Disappearing act

pubblicato da Giulia giovedì, settembre 6, 2007 9:35
Aggiunto alla categoria Sono fatti miei
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E’ stata un’estate un po’ del cazzo. Non per tutti, ovviamente, non cerco di generalizzare. Ma per quanto mi riguarda, fatti salvi alcuni momenti lieti, avrei preferito saltare a piè pari una bella fetta di luglio e tutto agosto, e correre direttamente a settembre.

Non vi sto a elencare i motivi, sono diversi e variegati e non tutti legati a circostanze oggettive. E comunque agosto se n’è andato, e Dio sa quanto mi sento meglio. Lo sa talmente bene che ha mandato anche il freddo a schiarirmi le idee. Non tutto quello che mi affliggeva a luglio e agosto è risolto, ma del resto alcune cose sono lì da prima che quest’estate rovente e immobile mi togliesse temporaneamente la gioia di vivere. Altre cose spero si risolvano prossimamente. Ma questo momento – il momento in cui tutto è aperto – è sempre un momento di grazia. Di splendore terrore, per prendere a prestito un titolo di Moltheni. Il momento in cui, anche in questa città chiusa e soffocante, si ha la sensazione dell’orizzonte.

Ci voleva un rito di passaggio. Capita quindi a pennello, questa mini-fuga a Londra con concerto dei Jesus and Mary Chain e visita a Valido e Marta. E pranzo con una delle mie più antiche amicizie, la coppia Antonella-Harrie. Ai quali ho chiesto esplicitamente di tirare fuori tutti gli aneddoti imbarazzanti sulla mia persona: mi conoscono rispettivamente da sedici e quattordici anni. Ne sanno, come si suol dire.

Ce ne andiamo via la prima settimana di settembre, quando tutti cominciano a rassegnarsi all’idea che fino a Natale non ci si muove. Giusto pochi giorni, domenica sera siamo di nuovo qua. Ché poi a Natale io sarò impegnata 24 ore a fare la zia di Leonina o Caterardo, ancora non si sa e quella testona di mia sorella non lo vuole sapere.

Ho davanti un autunno durissimo. Scappo adesso, ché poi non se ne parla più.

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