Saitenereunsegreto?

Se non ce lo dicevate voi

inserito in Target du jour da Giulia il 26-12-04 alle 10:04

Dal programma di Retequattro sull’infanzia di Gesù apprendo le seguenti cose:

1) La Madonna era vergine perché i fratelli di Gesù nominati nel Vangelo potevano essere cugini di primo grado (figli di chi? Maria e Giuseppe non avevano fratelli o sorelle).

2) La Madonna era vergine perché “figlio primogenito” è un termine tecnico che può indicare anche un figlio unico.

3) Gesù fu davvero visitato dai pastori.

4) Gesù fu davvero visitato dai Magi, che non si sa chi fossero, ma portavano oro, incenso e mirra (sicuro sicuro).

5) La stella c’era veramente.

6) Siccome c’era la stella che guidava i Magi, Gesù non è nato nell’anno zero, ma circa sei anni prima.

7) Però siccome Gesù è nato durante il regno di Erode, doveva essere nato almeno quattro anni prima dell’anno zero.

8) (Embè?)

9) L’unico modo che abbiamo per vedere com’era fatto il volto di Gesù, è attraverso la ricostruzione dell’immagine impressa sulla Sindone (lasciando perdere il fatto che non ci sono prove definitive che la Sindone abbia avvolto il corpo del Cristo. Non si può permettere che dei dettagli insignificanti rovinino lo spettacolo).

10) Gesù potrebbe essere nato in dicembre.

11) Gli attori scelti per rappresentare Maria e Giuseppe hanno gli occhi azzurri, tratto somatico tipico dei palestinesi dell’era pre-cristiana.

Che bella la televisione di cultura.

Joyeux Noel

inserito in Sono fatti miei da Giulia il 24-12-04 alle 08:37

Pace in Terra alle donne di buona volontà. Nelle prossime 24 ore, fra cenoni e pranzoni, una gran quantità di gomiti si muoverà in cerchio, rimestando risotti, minestre, sughi, contorni. Capponi arrostiranno nei forni, patate faranno loro compagnia, e per finire caffè per tutti.

Pace in Terra agli uomini di buona volontà: a quelli che contribuiranno a cucinare cenone o pranzone, a quelli che provvederanno da soli, e a quelli che subiranno i diktat incessanti delle cuoche, uscendo di casa ogni mezz’ora esatta per comprare qualcosa che mancava e non può proprio non esserci.

Pace in Terra agli adolescenti di buona volontà, tormentati dalle domande indiscrete delle zie sulla loro vita sentimentale, che si annoiano davanti alla televisione mentre i parenti maschi giocano a carte, e a tavola c’è sempre una mamma che dice “stai seduto dritto!” Se tutto va bene, però, la nonna sgancia la paghetta.

Pace in Terra alle figlie nubili di buona volontà, che ogni anno espiano il loro essere donne senza uomo sopportando con sorrisi doloranti da paresi l’interrogatorio che finisce sempre con “Ma tu un bambino quando lo fai?”

Pace in Terra ai figli gay di buona volontà, che ogni anno rimandano il momento in cui spiegheranno alla zia Pina che se quella figlia della loro amica non ha i baffi e non si chiama Piero, non può essere e non sarà mai di loro gradimento. Se non al limite per farci shopping insieme.

Pace in Terra a quelli che si sono appena lasciati con il partner, che non si poteva almeno aspettare dopo Capodanno? Ah, ma quest’anno mi do alla pazza gioia, giuro, scopo con tutti e me ne frego. Poi escono per comprare gli ultimi regali, incontrano l’ex in tre negozi diversi, e tornano a casa con la voglia di morire.

Pace in Terra a quelli che sono, effettivamente, felici. Che niente possa rovinare i vostri momenti di felicità, e se trovate del vischio, baciatevi tantissimo. Magari non è vero che porta fortuna, ma è un’ottima scusa.

Pace in Terra, e Alka Seltzer per tutti.

Non ce la fa

inserito in Spot da Giulia il 23-12-04 alle 11:36

Ieri sera, Flavia Vento a 2 sul divano, programma di La7 che è piacevole tenere in sottofondo quando si fa altro (se la batte bene con i documentari di Michael Palin). Bella come è bella lei, angelica, bionda, curatissima.

Ci prova, lei ci prova. Ma sarà perché ormai abbiamo il pregiudizio (ben fondato, mica no), sarà per via della voce, sarà per il fatto che si autodefinisce “attrice” nonostante una dizione da far rabbrividire, o sarà per il fatto che non riesce a rispondere a tono a una sola domanda.

Ci prova, senz’altro.
Ma non ce la fa.

Bene, eh. Ma bene

inserito in Spot da Giulia il 22-12-04 alle 11:36

Circa quattro episodi fa, il Dr. McNamara ha scoperto che la moglie lo ha tradito con il suo migliore amico e che il figlio che pensa sia suo non è suo.
Prima dà di matto, e picchia l’amico.
Poi si tromba una prostituta bionda fingendo che sia la moglie.
Poi si tromba una RealDoll
Infine si tromba l’ex dell’amico.

