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	<title>Sai tenere un segreto? &#187; Sorelle d&#8217;Italia</title>
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		<title>Se non le donne, magari anche tutti gli altri</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 13:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi le donne italiane &#8211; o meglio, le donne italiane che hanno aderito al movimento Se non ora, quando? &#8211; tornano in piazza. Io, questa volta, non ci sarò. I motivi della mia (temporanea?) disaffezione al movimento non sono molto complessi, o forse lo sono e non ho finito di decodificarli: al momento, però, mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saitenereunsegreto.com/wp-content/se-non-ora-quando.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2187" title="se non ora quando" src="http://www.saitenereunsegreto.com/wp-content/se-non-ora-quando-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Oggi le donne italiane &#8211; o meglio, le donne italiane che hanno aderito al movimento <a href="http://www.senonoraquando.eu/" target="_blank">Se non ora, quando?</a> &#8211; tornano in piazza. Io, questa volta, non ci sarò.</p>
<p>I motivi della mia (temporanea?) disaffezione al movimento non sono molto complessi, o forse lo sono e non ho finito di decodificarli: al momento, però, mi sembrano riassumibili nel fastidio che provo e ho sempre provato nei confronti del grazioso angolo arredato con gusto in cui ogni movimento femminista finisce per confinarsi, semplicemente per la sua incapacità o paura di parlare a tutti. SNOQ è partito, mi pare, in un momento di stizza collettiva in cui i cittadini ambosessi si sono uniti per protestare contro una smaccata, platealissima cultura della figa come commodity, che per carità, ognuna poi ci fa quello che vuole, ma non può essere che l&#8217;idea generale sia &#8220;Se sei racchia te ne devi stare a casa&#8221;. Andrà bene per le Terry De Nicolò, che si credono superiori per aver saputo attribuire al loro organo genitale un valore di mercato e che si agitano disperate all&#8217;idea che il sistema di cui sono parassiti possa subire degli scossoni. Le Terry De Nicolò campano solo finché ci sono uomini disposte a comprarsele: andrà bene per loro, va un po&#8217; meno bene per noi che magari ci siamo scelte altri rami. Belle o racchie che siamo. E non ci va di essere ridotte all&#8217;attrattiva sessuale, allo stato civile, alla disponibilità a civettare e dimostrare compiacenza a tempo pieno.</p>
<p>Comunque.</p>
<p>Il mio problema attuale con SNOQ è che non posso e non voglio fare il passaggio da &#8220;Se non ora, quando?&#8221; a &#8220;Se non le donne, chi?&#8221; È un messaggio che mi pare intriso del peggior sessismo benevolo &#8211; ah, le donne, che esseri meravigliosi capaci di tenere in piedi famiglia e affetti [inserire a piacimento retorica mutuata da quello che io chiamerei il "maschilismo simpatico": quello che, invece di considerarti persona, ti considera incarnazione di ineffabilità e ti piazza su un piedistallo così alto che per scendere puoi solo schiantarti] e soprattutto che mi segnala il solito problema delle iniziative promosse dalle donne: e cioè che parlano solo alle altre donne. Quelle che si alzano in piedi per protestare hanno sempre più la tendenza a confinare il loro discorso al loro stesso genere: hanno paura, mi pare, di mettersi alla testa di un movimento rivolto a tutti, come sarebbe ormai ben più che possibile.</p>
<p>Sento puzza di nostalgia di tempi più gloriosi, della stagione in cui per una volta ci era concesso essere incazzate in pubblico. Adesso non si può, è poco fine. E non mi piace: la rabbia la condivido, la nostalgia per niente. Avverto anche una clamorosa assenza di senso dell&#8217;umorismo, che è sempre segnale di impotenza: se non puoi ridere in faccia a chi ti insulta è perché sei in una posizione debole. Incazziamoci, ok. Ma riserviamoci il diritto di ridere di noi, di ridere di tutto.</p>
