Il diario del caccamerda
Certa gente ha un talento tutto speciale per l’inutile. E’ uscito un diario, pare, pieno di frasi “offensive” nei confronti degli anziani e altri simili sberleffi. Ed è subito scandalo: associazioni di consumatori che ne chiedono il ritiro dal mercato, sottosegretari che gridano al tradimento dei valori della scuola.
Riportiamo qui, per completezza, alcune delle frasi incriminate:
“I genitori sono degli sfigati, ma ti mollano la paghetta”
“Non dobbiamo odiare i vecchi. Sono così perché puzzano”
“La scuola è una figata. C’è un sacco di gente da prendere per il culo”
“Mi piace la scuola. Ci sono un sacco di ragazze che te la danno”
Che umorismo graffiante!
Che vena sovversiva!
Che cagata pazzesca!
Personalmente, se avessi quindici anni mi vergognerei a farmi vedere in giro con un diario del genere. Un diario di cui solo l’ultimo dei caccamerda potrebbe andare fiero; i caccamerda, sì, quelli che dicono le parolacce e poi ridacchiano con la mano davanti alla bocca sentendosi tanto trasgressivi. Quelli che “figata!” Quelli che che “ci sono un sacco di ragazze che te la danno”, almeno, tutte quelle che riescono a visualizzare durante i loro maneggi disperati nella privacy del bagno di casa. E così via. Questo diario sta alla ribellione come la Premiata Ditta sta alla comicità.
Questa roba non fa ridere, sembra il diario dei paninari, mettici un paio di “galli” e una “squinzia” ed ecco che l’equazione torna. Chi l’ha messo insieme probabilmente puntava proprio sull’effetto indignazione, che infatti puntualmente è arrivato. Centinaia di migliaia di caccamerda si affretteranno quindi a comprare il diario proibito, sentendosi tanto controcorrente. Se nessuno avesse fiatato, probabilmente gli stessi caccamerda avrebbero comprato un altro diario qualsiasi. Magari uno meno brutto.
Verso sud
Di turismo sessuale, maschile e femminile. E da domani si torna a casa.
What women want
Esiste un’intelligenza femminile? C’è chi sostiene di sì.
Pierelli, ci faccia il piacere
stia zitta.
O almeno eviti di dire certe fesserie.
Il ritorno degli uomini soli
Il seguito naturale di questo post.
Qui.
“Facce da culo” non avrebbe funzionato
Di Finley, Duran Duran e marketing. Qui.
E ora sappiamo come si chiama il cane

Giuro, giuro, giuro che non ho idea di cosa si intenda qui per “uomini veri”, però se siete a Milano in quei giorni (quelli dell’aperitivo, non quelli in cui secondo i pubblicitari dovreste lanciarvi col paracadute) fateci un salto. Così magari me lo dite voi.
In trasferta
Questa settimana gioco fuori casa. Siccome mi scoccia doppiare i post, man mano che li faccio li linko qui. Così se proprio proprio non potete fare a meno delle mie scemenze, sapete dove trovarle.
Lo spammer indie
Trovato fra i commenti di un vecchio post (sui Pacs et similia):
This is about how some of Godspeed You! Black Emperor were held for questioning as suspected terrorists in Oklahoma recently. They clearly forgot their we are not terrorists bumper stickers.
Il link portava a un sito porno, ma la creatività va premiata.
Sento dei cuori che si spezzano
Sembra ieri che andava in giro con i calzettoni di spugna e la cravatta sulla canottiera. OK, probabilmente è ieri.
Comunque sia, lo scorso fine settimana Avril Lavigne si è sposata.



