Köszönöm

pubblicato da Giulia venerdì, agosto 18, 2006 11:08
Aggiunto alla categoria Sono fatti miei

Budapest non è pronta per l’euro. Grande, spaziosa e in buona parte bella da togliere il fiato (anche se il bel Danubio non è proprio blu, e certi quartieri di Buda non proprio attraenti), servita da una rete di mezzi pubblici efficientissima, maestosa senza essere soffocante, la capitale dell’Ungheria appare in tutto e per tutto moderna ed europea, posto che l’aggettivo possa significare qualcosa. Il suo ingresso nella moneta unica è programmato per il 2011, e questo dovrebbe dare agli ungheresi un po’ di tempo per attrezzarsi spiritualmente: perché allo stato attuale delle cose, l’Unione europea sembra essere un concetto alieno.

Un po’ li si capisce: guidati in guerra dai poeti, fino a cinquant’anni fa quasi sempre oppressi da questa o quella potenza, costretti a posporre di vari decenni il lutto per la morte di migliaia dei loro cittadini – incluso il Primo Ministro Nagy – nella rivolta contro il regime comunista sovietico. Indossano l’identità nazionale con fierezza, si celano dietro una lingua pressoché impenetrabile, una sorta di finlandese-misto-slavo che in dieci giorni abbiamo appena appena imparato a leggere (ma a che serviranno tutti quegli accenti?) e hanno verso i turisti un atteggiamento quasi di fastidio. O sei dentro o sei fuori: se non parli ungherese, sei decisamente fuori. Farsi capire, in inglese e meno che mai in italiano, è complicatissimo. Loro fingono di non comprendere, gesticolano e sparano raffiche di sillabe, e a volte ricorrono al tedesco. Non aiuta. Il raffronto con Roma, Venezia o Firenze fa affiorare una differenza fondamentale: cartelli e indicazioni sono in una lingua sola, praticamente ovunque. Voci incorporee pronunciano parole misteriose dagli altoparlanti nei mezzi di trasporto: potrebbero dirci che dobbiamo cambiare linea, che la fine del mondo è imminente o che viaggiare senza biglietto è punibile con duecento sferzate. Non lo sapremo mai.
Del resto, la necessità di comunicare in lingue diverse non è urgente. Le facce sulla metropolitana si somigliano più o meno tutte: c’è pochissima immigrazione, e le minoranze sono per la maggior parte autoctone. Chi arriva, si capisce, impara l’ungherese e mosca. O sei dentro o sei fuori, appunto.

Budapest ha tutto, di certe cose anche troppo: c’è un McDonald’s o un Burger King dietro ogni angolo, e il gyros – equivalente greco del kebab – sembra essere il fast food nazionale. Un altro genere, per così dire, di conforto che pare abbondare sono le prostitute e le entraineuse. Delle prime non abbiamo visto traccia in tutta la vacanza, nonostante ci fosse chi sosteneva che a Budapest “con ventisei euro te ne scopi tre”, come in una superpromozione all’ipermercato locale. Altre fonti hanno chiarito che il tre-per-uno del sesso mercenario è reperibile solo per i veri esperti. Per l’italiano medio, pollo, assatanato ed emotivamente disabile, il prezzo si aggira intorno all’equivalente di 400 euro. Va anche detto che nessuno di noi è entrato in una delle cosiddette “porno house” sparpagliate per Pest, o in un uno di quei centri massaggi dove per un piccolo extra la mano della masseuse va oltre la cintola. Se non cerchi, non trovi.
Le entraineuse sono più visibili. Coppie di ragazze vestite e truccate come per una normale passeggiata in centro, che camminano su e giù per la strada davanti ai locali. A volte sono loro a fermare i turisti; più spesso, però sono i turisti (frequentemente italiani, anzi: a fidarci del nostro campione statistico, tutti italiani) ad apostrofarle, sperando nel famoso tre-per-uno, o almeno in un altrettanto economico due-al-prezzo-di-uno. Le signorine esibiscono mezzi sorrisi, li guidano dentro un locale, e poi li abbandonano nelle mani di altre colleghe, oppure si occupano personalmente di farli bere a prezzi stratosferici. Alla fine della serata, loro (o le colleghe) prendono la stecca sulle consumazioni, e il pollo si trova alleggerito di qualche centinaio di euro in alcolici, senza aver concluso nulla. Postilla tecnica: per ubriacarsi a Budapest ci vogliono pazienza e portafogli, dato che per legge i superalcolici sono serviti con un misurino in quantità molto modeste. Se siete così fessi da farvi adescare da una di queste PR, sappiate che annegare la delusione nella palinka vi costerà un bel po’.

