Comunismo pidiellino, esercitazioni pratiche

pubblicato da Giulia lunedì, gennaio 17, 2011 13:00
Aggiunto alla categoria Triste mondo malato

L’idea di un assessore alla Cultura che incoraggi un boicottaggio dei libri dovrebbe essere roba da teatro dell’assurdo. Invece è successo, o quantomeno, le parole sono state pronunciate.

La questione risale al 2004, quando per la prima volta dopo molto tempo si parlò di Cesare Battisti e della possibilità che venisse estradato in Italia per scontare la condanna all’ergastolo comminatagli per gli omicidi commessi negli anni ’70. Se ne parlò, e molti scrittori firmarono appelli a sostegno di Battisti, convinti (credo in buona fede) che Battisti fosse e sia innocente dei crimini imputatigli.

La questione è controversa e molto lunga, un po’ troppo per essere riassunta in un post. E non è nemmeno rilevante da che parte si stia, se da quella di chi crede all’errore giudiziario o da quella di chi pensa che le sentenze vadano rispettate e applicate, perché qui si parla di un’altra cosa. Si parla di un assessore alla Cultura di un capoluogo di regione che dice: o togliete dagli scaffali delle biblioteche i libri degli scrittori che hanno sostenuto Battisti, oppure ne pagherete le conseguenze. Idem dicasi per gli inviti ai festival, le presentazioni, gli incontri, i dibattiti: c’è una lista di proscrizione e va rispettata. O fate come diciamo noi, o vi leviamo i fondi. Così parlò Raffaele Speranzon. Ricordatevi il nome. Ché poi le cose si dimenticano.

La questione di Battisti è complessa, e la complessità – come sappiamo – mal si sposa con l’atteggiamento della maggioranza di governo. Una maggioranza che ritiene la semplificazione una priorità tale da aver conferito mandato a Roberto Calderoli di esercitarla a tutto campo. (Calderoli. Uno che da quando lo pagano per fare il ministro sta lavorando alacremente a un metodo per semplificare l’allacciatura delle scarpe, che ancora gli riesce ostica.) Semplificare, tagliare con l’accetta, aggredire sono le caratteristiche principali dell’ignorante, che non avendo gli strumenti intellettuali per comprendere mira a demolire tutto quello che gli risulta ostico. Non che l’assessore in questione voglia davvero esercitare una censura, nossignore: le intenzioni sono palesemente dimostrative. Loro stanno dalla parte giusta, e chi ha opinioni diverse va boicottato senza confronto. Se necessario, anche con il ricatto economico, perché bloccare, tagliare e affamare chi non è allineato è una tattica consolidata.

Lo facevano i fascisti. Lo facevano ancora meglio i comunisti della Cina di Mao, che durante la Rivoluzione Culturale diedero letteralmente alle fiamme la cultura tradizionale, in tutte le sue manifestazioni. I pidiellini usano esattamente gli stessi metodi, per poi vantarsi di aver sconfitto il comunismo: più che una sconfitta, un’agile sostituzione.

E in fondo, anche queste sono troppe parole per dire che oggi è Battisti, domani può essere altro. Si possono tagliare i fondi ai bibliotecari che espongono Travaglio o invitano Peter Gomez. Si può bloccare chi si oppone alle politiche di non-smaltimento dei rifiuti in Campania, chi parla della situazione a L’Aquila, chi mette in dubbio i rapporti con Libia e Russia. Battisti è un esercizio semplice, ci sono delle sentenze passate in giudicato. Per un politico è facile dire, se sostieni un assassino non puoi venire qui. Se riesce una volta, poi la posta si può alzare. I libri non sono il calcio, la gente non si incazza se gli togli i libri o minacci gli scrittori. Disprezzare l’intellettuale è semplice, l’intellettuale fa paura e anche un po’ schifo, si crede chissà che e non lavora con le mani, si prende il lusso di firmare petizioni a favore dei terroristi, critica il governo, diffonde l’odio e l’invidia. Bruciamolo!

La lista completa degli autori proscritti la forniscono i Wu Ming. Segnatevela. Non serve essere residenti in Veneto per mantenere un sano allerta critico nei confronti delle politiche culturali in Italia.

Commenti e ping chiusi.

2 commenti to “Comunismo pidiellino, esercitazioni pratiche”

  1. R says:

    gennaio 20th, 2011 at 1:56

    Ciao, seguo il tuo blog e mi piace molto.

    Scrivo per una precisazione: chi ha firmato l’appello in favore di Battisti non sostiene che sia innocente, ma che non abbia avuto un processo giusto. È una differenza importante 🙂 Una bella spiegazione dei fatti alla base dell’appello in favore di Battisti sono su:
    http://www.carmillaonline.com/archives/2009/01/002924.html#002924

  2. Giulia says:

    gennaio 21st, 2011 at 2:43

    Battisti, nello specifico, è un pretesto. L’obiettivo è la censura.