Tutto il resto è desistenza

pubblicato da Giulia mercoledì, gennaio 25, 2006 14:57
Aggiunto alla categoria A TV eye on me

“Senti, ma secondo te: sono meglio le marche o la faccia come il culo?”

Quanto sopra è una frase effettivamente pronunciata da due dei miei capi, durante una discussione sul tema “Offlaga Disco Pax: quali canzoni possiamo fargli suonare senza essere banditi da Saxa fino alla settima generazione?”.
Capitano anche di queste cose, quando si manda avanti una rubrica di musica.
Questa volta è capitato che il gruppo che ospito sia contemporaneamente politicamente scorretto (secondo i canoni di correttezza Rai) e incline al turpiloquio.
Vorrei che aveste potuto sentire le conversazioni telefoniche fra me e Max Collini, che mi citava a memoria i testi di tutto Socialismo tascabile.
Vorrei che aveste assistito al momento in cui, davanti allo specchio del bagno, ho urlato “Ma perché, perché non ho invitato il Coro dell’Antoniano?”
Non si può fare. Però si può fare così: voi guardate Larsen, domani pomeriggio, fra le 15.40 e le 15.50 (orario da confermare), e io vi mostro il risultato di una settimana di patimenti.

Però sia chiaro: sono contenta.

Canale 809 del satellite, digitale terrestre oppure in streaming su www.futuratv.rai.it, basta cliccare su “On air”.

Commenti e ping chiusi.

16 commenti to “Tutto il resto è desistenza”

  1. marco says:

    gennaio 25th, 2006 at 5:00

    Dico Robespierre e Piccola Pietroburgo. Indovinato?

  2. Disorder says:

    gennaio 25th, 2006 at 5:12

    Ma scusa di Robespierre non passerete il video? Per il resto (immagino sarà scelta un’altra canzone da eseguire in studio), attenzione a “la faccia come il culo”, non vorrei vedervi fare la fine di Zequila (più che altro perchè non sarebbe bello veder finire ODP & te a Striscia); rischioso anche il finale di “Piccola Pietroburgo”, visto il clima teocon. Ma non voto niente, attendo curioso e desideroso di politicamente scorretto 🙂

  3. colas says:

    gennaio 25th, 2006 at 5:21

    Ah ragione Disorder, Robespierre c’è il video. Fanno altri due pezzi ma non dico quali.

  4. colas says:

    gennaio 25th, 2006 at 5:26

    ovviamente ha ragione e non ah ragione.
    cazzolina

  5. Giulia says:

    gennaio 25th, 2006 at 5:55

    Toppate tutte e due, marco 🙂
    In realtà Robespierre passa come video; e una dele due canzoni a cui si accenna nel post è stata scartata.
    Ma non vi dico quale 🙂

  6. marco says:

    gennaio 25th, 2006 at 6:58

    Mi sono accorto in ritardo (come al solito…da queste parti scrivo sempre troppo in fretta) che passate Robespierre come video, allora dico Piccola Pietroburgo e De Fonseca…

  7. marco says:

    gennaio 25th, 2006 at 6:59

    Ah, tutte e due! (ho scritto un’ altra volta in fretta, è proprio una malattia, mi sa che è meglio che non scrivo più…)Allora basta, non ci provo più…

  8. Noantri says:

    gennaio 25th, 2006 at 8:03

    Quanto sopra?
    [Ste]

  9. Maso says:

    gennaio 26th, 2006 at 12:15

    Quanta amarezza in queste parole 🙁
    Molto triste il mondo del lavoro, soprattutto quando si fanno lavori che agli occhi degli altri sembrano addirittura più belli. Ma sono veramente più belli? E i capi sono migliori? Più competenti? Chissà… me lo dirai.

    Comunque il disco degli Offlaga da me scoperti di recente è un BELLISSIMO disco per Umarells quarantenni, la prima generazione di nostalgici precoci ai quali pure io appartengo.

  10. Giulia says:

    gennaio 26th, 2006 at 9:26

    Maso, in realtà mi diverto moltissimo: solo il martedì, per qualche motivo, vengono fuori tutte le rogne del mondo. Il resto della settimana è liscio.
    Più che amarezza, era divertita ironia.
    Giuro.
    Mi piace, qui.
    I capi (quelli della frase di cui sopra) sono splendidi.
    No lamento.

  11. Maso says:

    gennaio 26th, 2006 at 1:05

    Allora va bene così… mi ero preoccupato. L’ironia on lain e off lain spesso non viene capita 😉 e te lo dice senza hyronja uno che fa un bel lavoro con pochi capi. Ebbrava Giulia-ah

  12. Mrf says:

    gennaio 26th, 2006 at 4:12

    Giulia, perdonami, vado fuori tema.
    E’ un pò che stavo alla larga dal mondo blogghifero, mi sai dire che fine ha fatto Petunias?
    Scusami ancora e ciao.
    Mrf

  13. Disorder says:

    gennaio 26th, 2006 at 5:59

    Ottima scelta dei pezzi, specie Tatranky (magari poteva trovarci qualcosa di buono anche Silvio, se fosse passato…).
    Una domanda: la mancanza di pubblico in studio davanti allo spazio “live” (oppure c’era ed è rimasto ammutolito? 🙂 ) è una scelta necessaria oppure voluta?
    Oppure è un tarocco registrato? 😉

  14. orsodingo says:

    gennaio 26th, 2006 at 6:10

    qualora esistessero ancora i “lionhorse posse” non è che potresti invitarli?
    avevano testi niente male all’epoca….

  15. Giulia says:

    gennaio 26th, 2006 at 9:50

    Disorder: era tutto rigorosamente in diretta. Non avendo il pubblico in studio, c’era silenzio perché, appunto, non c’era nessuno ad applaudire. Considero già un bel traguardo essere riuscita a portare gli Offlaga in diretta sulla Rai. Con tutti i casini che questo ha comportato.

    Comunque il direttore di rete ha chiamato per dire che la puntata di oggi era molto buona: considerato che ne ho condotti tre quarti, devo aver fatto qualcosa di decente 😉

  16. Disorder says:

    gennaio 27th, 2006 at 1:06

    Giulia, scherzavo sulla diretta, e pure sul pubblico ammutolito 🙂 Si capiva benissimo che non c’era pubblico davanti. E’ una cosa credo mai vista la musica live in tv senza il pubblico davanti…ma per carità, se è per distanziarsi dal finto entusiasmo genere “top of the pops” va benissimo. E poi piuttosto che sentire magari i commenti delle varie “signorine auditel”, meglio lasciare tutto lo spazio alla musica!