Saitenereunsegreto?

Finalmente Camilla

inserito in Target du jour da Giulia il 27-02-05 alle 07:06

Camilla Shand, ex Parker Bowles, ha fatto solo un colossale errore. Peccare d’impazienza nei confronti di un grande amore può cambiare il corso della tua vita, e lei, sposando Tom Parker Bowles mentre l’amato Charles era in Marina, ha cambiato il corso di due vite e della storia di una dinastia.

Ci sono voluti più di trent’anni, a questi due oramai attempati amanti, per arrivare al matrimonio. E una buona fetta di mondo freme d’indignazione. Camilla (soprannominata da Diana “Il Rottweiler”, come ha ricordato la copertina di “Oggi”) non possiede la leggiadria della bionda diciottenne andata in sposa all’erede al trono d’Inghilterra nel 1981. Chiunque parli di lei non può fare a meno di ricordare come sia scarsamente attraente, rugosa e goffa, più adatta alla vita di campagna che ai ricevimenti in abito firmato.

Embè?
Passati i cinquanta, solo chi ci ha dato di bisturi e Botox non ha rughe. Camilla Shand invecchia, a mio parere, con una certa grazia: pettinata a casaccio, scarsamente truccata, dimostra una serena indifferenza nei confronti delle piccole e grandi schiavitù dell’immagine. Bella-bella non lo è mai stata, anche se sicuramente è stata più giovane e fresca (ed è così che Prince Charles l’ha conosciuta), e non gliene frega niente. Quello che conta, che è lampante, è che il rampollo dei Windsor le è fedele da più di trent’anni.

Questi due, signore e signori, si amano. Alla faccia della bruttezza di lui e di lei, alla faccia di chi vorrebbe le principesse e le regine eternamente giovani, graziose e vergini, alla faccia di chi considera il loro duraturo legame un insulto alla memoria della Santa Donna che tollerò silenzio il tradimento (il silenzio, almeno in un caso, si chiamava James Hewitt). Si amano, sono bene assortiti (a differenza di Charles e Diana, che solo un sadico poteva considerare una coppia felice), e presumibilmente finiranno di invecchiare insieme, tranquillamente, con o senza regno, con o senza l’approvazione del resto del mondo.

Le faremo sapere

inserito in Target du jour da Giulia il 23-02-05 alle 10:38

Forse non ve ne sarete accorti, ma più probabilmente sì: c’è la flessibilità. Non quella che vi permette di toccarvi le ginocchia con il naso (con tutte le implicazioni erotiche che vi pare), ma quella molto meno divertente del mercato del lavoro, dei contratti a tempo determinato e dei co.co.pro, che se ci aggiungi curucurucurucurucùqquaqquà sembra una canzone di Pippo Franco. Che han provato a spacciarcela (la flessibilità, non la canzone) come una gran figata che ci permetteva di essere più giovani e mobili e dinamici e fare trenta lavori contemporaneamente. La realtà dei fatti è un filo diversa, ovviamente, ma comunque: tra le tante ricadute della flessibilità c’è anche il proliferare di quella tremenda ordalìa che va sotto il nome di “colloquio di lavoro”.

Tra i datori di lavoro sembra essere scomparsa la consapevolezza che un impiego è quella cosa che fai per otto ore al giorno (dieci-dodici se sei milanese, nove con quattro pause-caffè se sei romano) allo scopo di guadagnarti da vivere. I nuovi contratti ad “orario flessibile” (cioè non meno di otto ore, mai, neanche se stai morendo, e se ti ammali sono fatti tuoi) hanno eliminato l’istituzione della paga straordinaria, quella cosa meravigliosa che stava a significare la vera natura della transazione lavorativa: io ti vendo il mio tempo e le mie abilità, ma non la mia vita. Per cui: se mi vuoi qui fino alle nove di sera, paghi. Se non paghi, io me ne vado a casa e il lavoro te lo fai da solo. Così funzionava per i nostri genitori.

Erano altri tempi.

Per potersi fregiare della qualifica di “impiegato”, l’aspirante lavoratore deve sperare che si verifichi una o più delle seguenti condizioni:

- nessun altro si presenta al colloquio
- lui è il primo e gli altri sono delle pippe
- lui è il primo e gli altri sono delle donne brutte
- uno dei superpensionati avvitati alla sedia da stipendi d’oro crepa improvvisamente per superlavoro.

Continua…

Ragazze che dovresti conoscere

inserito in La Giulia consiglia da Giulia il 23-02-05 alle 10:11

Sono due, per la precisione. Una è casalingua (un applauso per il nick), che con il suo blog The Perfect Housewife potrebbe risollevare le sorti di migliaia di single alle prese con i rudimenti dell’economia domestica. Avesse un motore di ricerca interno, sarebbe un’enciclopedia. Accoppiato alle lezioni per minus habens di Woland, forma un corpus consistente. Oltretutto, solo perché sei emancipata mica vuol dire che devi per forza cucinare di merda ed essere incapace di stirare una camicia. Consultatelo (è anche scritto divinamente).

L’altra è un po’ che devo segnalarla, perché possiede un talento visionario non comune. Si firma Ekatherine. Non vi dico altro.

Creare l’ambiente

inserito in Sono fatti miei da Giulia il 23-02-05 alle 11:07

La mattina, il commesso della profumeria qui sotto si aggira per il negozio con un flacone di costosa essenza in mano, spruzzandola nell’aria.

