbazione fanno musica da femmine, e sarebbe ora che questo diventasse un complimento, piuttosto che un giudizio venato di disprezzo. Sono quasi tutti maschi, ma le loro canzoni sono ricche, stratificate, emozionanti, commoventi, vere, cantabili, semplici e interpretabili in mille modi. Canzoni da mettere sotto il cuscino per dormire, canzoni da cantare in una mattina di sole e in un pomeriggio di pioggia. Canzoni che ti tagliano le gambe a tradimento mentre te le ascolti in metropolitana. Che te le puoi portare ovunque e citarle alle amiche per spiegare loro come ti senti in quel dato momento, se Dove vanno a finire i miei giorni? o Aspetto un sms come se piovesse. Si capisce che devo ancora metabolizzare il disco nuovo? Ma che anche da lì, temo, ricaverò file di citazioni da taschino?

I Perturbazione dal vivo, dicevo, sono bravissimi, e poi ci si ammazza dal ridere. Tommaso che “spiega” le canzoni è puro Samuel Beckett, stream of consciousness joyciano, supercazzola prematurata con scappellamento a destra. “Spiega” con le virgolette, perché alla fine difficilmente siamo più edotti sull’ispirazione di questo o quel testo, ma nel mezzo ci si diverte moltissimo ad aspettare che arrivi Gigi a mettere un verbo, o almeno un punto, alla spiegazione.

I Perturbazione sono anche umanamente meravigliosi, ma questo lo sapevamo già da un po’, da prima di quella volta a casa nostra con una montagna di frutta a cubetti e Italia-Ghana in televisione col dirimpettaio che stava sul terrazzo e aspettava che esultassimo per entrare a vedere chi avesse segnato. Ieri sera, fra Cristiano che (causa smarrimento degli occhiali in taxi) indossava le lenti a contatto e sembrava un incrocio fra Puss in Boots quando fa lo sguardo commovente e il signor Burns quando diventa radioattivo, Tommaso che era Tommaso e nonostante la stanchezza e l’occhio a mezz’asta girava per il giardino del Circolo con la fidanzata per manina, e Gigi che ci raccontava di David Icke, Dianetics e neopaternità (ciao Elena, ciao Nora!) si sono fatte le tre di mattina e non ce ne siamo neanche accorti.

I Perturbazione hanno fatto il mio disco dell’anno del 2005. Anche questo del 2007 si difende assai bene.
E ieri sera hanno spaccato tutto.

Please Don’t Go Party: the Aftermath

inserito in Sono fatti miei da Giulia il 27-04-07 alle 12:05

Abbiamo chiuso con L’ultimo bicchiere. Quella di Nikki scritta da Pezzali, sì, quale altra. Il lagnone definitivo degli anni ‘90, quella che nessun ex adolescente può esimersi dal sapere a memoria. Io non la so perché quando è uscita avevo finito di essere adolescente, però la so perché vivo con uno che era adolescente e quindi la so. Abbiamo chiuso mica perché la festa fosse finita: la saletta nello scantinato del 360 Gradi era ancora pienissima, ma i gestori del locale hanno detto “tutti a casa”, per motivi che non riusciremo mai a spiegarci.

Un festone, insomma. La saletta era un girone dantesco, nonostante un impianto di aerazione forza nove. Enrico, chitarrista aggiunto dei MiceCars e cuoco, aveva fatto i dolci adolescenziali, tipo la torta con gli smarties. Lo chiameranno “Pane” per qualcosa.

La selezione musicale, a parte le robacce obbligatorie tipo Corona e “Arrivaarrivaquellochedevearrivare” (per la quale devo ricordarmi di chiedere il divorzio delle collezioni di dischi), si è tenuta in perfetto equilibrio fra il greatest hits nostalgico, il trash spintissimo e l’archeologia sonora. Da quanto tempo non si ballava Jump dei Kriss Kross? Ma voi ve li ricordate, i Kriss Kross?

Insomma, se non siete venuti vi siete persi qualcosa. Ma si replica, oh se si replica: rimanete sintonizzati.

Se invece siete quelli che si sono fregati le bandane di Emiliano, quelle che aveva da quindici anni: che tristezza.

Aggiornamento: il dj Akille, che le cose le fa sul serio, qui.

