Saitenereunsegreto?

Lucciole e lanterne/2

inserito in Triste mondo malato, Spot da Giulia il 30-10-06 alle 10:34

Non fa male riprendere gli argomenti, specie se importanti. Fabrizio Gatti (quello che si è finto un immigrato per entrare in un CPT, e poi si è finto di nuovo un immigrato per indagare sul fenomeno della schiavitù nei campi di pomodori pugliesi) questa volta è andato a mettere il naso nel mondo della prostituzione di strada. Ne ha riportato conclusioni che mi piacerebbe leggeste.

Per inciso, Dacia Maraini e Chiara Valentini sono, separatamente, d’accordo con la sottoscritta: forse colpire i clienti è un modo per cominciare a incidere, almeno marginalmente, sul problema.

Mi unisco al coro

inserito in Sono fatti miei, Bric à brac da Giulia il 30-10-06 alle 10:28

Fabri Fibra mi dà fastidio.

Sempre al passo con i tempi

inserito in Bric à brac da Giulia il 30-10-06 alle 10:27

Corriere.it riporta la notizia del cameraman statunitense morto mentre riprendeva uno scontro a fuoco, che è riuscito a riprendere il suo assassino. Se qualcuno volesse sapere dove rintracciare il filmato, l’articolo lo specifica: è stato messo in circolazione da “l’emittente statunitense YouTube“.

You are not your job

inserito in Sono fatti miei, A TV eye on me da Giulia il 30-10-06 alle 11:29

Alla buon’ora: LiberoWindInfostrada o come cazzo si chiama si è gentilmente decisa a ridarci la connessione Adsl che aspettavamo da venti giorni. Troppa grazia. Però posso tornare a postare da casa: dalla mia postazione aziendale (un cavo sgraffignato facendo praticamente a gomitate in faccia con i colleghi) mi sentivo troppo in imbarazzo per farmi gli affari miei.
Arriva sempre un momento, nella mia vita lavorativa, in cui piuttosto che andare dove devo andare preferirei farmi legare ai binari del 14. Sognare di accoppare l’intera formazione dei Sex Pistols (perché? Perché?), seppellirli dopo averli tagliati a pezzi e messi dentro una valigia e poi temere di essere scoperta da un momento all’altro mi sembra decisamente una spia di cattiva salute emotiva.

Sogno una vacanza in un posto dove posso guardare i colori dell’autunno. Una cosa banale, sì. Acqua, terra, foglie. Una stanza in cui non si sentano altri rumori che il respiro di chi dorme. Niente aerei sopra la testa, motori, clacson, cani, stoviglie, liti dei vicini, serenate latinoamericane o balcaniche, fan di Loredana Berté con lo stereo a palla. Nien-te cel-lu-la-re. Ché la settimana scorsa ne ho comprato un altro. Con un numero privato che ho dato a pochissima gente. Quello lavorativo dovrei spegnerlo. Risultato: ho due cellulari accesi a tutte l’ore. Ma sarò idiota.

Oddio, sono già le dieci e mezza. E’ ora di andare a farmi legare ai binari del 14.

Larsen: anche questa settimana, nonostante tutto

inserito in A TV eye on me da Giulia il 27-10-06 alle 04:55

And now, for something completely different: anche questa settimana si va in onda.
Riproviamo ad andare a due ore, vediamo se la macchina parte.

Questa sera! Cut! La scelta fra inglese e italiano nei testi! Acty di Rockit e Gianluca Polverari in studio! Luca G dei Julie’s Haircut, Max Perini, Tommy Perturba e lui in webcam! Gli Alibìa che presentano il video nuovo! Esordienti che non ho scelto io, e ho detto tutto, anzi, ho detto poco ma è meglio poco che tutto!

Stasera alle 21.00. Yeah.

Plancton

inserito in Sono fatti miei da Giulia il 27-10-06 alle 02:42

Mi dà una certa soddisfazione non leggere le tue mail.
Impostare una regola che le butta direttamente nel cestino, e da lì eliminarle senza aprirle. Per un po’ di tempo mi sono anche presa il disturbo di scorrerne il contenuto, pensando: ma questo qui deve farsi vedere, presto, e da uno bravo.
A due anni di distanza, però, in cui tu scrivi e io non rispondo (che ti rispondo a fare? Per dirti che la tua non-opinione scivola sul piano inclinato della mia indifferenza?) e che in sostanza ti sei dipinto il tuo bell’angolino di mentecatto, ho perso anche la voglia di sprecare quei due minuti a pensare a quanto stai male.
Non mi interessa, capisci.
Non mi interessa sapere se e quanto mi odi, se e quanto ritieni inutile la mia presenza sulla Terra, specialmente se poi ti cali le braghe non appena vieni affrontato a viso aperto. Non mi sono mai presa il disturbo di fare nemmeno questo, perché già ritengo un miracolo che tu abbia i pollici opponibili. Sei un essere miserabile, la definizione di poverino, uno che pensa di essere il nuovo Lester Bangs e invece è solo una barzelletta con due gambe.
Ci sono persone di cui mi interessa l’opinione, e con le quali magari potrei anche discutere. Tu non rientri in quel numero.

