Comunismo pidiellino, esercitazioni pratiche /2

pubblicato da Giulia mercoledì, gennaio 19, 2011 12:08
Aggiunto alla categoria Triste mondo malato

Questa storia degli autori censurati per reato d’opinione è peggio di Space Invaders, finisci una tornata e ne arriva un’altra più grossa, ad infinitum. Così, se da un lato Raffaele Speranzon si trova costretto a fare marcia indietro negando l’evidenza (“Nessuna censura”), dall’altro cala Elena Donazzan, assessore all’Istruzione della Regione Veneto, che scrive ai Presidi di tutta la regione sconsigliando la lettura a scuola degli autori iscritti nella lista nera. Un “indirizzo politico”. Questi aspiranti piccoli Goebbels non riescono proprio ad assimilare il concetto di “scuola pubblica”, che non è un ricettacolo di direttive di partito: a meno che (e torniamo al mio punto di partenza), non abbiamo in mente un genere di scuola alla Mao o alla Stalin.

Il sottotesto dell’intervento è dichiarato: impedire che gli studenti siano esposti all’opera di chi ha un’opinione politica diversa da quella dei capoccia al potere. Non ci sono margini di equivoco, dato che nessuno ha chiesto alla Donazzan e ai suoi soci di diffondere nelle scuole una biografia incensatoria di Battisti, cosa che sarebbe stata quantomeno discutibile. Oggi si sconsiglia caldamente ai presidi di far leggere ai ragazzi gli scrittori contemporanei che hanno firmato una petizione, domani si sconsiglieranno quelli che hanno sostenuto gli scrittori contemporanei che hanno firmato la petizione; in poco tempo, a scuola si leggeranno solo Una storia italiana e il libro di Costantino Vitagliano, perché anche quel Dante là aveva idee pericolose, Manzoni sosteneva la lotta di classe contro i despoti e Fogazzaro era a favore dell’Unità d’Italia.

Commenti e ping chiusi.

10 commenti to “Comunismo pidiellino, esercitazioni pratiche /2”

  1. vinz says:

    gennaio 19th, 2011 at 12:55

    Magari lo capiremo che la storia non insegna. 
    Lo sappiamo che abbiamo una dittatura e non smetteremo di lottare, ma che dittatura sarebbe se ammettesse la cultura? Son vent’anni che ci comportiamo come se fosse una cosa nuova. 

  2. Giulia says:

    gennaio 19th, 2011 at 12:58

    Bisogna continuare, testardi, a rompergli i coglioni. Tutti, nel nostro piccolo: le notizie devono girare il più possibile, riprendetele sui social network, fateci post, articoli, tazebao. 

  3. Margherita says:

    gennaio 19th, 2011 at 1:15

    elena donazzan strikes again. ammetto che attendevo la sua reazione alle sparate di speranzon. ha superato le mie aspettative in quanto ad idiozia.
    grazie per il post tempestivo. lo segnalerò a breve sul mio blog.

  4. Giulia says:

    gennaio 19th, 2011 at 1:59

    Vai. Fate girare.

  5. Stefano Sardellino says:

    gennaio 21st, 2011 at 10:41

    Ciao Giulia. E’ la prima volta che leggo i tuoi post e mi li ho trovati molto interessanti. Poi ho letto la tua biografia e e scopro che pubblichi per Einaudi stile libero. Ma perché? Non ci sono altri editori in Italia?

  6. Giulia says:

    gennaio 21st, 2011 at 12:20

    Stefano, se è per quello pubblico anche con Mondadori e ho lavorato per Mondadori Digital fino a dicembre.
    Tutto quello che ho da dire sull’argomento (e mi stupisco molto che ci sia ancora gente intelligente che mi fa questa domanda) è qui: http://www.saitenereunsegreto.com/index.php/1931/chi-fa-la-rivoluzione/

  7. Giuseppe Genna says:

    gennaio 22nd, 2011 at 12:01

    Giulia: :* – Grazie davvero.
    Io mi sono attrezzato pubblicando un libro SU Costantino Vitagliano: per uno che cerca la Vacuità era un obbligo dharmico).
    Solidarietà per la domanda editoriale: benvenuta all’inferno… :))))

  8. Giulia says:

    gennaio 22nd, 2011 at 6:17

    Guarda, più che inferno rottura di maroni: per me poca roba, ma le duecento lettere di sdegno a Lucarelli, ecco. 

  9. Stefano Sardellino says:

    gennaio 22nd, 2011 at 6:17

    Cara Giulia, ho letto il post “Chi fa la rivoluzione” e concordo quasi del tutto con la tua opinione. A casa ho la libreria piena di libri Mondadori ed Einaudi, ma ogni volta che ne devo acquistare uno mi vengono le convulsioni. Dico semplicemente che se io fossi uno scrittore che pubblica per LUI farei di tutto per trovare un altro editore. Qualcuno l’ha fatto (Giorgio Bocca), altri no. Il mio giudizio sulle loro opere non è influenzato da questa scelta. Saluti

  10. Giulia says:

    gennaio 22nd, 2011 at 10:31

    Stefano, guarda, è un discorso complesso che altri hanno affrontato meglio di me. Ma credo che il punto sia è che non sei uno scrittore. Correggimi se sbaglio 🙂
    Sono contenta che tu comprenda comunque le mie ragioni, anche solo in parte. Si può fare molto di più sostenendo la lettura che chiedendo agli scrittori di migrare da un editore all’altro, sapendo peraltro che non esistono case editrici vergini.