È tutta stima

pubblicato da Giulia sabato, febbraio 18, 2012 16:34
Aggiunto alla categoria Una che scrive

Negli ultimi tre anni ho scritto quattro romanzi, uno appresso all’altro. Uno è uscito, uno esce all’inizio dell’anno prossimo, gli altri due quando lo so ve lo dico. Ne finisco uno e ne inizio un altro, come quelle che appena hanno partorito si fanno rimettere incinte perché la gravidanza è la parte della maternità che preferiscono. La verità è che della scrittura mi piacciono moltissimo il processo creativo e il feedback diretto dei lettori, meno (molto meno) la parte tediosa che ha a che fare con pubblicazione e promozione. Se fosse per me, quello che scrivo si dovrebbe teletrasportare a casa della gente che vuole leggerlo, ce la vediamo direttamente io e loro. Sfortunatamente, la telepatia non rientra nelle possibilità dell’editoria italiana, quindi questo è. Ma non era quello che volevo dire.

Quello che volevo dire ha a che vedere col fatto che giovedì sera, a una festa (molto bella, a cui mi sono molto divertita) ho visto una persona a cui voglio bene e le ho detto che avevo usato la sua faccia per un personaggio. Dici, non si fa: ché se poi non si piacciono, le persone si arrabbiano. Però per chi scrive tutto è materiale, e chi sta vicino a qualcuno che scrive può ragionevolmente aspettarsi di essere, prima o poi, utilizzato. Per la maggior parte degli scrittori di narrativa questo è un principio che vale a tappeto per buoni e cattivi: nel mio caso, vale solo per le persone che trovo o molto belle, o molto interessanti, o a cui voglio molto bene. Gli stronzi preferisco inventarmeli. Non so perché.

A volte uso solo le facce, perché la persona che mi ha ispirato il personaggio non la conosco molto bene, ma la sua faccia mi fa immaginare delle cose e io le scrivo. Magari non corrispondono affatto alla realtà, ma le scrivo lo stesso. Altre volte uso persone che conosco talmente bene (o credo di conoscerle, che ai fini della narrazione è uguale) che ci metto dentro un po’ tutto, anche cose che mi hanno detto, anche cose che abbiamo fatto. Nessuno mi ha ancora tolto il saluto, ma almeno uno è stato riconosciuto da sua madre.

Insomma, se ci conosciamo e a un certo punto leggete una cosa che ho scritto e c’è uno dei buoni che vi pare vi somigli, ma non un po’, parecchio; se ci trovate una frase che avete detto; se un riferimento a una cosa che abbiamo fatto insieme vi pare un po’ smaccato, ecco, è tutta stima.

Commenti e ping chiusi.

2 commenti to “È tutta stima”

  1. @erikamuscarella says:

    febbraio 18th, 2012 at 5:34

    Giulia_B trovo che sia molto bello fissare su inchiostro chi si ama. È un modo per sconfiggere la morte, diventare narrativa.

  2. Cappuccino & Baguette says:

    febbraio 19th, 2012 at 10:10

    Non credo ci sia modo diverso che trovare ispirazione da quello che viviamo, dalle persone che incontriamo, dalle emozioni che proviamo. Solo pochissimi scrittori sanno inventarsi mondi e personaggi più fantastici di quelli reali.

    E non è detto che siano necessariamente migliori. 😉