Capelli

pubblicato da Giulia sabato, gennaio 29, 2011 11:05
Aggiunto alla categoria Target du jour

La palestra che frequento ha una clientela molto varia. In qualsiasi momento – specialmente nel tardo pomeriggio, quando ci vado io – lo spogliatoio è popolato da una vasta gamma di donne dai sei ai settant’anni, e tutto quello che c’è in mezzo. Ninfette atletiche e preadolescenti obese, quarantenni in forma e sessantenni col culone, c’è veramente di tutto: un campionario completo della varietà di forme che la femmina umana può assumere dall’infanzia alla senescenza. Ognuna ha il suo stile e le sue abitudini, tanto che è difficile individuarne uno schema di comportamento, ma tutte, prima o poi, finiscono per fare i conti con il momento dell’asciugatura dei capelli.

Questo rito, che al maschile riguarda praticamente solo i ragazzini emo e pochi fissati delle sculture con il gel, è più che mai rivelatore della personalità e delle insicurezze individuali. Le donne armate di phon davanti allo specchio della palestra, specialmente nei momenti di punta in cui dietro ne hanno altre due in fila con l’aria scocciata, rivelano lati di sé altrimenti nascosti. Vediamone alcuni.

In ritardo, sono in ritardo
Non ha tempo per fare niente, figurarsi i capelli: infatti li porta tagliati corti, li asciuga con quattro soffi e due manate e scappa. Ha l’aria di avere infilato la palestra nelle uniche due ore di libertà concesse da marito, figli e parenti, ognuno con le sue pretese.

A lavarli troppo si rovinano
E infatti, per non sbagliarsi, li ha solo sciacquati: la puzza di sebo evaporato che la circonda è tale da indurre chi attende il suo turno a tornarsene alla panchina, rimettersi l’idratante, aspettare.

Raperonzolo
Ha i capelli lunghi, lunghissimi. Una vera e propria chioma, liscia e lucida, che impiega almeno una mezz’oretta solo per essere asciugata. Poi c’è la stiratura. L’operazione viene compiuta con la solennità di un rito religioso, spesso – se la donna in questione è particolarmente in forma – in perizoma. If you’ve got it, flaunt it.

Mi pensi, ma quanto mi pensi?
Ha fra i dodici e i quindici anni, si porta il telefonino ovunque: si asciuga i capelli con aria assente nelle pause fra un messaggino e l’altro, inviati rigorosamente con un dito solo. Occupa tutto lo spazio possibile e non mostra di notare la fila di persone che attendono il loro turno. Quando esci, la ritrovi nell’androne: sta ancora messaggiando.

Nevrosi ereditarie
Ragazzina con enorme testa di capelli ricci lunghissimi. Sta davanti allo specchio anche un’ora, lisciandoli ciocca per ciocca: il risultato è un inguardabile paglione di capelli crespi. Una volta, per caso, vedi la madre: ha gli stessi capelli ricci, lisciati alla meno peggio, lo stesso paglione.

Salone di bellezza
Sono sempre in due: si fanno la piega a vicenda, distribuendo spazzole, pettini, flaconi di spuma, fermagli, elastici e creme rilassanti su tutta la mensola davanti a loro. A piega completata, si truccano.

La piastra
Finita l’asciugatura, è il momento della lisciatura.  Ciocca per ciocca. Alternativa, più rara: i ricci con il ferro.

Non ho voglia, non devo andare da nessuna parte, tanto poi mi spettino uguale
Testa in giù, spazzolata brusca, elastico se la chioma è lunga. Risultato, una cosa a metà fra Marcella Bella e una scopa di saggina. Ma va bene, tanto non deve andare da nessuna parte.

La bionda
È bionda naturale, ha intorno ai quindici anni, asciuga i capelli tenendo il phon alto e facendoli dondolare dolcemente nel getto d’aria calda. Uno spot dello shampoo da venti minuti.

Mammina cara
Ha superato da un pezzo l’età in cui maneggiare un asciugacapelli non è più un’impresa proibitiva, ma è accompagnata da una madre-falco che la sballotta di qua e di là dandole ordini. Lei si fa pettinare come una bambola. Ogni tanto frigna perché l’altra le tira i capelli, ma si guarda bene dal sottrarsi.

Ogni riccio un capriccio
A differenza della nevrotica ereditaria, ha accettato che i capelli ricci vanno stirati dal parrucchiere, oppure assecondati. Arriva armata di diffusore e apposita spuma, e sta piegata in due per un lasso di tempo interminabile. Alla fine si raddrizza con una testa di boccoli rigidi come cartone: una scossa, e via. Fuori, ovviamente, piove.

Commenti e ping chiusi.

4 commenti to “Capelli”

  1. Valeria says:

    gennaio 31st, 2011 at 11:19

    Invidiatemi. Capelli da cinese che, asciugati in quattro colpi di phon, restano liscerrimi e in piega perfetta. Ha! 😛

  2. annerrima says:

    febbraio 1st, 2011 at 11:57

    valeria, mi hai tolto le parole di bocca. soprattutto il “liscerrimi” (io l’errimo lo uso copiosamente).
    non faccio parte di nessuna di queste categorie: li ho lisci, li asciugo in dieci minuti perché non sono sottili, ma non devo fare nessuna piega. devo forse andare dall’esorcista?

  3. canzonidiviaggio says:

    febbraio 2nd, 2011 at 3:18

    vi odio. invidiandovi. 😀

  4. soulexplosion says:

    febbraio 21st, 2011 at 6:13

    io l’ho sempre detto che le palestre sono brutti posti. io li ho ricci, lunghi: un po’ di spuma e un colpo di diffusore. se è umido ancora meglio (così sono ancora più ricci) e se piove c’è l’ombrello!
    la rottura invece è pettinarli…