Per cui sappilo, poveruomo: non ti leggo.
Ma del resto so che questo non cambierà niente. Tu non scrivi perché io legga: tu scrivi per dare sfogo alle tue piccole frustrazioni. Hai scelto me come cartonato, sperando forse in cinque minuti di visibilità.
E io non ti do neanche quelli, non ti cito per nome, non ti identifico, non ti do neanche il gusto del pubblico ludibrio. E adesso puoi anche scrivere la tua solita mail piena di livore e inaccurata nei fatti.
Finirà nel cestino insieme agli enlarge your penis, ai viagra, ai cialis e alle newsletter di cui non si sentiva il bisogno.

Dammi tre parole

inserito in Sono fatti miei, A TV eye on me da Giulia il 27-10-06 alle 01:00

Cinese. Fiume. Cadavere.

Mrs Doubtfire

inserito in Sono fatti miei, A TV eye on me da Giulia il 26-10-06 alle 05:11

Secondo voi è normale che nei bagni delle donne della Palazzina A qualcuno abbia lasciato la tavoletta del cesso alzata?

Le piccole cose (post sconfortato)

inserito in Sono fatti miei da Giulia il 19-10-06 alle 10:22

Occorre concentrarsi sulle piccole cose. La radio che trasmette una canzone di fine anni ‘80 che hai amato molto e non sentivi da tempo. Gli strani fiori rossi nel giardino del posto dove lavori, un posto brutto, ma occorre concentrarsi sulle piccole cose. Che poi sono tutte qui, canzone e fiori: ché il resto è un’antologia di sfighe fantozziane. Il capo ti odia e si premura di comunicartelo con molte parole, ma non prima di averti tolto l’unica collaboratrice che avevi, lasciandoti sola da un momento all’altro ad organizzare un programma di due ore. Le macchine della sala montaggio non funzionano, e un montaggio di due ore lievita a quattro, sottraendo due ore alla stesura di un copione che, comunque, il giorno dopo deve essere rifatto da capo perché a) c’è un conduttore nuovo (hello Ale) e b) i due spazi previsti sono da fondere. Il documento su cui stai lavorando, a questo punto, si danneggia e deve essere ricostruito riga per riga, cella per cella. Il capo ti odia e ha intimato al tuo co-conduttore (che ha un passato da autore televisivo per canali musicali) di non lavorare con te se non per la conduzione: niente lavoro redazionale. Finalmente vai a casa, esci, diluvia, non hai l’ombrello, hai parcheggiato lontano, ti infradici. Arrivata a casa, uno dei due gruppi ospiti ti chiama: la batterista ha quaranta di febbre.

Il capo ti odia. Dio, evidentemente, anche.

Brosio uno di noi

inserito in Bric à brac da Giulia il 19-10-06 alle 09:42

Paolo Brosio è il santo patrono di tutti i conduttori impediti. Quelli che si dimenticano le regole dei giochi, non sanno guardare in macchina, parlano a sproposito e non seguono la scaletta. Quelli che non sanno cosa devono dire e se gli finiscono le righe sul copione si guardano intorno smarriti. Quelli che, essendo al corrente di un cavillo del meccanismo inventato dallo staff autoriale per tamponare le ormai inevitabili emorragie di concorrenti ritirati, cavillo che agli isolani è stato tenuto accuratamente nascosto, lo spiattellano allegramente in diretta, salvo poi rendersi conto della gaffe.

Paolo Brosio non è un conduttore, e questo, probabilmente, lo sa anche lui. Misteriosi sono i percorsi di carriera Rai che riciclano i contrattualizzati a vita in ruoli spesso inadatti al loro profilo. Brosio è buffo, divertente come inviato quando tutto quello che deve fare è essere se stesso, o quantomeno il personaggio che si è scelto. Messo in appoggio a Simona “Ace” Ventura e investito di un compito (per quanto semplice e più simile a quello del cane da pastore che a quello del conduttore televisivo), il timido imbranato Brosio finisce per sembrare un pirla. Chi guarda L’Isola dei Famosi solo per la schadenfreude, ieri sera, si sarà divertito moltissimo.