E il mio quadrisavolo aveva le antenne

inserito in Target du jour da Giulia il 25-04-07 alle 11:57

In breve, questo è quello che ci è stato detto: 75 milioni di anni fa, c’era una confederazione di pianeti (la Terra era uno di questi) chiamata Confederazione Galattica che soffriva di sovrappopolamento. Il leader, Xenu, decise di risolvere il problema spedendo la gente nei vulcani della Terra, mettendo bombe H nei vulcani e facendoli saltare in aria. Gli spiriti risultanti furono raccolti e impacchettati insieme in grappoli di spiriti. Questi spiriti furono impiantati a forza con tutti i tipi di informazioni in forma di disegni di Dio, il Diavolo, e fatti ruotare velocemente per 36 giorni. Chiunque avesse cercato di risolvere tutto ciò da solo, diceva Hubbard, avrebbe finito per rimanere intrappolato in questi 36 giorni, non sarebbe stato più capace di dormire e probabilmente sarebbe morto di polmonite. Hubbard diceva di aver risolto da solo questo implant, che lui chiamava Incidente II, e perciò aveva reso disponibile all’umanità, per la prima volta dopo 75 milioni di anni, una via di uscita alla “trappola”.

Dalla testimonianza giurata di Monica Pignotti, ex membro di Scientology

Ovviamente non sono l’unica ad avere un problema con Scientology, e onestamente me ne fotto se John Travolta pensa che io sono una “persona soppressiva”. OK, sono circondata da gente che crede in un Dio nato da madre vergine: ma fra quella nascita miracolosa e oggi ci sono un paio di migliaia di anni, un codificatore (San Paolo Apostolo) e la possibilità della metafora. La nascita di un essere “speciale” che porta un messaggio simbolico all’umanità e per questo viene ucciso barbaramente è una costante di ogni credo religioso, e il cristianesimo, pur essendo una religione relativamente giovane, ha avuto tempo di decantare e arrivare alla trascendenza.

Qui stiamo parlando di un’organizzazione paramilitare basata su una serie di scadentissimi romanzi di fantascienza. Un po’ come se Douglas Adams avesse fondato una religione chiamata The Holy Church of 42 o Sanctified Division of the Ascended Dolphins, se non che almeno i libri di Adams sono meravigliosi, e invece L. Ron Hubbard come scrittore faceva pure pena.

Non mi servono i siti web per comprendere la pericolosità di un culto i cui adepti vengono incoraggiati a pagare cifre spropositate per avere l’illusione di ripulire la propria psiche dai traumi passati. La furbata è quella di agganciarsi a una necessità primaria dell’uomo: in questo caso, l’urgenza di ottenere risposte e praticare una forma di controllo sulla propria vita, in un mondo sempre più veloce e impietoso. Si inizia da Dianetics, una forma di pseudo-terapia psicologica, e si finisce reclutati in condizioni di semi-schiavitù, costrette ad abortire o a contrarre matrimoni precoci, sotto la minaccia dell’allontanamento dai propri cari. Allontanamento che spesso sono le persone stesse a cercare, sotto pressione: immaginate che qualcuno vi convinca che tutta la vostra famiglia sia posseduta dal demonio, e dobbiate allontanarvi per sopravvivere. Eccetto che in questo caso vi dicono che la vostra famiglia non crede nella storia degli umani vaporizzati, legati, shakerati e traumatizzati dal Cattivo Signore della Confederazione. Insomma, la vostra famiglia non crede che un romanzetto di merda sia la verità rivelata. Il Vangelo, almeno, ha autentica tensione narrativa.

Di questa colossale minchiata non c’è traccia nei siti ufficiali dell’organizzazione. La storiella dello shakeramento viene raccontata solo a chi ascende ai piani più alti, come premio per tutti gli anni sacrificati e i soldi spesi (ma le ricchezze materiali danno infelicità, eh! Lo dice Hubbard). Evidentemente non si aspettavano fughe di notizie, pentimenti o defezioni.

Dicevo, non mi servono i siti web: e non mi servono perché di gente incastrata da Scientology ne conosco. Li ho persi di vista anni fa, per cui non so se siano riusciti a liberarsi in tempo o siano stati risucchiati dalle sabbie mobili di un meccanismo che isola le persone fino a togliere loro ogni prospettiva sul mondo. Ma se conoscete qualcuno, chiunque, che abbia iniziato a fare Dianetics, raccontategli alla brutta - subito - la storia del frullato di umani.

Se ride, sapete cosa fare dopo.

E anche i Datura mi facevano schifo

inserito in Spot da Giulia il 23-04-07 alle 10:03

Un giorno arriva a casa con un rotolo di poster. Mi sto lavando i denti, lui si affaccia alla porta tutto contento e me li srotola davanti.
“Ti piacciono?”

I poster sono: Hanson, Spice Girls, locandina di Squillo con Raz Degan.
“Sul mio cadavere” dico, sputacchiando dentifricio.
Mi scocca un’occhiata di sufficienza. “Mica sono per casa, scema.”
“E per cosa?”
Altra occhiataccia. “Indovina.”