<p>Il femminismo dei diritti l&#8217;abbiamo fatto: manca ancora qualcosa e tocca difenderne delle altre (tipo l&#8217;aborto), protestare contro altre ancora (a proposito, una cosa a <a href="http://www.ilpost.it/2011/10/31/le-100-proposte-di-matteo-renzi/" target="_blank">Matteo Renzi</a> la vorrei dire: con il part-time o le agevolazioni fiscali per le &#8220;mamme che lavorano&#8221; NON si fa la parità di niente. La parità si fa con pari diritti e doveri equamente distribuiti) e rinunciare ad alcuni privilegi ormai superati inscritti nel diritto di famiglia, che tende a favorire l&#8217;uscita delle madri dal mercato del lavoro, ché tanto una volta sposate c&#8217;è sempre l&#8217;assegno di mantenimento, qualunque cosa succeda. Queste sono cose di cui tenere conto, ma soprattutto bisogna smettere di parlare solo di noi a noi, e cominciare a parlare di società a tutti. La società, quel posto in cui anche noi viviamo insieme agli uomini. Essere femmine non ci impedisce di parlare a tutti, di fare discorsi generali che valgano per tutti, e di inserire i nostri diritti come persone in un quadro più ampio, in cui anche i maschi possano rimettere in gioco le regole a cui sono costretti. È finito il tempo dei discorsi parziali, ed è finito anche quello in cui il maschio parla per tutti e la femmina parla solo per sé.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/2515/se-non-le-donne-magari-anche-tutti-gli-altri/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il corpo dell&#8217;onorevole (altrove)</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 19:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[stracquadanio]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Sorelle d&#8217;Italia, qualche parola sul caso Stracquadanio. Sì, lui, quello che se una per caso si fosse prostituita per fare l&#8217;onorevole che problema c&#8217;è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.sorelleditalia.net" target="_blank">Sorelle d&#8217;Italia</a>, <a href="http://www.sorelleditalia.net/2010/09/13/il-corpo-dellonorevole/" target="_blank">qualche parola sul caso Stracquadanio</a>. Sì, lui, quello che se una per caso si fosse prostituita per fare l&#8217;onorevole che problema c&#8217;è.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/1958/il-corpo-dellonorevole-altrove/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La prima pietra (crossposting)</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 08:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho scritto una cosa (lunga, e forse non troppo coerente, ma abbiate pazienza) sulla questione di Sakineh Mohammadi Ashtiani e della repressione sessuale delle donne. Su Sorelle d&#8217;Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto una cosa (lunga, e forse non troppo coerente, ma abbiate pazienza) sulla questione di <a href="http://www.sorelleditalia.net/2010/08/29/la-prima-pietra/" target="_blank">Sakineh Mohammadi Ashtiani e della repressione sessuale delle donne</a>. Su <a href="http://www.sorelleditalia.net">Sorelle d&#8217;Italia</a>.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/1939/la-prima-pietra-crossposting/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Andiam, andiam, andiamo a lavorar</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 09:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fischiettando come l&#8217;ottavo nano, mi metto in spalla il piccone e vado alla BlogFest. Nel frattempo, su Stereogram, c&#8217;è un post che mi piacerebbe leggeste. Può essere che ci si risenta anche durante il fine settimana. E ricordatevi di votare per Sorelle d&#8217;Italia ai Macchianera Blog Awards!