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	<title>Commenti a: L&#8217;Italia con i braccioli</title>
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		<title>Di: &#187; Bamboccioni a chi?</title>
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		<dc:creator>&#187; Bamboccioni a chi?</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 10:47:21 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Quanto ho scritto questo post, che peraltro non si sognava di negare l&#8217;esistenza di un&#8217;oggettiva difficoltà per i giovani italiani ad uscire di casa (Dio sa che anche qua ci son periodi di magra in cui si prega pure il suo collega Vishnu perché mandi lavoro), mai e poi mai mi sarei immaginata che mi sarei sentita far eco in maniera così pesante e paternalistica da Tommaso Padoa Schioppa. E che il suo &#8220;bamboccioni&#8221; mi avrebbe fatta innervosire così tanto, specialmente se collegato a provvedimenti di fatto un po&#8217; ridicoli (cinquecento euro all&#8217;anno di sgravio sull&#8217;affitto? Aaaaa, capirai). Del resto, oh, avendo sfiorato la rissa in diretta con Luca Barbareschi proprio su questo argomento, non si può dire che io stia esattamente su una piattaforma di indifferenza o sufficienza. Se dite &#8220;precario&#8221;, anche io dico &#8220;presente&#8221;. Deve essere un po&#8217; il principio secondo cui i neri d&#8217;America fra loro si chiamano nigger, e gli omosessuali &#8220;frocio&#8221;, ma se lo fa qualcuno che non appartiene al loro gruppo si incazzano. E giustamente, pure: perché le parole mutano significato a seconda di chi le usa. Pertanto, se uno di noi dice &#8220;Avanti, bamboccioni, uscite da casa&#8221; gli applausi sono tanti quanto i fischi. Perché è un grido di battaglia, non una considerazione di disprezzo: è un incitamento a remare stando tutti nella stessa fragile barchetta. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Quanto ho scritto questo post, che peraltro non si sognava di negare l&#8217;esistenza di un&#8217;oggettiva difficoltà per i giovani italiani ad uscire di casa (Dio sa che anche qua ci son periodi di magra in cui si prega pure il suo collega Vishnu perché mandi lavoro), mai e poi mai mi sarei immaginata che mi sarei sentita far eco in maniera così pesante e paternalistica da Tommaso Padoa Schioppa. E che il suo &#8220;bamboccioni&#8221; mi avrebbe fatta innervosire così tanto, specialmente se collegato a provvedimenti di fatto un po&#8217; ridicoli (cinquecento euro all&#8217;anno di sgravio sull&#8217;affitto? Aaaaa, capirai). Del resto, oh, avendo sfiorato la rissa in diretta con Luca Barbareschi proprio su questo argomento, non si può dire che io stia esattamente su una piattaforma di indifferenza o sufficienza. Se dite &#8220;precario&#8221;, anche io dico &#8220;presente&#8221;. Deve essere un po&#8217; il principio secondo cui i neri d&#8217;America fra loro si chiamano nigger, e gli omosessuali &#8220;frocio&#8221;, ma se lo fa qualcuno che non appartiene al loro gruppo si incazzano. E giustamente, pure: perché le parole mutano significato a seconda di chi le usa. Pertanto, se uno di noi dice &#8220;Avanti, bamboccioni, uscite da casa&#8221; gli applausi sono tanti quanto i fischi. Perché è un grido di battaglia, non una considerazione di disprezzo: è un incitamento a remare stando tutti nella stessa fragile barchetta. [...]</p>
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