Being Sara Tommasi

pubblicato da Giulia martedì, febbraio 28, 2012 12:11
Aggiunto alla categoria Triste mondo malato

Sto pensando a un mondo in cui un qualsiasi uomo giovane proveniente dal mondo dello spettacolo – che ne so, un Manuel Casella, per prenderne uno che ho visto ieri sera ai giornalieri dell’Isola dei Famosi e che a occhio mi sembra simpatico ed equilibrato – facesse quello che fa Sara Tommasi da mesi a questa parte. Cioè scendesse in strada e si calasse i pantaloni davanti ai fotografi, con lo sguardo perso nel vuoto e un sorriso spento che vorrebbe essere ammiccante. Ci sto pensando per capire in quanti secondi verrebbero ad arrestarlo.

E sto pensando anche a un mondo in cui io scendo in strada e mi alzo la gonna per mostrare le pudenda davanti ai fotografi (non che ce ne sarebbero, diciamo che ipotizzo), e a quanti secondi ci metterebbe il mio fidanzato per venire a trascinarmi via. Quanto impiegherebbero i miei a piombare sulla scena del crimine. Quanto tempo passerebbe prima che io mi ritrovi in clinica psichiatrica con un TSO sul coppino e qualcuno che si occupa di capire che cosa non mi funzioni nel cervello. Mi domando perché nessuno faccia lo stesso con Sara Tommasi, o perché la sua esibizione di genitali scarsamente velati venga accolta con una raffica di otturatori, piuttosto che con l’intervento della polizia.

Il problema, credo (oltre al fatto che Sara Tommasi sembra essere orfana e senza amici, nonché dotata di un fidanzato a cui fa gioco l’attenzione attirata dai suoi repentini smutandamenti) è che Sara Tommasi nasce come decorazione. La sua carriera televisiva è stata per lo più un’unica, ininterrotta esibizione silenziosa del corpo: da dieci anni siamo abituati a vederla più o meno svestita da qualche parte (fate una ricerca su Google Immagini con il suo nome, e contate in quante risulta in mutande), e il suo coinvolgimento in faccende di prostituzione tangenziali a quella storiella della nipote di Mubarak (nonché la celebre intervista del microchip e delle droghe somministrate a fini sessuali) ha contribuito a farne un personaggio da fumetto porno degli anni ’70. Si ride della sua apparente instabilità psicologica, ma se ne gode perché è una bella ragazza, ed è una bella ragazza letteralmente con la passera al vento. Ogni giorno è un buon giorno per ridere di Sara Tommasi che si alza la gonna per strada. Roba che se lo facesse un uomo, o una donna anziana, la reazione immediata sarebbe di orrore o pietà. Perché di solito sono i matti, quelli che si denudano all’improvviso per strada: e i matti fanno paura, non arrapano. I matti fanno paura e sono fragili, esposti, anche senza branchi di paparazzi pronti a documentare (se non direttamente incoraggiare) la loro follia.

Se fossi la mamma, il papà, qualunque parente pietoso di Sara Tommasi, andrei a riprendermela ora.

Commenti e ping chiusi.

17 commenti to “Being Sara Tommasi”

  1. @Svagaia says:

    febbraio 28th, 2012 at 12:34

    Giulia_B complimenti, proprio un bel pezzo! Mi sembra l’ottica giusta in cui inquadrare queste vicende…

  2. Nuove vette del Fremdschämen: gente che si smutanda per combattere il signoraggio (quasiasi cosa esso sia) | _________________ says:

    febbraio 28th, 2012 at 12:49

    […] (possibilmente non Alfonso Luigi Marra, magari,ecco .) faccia qualcosa per Sara Tommasi, per […]

  3. Antar says:

    febbraio 28th, 2012 at 12:51

    Bah, a me Sara Tommasi fa un misto di pena e [qual è il contrario di attrazione, repellenza?].
    Non credo che nessuno sano di mente [anche tra i più attention whores] possa avere piacere a accompagnarsi con lei. E infatti vedi chi sono i suoi così detti fidanzati.
    Credo che se l’Italia fosse un paese serio lei ora sarebbe in cura presso qualche struttura sanitaria lontana dagli occhi de Mondo.
    E invece ci sono sempre paparazzi pronti a scattare, sciacalli benpensanti pronti a guardare e condannare [ma prima guardare morbosamente] e attention whores, appunto, pronti a saltare sul suo carro.

