La sicurezza è un lusso

pubblicato da Giulia giovedì, luglio 28, 2011 11:00

Sarà l’aria bassa che si respira qua a Roma, sarà (più probabilmente) che voleva fare un gesto dimostrativo: comunque il Sindaco Alemanno ha diffuso un opuscolo rivolto alle donne, che contiene alcune regole di base per la nostra sicurezza.

Lo potete leggere nella sua interezza qui.

Si parte già bene dal titolo, Sicurezza, un lusso che oggi noi donne vogliamo permetterci: la sicurezza per le donne non è certo un diritto, anzi. È un lusso, qualcosa che normalmente non ci spetta ma che, seguendo le raccomandazioni del signor sindaco, possiamo concederci. I lussi, si sa, come ti vengono dati ti vengono anche tolti: solo l’indispensabile è garantito, e spesso nemmeno quello. La sicurezza, per una donna, è un’incognita.

Si comincia dallo stalking, che da non molto è reato: la legge che lo proibisce è stata promulgata grazie al ministro Carfagna, che giustamente se ne vanta. Nel frattempo, in Italia le donne continuano a morire per mano di fidanzati, amici, fratelli, padri, zii, cognati, mariti, nonché ex di ogni ordine e grado. Ma andiamo avanti: tra i consigli per difendersi dallo stalking leggiamo

  • In caso di necessità ti consigliamo di cambiare il numero di telefono e non utilizzare per un periodo i social network in modo da dissuadere lo stalker nel perpetuare le minacce.
  • Evita possibili situazioni di pericolo ad es. evita di tornare a casa tardi la sera da sola in luoghi bui se lo stalker ha tentato di pedinarti.

Una delle principali cause di disagio, depressione e sofferenza psichica delle vittime di stalking è proprio la sensazione di essere private del proprio spazio personale: non poter più frequentare social network (a proposito, il sindaco e i suoi consulenti lo sanno, che sui social network è possibile bloccare le persone sgradite?), cambiare numero di telefono, non andare nei locali dove si annida lo stalker, non uscire di casa da sola la sera. Una vita claustrofobica, uno stato di paranoia continua che le vittime di stalking conoscono bene. Grazie delle raccomandazioni, dunque, ma lo facevamo già prima. Che ne dite di intervenire, invece?

Dopo il capitolo sullo stalking è il momento delle regole di sicurezza personale, e qui si toccano delle vette di meraviglia. Il succo dell’opuscolo, stringi stringi, è: se vuoi essere sicura nella vita, devi vivere in uno stato di paranoia costante, coprirti bene per non attirare l’attenzione e in generale se stai a casa con la porta sprangata è meglio. (Poi pazienza se ti stuprano a casa, per quello il sindaco non ci può fare niente.) Niente informazioni personali sui social network, borsette nascoste in buste della spesa, niente lettori mp3 che distraggono, niente viaggi in treno da sole, terrore, terrore, terrore.

La vita delle donne, per il sindaco Alemanno, è un inferno costante. Ma non è mica colpa sua: lui che c’entra?

Dalla lettura dell’opuscolo si emerge con un senso di soffocamento misto a una voglia spasmodica di andare a passeggiare nelle zone più buie di Torbellamonaca indossando enormi brillocchi e brandendo un iPhone caricato con i più grandi successi dei Metallica sparati a palla. Solo per sollevare il metaforico dito medio in direzione di un’amministrazione – e, più in generale, una cultura nazionale – che tende a trasformare ogni donna in una vittima potenziale, e a scaricare su di lei la responsabilità di eventuali aggressioni. Se non ti fossi vestita vistosa! Se non fossi andata a passeggiare alla Caffarella! Se non fossi andata a ballare a Capodanno! Se non fossi uscita! Le raccomandazioni della nonna sono infinite. Ma finché è la nonna a fartele, sospiri e poi fai di testa tua. Se ad agitare il ditino è il sindaco della città in cui vivi, dove ogni due per tre si sparano per strada e il rischio di essere aggrediti è ogni giorno più concreto, ti viene un po’ da invitarlo a visitare posti che iniziano per A e finiscono per -ulo.

Una soluzione semplice per la sicurezza delle donne? Chiudiamo in casa tutti gli uomini dopo il tramonto. Non si può fare, certo: sarebbe una gravissima violazione delle libertà civili e personali di milioni di persone innocenti. È giusto che una proposta come questa venga accolta con il disprezzo che merita. Allora non si capisce perché invece privare le donne delle loro libertà civili e personali, anche solo come raccomandazione, sia considerato accettabile, persino auspicabile. Specialmente alla luce del fatto che una donna, statisticamente, è meno sicura a casa sua che per strada; e che il tutto si chiude con un bello spottone per un dispositivo di sicurezza acquistabile al modico prezzo di euro duecentonovantanove.

Insomma, s’è capito, è come i venditori di aspirapolvere: prima ti mostrano quanto è lercia casa tua, poi ti convincono che senza il loro prodotto non puoi igienizzarla a dovere.

Sindaco Alemanno, ci faccia una cortesia: la smetta di prenderci per sceme.

Commenti e ping chiusi.

4 commenti to “La sicurezza è un lusso”

  1. @Crash_Years says:

    luglio 28th, 2011 at 11:20

    Giulia_B clapclap, come al solito

  2. Federì says:

    luglio 28th, 2011 at 12:25

    oltre il plauso per il post, aggiungo l’amarezza per una giunta, se possibile, anche peggiore del governo nazionale: corruzione, incompetenza e visione della società da famoso ventennio; mentre Roma diventa più sporca, meno tollerante, più caotica, meno sicura e più cementificata. Ragionando poi sulla genesi della vittoria di questa giunta, sarebbe da prendere a male parole anche veltronZi e rutellaTo…

  3. KALLISTI says:

    luglio 28th, 2011 at 10:57

    Grande Giulia – dovrei leggerti più spesso!
    Cosa ti aspetti da un sindaco che porta un simbolo fascista al collo?

  4. Giulia says:

    luglio 30th, 2011 at 5:00

    Be’, qui non si parla delle mie aspettative, si parla dei suoi doveri. Non mi aspetto niente da nessuno, se non che facciano il loro lavoro.
    Se si comincia a scusare i fascisti perché sono fascisti e i comunisti perché sono comunisti e i pidiellini perché sono pidiellini e i leghisti perché sono leghisti, non si chiede mai a nessuno di fare il suo dovere. La celtica al collo di Alemanno mi fa ribrezzo, ma il sindaco è lui: faccia il sindaco. Non la nonna piazzista.