Ben più soddisfacente, sotto tutti i punti di vista, è la visita alle terme locali. Quasi tutti vanno allo stabilimento Gellért (si trova in Szt Gellért ter), collocato all’interno di un immenso e splendido albergo in stile Art Nouveau. I prezzi scritti sulla tabella posta nella lobby non hanno niente a che vedere con quelli effettivi, per cui lasciate perdere e chiedete alla cassa. Per circa dieci euro a persona si possono trascorrere ore e ore dentro le piscine di acqua calda, stufarsi a puntino nel bagno turco e (per un extra) farsi fare anche un massaggio. Si esce con la pelle distesa e rosea di un infante e l’animo alleggerito dai mali del mondo. Un consiglio: se non vi piace stare soli, andateci con amici e amiche del vostro sesso, perché buona parte delle vasche e i bagni turchi sono separati, in rigido stile teresiano. Dalla parte delle donne, è possibile ammirare nudità in vario grado di stagionatura, dal molto giovane e antigravitazionale al molto anziano e afflosciato. Tutte possiedono una loro poetica bellezza, quella del corpo contento.

Per il resto del tempo, si può sempre mangiare. Il gulyas (piatto nazionale: altrove lo scrivono goulash o gulash, ma sempre quello è) rimane un grande favorito del turista. E’ proprio nella gastronomia che si vede più forte l’impronta dell’impero Austro-Ungarico che collega l’Ungheria agli altri territori sotto il dominio di Maria Teresa: a Trieste come a Budapest, il gulash si serve con gli gnocchi, e lo strudel impera. I prezzi sono ancora contenuti: con l’equivalente di venti euro (circa cinquemila fiorini) si mangia da star male, anche perché le porzioni sono roba da orchi.

Budapest non è pronta per l’euro, e in queste condizioni non se la passa male. I turisti arrivano, anche se per comunicare devono attingere al repertorio di Marcel Marceau, dribblare i tentativi di frode dei tassisti (concordate il prezzo della corsa prima di salire, sempre!), lottare per farsi dare i resti da negozianti usi a fare la cresta su tutto, affrontare la sgarberia congenita di chiunque sopra i quarant’anni (i giovani sembrano più disponibili e qua e là si fanno scappare un sorriso), e trovare ostelli dove i bagni non puzzino inesorabilmente di cesso chimico, se non peggio.
Ma arriverà anche l’euro, e tutto, o quantomeno molto, cambierà.

Quella del titolo, per inciso, è una delle poche parole che siamo riusciti ad imparare. Significa “grazie”.

Commenti e ping chiusi.

9 commenti to “Köszönöm”

  1. sanvalentino says:

    agosto 18th, 2006 at 4:25

    Dicono che somigli parecchio al finlandese, la strana lingua.

    Ma a te il pippone su trianon e il fatto che una volta l’Europa, almeno quella centrale, era praticamente tutta in territorio ungherese, l’hanno fatto?

  2. miic says:

    agosto 18th, 2006 at 5:00

    l’incredibile sgarberia degli ungheresi ha colpito anche me. per le terme, suggerisco anche la piscina calda all’aperto nel grande parco della città (non ricordo il nome, porc), un po’ più economica e splendida – almeno nella meravigliosa giornata di febbraio in cui ci sono capitato.