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fischiettando come l&#8217;ottavo nano, mi metto in spalla il piccone e vado alla <a href="http://www.blogfest.it" target="_blank">BlogFest</a>. Nel frattempo, su <a href="http://stereogram.menstyle.it" target="_blank">Stereogram</a>, c&#8217;è <a href="http://stereogram.menstyle.it/archive.php?eid=196" target="_blank">un post</a> che mi piacerebbe leggeste. Può essere che ci si risenta anche durante il fine settimana. E ricordatevi di votare per <a href="http://www.sorelleditalia.net" target="_blank">Sorelle d&#8217;Italia</a> ai <a href="http://www.macchianera.net/2008/09/08/macchianera-blog-awards-2008-3-la-votazione-finale/" target="_blank">Macchianera Blog Awards</a>!</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/1201/andiam-andiam-andiamo-a-lavorar/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Votantoniavotantoniavotantonia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 08:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Sorelle d&#8217;Italia sono nominate come Miglior Blog Collettivo ai Macchianera Blog Awards. Votateci perché ci siamo fatte il mazzo. Votateci perché abbiamo mantenuto le liti interne al minimo. Votateci perché siamo ancora vive dopo due anni. Votateci perché fra di noi siamo diventate anche amiche, anche quelle che prima non lo erano. Votateci perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saitenereunsegreto.com/wp-content/blogawards.png"><img class="size-full wp-image-1198 alignleft" title="blogawards" src="http://www.saitenereunsegreto.com/wp-content/blogawards.png" alt="" width="90" height="81" /></a>Le <a href="http://www.sorelleditalia.net" target="_blank">Sorelle d&#8217;Italia</a> sono nominate come <a href="http://www.macchianera.net/2008/09/08/macchianera-blog-awards-2008-3-la-votazione-finale/" target="_blank">Miglior Blog Collettivo</a> ai <strong>Macchianera Blog Awards</strong>. Votateci perché ci siamo fatte il mazzo. Votateci perché abbiamo mantenuto le liti interne al minimo. Votateci perché siamo ancora vive dopo due anni. Votateci perché fra di noi siamo diventate anche amiche, anche quelle che prima non lo erano. Votateci perché tenere un blog di genere in Italia, adesso, è faticosissimo. Votateci solo per vedere <a href="http://viscontessa.com" target="_blank">Vis</a> che ritira il premio (<a href="http://www.sorelleditalia.net/2007/05/27/abbiamo-vinto-la-bambolina/" target="_blank">l&#8217;altra volta</a> l&#8217;ho fatto io, questa volta mi sa che non potrei: vi spiegherò).</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/1197/votantoniavotantoniavotantonia-2/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>In attesa</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 19:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Babbo Natale, Scusa se ti scrivo con le occhiaie (so benissimo che puoi vederle, altrimenti come faresti a sapere se sono stata buona o cattiva?). E&#8217; che stamattina alle tre meno dieci è suonato il telefono di casa, e io non l&#8217;ho sentito ma Emiliano sì, ed è andato a prendere la chiamata e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Babbo Natale,</p>
<p>Scusa se ti scrivo con le occhiaie (so benissimo che puoi vederle, altrimenti come faresti a sapere se sono stata buona o cattiva?). E&#8217; che stamattina alle tre meno dieci è suonato il telefono di casa, e io non l&#8217;ho sentito ma Emiliano sì, ed è andato a prendere la chiamata e l&#8217;ho sentito dire &#8220;Ah, OK. Ma tu come stai? Tutto bene?&#8221;</p>
<p>Ho cominciato a strillare &#8211; in realtà mi uscivano solo sibili tipo scorreggia di zombie &#8211; &#8220;E&#8217; in travaglio? E&#8217; in travaglio?&#8221; E lui: &#8220;No, ha perso le acque, ma era tranquilla: ti ha chiamato lei, infatti, stava andando in ospedale.&#8221;<br />
Mi sono alzata barcollando dal letto, ho raggiunto il telefono, digitato il numero di casa dei miei, e sempre con la voce da golem ho detto una cosa tipo: &#8220;Domani salto sul primo treno e arrivo.&#8221;</p>
