Che cosa vogliono gli studenti in rivolta?

pubblicato da Giulia mercoledì, novembre 24, 2010 14:00
Aggiunto alla categoria Viva la gente

Una piccola riflessione poco articolata, prendetela per quello che è.

I moti di protesta del ’68 (e in seguito quelli del ’77) sono rimasti nella storia perché oltre a contenere la generica irritazione contro i vecchi e il sistema che è fisiologica a generazioni alterne – una si ribella, l’altra si gode i frutti della ribellione, quella successiva si rivolta contro l’accidia dei genitori, e via dicendo – ha provato anche a delineare un’idea di progresso. A portarlo nelle aule scolastiche, a concretizzarlo anche se in maniera vaga, approssimativa, e in un ultima analisi per nulla durevole nei risultati. Ma è il tentativo, lo spirito, ad aver lasciato la traccia che lo rende memorabile. Insomma, ci hanno provato: poi sono invecchiati, hanno messo al mondo dei figli ai quali non hanno saputo trasmettere (per disincanto, forse, o perché i figli non ti ascoltano mai) la loro idea di società.

Tutto questo per dire: gli studenti che stanno protestando, ora, oggi, che idea di scuola hanno? Che idea di società hanno? Perché nessuno glielo chiede, e se qualcuno gliel’ha chiesto, qual è stata la risposta? Che cosa vogliono, oltre ai sacrosanti finanziamenti per le scuole e le università pubbliche che sono alla base della crescita di un paese? Che cosa chiedono, oltre al diritto costituzionale allo studio? Che cosa cambierebbero?

A me piacerebbe saperlo. Senza sfide, per pura curiosità.

Commenti e ping chiusi.

12 commenti to “Che cosa vogliono gli studenti in rivolta?”

  1. marcantonio says:

    novembre 24th, 2010 at 4:05

    beh, guarda, mia figlia frequenta il primo anno di un istituto tecnico e qualche settimana fa è tornata da scuola e mi ha mostrato il volantino di uno dei gruppi che si candidano alle prossime elezioni scolastiche: uno dei punti chiave del programma era quello di avere la possibilità di riservare dei posti macchina gratuiti per gli studenti nel parcheggio comunale a pagamento davanti alla scuola (e sorvoliamo sulla percentuale di studenti che ha la patente in una scuola superiore, eh)

  2. Giulia says:

    novembre 24th, 2010 at 8:03

    Sì, be’, le rivendicazioni idiote sono un effetto collaterale, ma non ci dicono niente su quale sia l’idea globale di società che questi studenti hanno in mente. Sono curiosa, vorrei saperlo, e nei prossimi mesi spero di appurarlo andando un po’ in giro per scuole.

  3. Gabriele says:

    novembre 25th, 2010 at 11:29

    Fortunatamente ho una sorella che ha dieci anni meno di me, studentessa universitaria. Dato che parliamo tra di noi, riesco a sapere, più o meo, quello che gira per la testa sua e dei suoi amici. Mia sorella, con tutte le passioni, gli studi, le letture ecc. non ha un’idea della società e del percorso che potrebbe portare ad un ipotetico futuro. Desidera stare bene, svolgere un lavoro per lei stimolante e fare qualche bel soldo. Gli “arrabbiati” che conosce e conosco sono ancora troppo presi dal loro ruolo per approcciarsi in modo critico al loro futuro, credo. Secondo me, quelli che hanno le idee chiare sul futuro sono pochissimi, ma non biasimo la restante maggioranza.

  4. Marco says:

    novembre 26th, 2010 at 8:44

    Mia nipote, 17 anni, vorrebbe il minimo sindacale per la sua scuola: sedie, banchi, supplenti in caso di assenza dei professori di ruolo (e non un mese dopo dall’inizio della malattia), cessi puliti tutti i giorni (non a giorni alterni ché non ci sono i fondi per pagare un inserviente fulltime); magari che venisse anche riverniciata la parete annerita da un incendio di due anni fa, ma forse quello è chiedere troppo.

  5. Giulia says:

    novembre 26th, 2010 at 9:44

    Quanto è triste che siano costretti a chiedere il minimo dei minimi, e non riescano a figurarsi altro? (Comunque io sto con loro. Sia chiaro.)

