On air
Presto a letto, presto in piedi
Seconda mattinata consecutiva di sveglia puntata alle sei e un quarto. Radio Deejay trasmette musica generica. Il coinquilino è rincasato alle cinque meno un quarto, per cui niente lotte fratricide per il bagno. Bene. Acqua in faccia. Elastico nei capelli. Deodorante. Borsa con tre cambi. Infradito. Occhiali scuri. Colazione al bar sotto casa. Mi manca il socio. Il socio è nella terra della clara e della gnocca. Mi manda messaggi di saluti da parte di membri dei Broken Social Scene. Compro La Repubblica. Sull’autobus non c’è quasi nessuno. Prendo la metro. Riesco a sedermi dopo due fermate. Cornelia. Sono arrivata. Sarà una giornata lunga.
Genio
Suoneria del cellulare. Numero non presente in rubrica.
Io: “Pronto?”
(Voce maschile, sonoro accento siculo) “Ciao Aldo, sono Pino!”
Io: “Penso che abbia sbagliato numero.”
(Perplesso e non interamente convinto) “Sbagliato numero? Ah… vabbè.”
Non c’è problema
Il problema è che sono stanca.
Il problema è che ieri notte ho sognato che mia sorella si era fidanzata con la testa mozzata di un ragazzo morto in un incidente: lei lo vedeva vivo e intero, noi vedevamo una testa.
Il problema è che ho letto su Repubblica, oggi, che in Inghilterra ci sono queste tre sorelle dagli undici ai quindici anni, tutte e tre incinte. Ha cominciato la piè piccola. La madre dè la colpa alla scuola, che non fa abbastanza educazione sessuale.
Il problema è che oggi mi faceva di nuovo male il ginocchio destro.
Il problema è che ho il blog in imminenza di trasloco, ma giè che trasloco vorrei anche rifare il template, e mi chiedo se la stella del cinema cubana sia ancora disponibile a darmi una mano.
Il problema è che i prostituti stranieri stanno a Piazza della Repubblica, quelli italiani a Valle Giulia. Come faranno a riunirli in un quartiere solo?
Il problema è che mi fa male anche la gola.
Il problema è che mi lamento troppo.
Per cui non c’è problema.
Vado a preparare la cena.
Guere sperlari avendetta daasip
“NELLO SPAZZIO DRENTO A STE CORAZZE,
MACCOME VUOI CHE VADA?
NUN C’E’ BENE, GRAZIE”
chenfatti ancora nunsecapisce bene seccuesto firm è erpimio erseconno lottavio chenfatti noospazzio lorologgi sorotti e laggente dimolo pure fà umpò come iepare chenfatti cestanno uregazzetto stranito e fratecionfoli che sò i guerieri me pare de rieti che combattono collespade daabeghelli allora loro sobboni mappoi però eregazzetto ancerto momento sesente umpò fiiodenamignottaspazziale mannò tantissimo allora infatti poi cestanno lebattaiie teribbili e cionfoli ie dice a eregazzetto stranito come te senti? e eregazzetto ie dice tu me conosci danaspetto solo ma io sò umpezzo demmerda io mò te lodichio che navorta offatto napuzza sullascenzore teribbile chenfatti perché seconno te ernano è verde? allora fratecionfoli ie dice no! maché davero? sei popo unfiiodenamignottaspazziale! maspettavo detutto datè che potevi pure diventà frocio mannò daalazzio afiiodenamignottaspazziale! machè davero?allora poi succedono lelotte spazziali e eregazzetto stranito prima lofanno alla piastra eppoi diventa lamadresuperiora.
chenfatti navorta denotte sò rientrato accasa e oddato nacapocciata che cuasi morivo. era er lato oscuro della porta.
venticuattrom’aggiodumileccincue
(Warner Moderno sala3. anteprima blindata supervip, terza fila centrale. Nani, ballerine e il gota televisivo in sala. Gadgets e snacks per non farsi mancare proprio nulla)
[Per chi ancora non avesse capito di cosa parla l’ultimo episodio, anzi no è il terzo, vabbè: grazie Johnny.]
A Guantanamo prenderà il palmare?
Aiuto. Una si alza la mattina e quello che trova al posto di Macchianera è questo. Anche chi si ricorda il pesce d’aprile 2004 non pu� non esserne un pelino inquietato. Oddio, se è uno scherzo, Gianlu’, te lo dico: non è un bello scherzo. O anche sì, nel senso che poi se te ne esci con un “nah nah na-na-nah, ci hai creduto, faccia di velluto” un paio di madonne te le becchi di sicuro, però poi ridiamo fino all’anno prossimo.
Se invece non ò uno scherzo, avverti che apriamo l’account PayPal.
Aggiornamento: Gianluca, vaffanculo, va’.
Boing!