<p>Per il resto della notte non ho dormito quasi niente, e ho avuto degli incubi orrendi che avevano tutti a che vedere con il fatto che in realtà non stavo dormendo. Stamattina, appena mi è stato umanamente possibile, mi sono alzata. Dopo quindici secondi mi sono rimessa a letto, bofonchiando &#8220;Noncelafaccio noncelafaccio&#8221;. Si vede che non era così umanamente possibile.</p>
<p>Al telefono mi hanno rassicurata: &#8220;Tranquilla, fai in tempo, puoi venire anche domani.&#8221; All&#8217;una meno dieci ero sul treno, perché il primo nipote non ti nasce esattamente tutti i giorni. Ho guardato il finale di <em>Heroes </em>(una cagata) e proiettato vari film mentali sul momento della nascita di Prosciuttino, come ho deciso di chiamarlo da adesso fino a che non esce e vedo che faccia ha, e soprattutto ho conferme sul sesso. Ho finito <em>Man Walks into a Room</em> di Nicole Krauss (così-così). Ho cambiato treno a Mestre e fatto un pezzo di viaggio davanti a una coppia padre-figlia di triestini, che mi hanno ricordato tutti i motivi per cui ho lasciato Trieste. E alla fine di tutto questo, con una pipì poco degna di un golem e al fianco di un papà-quasi-nonno visibilmente emozionato, sono andata al Policlinico, dove mia sorella sta per partorire, forse, sì, quasi, non si capisce.</p>
<p>Le ho tenuto la mano per due interminabili minuti di contrazione, io da una parte, suo marito dall&#8217;altra, e a vederla soffrire in quel modo mi veniva da piangere. Non sono fatta per i parti altrui. Probabilmente non sono fatta neanche per il mio (&#8220;Fate a tutte l&#8217;epidurale!&#8221;) Dentro la stanza eravamo già in cinque: lei, il marito, le due sorelle (di lui e di lei) e Prosciuttino, il cui battito cardiaco rimbombava come il galoppo di una mandria di bufali.</p>
<p>Papà-quasi-nonno e io siamo tornati a casa, in attesa. Anche perché mamma-quasi-nonna ci ha praticamente cacciati via, sostenendo che eravamo in troppi. Ho protestato: se non mi chiamano quando sta per nascere, mi arrabbio. Voglio esserci, quando lo porteranno fuori, in tutta la sua gloria di personcina miniaturizzata.</p>
<p>Caro Babbo Natale, quest&#8217;anno sono stata abbastanza buona. Ho sopportato molte porcate gratuite e tenuto duro in momenti difficili. Se decidi di portarmi qualcosa, va bene tutto.<br />
Basta che quando entri dal camino non svegli Prosciuttino.</p>
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		</item>
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		<title>&#8220;E perché no?&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 14:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è molta buona volontà, in questo thread di Style.it. E tuttavia, alla domanda: &#8220;perché ami il tuo corpo o, in ogni caso, perché una donna dovrebbe farlo?&#8221; non mi viene da rispondere molto più di &#8220;Perché no?&#8221; Molta buona volontà, ma non dovrebbe essere scontato, per così dire, amare il proprio corpo? OK, non lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è molta buona volontà, in questo <a target="_blank" href="http://life.style.it/forum/viewtopic.php?t=3904&#038;sid=Q1WMuxdT72fh3Ue">thread </a>di <a target="_blank" href="htp://www.style.it">Style.it</a>. E tuttavia, alla domanda: <span style="font-weight: bold">&#8220;perché ami il tuo corpo o, in ogni caso, perché una donna dovrebbe farlo?</span>&#8221; non mi viene da rispondere molto più di &#8220;Perché no?&#8221;</p>
<p>Molta buona volontà, ma non dovrebbe essere scontato, per così dire, amare il proprio corpo? OK, non lo facciamo così tanto, altrimenti l&#8217;industria cosmetica avrebbe già dichiarato fallimento (o comunque le creme antirughe non costerebbero così tanto). Ma chiedere di specificare <em>perché si dovrebbe amare il proprio corpo</em>, dando per scontato che lo si odii e ci ci voglia una buona, anzi, una ottima ragione per amarlo (al punto che le ragioni migliori sono considerate degne di pubblicazione); che sia insomma necessario motivarci reciprocamente a qualcosa di così banale da non essere nemmeno un vero argomento di conversazione, ecco, mi pare segnali un sacco di cose, nessuna delle quali positiva. Nonostante la buona volontà.