  3. vi says:

    agosto 19th, 2006 at 2:33

    ma l’ungheria non ce l’ha il mare…vero 😮
    no, non si può andare in vacanza ad agosto in un posto senza mareee…

  4. jago says:

    agosto 20th, 2006 at 11:17

    Ciao,
    per prima cosa voglio ringraziare Giulia per lo splendido pezzo sullo sziget. Sono anche io appena tornato dallo sziget e la fotografia di Giulia è sorprendentemente fedele. I cessi, anzi Toi Toi, che puzzano da far schifo, la doccia gelata, il cibo ultra grasso, la predica del rabbino o lo pseudo autobus nel quale si deve camminare per muoversi… La devastazione del sistema immunitario “garantita al limone”… Gli ACDC e i GUNS’N ROSES vissuti come roba nuova, almeno 10 anni di ritardo, molteplicità di spettacoli inutili, sbronze costruite con fatica o con importazioni clandestine…Gli ungheresi che sdegnati non comprendono l’inglese e ribattono in magiaro addirittura anche nell’ufficio informazioni turistiche…
    l’ultimo giorno alle 4 di pomeriggio di mercoledì ero ancora lì al mokka zukka o come diavolo si chiamava a dimenarmi fra breakbeat sbilenchi e remix dei prodigy allucinanti, normalmente avrei storto il naso, visto che mi occupo di musica elettronica qui in Italia, probabilmente me la sarei tirata e invece no, ho ballato fino allo svenimento come fossi stato in un corso di spinning, tutto questo perchè travolto dall’atmosfera sziget dove lo spirito conta più della qualità…Budapest decadente e affascinante da far paura… il Danubio denso come la fogna di Calcutta… Che vi devo dire, lo Sziget sarà pieno di difetti e Budapest piena di contraddizioni, ma io mi sono innamorato di queste sbavature…
    Al prossimo anno!!!
    Ciao!

  5. Barbara says:

    agosto 21st, 2006 at 10:30

    Acci, e hai scampato la tromba d’aria per un niente… Bentornata!

  6. Smoms says:

    agosto 29th, 2006 at 1:14

    Innanzi tutto complimenti per la descrizione accurata dell’atteggiamento ungherese…

    Dopodichè lascio la nota da maestrina: sì effettivamente ungherese e finlandese fanno parte di un ceppo linguistico a parte (ugro-finnico), diverso da tutte le altre lingue europee… e sono difficilissimi entrambi!!!!!