Ma no!

inserito in Compleanno random da Giulia il 20-02-05 alle 11:12

Mi ero messa dei post-it sul frigo, controllato la data tre volte, detto anche al socio “no, non è il diciassette gennaio, è il diciassette febbraio”. Poi ho cambiato casa, città, lavoro, perso i post-it e incasinato la vita al socio, per cui ci siamo dimenticati tutti e due. Rimedio con colpevolissimo ritardo: auguri, Aurelio!

Undici giorni

inserito in Sono fatti miei da Giulia il 17-02-05 alle 11:16

“Scusi, dov’è piazza Barberini?”
“E’ laggiù, in fondo a questa strada.”
“E la fermata della Metro?”
“Sempre su questa strada, seguite il marciapiede e la trovate. Non vi potete sbagliare.”

Ehi, è la mia fermata, quella.
Vi potevo anche spiegare come arrivare a Piazza di Spagna!
Oppure a Piazza del Popolo!
(Non ho ancora capito come arrivare a Fontana di Trevi, ma è questione di giorni, poi giuro che la trovo.)

Beh, sì, è tutto molto normale. Molto Caterina va in città, ma senza il padre imbarazzante, piuttosto con un socio capellone che si diverte a guardarmi mentre camminiamo, perché ogni giorno ho la faccia di quella che vede le cose per la prima volta, anche se le cose sono sempre le stesse.

Seymour Butts de noantri

inserito in Sono fatti miei da Giulia il 11-02-05 alle 09:33

“Senti qua, ho avuto un’idea geniale. Voglio scrivere il soggetto e fare la regia di un film porno ambientato nel mondo dell’indierock. Pensa che figata. Con i pornostar e le pornostar truccati, che so, da Bright Eyes che scopa con Cat Power, o da Kapranos che si tromba le Sleater-Kinney. Ho già anche il titolo: Quadrophregna. Bello, no?”
“Vado a fare la valigia, ciao.”

Tipo che

inserito in Sono fatti miei da Giulia il 10-02-05 alle 10:40

Un post pigro

Tipo che stasera dovevo uscire ma poi domani mattina mi devo alzare alle sette, perché fra una cosa e l’altra mi ci vuole un’ora bella secca per essere sotto l’ufficio, e già questa settimana se non avevo la febbre ero lì che spargevo virus a pioggerella, e quindi non esco e sto qua a cazzeggiare un po’ con voi, e poi dite che non vi voglio bene, ingrati.

Tipo che siccome mi ci vuole un’ora secca e da due a tre corse fra autobus e metro stipate (prima regola dei trasporti pubblici romani, se ci sono le targhe alterne bisogna aspettare tre metro per riuscire a prenderne una), la mattina esco che fa ancora un freddo infame, e non rompetemi le palle, da me era più asciutto.

Tipo che ’sto sito avrebbe bisogno di un restyling totale globale, ma al momento appunto sto ancora cercando di capire se ci metto meno a farmi la strada fino all’Arco di Travertino e poi da lì a Barberini, oppure se mi conviene fare il giro Tiburtina-Termini-Barberini, che a occhio e croce siamo lì ma devo ancora capire.

Tipo che non ho ancora detto a quelli della Rai che io non possiedo più un televisore, e non si disturbino a mandarmi solleciti di pagamento del canone.

Tipo che questo posto, a differenza di altri (niente link, farebbero l’effetto delle foto sulla lapide) non chiude. Resta aperto con il solito andazzo balengo, oggi sì domani no dopodomani neanche, tanto vedo che nessuno di voi ha l’ansia da prestazione e si va avanti benissimo anche vedendosi meno: dopotutto funziona così, come con gli amici che conosci da tanto, che non è che quando non li senti da una settimana non gli vuoi più bene. Avranno i cazzi loro. Ecco, ovviamente ho i cazzi miei, ma altrettanto ovviamente, quando decido di fare cucù, qualcuno qui dentro c’è sempre.

Tipo che quindi io andrei a lavarmi i denti e la faccia, mi metterei il pigiama e mi caccerei a letto con un libro, visto che c’è ancora un venerdì lavorativo di mezzo.

E buonanotte.

On the escalator/we shoot Paracetamol

inserito in Sono fatti miei da Giulia il 08-02-05 alle 10:07

Per una volta, posso dire di avere qualcosa che hanno anche il Papa e Berlusconi. Purtroppo non è la grana.

La notte dei troll (più antologie pe’ ttutti)

inserito in Target du jour da Giulia il 05-02-05 alle 09:31

“Internet ha sulle persone un’influenza basagliana”

- Violetta

Ogni blog con più di cento accessi giornalieri non può fare a meno di uno o più troll di fiducia. Dicesi “troll” quella particolare mutazione dell’essere umano che Gianluca Neri definisce “L’anello di congiunzione fra noi e il calcare”. Definizione che però si attaglia soltanto ad alcune forme di trollismo, e assolutamente non a tutte. Il troll, come qualsiasi maniaco di Internet, assume infatti molte forme diverse, dal polemico all’insultatore, anonimo o meno, semplice rompicoglioni o matto con visione di elefantini rosa e sbronze oniriche con Norman Bates.

Qui di seguito andiamo ad esaminare alcune delle varianti più comuni note alla blogosfera.

Continua…