    Io la ricerca su GoogleImmagini non l’ho fatta, mi è bastato vedere che foto erano allegate al servizio sul suo cambio di fidanzati.

  4. Giulia says:

    febbraio 28th, 2012 at 12:54

    Ve l’avevo pure linkata per comodità, la ricerca. 

  5. Molly says:

    febbraio 28th, 2012 at 12:55

    E’ un punto di vista nuovo, il tuo, perché finora ho visto solo ammicamenti compiaciuti. Lo condivido in pieno. Sta male, e non se ne rende conto.

  6. Gianni Lombardi says:

    febbraio 28th, 2012 at 1:24

    Secondo me in questa analisi c’è un po’ di moralismo. A Cannes, al Festival del Cinema, ci sono sempre state attrici grandi e piccole che si esibiscono in topless per essere notate. Anche alla notte degli Oscar ci sono attrici che si vestono poco di più di Sara Tommasi nella ricerca di Google. Condivido di più l’analisi di Mario Adinolfi (cito a memoria): “Sara Tommasi è bella, è laureata, e nell’Italia di oggi per lavorare deve esibirsi nuda a destra e sinistra.”

    Il problema italiano dei giovani, se non sono figli di papà come Lapo Elkann o Marina Berlusconi, è che i maschi devono mettersi in coda per fare carriera per anzianità, mentre le femmine possono eventualmente approfittare della scorciatoia del velinismo. Sara Tommasi ha scelto questa possibilità. Forse non è molto bello, ma non è diverso da quel che hanno fatto grandi attrici come Lucia Bosè, Sofia Loren, Gina Lollobrigida lanciando le loro carriere partendo da Miss Italia, in bikini. Salvo che oggi il “mercato” italiano offre di meno ed è più difficile.

  7. Barbara says:

    febbraio 28th, 2012 at 3:22

    La penso come te. Mia sorella è psicologa, gli esibizionisti che cura fanno più o meno quello che fa abitualmente Sara Tommasi eppure nessuno li fotografa quando aprono l’impermeabile (per fortuna) anzi la gente chiama la polizia! Dovrebbe farsi vedere da uno bravo, sta ragazza.

  8. Roberta says:

    febbraio 28th, 2012 at 3:22

    Giulia, hai ragione: io con quella disgraziata di Sara Tommasi ci ho avuto a che fare per lavoro, l’anno scorso, e ti dico che il tuo punto di vista rispecchia quello che abbiamo pensato tutti su quel set. Sara non sta bene, è davvero instabile, e se ne rende conto – tutto un pianto isterico – ma è sola come un cane. E se all’inizio i suoi comportamenti e i suoi squilibri possono far ridere bastano cinque minuti in sua compagnia per capire che le servirebbe solo qualcuno che sia in grado di prendersene cura senza approfittarsene. 

  9. Domiziano Galia says:

    febbraio 28th, 2012 at 5:07

    Il pietismo per Sara Tommasi non è concetto meritevole di essere concepito.

  10. ero Lucy says:

    febbraio 28th, 2012 at 7:04

    La penso esattamente come te. Che pena.

  11. diabolik says:

    febbraio 28th, 2012 at 11:01

    no ma perchè sono i parenti la mamma e il papà che dovrebbero salvarla o riprenderla? in base a che principio? articolo patetico e cattomoralista bieco che non inquadra per nulla il problema, ne fa una questione di buoncostume e il dramma è che è anche scritto da una donna, pietà

  12. Giulia says:

    febbraio 28th, 2012 at 11:44

    Sì, ho letto che Eva Kant invece sostiene il diritto dei disturbati mentali di andarsene in giro con i genitali al vento senza che parenti o amici mostrino la minima preoccupazione.