  6. Chia says:

    novembre 30th, 2010 at 4:48

    Io sono uscita dal liceo da qualche anno e devo ammettere che non so proprio rispondere alla domanda.
    In tempo d’elezioni per i rappresentanti d’istituto ad andare per la maggiore era il solito gruppo che annoverava tra le proprie richieste cose riguardanti feste, gite, assemblee d’istituto.. Insomma, tutto men che studiare eh?
    Poi ci buttavano dentro cose come il rispetto del tetto massimo per l’acquisto dei libri o la carta igienica nei bagni, ma la sostanza era ben altra.
    Se poi vogliamo tirare in ballo le manifestazioni, conosco persone che ci vanno “perchè è divertente” e sono pronta a mettere la mano sul fuoco che la gran parte dei manifestanti non si è presa il disturbo di documentarsi personalmente in maniera adeguata. Insomma, qualcuno gli ha detto che stanno combinando cose vergognose e loro da bravi vanno a manifestare, nell’ignoranza più nera riguardo a fatti/leggi/etc etc.. (Io non sono un esempio di virtù, in occasione di grosse manifestazioni, autogestioni ed assemblee mi facevo una bella dormita, se non altro mi serviva a qualcosa.) [Tralaltro personalmente trovo allarmante la cosa. Possibile che non abbiamo più un minimo di stimolo per approfondire un argomento, per informarci di persona? Se penso al numero di catene di sant'antonio contenenti cazzate cosmiche che mi vengono inoltrate mi viene lo sconforto. Ma veramente le persone si lasciano abbindolare così facilmente?]
    Che cosa vogliono? Hanno delle proposte? Qualcuno sì. In 3 anni di accademia di belle arti (e quello sì è un settore bello disastrato) ho incontrato persone con idee le idee chiare in testa, che hanno manifestato sapendo quel che facevano, si sono organizzate a livello nazionale, hanno messo il naso in leggi e riforme, hanno avanzato delle proposte serie, si sono scomodati a scriverli loro, i decreti, dal momento che il ministero pare si fosse dimenticato che la riforma, vecchia di 10 anni, era incompleta e ci lasciava con in mano l’equivalente di un pezzo di carta igienica equipollente alla laurea. Sono entrati in contatto coi politici, col ministero.. Poi è caduto il governo. Bum. Tutto da rifare. Non ne ho più saputo nulla.
    Infine vorrei dire la mia. Io, per me, non ho grandi pretese. Neanche mi illudo che troverò il lavoro dei mie sogni. Mi basterebbe avere un tetto sopra la testa ed un lavoro, senza dovermi confrontare mai con la paura di perderlo da un giorno all’altro, di non potermi permettere un figlio o una malattia, di non avere MAI la possibilità di andare in pensione. Onestamente la vedo grigia e mi sento impotente di fronte ad una classe politica che da destra a sinistra non pensa ad altro che agli stracazzacci propri.

  7. Pippo says:

    dicembre 1st, 2010 at 12:56

    Sinceramente è molto semplice, basta dare un’occhiata al disegno di legge approvato oggi e troverai tutte le tue risposte lì. Ad esempio che le borse di studio vengono tagliate di circa il 90%

  8. Giulia says:

    dicembre 1st, 2010 at 9:15

    Sulle richieste di base, OK. Mi domando, al di là delle richieste pratiche, se ci sia un’idea di futuro, di paese, di società che guida gli studenti, una parte o tutti. Qualcosa che superi le necessità immediate.

  9. JK says:

    dicembre 8th, 2010 at 2:36

    (quel giorno c’era lezione, quindi non potevo partecipare, come hanno fatto altri)
    Per quanto mi riguarda, quello che dice Pippo (e non mi riferisco all’esempio, ma a tutto quanto) basta e avanza immanemente.
    Detta in modo semplice, io ho sempre pensato che se in un paese manca sanità e istruzione, manca tutto.

  10. volty says:

    dicembre 11th, 2010 at 3:09

    anni fa parlavo con un conoscente psichiatra, gli chiedevo sul come potrebbe influire la mancanza di tempo per sognare, riflettere, discutere (non da tifosi!)ecc . M’è venuta quest’idea ricordandodella mia crescita: si andava a letto e si fantasticava, ci si rimproverava, si discuteva con gli amici finché l’argomento non era esaurito (più o meno) ecc ecc. Quindi, osservando in giro, vedendo i ritmi di oggi mi era venuto l’atroce dubbio: questi qua sono degli zombies, non hanno profondità, non avranno la capacità di concentrazione, non avranno la capacità di analisi di cose complesse ecc ecc. Sono domande/risposte di buon senso, però mi interessava la risposta di questo conoscente per via degli eventuali studi sul rapporto tempo / processi cognitivi / processi di comprensione. La sua risposta fu che sarà sempre peggio.
    Bisogna recuperare (o adattare) il ritmo, c’è troppo input e poca riflessione.

  11. volty says:

    dicembre 11th, 2010 at 3:34

    Sognare di diventare baroni? Quanti?

  12. JK says:

    dicembre 13th, 2010 at 8:50

    Quoto volty.