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/1005/e-perche-no/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il bello delle donne</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 18:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sorelle d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Spot]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ho creato un mostro&#8221;, dice Roberta, del suo libro Manicure Corner. Me lo dice il giorno in cui andiamo insieme a presentarlo alla sua comunità natale, quella di Procida, in una sala consiliare strapiena di gente, solo posti in piedi e un dibattitone vivacissimo che non finisce più. Scrivendo questo libro, Roberta Scotto Galletta dice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ho creato un mostro&#8221;, dice <a target="_blank" href="http://www.lofaanchebaricco.splinder.com">Roberta</a>, del suo libro <a target="_blank" href="http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_libro=978-88-518-0095-6"><em>Manicure Corner</em></a>. Me lo dice il giorno in cui andiamo insieme a presentarlo alla sua comunità natale, quella di Procida, in una sala consiliare strapiena di gente, solo posti in piedi e un dibattitone vivacissimo che non finisce più.</p>
<p>Scrivendo questo libro, Roberta Scotto Galletta dice anche di essersi divertita un mondo. Per realizzarlo, ha applicato una sorta di Metodo Stanislavskij: si è documentata sulla teoria e la pratica della bellezza femminile, vi si è immersa, l&#8217;ha studiata e utilizzata su se stessa, e solo dopo una lunga osservazione ha cominciato la stesura della sua storia. Il risultato è un ritratto agghiacciante dell&#8217;immensa carta moschicida su cui si agitano le donne, un trappolone mortale che promette gratificazione e sicurezza solo attraverso la <em>beautification </em>forzata. Una taglia 46 infelice può essere una taglia 46 felice solo cambiando vestiti; dimagrire dà soddisfazione perché permette di indossare una gamma più vasta di abiti; &#8220;fare pace con lo specchio&#8221; è l&#8217;unico modo per uscire a testa alta nel mondo; la felicità è applicare perline sulle unghie finte. Persino la cultura, in <em>Manicure Corner</em> (e per estensione, nella vita di molte donne) è poco più che un mezzo per fare buona conversazione: al salone &#8220;Parole e Bellezza&#8221;, le &#8220;parole&#8221; sono quelle dei classici ottocenteschi che le clienti leggono allo scopo di perfezionarsi nella propria funzione di graziosissimi animali da salotto.</p>
<p>Per chiunque si sia posta una o due domande sulla necessità della seduzione perpetua, <em>Manicure Corner</em> è una lettura fisicamente dolorosa. Scritto in una lingua ellittica, dove le frasi si chiudono spesso con una congiunzione (lasciando ai personaggi, e al lettore, il compito di completarle e realizzare appieno il proprio grado di appartenenza a un sistema che non richiede troppe spiegazioni), ricco di minuziose descrizioni su procedure di chirurgia plastica, ricostruzione unghie, selezione di biancheria intima appropriata e abiti di taglio azzeccato, il romanzo incornicia una comunità-gineceo incapace di o impossibilitata ad affrancarsi da tradizioni millenarie, che le indirizzano inevitabilmente su un binario di matrimonio e maternità obbligatori, in cui l&#8217;amore non è splendida rivelazione del sé tramite l&#8217;altro, ma completamento dell&#8217;<em>ensemble</em> con cui apparire in società, effettuato con la collaborazione di uomini-borsetta dall&#8217;impatto emotivo pressoché nullo. L&#8217;harem di <em>Manicure Corner</em> è profondamente infelice, e frequenta il salone (o lo gestisce) nel tentativo di darsi un po&#8217; di sollievo con l&#8217;adeguamento della propria immagine riflessa al canone introiettato di fascino muliebre. Lo specchio, per definizione, non è il <em>nostro </em>sguardo: è lo sguardo degli altri, è il mezzo attraverso cui controlliamo come verremo visti, o pensiamo di essere visti, e di conseguenza giudicati. Il gioco della bellezza (così divertente se praticato come tale) diventa disciplina, imposizione, necessità allo scopo di rendersi &#8220;migliori&#8221;, restando di fatto sempre uguali a se stessi.</p>
