Ognuno dirà la sua su Mario Monicelli

pubblicato da Giulia martedì, novembre 30, 2010 10:57
Aggiunto alla categoria Viva la gente

Il nostro unico incontro non fu piacevole. Eravamo in diretta sulla defunta Rai Futura, in uno di quegli spazi in cui la ventina di conduttori in forza al canale si sedeva a intervistare a turno un ospite. Monicelli ci guardava con la faccia di uno che ci avrebbe volentieri presi a schiaffi: forse non aveva capito bene chi fossimo (continuava a domandarci perché volessimo fare gli attori, ma quasi nessuno di noi era incamminato in quella direzione: solo Rosina, ed Edoardo che ora è nel cast di una delle serie migliori di sempre, ma forse allora già non lavorava più con noi), forse ci aveva scambiati per un manipolo di concorrenti di talent show fuori scala anagrafica, forse semplicemente aveva annusato l’aria di dilettantismo e ignoranza che ci aleggiava sopra la testa. Insomma, ci trattò malissimo, da imbecilli, usando ogni domanda per attaccarci. Sì, un po’ eravamo noi il problema. Un po’ anche no. Ma aveva già quasi novant’anni, e se l’era meritata, la possibilità di menarci due ceffoni educativi. Perché lui era Mario Monicelli, e noi no.

E per questo la mia prima reazione alla notizia del suo suicidio, ieri sera, è stata “Era l’ultima persona da cui me lo sarei aspettato.” E invece no, a ripensarci. Perché per quanto sia impossibile sapere davvero che cosa passa per la testa di qualcuno che si toglie la vita, a qualsiasi età, mi sembra plausibile che abbia deciso di risparmiarsi il ricovero, l’agonia, i coccodrilli da vivo, i Verissimi, e anche peggio l’oblio in cui sarebbe scomparso poco alla volta. Meglio un bel salto. Un metaforico dito medio, o il capolinea della disperazione, non lo sapremo mai. Però ha scelto lui.

Questo conta.

Mario Monicelli ha dato qualcosa a tutti. Per me resterà per sempre il regista di Amici Miei, un capolavoro di cui tutti abbiamo citato almeno una frase nei nostri discorsi quotidiani e che è la più autentica e pura rappresentazione di come vivono, pensano e amano gli uomini. Un modo di affrontare la vita che è gioia, capacità di vivere il presente, a volte egoismo infantile e resistenza al concetto di “dovere”, ma che mi ha reso più facile capire perché siano così riluttanti a smettere di essere come se stessi e diventare un po’ più come noi.

Commenti e ping chiusi.

7 commenti to “Ognuno dirà la sua su Mario Monicelli”

  1. beri says:

    novembre 30th, 2010 at 11:38

    Due ceffoni te li darebbe anche ora, dopo aver letto il classico coccodrillo di chi sfrutta il dramma altrui per scrivere un post inutile all’insegna dei soliti “io l’avevo conosciuto”, “la prima cosa che ho pensato quando l’ho saputo”, “ha dato qualcosa a tutti”, …
    Una supercazzola vi sommergerà.

  2. simone says:

    novembre 30th, 2010 at 11:39

    Giustissimo Giulia ma credo che ci fosse un’altra cosa a cui voleva sfuggire Monicelli: dipendere dagli altri. Per quanto ne so Mario , dopo vari esperimenti, viveva da solo, orgogliosamente e ostinatamente …la malattia. l’agonia ti tolgono diritto di replica, sei nelle mani degli altri e questo il vecchio adorabile rompiscatole non l’avrebbe proprio sopportato

  3. Giulia says:

    novembre 30th, 2010 at 11:47

    beri, sì, me li aspetterei. Però volevo dire un’altra cosa, e che la mia sia una goccia nel mare delle commemorazioni mi pare evidente fino dal titolo.
    La violenza verbale non serve, è solo un blog. Si prova a condividere un pensiero, un ricordo, senza pretendere né di avere conosciuto la persona in questione né di farne un epitaffio convincente.
    Deponiamo le armi, almeno per oggi: sarebbe gentile.

  4. seralf says:

    novembre 30th, 2010 at 12:08

    in realtà fece dichiarazioni che esprimevano profonda comprensione delle motivazioni per il suicidio del padre: io credo che a pensarci anche in questo ultim ogesto abbia portato alle estreme conseguenze il piglio coerente di tutta una vita i mpegnata a prendersi la responsabilità di fare scelte chiare

  5. ale says:

    dicembre 2nd, 2010 at 10:44

    Complimenti per la pazienza e l’educazione con cui hai risposto a beri, io non mi sarei controllato tanto.

  6. volty says:

    dicembre 10th, 2010 at 6:49

    Da un mio commento a caldo, quella sera:

    …Posso solo sperare che non si commenti sulla sua scelta finale poiché nessuno ne avrebbe né diritto né competenza.

    Il resto del post mi piace moltissimo. Forse la risposta sul perché Monicelli vi trattava male lo si trova nel mio commento (del link sopra).
    ciao

  7. volty says:

    dicembre 10th, 2010 at 6:51

    Da un mio commento a caldo, quella sera:

    …Posso solo sperare che non si commenti sulla sua scelta finale poiché nessuno ne avrebbe né diritto né competenza.

    Il resto del post mi piace moltissimo. Forse la risposta sul perché Monicelli vi trattava male lo si trova nel mio commento (del link sopra).
    ciao