Che cosa vogliono gli studenti in rivolta? /3

pubblicato da Giulia venerdì, dicembre 10, 2010 21:27
Aggiunto alla categoria Viva la gente

Tutte le scuole di Roma sono occupate, mi dicono due ragazzine del liceo nello spogliatoio della palestra. Si preoccupano della scarsa consapevolezza di molti compagni, che occupano per occupare e per non fare lezione, ma non sanno il vero motivo della protesta. A me pare fisiologico, dico. Se tutti gli studenti fossero politicizzati e consapevoli, avremmo risolto il problema dell’indecisione politica nel giro di una generazione. Tenete duro, dico.

Ma anche loro non sanno dirmi cosa vogliono, oltre la revoca della riforma Gelmini e la destituzione del ministro stesso. La fase della fantasia arriva più avanti, forse.

Un germoglio dell’università possibile è presente in questo lungo e appassionato post di Margherita Ferrari, da almeno sei anni una delle più belle teste della blogosfera italiana. Una piccola tessera nel puzzle che sto cercando di ricostruire.

Commenti e ping chiusi.

17 commenti to “Che cosa vogliono gli studenti in rivolta? /3”

  1. Margherita says:

    dicembre 10th, 2010 at 9:50

    ciao giulia,
    ti ringrazio per aver segnalato il mio post.
    sarebbe bello se fin dalle superiori (o addirittura prima) si cominciasse a guardare le istituzioni scolastiche ed universitarie con occhio critico, non limitandosi ad ascoltare quello che dice lo pseudo-marxista di turno. sfortunatamente più passa il tempo e più mi rendo conto che anche tanti miei compagni di corso, che dalla sociologia dovrebbero aver imparato a cogliere le ambiguità e i tanti problemi strutturali dell’università italiana, non vedono oltre il generico odio per Mariastella Gelmini, che un tempo era la Moratti (e così via). speriamo almeno che questo periodo di crisi porti rinnovamento. io ci spero proprio.

    🙂

  2. volty says:

    dicembre 11th, 2010 at 2:44

    e no! bel post, bella la prima parte dell’altro post poi alla fine scivola con dietrologie (a prescindere se vero o no), le dietrologie non servono, sapere se la Gelmini è frustrata o meno non aiuta a comprendere.
    Mettiamo da parte il suggerimento di protestare genericamente contro i baroni, chiediamoci come mai nessuno si muove (studenti, insieme) a chiedere giustizia, rimozione od altro per quanto riguarda baroni precisi, magari quelli che rubano le tesi di laurea, che abusano ecc ecc.
    I soldi non ci sono, lo stato non si può permettere di far studiare materie “improduttive” (la concorrenza è spietata). Io in un altro blog ho chiesto dei link di qualità dove il problema è spiegato e ben analizzato (da parte dei studenti), ho chiesto come mai non si organizzano a scrivere una controproposta di riforma usando Wiki (come piattaforma). Dopo un po’ di tempo mi hanno risposto con un link che non era controproposta ma una specie di nuovo manifesto. Ho dedotto che i ragazzi non vogliono o non sono capaci di confrontarsi o ragionare. È tutto avvelenato da tifoseria. Deprimente.
    p.s. Il punto chiave di una controproposta, viste le condizioni, sarebbero i quantificatori di priorità, in modo che la si possa portare avanti a seconda della disponibilità finanziaria.
    Finché rispondono con il generico “il diritto allo studio” io rispondo: col c. ! Non è giusto che i cittadini paghino per le tue seghe mentali che non potranno mai essere utili per il paese. Devi concordare che cosa studiare (più o meno). Hai troppa passione, oggi c’è internet, trovi tutto, studia da solo. Senso della realtà.
    Deprimente. Tutto avvelenato da dogmi e tifoseria.
    spero che tu riesca a fare un po’ di luce.