  7. TETO says:

    ottobre 27th, 2006 at 7:23

    PER CASO HO LETTO I COMMENTI SU BUDAPEST E SUI SUOI ABITANTI.NON SONO MOLTO D’ACCORDO,HO IMPARATO AD APPREZZARE LA CITTA’,CAPENDO PRIMA COME SI VIVE FUORI DALLA CAPITALE.COMPERANDO UN PANE,O ANDANDO AL MARKET CON CONTENITORI IN PLASTICA PER METTERE 3 FETTE DI SALAME O 2 DI FORMAGGIO,COSI’ DA RISPARMIARE IL COSTO DELLA CARTA!!! MA NELLA LORO POVERTA’ HANNO UNA DIGNITA’ INFINITA,QUELLA CHE NOI CON IL NOSTRO CONSUMISMO ABBIAMO DIMENTICATO!!BAMBINI E BAMBINE DALL’ASPETTO ZIGANO CON CAPELLI LUNGHISSIMI E OCCHI PROFONDI DA FAR PAURA!! VENGONO DA UNA GUERRA PIU’ RECENTE DELLA NOSTRA,E HANNO PADRI E MADRI CHE ANCORA RICORDANO.NOI DOBBIAMO CHIEDERE AI NOSTRI NONNI!!!MA CERCANO DI SOPRAVVIVERE,TUTTO COSTA ESAGERATAMENTE CARO,RISPETTO AL GUADANO DI UNA QUALSIASI PERSONA CHE LAVORA!!E RICORDIAMOCI CHE IL COMUNISMO PASSATO ERA SI IL CULTO DELL’UGUAGLIANZA,MA ANCHE IL NON PERMETTRE DI EMERGERE,QUINDI IL DISINTERESSE AL LAVORO IN PROPRIO E AI SACRIFICI PER REALIZZARSI!!MA STANNO CAMBIANDO,E NON CREDO AD ESEMPIO,CHE QUALSIASI BAMBINA ABBIA NEI SUOI SOGNI LA VOGLIA DI LAP DANCE O COSE DEL GENERE,SIAMO NOI SBAGLIATI,NOI ALIMENTIAMO QUESTO SFRUTTAMENTO!! MA SE FOSSIMO NATI LA’?……..VI DICO ,LO FAREI ANCH’IO!!! MA E’ BELLO,TUTTO BELLO,BASTA ANDARE CON RISPETTO E AMICIZIA,ADEGUARSI AL POSTO E ACCETTARE USI E COSTUMI.NON LORO CI CHIAMANO,NOI ANDIAMO!! A CAPODANNO BUDAPEST SI TRASFORMA IN UNA RACCOLTA DI POPOLO ITALIANO,90% IN CERCA TUTTI DELLA STESSA COSA,MALEDUCATI NEL COMPORTAMENTO E NEGLI ATTEGGIAMENTI,NEI LOCALI AVVICINANO RAGAZZE PENSANDO SIANO TUTTE PUTTANE,SUI MEZZI PUBBLICI NON PAGANO,E PER STRADA GETTANO DI TUTTO!!OLASZ GECI (ITALIANO SPERMA) E’ L’OFFESA PIU’ RICORRENTE,NON POSSO DARE TUTTI I TORTI,E SE IL NOSTRO “VAFFANCULO” E’DI USO COMUNE,FATE ATTENZIONE,”MENNI PICIABAN”E’ L’EQUIVALENTE,MA E’ UNA GRANDE OFFESA PER LORO!!MA SE AVETE LA FORTUNA DI INNAMORARVI ED ESSERE CORRISPOSTI,SARETE FORTUNATI,IMPARERETE QUELLO CHE IN ITALIA NON C’E’!!LA FAMIGLIA,IL GUSTO DI STARE A CASA LA SERA,LA TV E UN BUON BICCHIERE IN COMPAGNIA!!LE FESTE A CASA DI AMICI,CON MUSICA E MANGIARE,LA SORPRESA DI PIACERE E FARSI PIACERE CON L’ELEGANZA DI MOSTRARSI UNO DI LORO,DIMENTICANDO DI ESSERE ITALIANO E TUTTI GLI EURO PORTATI A RIMORCHIO PER COMPERARE LA DIGNITA’ ALTRUI!! DUNAUJVAROS-NAGYKANIZSA-SZOMBATHELJ-GJOR-DEBRECEEN-SIOFOK-PROVATE QUESTI POSTI,E TANTI ALTRI ANCORA.TROVERETE LA PACE E LA TRANQUILLITA’CHE NOI NON CONOSCIAMO!!E SE QUALCUNO CHE VI FA’TREMARE IL CUORE VI DIRA’ IMADLAK,ALLORA STATE FELICI,E’DI PIU’DI “TI AMO”!!IO HO LASCIATO UNA PARTE DI ME’ IN UNGHERIA,HO PASSATO DEI BEI MOMENTI,E HO SOGNATO!! QUELLO CHE DA NOI NON C’E’TEMPO DI FARE!E OGNI TANTO CI RITORNO,E VORREI TANTO VEDERE ERIKA ED IBOLJA,SONO 2 BAMBINE,FIGLIE DI UNA FAMIGLIA POVERA,MA DI UNA BELLEZZA MAI VISTA!!SANGUE ZINGARO E DOLCEZZA INFINITA!!SPERIAMO NON FINISCANO IN LAP DANCE!!A CHI LEGGERA’QUESTO MESSAGGIO,AUGURO CHE DA OGGI POSSA ANDARE IN UNGHERIA CON UN’ALTRO SPIRITO,SENZA RINUNCIARE AL DIVERTIMENTO,MA RISPETTANDO I POSTI E I LUOGHI CHE FREQUENTA!!ALLORA RICEVERETE CORDIALITA’-AIUTO-INFORMAZIONI.RISPETTO,E SE NON CAPITE LA LINGUA,FATE UN SORRISO,VI RISPONDERANNO ALTRETTANTO!!E A FINE ANNO A MEZZANOTTE VA’L’INNO NAZIONALE,PASSANO IMMAGINI DI GUERRA E SOFFERENZA,QUALCUNO PIANGE ANCORA,FERMATEVI 2 MINUTI,CON RISPETTO,E POI DITE “BOLDOG UJ èV” BUON ANNO!!

