Anna Maria, la violenza contro le donne non è un’astrazione

pubblicato da Giulia giovedì, novembre 25, 2010 14:38
Aggiunto alla categoria Spot, Triste mondo malato

malanovaOggi, come i quattro gatti della rete sanno e il resto dell’Italia beatamente ignora, è la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, una ricorrenza simbolica al termine della quale tutti ritorneremo alle nostre abitudini quotidiane, senza cambiare una virgola dei nostri comportamenti e pensando che non possiamo farci niente se esistono dei malati e dei violenti che uccidono le donne. Torneremo a ignorare comodamente le mille storture che fanno di una donna, di volta in volta, un genere relativo al maschio di segno diverso. Angelo, puttana, seduttrice, bugiarda, traditrice, arredo da salotto, animale da compagnia. Torneremo a spararci addosso le une con le altre criticando minuziosamente i corpi altrui, a colpevolizzare chi subisce violenza perché poteva evitarlo, a usare termini denigratori per designare quelle che percepiamo come sessualmente aggressive. A domandarci in pubblico come fare a diventare più femminili, nel senso di più seduttive, e chi seduttiva non ha voglia di esserlo sia messa alla gogna. Insomma, torneremo a trattare le donne – noi stesse, le altre – come avversarie.

Oggi, che è la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, io me ne vado a parlare della violenza subita da una donna in particolare, Anna Maria Scarfò. Che, come ha raccontato in Malanova, scritto con Cristina Zagaria, è stata violentata per tre anni dagli uomini del suo paese. Violentata nel corpo, violentata nell’anima: fino al giorno in cui ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine, e oltre, Anna Maria è stata bersaglio di ingiurie, offese, tentativi di esilio (una suora voleva mandarla in collegio, un collegio che non ha voluto ospitarla in quanto non più vergine: avrebbe potuto rovinare le altre, quella piccola svergognata), e infine un vero e proprio stalking da parte delle donne intorno a lei. Con una crudeltà degna della peggiore applicazione della sharia, Anna Maria è stata accusata di essere seduttrice e diavolo, di avere approfittato di bravi ragazzi per poi rovinarli. Perché la donna è sempre colpevole.

Ora Anna Maria vive sotto protezione. La sua situazione è talmente delicata che non potrà essere presente alla presentazione di Malanova a Roma. Io ci sarò, insieme a Cristina Zagaria e all’avvocato Rosalba Sciarrone. Anna Maria ha inviato un filmato: la vedremo per la prima volta, sentiremo la sua voce, anche se non potrà essere presente.

Alle 18.00 alle Librerie Feltrinelli di Via Vittorio Emanuele Orlando, 78/81. Perché la violenza sulle donne non è un’astrazione.

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2 commenti to “Anna Maria, la violenza contro le donne non è un’astrazione”

  1. Flavia Altomonte says:

    novembre 28th, 2010 at 12:41

    Gironzolando per la rete vi sono rimasta intrappolata. Questo tuo blog centra qualcosa.
    Ho voglia di leggere ancora qualcos’altro quassù, pertanto ti aggiungo nella mia BlogRoll per non perderti di vista.

    Buon fine settimana,
    Flavia Altomonte, da Una Valigia di Caffè

  2. Menphis says:

    novembre 29th, 2010 at 5:02

    L’apprendo leggendo il tuo blog questa storia.
    Vedendo un filmato tratto dalla trasmissione di “chi l’ha visto” forse bisognerebbe riflettere del perché altre donne non offrono la loro solidarietà umana e non mettono in dubbio, dopo un processo, l’onestà del proprio compagno. Tutte con problemi di dipendenza affettiva? Del perché in certi contesti culturali, vige ancora la cultura che è sempre la donna quella che si offre … anche se subisce una violenza dimostrata. 

    Spero che ci sia stata molta gente alla presentazione del libro.