  3. Giulia says:

    dicembre 11th, 2010 at 5:00

    volty, non sono affatto d’accordo con il tuo arbitrarissimo concetto di “seghe mentali”, e tantomeno con l’utilitarismo totalitario del concordare cosa studiare.
    Senso della realtà non può coincidere con obbligo di percorso deciso dallo Stato o da un non meglio precisato senso di “utilità”. Neanche nella Russia di Stalin o nella Cina di Mao si arrivava a trascurare in maniera così barbara le inclinazioni del singolo.

  4. Margherita says:

    dicembre 11th, 2010 at 6:28

    per volty:
    il discorso del “oggi c’è internet, studia da solo” mi pare molto insensato. un aspetto fondamentale dell’apprendimento in contesto accademico è proprio la possibilità di coesistere e confrontarsi con altri studenti e con i docenti. studiare da soli è tutta un’altra cosa. ma questo mi pare ovvio.

  5. stealthisnick says:

    dicembre 11th, 2010 at 9:27

    @volty
    secondo me non c’hai capito una mazza, tanto per usare un eufemismo
    il diritto allo studio (cioè i tagli alle borse di studio) è l’unico vero argomento su cui gli studenti dovrebbero concentrare la protesta
    per quanto riguarda la riforma dell’università (che andrebbe rivoltata come un calzino) non sta a loro far proposte alternative e non sta a loro giudicare la riforma gelmini, perchè (giustamente) non hanno i mezzi per farlo

  6. volty says:

    dicembre 12th, 2010 at 2:12

    Giulia, hai travisato quel “più o meno” messo in parentesi, sarebbe oltremodo faticoso dover specificare proprio tutto. Il senso era che lo stato deve (è costretto a) scoraggiare certe materie (e.g. legge). E non si tratta di “non meglio precisato” senso di utilità, basta avere la volontà di andare a vedere come stanno le cose altrove.
    Mica penserai che la Cina ed altri paesi lascino studiare (gratuitamente!) così alte percentuali di materie che giudica improduttive ?

    Margherita, a me non pare così insensato, ho parlato di gente con passioni di studiare certe materie quando lo stato non può garantirgli la gratuità degli stessi. la GB ha una grande tradizione per quanto riguarda studiare da soli, oggi triplicano le tasse per chi vuole seguire quei bei percorsi accademici.

    stealthisnick, tu che hai capito tutto ,capirai anche che visto che (lo dici tu!) non sta a loro fare le proposte alternative, dovranno subire quelle del governo. Quanto hai capito tu si capisce dal “non sta a loro far proposte alternative” – io, dal canto mio preferisco rimanere con la mia ignoranza.

    scusate, ho “abboccato”, pensavo di aver trovato (finalmente) uno spazio dove si può discutere tenendo sempre presenti le condizioni del mondo reale (il famoso senso della realtà). Aggiungo solo che i cittadini (visto che pagano il tutto con le loro tasse) hanno il diritto di mettere dei paletti sulla spesa per quanto riguarda i “diritti allo studio intesi come studio di materie da passione” (e se un giorno tutti volessero studiare filosofia?)
    auguri.

  7. volty says:

    dicembre 12th, 2010 at 2:32

    Neanche nella Russia di Stalin o nella Cina di Mao si arrivava a trascurare in maniera così barbara le inclinazioni del singolo.
    È sempre stato così, dovunque per quanto riguarda le masse. Avete idee evanescenti sulla libertà e libero arbitrio delle inclinazioni (non singoli, vale per i grandi numeri).
    Inclinazioni del singolo? La gran parte si inclinano come i turisti-campagnoli che vedo qui, basta una puntata di uno sceneggiato ambientato a Venezia e corrono tutti qua il successivo weekend. “Seghe mentali” era appunto, questo, una miriade di gente con idee vaghissime/ passioni per non si sa esattamente che cosa – potete negarlo, non me ne frega, rimane il fatto che una volta finiti gli studi si sentiranno più felici e realizzati coloro che saranno assorbiti dal sistema produttivo per le competenze che hanno acquisito studiando (magari) malvolentieri.
    Ho messo troppa carne sul fuoco sottovalutando la possibilità di risposte così ostili e la relativa fatica nel rispondere.