Ah, questi giochini fra blogger, così reminiscenti dei tempi in cui eravamo quattro gatti che si citavano fra di loro… come adesso, insomma. Questo è una versione snob di “tua suora”, però diciamo che gioco lo stesso solo per il gusto di passare la palla a qualcuno che non siano i soliti quattro a cui l’hanno già passata tutti. La palla. O la suora. A scelta.
1. Volume totale dei file musicali sul mio laptop
Premessa: il mio PC attualmente è spento, sto usando quello del socio. Io, non tanta roba. Lui, parecchia di più.
2. L’ultimo CD che ho comprato
[ sborona ] Vivo con un giornalista musicale. I dischi io non li compro, ci arrivano direttamente a casa bene impacchettati con i complimenti della casa discografica, tsè! [ /sborona ] No, veramente, non me lo ricordo. Vengo da un anno di povertà estrema. Niente CD per me.
3. Canzone che sta suonando ora
Stray On Free, Yuppie Flu (una di quelle che mi piacciono di meno nell’album)
4. Cinque canzoni che ascolto spesso (ultimamente)
Pain Is Over, Yuppie Flu
Lost Without Each Other, Hanson
Una qualsiasi dell’album degli Hal, diciamo I Sat Down, ma solo perché è la prima che mi viene in mente
Chocolate Glazed, Scuola Furano (a proposito: avete visto il video su MTV e Rete A?)
Feelgood Inc., Gorillaz
5. Cinque persone a cui passo il testimone
Ekatherine, perché voglio vedere con cosa se ne viene fuori.
I Rafagani, idem ma al plurale.
Libit, centocinquantasette centimetri di meraviglia (tacchi esclusi).
Molly, Carrie Bradshaw senza le pippe amoroso-esistenziali.
Neo75, perché sì.
La nostra generazione ha sbagliato tutto
Settimo Cielo. Voglio dire, ci sono milioni di americani che lo guardano con grande partecipazione emotiva. Le droghe ammazzano, una birra ti rovinerà la vita, fare sesso fuori dal matrimonio è sba-glia-to, i gay non esistono, eccetera. Ho capito che siamo il paese che ospita il Vaticano, ma la presenza di questo telefilm in fascia protetta è veramente spingere l’ecumenismo un po’ troppo in là.
L’episodio di oggi, tuttavia, ha messo la gioia nel mio cuore. Ricordate quando avete deciso di fare sesso per la prima volta, e dopo aver acquistato i preservativi con grandi sudori della fronte perch� il farmacista vi conosce siete andati dalle rispettive coppie genitoriali ad informarli della decisione, allo scopo di discuterne con loro ed adottare la politica migliore?
No? E ti credo, perchè probabilmente l’avete fatto alla lesta mentre loro erano fuori, dopo settimane di audaci smanacciamenti in luogo dei compiti di inglese. Oppure sbronzi in gita scolastica. O in vacanza. I preservativi forse c’erano, forse invece no, e quindi il primo ciclo è stato atteso più del Secondo Avvento. La volta dopo, li avete comprati a una macchinetta, oppure in una farmacia lontana dal vostro quartiere. In alternativa, li avete fregati a un fratello maggiore.
Se invece aveste convocato un summit per annunciare la raggiunta maturità sessuale e relativo desiderio di copulare con l’amato bene, avreste dato ai vostri genitori la possibilità di incazzarsi come cobra e proibirvi di rivedere il vostro amore e/o di fare sesso con lui/lei prima di esservi uniti nel Santo Matrimonio. Di conseguenza avreste perso l’occasione di passare il resto dei vostri pomeriggi adolescenziali ad ammazzarvi di pippe/ditalini e collezionare figurine di Settimo Cielo.
In retrospettiva, è quasi consolante sapere che ai nostri tempi, il pomeriggio, c’era Lamù.
Deliverance
Dopo dieci anni, ho ricevuto una mail di scuse da qualcuno con cui per dieci anni ho desiderato di potermi scusare.
Era il mio compagno d’appartamento in Inghilterra, gli volevo bene e non sapevo dove fosse finito, perché quando sono partita non ci parlavamo più. Mi ha trovata lui, dato che sono quella con il nome meno inflazionato, mettendomi dentro Google.
Per dieci anni ho pensato a dove potesse essere, e cosa facesse, sicura che mi avesse dimenticata. Invece si ricorda tutto, perfino la barzelletta della rana dalla bocca larga che avevo tradotto per lui in inglese. Ha ancora le foto. Forse anche i disegni che gli avevo regalato. Chissà.
La morsa intorno all’angolo del mio cuore che lo conteneva, all’improvviso, è svanita. E poi dicono che Internet non serve a niente.
So you got a career, then?
Da Popbitch:
Disbanded Scottish band The Delgados have been asked to write songs for the new Sugababes album.