<p>Non c&#8217;è redenzione, in <em>Manicure Corner</em>: le sue protagoniste, prive anche solo di un nome di battesimo, si illudono di controllare la propria vita e se stesse applicando una minuziosa critica dell&#8217;aspetto fisico a se stesse e alle altre, e nel farlo si trattengono a vicenda nella trappola predisposta per impedire loro di vedere oltre, figurarsi un orizzonte e altri mondi da esplorare. La concentrazione di pensieri dedicati al proprio &#8220;stile&#8221;, che nella vita di una donna normale è diluita da preoccupazioni e attività di altro genere (quando non proprio assente), diventa quasi intollerabile nella narrazione della manicurista che osserva il fluire della storia. Con una tale fissazione nel cervello, sembra impossibile riuscire ad occuparsi di altro, studiare, laurearsi, affermarsi, entrare nel mondo grande: la cura di sé, a farla bene, è un&#8217;attività a tempo pieno.</p>
<p><em>Manicure Corner</em> è questo: una raffigurazione precisissima e spietata di quello che ci tiene inchiodate a terra, dandoci contemporaneamente l&#8217;illusione del volo.</p>
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		<title>Ci chiamano bambine</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Nov 2007 10:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sorelle d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Spot]]></category>

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		<description><![CDATA[A un certo punto entra Elena Gianini Belotti, e parte un applauso commosso. Ma a questo punto, quello dell&#8217;ingresso (peraltro silenzioso: la signora era seduta dietro di me da almeno dieci minuti, quando Loredana l&#8217;ha chiamata in causa) siamo già piuttosto avanti nella presentazione di Ancora dalla parte delle bambine, seguito nemmeno troppo ideale del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A un certo punto entra Elena Gianini Belotti, e parte un applauso commosso. Ma a questo punto, quello dell&#8217;ingresso (peraltro silenzioso: la signora era seduta dietro di me da almeno dieci minuti, quando <a target="_blank" href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/">Loredana </a>l&#8217;ha chiamata in causa) siamo già piuttosto avanti nella presentazione di <a target="_blank" href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5000924"><em>Ancora dalla parte delle bambine</em></a>, seguito nemmeno troppo ideale del classico<em> Dalla parte delle bambine</em>. Che purtroppo non viene fatto leggere nelle scuole, perché ancora &#8211; o forse di nuovo, a più di trent&#8217;anni dalla sua pubblicazione &#8211; pericoloso e destabilizzante per la rigida binarietà in cui, nel 2007, si tenta di incastrare i sessi. Bambine rosa e bambini azzurri, bambole da una parte e costruzioni dall&#8217;altra, giornaletti in cui si spiega per filo e per segno come truccarsi per le piccole future vallette, e giochi all&#8217;aperto per i loro futuri compagni.</p>