  8. gabriele says:

    dicembre 12th, 2010 at 2:41

    La frase “oggi c’è internet, trovi tutto, studia da solo” mi toglie l’aria, mi getta nello sconforto assoluto. Ho già sperimentato l’imbarbarimento e la cialtroneria che questa mentalità ha prodotto in Australia, ma temo che l’Europa stia seguendo a ruota.

  9. Giulia says:

    dicembre 12th, 2010 at 3:45

    volty, abbi pazienza, ma per discutere bisognerebbe riconoscere che non tutte le opinioni hanno la stessa dignità. Uno che ritiene che “legge” sia una facoltà inutile e che lo Stato deve decidere che cosa la gente possa o non possa studiare non può pretendere di essere preso sul serio. Per le fantasie totalitarie credo siano più indicati i forum appositi.

  10. volty says:

    dicembre 13th, 2010 at 1:14

    Uno che ritiene che “legge” sia una facoltà inutile
    Va a confrontare (faccio servizi di citazioni/link volentieri per gente educata) il numero di avvocati in Italia con gli altri paesi e fatti la domanda (o cerca se troppo complicato) se questo andazzo è sostenibile.

  11. volty says:

    dicembre 13th, 2010 at 1:18

    Non ho mai sostenuto che lo stato debba decidere sul chi cosa può studiare, sostengo che lo stato ha dovere/diritto (attraverso la sua democrazia rappresentativa) di incoraggiare o scoraggiare (sovvenzionare o meno) certi studi.
    Non ho mai sostenuto [cose da] stati totalitari.

  12. volty says:

    dicembre 13th, 2010 at 1:24

    Gabriele:
    Ho già sperimentato l’imbarbarimento e la cialtroneria che questa mentalità ha prodotto in Australia
    Questo mi interessa (non è polemica). Se non mi arriva la risposta qui proverò con Google.

    Giulia,
    …non tutte le opinioni hanno la stessa dignità…
    Sei tu che mi stai attribuendo delle cose che non ho detto/sostenuto.

  13. Giulia says:

    dicembre 13th, 2010 at 2:53

    Non è giusto che i cittadini paghino per le tue seghe mentali che non potranno mai essere utili per il paese. Devi concordare che cosa studiare (più o meno).

    E questo cosa vuol dire?
    Se non ci facessi perdere tempo, grazie, ché già ce n’è poco.

  14. volty says:

    dicembre 14th, 2010 at 2:14

    E questo cosa vuol dire?
    Vuol dire che sei prevenuta, ti manca elasticità mentale (oltre che la volontà di capire/confronto). Categoria di piccoli narcisisti che vogliono soltanto posare ed accreditarsi reciprocamente scrivendo. E io scemo che pensavo di aver regalato un po’ del mio tempo! 🙂
    Vi lascio ai vostri complimenti incrociati sperando che non siate in tanti a non voler ragionare. Sarebbe un insulto all’intelligenza dire che i vostri sono soltanto dei sogni. Trattasi di teppismo intellettuale.
    ciao : )

  15. Giulia says:

    dicembre 14th, 2010 at 7:11

    volty, sei uno spasso. Penso che nel Pdl si siano liberati dei posti da professionista dello svicolamento 🙂

  16. Luigi says:

    dicembre 15th, 2010 at 5:39

    Volty, ti sei accorto solo ora che qui sono bene accetti solo i “complimenti incrociati” e non è di casa elasticità e desiderio di confronto con chi fa ragionamenti compiuti anche se non condivisi? Poi ci si stupisce che Giulia appoggia chi protesta a prescindere dal fatto che non sanno perchè protestano.

  17. Kate says:

    dicembre 16th, 2010 at 3:34

    Ciao, ho letto il tuo pezzo su MC e volevo farti i complimenti!!! Baci, K.