… un uomo che sta bene, poco da dire, eh?

Mi secca avere ragione

inserito in Triste mondo malato da Giulia il 22-12-04 alle 09:13

Giusto per riportare alla realtà quelli che negli ultimi giorni hanno affermato giulivi che essere gay non è più difficile che essere eterosessuali, arriva questa piccola notizia di cronaca. Piccola, ma solo perché viene da una provincia che il resto d’Italia non saprebbe trovare sulla carta geografica, nonostante la sua natura di polo industriale.

Mi piacerebbe vederli in faccia, i piccoli stronzi. Vedere quanti di loro vestono firmato e hanno una paghetta che supera il mio (ormai quasi ex) stipendio lordo.

Aggiornamento

I gentili commentatori mi comunicano che si tratta di una banda mista di italiani e albanesi, a bassa scolarizzazione, di un ceto sociale disagiato, e non figlidipapà con fabbrichetta in zona industriale Ponterosso.
No, non credo minimamente che questo li scusi o li metta al riparo da qualsiasi giudizio.
Stronzetti.

Love and the City

inserito in Spot da Giulia il 20-12-04 alle 02:10

Ieri sera anche qui in Italia abbiamo fatto ciao con la manina a Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha. Non è stato un brutto commiato. Negli ultimi sei anni, nel bene e nel male, le quattro eterne ragazze della New York bene hanno contribuito a rivalutare la libertà sessuale delle donne, anche nell’esagerazione caricaturale. È stato bello vederle riconciliarsi, ognuna alla sua maniera, con i sentimenti.

Samantha, l’uomo con le tette, la predatrice golosa di esperienze, sembrava dovesse espiare i suoi peccati soccombendo a un cancro al seno. E invece no: invece di ucciderla, il tumore l’ha resa più forte, e perfino più felice. Una bella pernacchia al moralismo tradizionale che impone agli sceneggiatori di punire l’eroina tragica (vedi alla voce Jen Lindley). L’ultima immagine di Samantha la vede strillante e orgasmica: ce la portiamo via così, perché lei ha vinto. Ha scopato, abbandonato, usato, giocato, brigato, e comunque ha avuto tutto (incluso un fidanzato giovane e dolcissimo e profondamente innamorato di lei). Tiè. Alla faccia di chi ci vuol male.

Tutte e quattro hanno vinto e sono state ricompensate per sei anni di coraggiosa esplorazione. Carrie e Big sono diventati abbastanza saggi da capire che l’amore non nasce nei primi cinque minuti, ma nei successivi cinque anni. Charlotte ha trovato la pace, una bimba da allevare e una tribù a cui appartenere per sempre (”Siamo ebrei: ci è successo di peggio” dice al marito, con gentilezza, per consolarlo delle difficoltà che incontrano nell’adottare un figlio). E Miranda, ebbeh, Miranda ha imparato ad amare. La maggior parte di noi pensa di saperlo fare, e invece al massimo sa pretendere attenzione.

C’è chi si è lamentato di questo finale “buonista”, in cui Sex and the City diventa Love and the City, e le quattro eroine si congedano per prendere una strada diversa da quella battuta finora. E invece è così bello vederle andare via serene. I personaggi delle serie TV, specialmente quelli così vivi e veri, diventano un po’ come vecchi amici. E per i vecchi amici, in fondo, si desidera il meglio.

Ma veramente non ce l’avete ancora?

inserito in La Giulia consiglia da Giulia il 19-12-04 alle 10:19

mozblogbar.gif

Cose che si possono fare con la MozBlogBar:

- aggiungere i propri link preferiti senza aspettare gli aggiornamenti, e personalizzare la barra in modo che ci siano solo quelli (ma consiglio di tenere il set predefinito di SkidX, anche solo per utilizzare la funzione Random, che apre un blog a caso: si fanno scoperte meravigliose, come ad esempio questo post, alla faccia del Moige)
- organizzare i link in categorie
- controllare i feed (per chi li usa)
- vedere quali sono i blog più aggiornati (c’è un menu a tendina apposta)
- vedere quali siti di news sono aggiornati.

Il tutto, lo ripeto, è personalizzabile, a differenza della BlogBar per Explorer, che era una bella idea, ma rispetto alla quale la MozBlogBar rappresenta un miglioramento notevole.

Ovviamente, se non usate questo

firefox1.0.jpg

non scoprirete mai quanto è utile.

Un applauso e un ringraziamento a SkidX, che ha fatto tutto questo gratis et amore Dei.

Vittoria di Pirro (ma più che altro di Delio)

inserito in Spot da Giulia il 17-12-04 alle 02:03

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Pare proprio che io abbia preso un miserevole e allo stesso tempo stellare ex-aequo come “post con la piú completa interpretazione teorica del fenomeno indie”.
Miserevole perché un ex-aequo fra tredici persone è come prendere diciannove a un esame.
Stellare perché contro di me c’era anche il teorico delle Tracolle, per cui è come se avessi perso, ma la concorrenza aveva veramente i controcoglioni.