Sì, OK, tendo a rimuovere il fatto che i miei vent’anni siano già oggetto di rievocazione nostalgica, ma tant’è. Già facevo fatica a sopportare il revival anni ‘80, con quelle pettinature orrende che i ragazzini moderni sembravano trovare così trendy. Adesso siamo già al revival anni ‘90, e se volessi presentarmi in costume mi basterebbe andare a recuperare i vestiti che ho abbandonato a casa dei miei: ho smesso di crescere nel 1991, a 19 anni. L’ultimo centimetro, mentre si preparavano gli anni del grunge. Non è la Rai mi faceva schifo. Jovanotti mi faceva schifo. Gli 883 mi facevano schifo.
Però Ambra mi ha insegnato il concetto di icona gay (”Ambra è regina!” esclamavano i miei amici omosessuali, e io pensavo: questi sono matti), Jovanotti poi lo si è dovuto rivalutare, Max Pezzali purtroppo no, ma sembra una brava persona. Con Repetto mi hanno fatto due maroni così, per cui la sua riabilitazione non passerà da questo post.

Casa nostra è piena di poster inguardabili. Pinocchio Remix parte a tradimento a tutte l’ore. La frase ripetuta più di frequente è “Hahahahahaha, che fico! Siamo diventati amici di [inserisci celebrità degli anni ‘90] su MySpace”. E’ in corso persino una parziale rivalutazione del Britpop, finora bandito dal territorio comune.

Insomma: giovedì 26 aprile fate il possibile per venire al 360 gradi, a San Lorenzo (Roma, ovviamente), dove si svolgerà il primo Please Don’t Go Party. Perché tutto ciò non sia stato invano.

Non voto più, me ne vado /2

inserito in Target du jour da Giulia il 22-04-07 alle 09:21

Impressioni a caldo, banali quanto basta.

E così hanno fatto il Partito Democratico. Come in America, uguale uguale, con la componente di sinistra già neutralizzata in partenza dalla potenza bacchettona della parte centrista. Non so come abbia fatto Ivan Scalfarotto (cioè: lo so perché lo ha spiegato con molte parole; tuttavia non lo comprendo) ad affiliarsi con tanta disinvoltura a una formazione politica che include gente come Rutelli e la Binetti. Non mi dà l’impressione di farlo per calcolo, e quindi non capisco quale sia l’idea. Cambiare il sistema dall’interno? Un ottimista come lui potrebbe anche desiderarlo, o provarci. Buona fortuna.
Non ci vuole molto a capire come molti elettori di sinistra siano, in una parola, scoglionati da questo nuovo inizio che è praticamente una fine. Un inizio che nasce con il placet di Berlusconi. Lo ripeto. Berlusconi si sente così poco minacciato dal Partito Democratico da essere andato a fare clap clap bravi bravi, adesso lo facciamo uguale anche dall’altra parte. Berlusconi approva il Partito Democratico. Ogni minuto occupato a cianciare di futuro e progresso è un minuto rubato alla discussione sul conflitto d’interessi, che ops, non è più una priorità: sarà che se ci si prova casca il governo di nuovo, o sarà che di fatto non frega niente a nessuno.

Perdonatemi, quindi, se mi unisco a una bella fetta di elettori nel più totale disinteresse per questa nuova svolta verso il nulla, in compagnia di quelli col cilicio e il rosario. Non ci credo, in questo Partito Democratico. Ammiro la baldanza con cui Scalfarotto si avvia a diventarne una figura di riferimento, anzi, potessi votarlo e mi venisse ancora voglia di votare, forse lo farei. In questo momento, una cosa mi sembra lontana, e l’altra improbabile.

Anna Finocchiaro - che ammiro, mi piace - ha detto che il partito dovrà essere dei giovani e delle donne, oppure non sarà. Fantastico. Bellissimo. Meraviglioso.
Non credo a una sillaba, buonanotte a tutti.

Benaltrismo

inserito in Triste mondo malato da Giulia il 22-04-07 alle 12:18

A Roma, pare, sono scattati i controlli fiscali sull’emissione degli scontrini. Dice il notiziario radio che sono molti gli esercizi chiusi dalla Finanza. Ed è scattata, immancabile, la protesta dei commercianti colti in fallo: i problemi dell’Italia, a quanto pare, sono “ben altri”.

Immagino si riferissero alla presunta storia di Flavia Vento con Totti. Ché quelli sì, so’ probblemi, signoramia.

Scendi il cane che lo piscio

inserito in Bric à brac da Giulia il 21-04-07 alle 08:40

A TV Talk mandano in onda il filmato dello studente coreano che ha ammazzato trentadue persone al Virginia Tech, la storia la sapete. Cito dal sottopancia della traduzione:

Sapete cosa si prova ad essere sputati in faccia…

Po-po-pippo-poppoppò

inserito in Bric à brac da Giulia il 20-04-07 alle 11:19

E pensare che fino a poco tempo fa ancora giocava con i bambini