  8. Emanuel says:

    gennaio 8th, 2010 at 10:26

    Teto grazie mille..dell’Ungheria ho solo ricordi infinitamente piacevoli, la gentilezza della gente, il loro PERFETTO inglese (con altri 5 0 6 altri idiomi a disposizione), la cortesia in ogni situazione ed una serie di emozioni di tipo antico che teto ha descritto mirabilmente..Come tutti i luoghi meravigliosi ha un suo neo..si..purtroppo questo neo sono gli italiani..sbruffoni, maleducati, ignoranti..e presuntuosi..le belle ragazze non te la devono dare solo e soltanto perchè pensi di essere superiore, che hai soldi o che vieni dall’italia..non sono le mignotte dei luoghi comuni o dei racconti fantasiosi di chi frequenta i night..sono persone molto colte, sensibili e romantiche alle quali piace essere corteggiate..ridere..hanno i sogni di tante ragazze coetanee nel mondo..W l’Ungheria..e gli Ungheresi!.. Köszönöm

  9. Cognaman says:

    febbraio 13th, 2010 at 10:12

    Sono un italiano che vive nella splendida città di cui parlate BUDAPEST
    A parte il fatto che non so chi avete incontrato che non parlano inglese… certo se chiedete a persone over 25/27 anni qualche difficoltà ci sta… perchè ERA OBBLIGATORIO DURANTE IL COMUNISMO STUDIARE RUSSO E TEDESCO (adesso sai perchè provavano a risponderti nella lingua “germanica”). Come vedi.. cercare di trovare conunicazione in una lingua diversa dall’ungherese fa di loro delle persone che cercavano di aiutarti in tutti i loro modi possibili… e quindi non sono per niente sgarbati… anzi… vivo qui da più di 3 anni ed anche se non so parlare bene la loro lingua.. accennano sempre un sorriso di compiacenza e mi fanno sempre i complimenti perchè apprezzano lo sforzo e non ti criticano se commetti un errore.
    Quelle che tu chiami prostitute in 3 anni le ho viste solo una volta… ma mi vorresti dire che nelle città di Roma, Firenze, Venezia, etc. etc. non ce ne stanno?
    Purtroppo quelle del rimorchio è vero… ci hanno provato anche con me… e gli ho fatto perdere tempo io 😀 senza nemmeno spennarmi un cents 😀
    Confermo quello che dice Emanuel… il vero neo sono gli italiani che vengono qui e quando tornano in Italia decanto il famoso 3 per 1, sbruffoni e maleducati come non mai… ti confesso che a volte nei mezzi pubblici con la mia compagna (ungherese) comincio a parlare nella sua lingua.. perchè mi vergono di essere scambiato per quei cafoni che urlano nel bus o nella metro e danno fastidio a delle persone che prorpio in quel mezzo di trasport RISPETTANO il silenzio per non disturbare. Ovviamente non tutti gli ungheresi sono civili ed educati per carità… ma ti garantisco che è molto bassa la media di queste persone… e per farti capire come ci sia una grande idfferenza tra Budapest e le “grandi” cittàitaliane… in 2 anni che venico sepsso in vacanza e i successivi 3 e poiù in cui ho deciso di venirci a vivere… ho assistito ad un tentato borseggio da parte di una zingara e 2 uomini su una metro.. la signora che stava per essere derubata se ne è accorta e TUTTO IL VAGONE DELLA METRO ha inziato ad aggredire i 3 e difendere la donna… io ho solo schiacciato il bottone alla fermata della metrò e tempo 35 secondi contati.. all’uscita della fermata 2 agenti hanno fermato i 3 senza che nessuno gli dicesse chi erano.. grazie alle telecamere di sicurezza della fermata. Efficenti ed attivi… a differenza di altre città in Italia (preciso che ho vissuto a Roma 9 anni.. quindi so come vanno queste cose).
    Avrei altre migliaia e migliaia di cose da raccontare su questa città…. belle e brutte… dico solo a chi viene in vacanza qui di fare attenzione alle “cose strane” (come in tutte le città del mondo) ma di godersi in tranquillità una bella vacanza qui 🙂 perchè qui ci si può rilassare SENZA PROBLEMI e con gente davvero civile e che si fa “li ca**i sua” anche se sei vestito strano senza ne giudicare e senza criticare.