In puro stile DeCoubertiniano, espongo quindi il bannerino. Gli altri vincitori li trovate qui.

Que viva Delio!

Gente da evitare (se non stessero sempre fra i piedi)

inserito in Triste mondo malato da Giulia il 17-12-04 alle 10:48

Lo sapevate che, nonostante Stonewall e decenni dopo che l’OMS ha tolto l’omosessualità dalla lista delle malattie, essere gay, felici e perfettamente inseriti nella società non è giusto e nemmeno bello?
Non lo sapevo neanche io, ma l’ho scoperto oggi qui, ed ora sono illuminata.

Si tratta, dopotutto, della stessa gente che, tramite il suo corso di “educazione sessuale”, ci fornisce preziose indicazioni come:

La contraccezione è per sua natura – come del resto il termine stesso esprime – contro qualcosa. Ciascun metodo è infatti contro una delle sei fasi del processo procreativo umano, che è un processo naturale.

Come si è già detto a proposito dell’aborto, ogni azione contro un normale processo naturale rappresenta sempre in qualche misura una violenza alla fisiologia e quindi all’equilibrio dell’organismo sano, di per sé perfetto. Introduce pertanto un disordine, di lieve o di grande entità, che non può mai rimanere senza conseguenze, vuoi psichiche o fisiche o entrambe.

Perché dire che la contraccezione è peccato e fa piangere Gesù, quando si sa benissimo che il terrorismo psicologico funziona molto meglio?
L’importante è non supportare mai le proprie tesi con dati statistici, fatti o studi, per evitare smentite, ed appoggiarsi sempre al “si sa” e “si dice”.

Ma quale gente da evitare. Cosa sarebbe la nostra vita, senza di loro?
Da chi potremmo attingere saggezza?

Mo’ viene Natale

inserito in Target du jour da Giulia il 15-12-04 alle 07:30

A scuola non si fa più il presepe. O meglio, c’è chi non lo vuole più fare sulla base del fatto che la scuola è un istituzione laica che deve mantenere un’equa distanza fra le religioni, e in Italia il cristianesimo non è più l’unica religione da un bel pezzo.

Vengo da una famiglia in cui si cambia confessione a generazioni alterne (da cattolici a valdesi e ritorno, più volte), e nonostante sia battezzata, comunicata e cresimata non posso proprio dire che il mio sia un retroterra di incrollabile dogmatismo religioso. Da quando ero bambina, però, ricordo davvero pochi Natali in cui mia madre non abbia sgomberato il soggiorno per mettere su giganteschi diorama, ogni anno più complessi e rasenti l’opera di ingegneria civile, con fiumi di acqua vera, lucine tremolanti a simulare il fuoco nella grotta, case di cartapesta a più piani, statuine di gesso d’epoca ridipinte a mano quando sbiadivano, e l’immancabile Sagrada Familia con bambinello in posa benedicente dentro la mangiatoia. (Anni dopo, nella mia tarda adolescenza, avremmo teorizzato insieme anche la creazione di una famiglia con Madonna sdraiata e sudaticcia e pupetto rugoso e urlante).

Il presepe, in mano a mia madre, passa da simbolo religioso ad opera di creatività con influenze iperrealiste. Per anni, mia sorella ed io l’abbiamo assistita, mandandola in bestia con la nostra abitudine di giocare con le statuine come se fossero bambole, inventando storie e attribuendo nomi.

La commemorazione della nascita di una persona che ha cambiato il corso della storia - che ne avesse o meno la consapevolezza non è in discussione, qui: dopo di lui è cambiato tutto, e questo è un fatto - non manca di rispetto ad alcuna religione. I bambini musulmani celebrano un loro profeta, i bambini cristiani l’incarnazione terrena del loro Dio, e quelli ebrei o atei non sono costretti a credere nella natura divina del bimbetto sorridente nella mangiatoia. Tutti, però, possono costruire casette, disporre muschio, mettere pecorelle dietro ai pastori e collocare i Magi su un mobile un po’ distante dalla grotta, “perché stanno arrivando”. Tutti possono ricordare la storia di una nascita importante. E poi andare a casa ed essere della religione che preferiscono.

Dato che importiamo dall’America ogni sorta di festa inutile, incluso un Thanksgiving che non ci riguarda minimamente, mi risulta difficile vedere il problema della costruzione di un presepe in una scuola. Metterlo sullo stesso livello delle lezioni di catechismo (quelle sì, inopportune) e della presenza di un crocifisso in un’aula (su cui si può discutere, ma che comunque non porta vantaggi a nessuna delle due parti) mi pare sterile.

Quest’anno mia madre non ha messo il fiume con l’acqua vera. A me un po’ dispiace.