<p>Si è messa molta carne al fuoco. La seduzione precoce. La crescita della violenza sulle donne. Il condizionamento precoce a livello subliminale, tramite i libri di scuola. La percezione, nettissima, che le bambine stiano tornando a chiudersi nel loro ghetto di tulle e sogni piccoli, mentre per i maschi si dà per scontato che giochino all&#8217;aperto, che siano avventurosi, intraprendenti, vincenti (con tutto quello che la vittoria, o meglio, l&#8217;assenza di sconfitta comporta). Si è riparlato di quella storia delle <a target="_blank" href="http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/941/facciamo-che-io-andavo/">Winx</a>, già che c&#8217;era anche il <a target="_blank" href="http://thepetunias.it/blog/">Petunio</a>. Si sono dette tante cose, delle quali vorrei poter parlare, e quasi sicuramente lo farò. Del resto, lo stiamo già facendo da un po&#8217;, qui e <a target="_blank" href="http://www.sorelleditalia.net">altrove</a>. L&#8217;ideale sarebbe continuare a farlo, ma non solo tra di noi, come si faceva nei collettivi femministi degli anni &#8217;70: è venuta l&#8217;ora, ed è venuta da un po&#8217;, di coinvolgere gli uomini.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/999/ci-chiamano-bambine/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>C&#8217;è un dottore in sala?</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Sep 2007 11:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sorelle d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Target du jour]]></category>
		<category><![CDATA[Triste mondo malato]]></category>

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		<description><![CDATA[Paura, terrore, raccapriccio: ci sono troppe donne negli ospedali! Di questo passo, gli uomini dovranno farsi visitare da una donna! Che orrore. E se un giorno lontano gli uomini dovessero andare dall&#8217;urologa? Già ci vanno malvolentieri, a farsi visitare. Figurarsi se riuscirebbero a tirare fuori l&#8217;impianto idraulico davanti a una signora. E come faranno, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paura, terrore, raccapriccio: ci sono <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/26/troppe_donne_tra_i_medici.shtml">troppe donne negli ospedali</a>! Di questo passo, gli uomini dovranno farsi visitare da una donna! Che orrore. E se un giorno lontano gli uomini dovessero andare dall&#8217;<em>urologa</em>? Già ci vanno malvolentieri, a farsi visitare. Figurarsi se riuscirebbero a tirare fuori l&#8217;impianto idraulico davanti a una signora. E come faranno, le fragili signore, a conciliare famiglia ed esercizio della professione medica? (Suggerimento:<em> come fanno adesso</em>.) Però le quote azzurre no, per carità, non serve: tanto, alla dirigenza ci sono sempre loro. Lì non c&#8217;è proprio da preoccuparsi. Nel frattempo, però, si convocano vertici per far fronte all&#8217;emergenza: l&#8217;invasione degli ultracorpi-donna è tanto dirompente che entro pochi anni otto camici bianchi su dieci saranno indossati da <em>femmine</em>.</p>
<p>Non so, mi pare di ricordare, vagamente, che nei decenni precedenti la maggior parte dei medici fossero maschi, inclusi i ginecologi, e che le donne, tuttavia, andassero a farsi visitare lo stesso e ci vadano tuttora, se il medico è di loro fiducia. Perché il ginecologo mica è lì per giudicare come la usi, l&#8217;attrezzatura. E&#8217; lì per curarla e fare in modo che funzioni.</p>
<p>A me, questo, più che un problema dei pazienti sembra un problema dei medici stessi. Che ignominia, che umiliazione essere scacciati dalle proprie roccaforti di prestigio da un branco di donne. Che mondo sottosopra, quello dei medici femmina e degli infermieri maschi. Dovevate magari pensarci prima, qualche anno fa, quando è uscita la notizia che la maggioranza dei laureandi in medicina era portatrice di utero. Anche mia cugina, studentessa, me l&#8217;aveva detto: siamo tutte ragazze. Fra qualche anno si comincerà a vedere.</p>
<p>Beh, ecco qua.</p>
<p><font size="1">(via <a target="_blank" href="http://www.sorelleditalia.net/2007/09/29/troppe-donne-medico/">Sorelle d&#8217;Italia</a>; sullo stesso argomento, con la consueta ferocia, <a target="_blank" href="http://michelamurgia.altervista.org/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=146&#038;Itemid=2">Michela</a>.)</font></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/956/ce-un-dottore-in-sala/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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