  13. Menphis says:

    marzo 1st, 2012 at 2:24

    Per dare della cattomoralista alla Blasi bisogna essere sulla stessa lunghezza d’onda della Tommasi. Che abbia qualche problema non c’è dubbio… Penso che quest’ultima cosa è stata calcolata per far parlare di sè. Dopotutto è laureata alla Bocconi ed è sicuramente un’esperta nel saper promuovere nel mondo del business un’azienda. In questo caso la sua. Bisognerebbe conoscere il suo piano di sviluppo … perché non è che le rimangono ancora molte cartucce da sparare … Sa benissimo che le azioni ripetute portano all’assefuazione. Vediamo dove vuole arrivare prima di ricorrere ad un amministratore delegato della sua azienda più esperto di lei nel campo dell’anima.

  14. Luna says:

    marzo 5th, 2012 at 7:44

    Sara Tommasi: Scilipoti mente circa la mia candidatura.

    La notoriamente non vera affermazione di Scilipoti secondo la quale non mi avrebbe offerto alcuna candidatura è smentita da una serie di sue dichiarazioni pubbliche. È invece vero che ho sempre saputo che gli obiettivi politici di Scilipoti si riducono, al limite, alla sua di rielezione, e che, avesse mai da offrire ad altri candidature vittoriose, lo farebbe a condizioni fuori dalla mia portata.

    È inoltre ovvio che lo scontro sul signoraggio, al quale mi sto sforzando di concorrere con ogni mezzo a fianco di Gino Marra, è violentissimo, difficilissimo e articolatissimo, e questa lotta è guidata da Marra attraverso quei suoi scritti con i quali ha messo in condizione di parlarne, sia pure a stento, anche un politico come Scilipoti. Una lotta che, oltre a richiedere uno stadio della consapevolezza giuridica e politica lontane da quelle di Scilipoti, richiede il coraggio, il senso dell’equilibrio, dell’onore e della dignità di un vero cavaliere, non di uno stalliere o di un giullare sempre pronto a trattare la propria resa per un piatto di lenticchie.

    Sara Tommasi

    Per adesione
    Alfonso Luigi Marra

  15. Lilia says:

    marzo 21st, 2012 at 5:06

    Perché sono i parenti a doverla riprendere?… E chi lo dovrebbe fare?! C’è qualcuno a cui sta veramente a cuore la sua salute mentale? i genitori, appunto. Forse. Magari l’hanno rimossa dalle loro menti per imbarazzo.

  16. Watanabe says:

    aprile 6th, 2012 at 1:12

    Concordo. La lasciano fare perché per l’appunto è matta, fa colore. Un po’ come lo schizzato di paese che dice sempre le stesse cose e importuna chiunque..
    Sara Tommasi è la versione clochard delle dive della tv… della serie come non devi ridurti!

  17. DenZuck says:

    aprile 9th, 2012 at 2:43

    A me non fa assolutamente pena. Come tante altre sue “colleghe”, non avendo nessuna capacità ma volendo comunque arrivare al successo, prima si preudo-fidanzano con uomini dall’aspetto a dir poco ridicolo che hanno il doppio se non il triplo dei loro anni e poi entrano in un mondo fatto di droga, sesso ed eccessi che le porta all’auto-distruzione. E queste persone hanno anche il coraggio di parlare di mission lavorativa! Ma fatemi il piacere!

    Le uniche persone per cui provo compassione sono i sui genitori che non conosco ma immagino siano delle persone umili, che hanno fatto tanti sacrifici per mandarla a studiare, immaginando per lei un futuro diverso, con un lavoro serio, una famiglia e magari dei figli.