“La depressione? Passata!”

pubblicato da Giulia lunedì, ottobre 31, 2005 19:58
Aggiunto alla categoria Target du jour

Donne, giubilate. State giubilando? Bene così, adesso vi dico anche perché, ma per favore, non smettere di giubilare per nessun motivo. Perché è arrivata fra noi la soluzione a tutti – e dico tutti – i nostri problemi di depressione, malessere, scarsa autostima. Avete presente tutte le volte che vi siete sentite pari a un bruscolo nell’occhio dell’universo, anzi, meno, perché almeno il bruscolo dà fastidio, ma voi non vi sentivate nemmeno in grado di infastidire? E tutto perché lui, il centro miracoloso del Creato, l’essere a cui avevate consacrato tutta la vostra persona, non vi mostrava la dovuta attenzione.

(State giubilando? Vi ho detto di giubilare. Non vi sento fare abbastanza rumore.)

Quante ricariche del cellulare vi siete fulminate per sfogare con le amiche quel senso di nullità totale? Quante volte avete pianto e meditato gesti estremi (dal ritiro a vita monastica in giù) pur di non dover nuovamente affrontare l’ingiuria di sentirvi irrilevanti agli occhi degli uomini che avevate scelto di amare?

Orsù, giubilate: tutto questo è finito.
Ora c’è Riza.

Se pensate che stia scherzando, forse non avete visto la pubblicità della nuova (?) rivista diretta da Raffaele Morelli. Non pago di aver soppiantato perfino Crepet nella rappresentazione dello psicologo da salotto televisivo, quello che ti dice cose che ti potrebbe dire anche tua nonna facendole cadere dall’alto di una laurea, Morelli ora dirige la rivista di cui sopra. Ad informarci di questa sua nuova impresa è un promo che è poco definire ridicolo, se non addirittura offensivo: una graziosa venti-trentenne frigna al telefono che l’uomo non la considera e lei si sente una nullità. Stacco, e la stessa venti-trentenne sorridente annuncia al mondo che ha detto addio alla depressione – alla depressione, sì – grazie a Riza, il nuovo periodico diretto da Raffaele Morelli.

Chiunque sappia cosa sia la depressione, per esperienza diretta o indiretta, sa anche che ci vuole ben più di un giornaletto per venirne fuori. La depressione, quella seria, è una faccenda piuttosto diversa dal sentirsi giù per cinque minuti perché il fidanzato fa un po’ il coglione, oppure perché ci si innamora in modo seriale di uomini che non riescono a distinguerci da una finestra aperta, o ancora perché, nonostante si abbia di tutto e di più in termini di amore, comprensione e tenerezza, purtuttavia si frigna. La depressione è una malattia che va curata con pazienza e tenacia. Ci vogliono anni di terapia, ci vuole impegno, ci vuole determinazione.
Un giornale può forse aiutare a “tirarsi su” in un momento negativo. Può fungere da incentivo all’individuazione della natura del proprio malumore. Nel migliore dei casi, può spingere a cercare cure serie per un disturbo serio. Ma non si è mai visto nessuno guarire dalla depressione per aver letto un giornale, anche se (soprattutto se) è un giornale di Morelli.

Ci vuole ben più che qualche riga su carta stampata per rimediare alla tendenza ormai profondamente ingranata nel subconscio delle donne a sentirsi dei fallimenti se l’amore non dà loro quanto dovrebbe (o quanto loro si aspettano che dovrebbe). Educate fino da bambine alla ricerca del Principe Azzurro, non solo ormai lo vediamo dappertutto, ma ci diamo anche delle gran martellate nelle ovaie se non lo troviamo o se quello che troviamo, dopo un po’, risulta essere – sorpresa sorpresa – un essere umano con una serie di difetti più o meno tollerabili.
Colpa nostra, colpa nostra, di tutto.
E tutto questo dovrebbe farcelo passare un giornale? Lo sappiamo anche noi che è una cosa cretina, ma è così. Ci sono dietro secoli di condizionamento. Ci dobbiamo convivere, e lentamente superarlo.
E’ qualcosa che esiste. Chiamatela lagna millenaria. Ma non è depressione.

Ora potete smettere di giubilare e potete anche cominciare a mandarlo affanculo, Morelli.

Commenti e ping chiusi.

56 commenti to ““La depressione? Passata!””

  1. germoglio says:

    giugno 13th, 2006 at 5:48

    Voglio solo dire un cosa.Finalmente qualcuno ci dice che siamo semplicemente intrisi di luoghi comuni, di schemi mentali rigidi, di gabbie che ci mettiamo addosso e nelle quali crediamo di starci bene. grazie Dott. Morelli per avermi fatto capire che dentro me e ogni persona c’è un seme che deve germogliare e crescere per diventare la pianta che deve essere. grazie perchè mi sono liberata dell’ immagine ideale alla quale volevo tendere credendo che fosse giusto in quel modo.Finalmente non pretendo molto da me stessa ma voglio che il seme che c’è in me germogli. Grazie

  2. Maria says:

    ottobre 24th, 2006 at 7:08

    Io credo che quello che dice il Dott. Morelli sia molte volte contestato perchè i suoi concetti sono SEMPLICI e la gente comune (me compresa)di solito si ” arrovella ” il cervello per risolvere le più svariate problematiche.
    Frequento un corso di naturopatia e l’ho conosciuto.
    Sarà, ma quando esprime i suoi concetti sembra tutto semplice.
    Mi chiedo se nella sua vita privata riesca ad applicare tutto ciò che dice.

  3. gabrielemarisi says:

    ottobre 24th, 2006 at 10:53

    massa di increduli, forse non avete mai letto il giornale seriamente, io lo leggo da tre anni, e i miei attacchi di panico sono spariti, la depressione cronica, di certo non la guarisce un giornale, ma sicuramente aiuta. I vostri giudizi sono opprimenti come voi. Vivete di più, e siate meno depressi, magari comprando il giornale, e vi consilio anche i libri del Signor Morelli.

  4. colas says:

    ottobre 25th, 2006 at 11:16

    Io ci credo.
    Mi curo la depressione da sempre leggendo “Caballero” e “Corna Vissute”.

  5. mary says:

    maggio 18th, 2010 at 11:55

    E’ chiaro che si tratta solo di operazioni editoriali, mirate verso persone comuni che non soffrono di vera depressione, ma di normali problemi esistenziali. Lui conosce questa fascia di donne molto bene, e sa che il suo giornale, il blog, il club Riza eccetera, possono alleviare queste cose e aiitare a farle sentire meglio.
    Ma conosco una persona che è radicalmente cambiata in meglio grazie ai consigli di Morelli, e questo è un fatto di cui sono stata testimone; e i suoi libri non dicono cose stupide, diventano stupide una volta che passano per il mezzo televisivo con tutti i suoi limiti e la sua volgarità. per me Morelli in sè è valido, il problema è l’uso mediatico e a volte commerciale che fa della sua professione. ma se questo serve a far star meglio le persone che hanno problemi esistenziali, nulla di male.
    Ovviamente la depressione come malattia è un’altra cosa. Ma la maggior parte delle persone che vanno dagli psicologi non soffrono di vera depressione patologica, ma sono piene di casini in testa e hanno bosogno di qualcuno che

  6. paola says:

    dicembre 28th, 2010 at 4:09

    Devo confessare che Raffaele Morelli mi ha deluso, intanto non è l’unico che dà dei consigli validi per modificare una mentalità che porta ad “ammalarsi” .
    E’ bravo a promuoversi e farsi conoscere, astuto appunto.

    A sentir lui tutto sembra lecito e questo rincuora non pochi.